Norveška šuma

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Publisher: Geopoetika

4.2
(20374)

Language: Hrvatski | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 8676661138 | Isbn-13: 9788676661138 | Publish date:  | Edition 4

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
I danas je medju mladima u Japanu najcitanija Murakamijeva knjiga, jos od objavljivanja 1987, upravo Norveska suma. Ona je svog autora ucinila superzvezdom u domovini i obezbedila mu siroku popularnost u citavom svetu. Radnja romana smestena je u Tokio kasnih sezdesetih, u vreme kad su japanski studenti, kao i njihove kolege mnogih drugih nacija u svojim zemljama, protestovali protiv sopstvenih rezima. Ova pomalo nostalgicna pozadina, osim sto odslikava atmosferu svetskog bunta, predstavlja kulise za jednu "obicnu" ljubavnu pricu. Rec pod navodnicima oznacava ono u cemu je Murakami majstor bez premca: suptilni poznavalac ljudskog srca, dilema i strasti koje donose ljubavni jadi. Naslov knjige je direktna asocijacija uz japanski prevod pesme Norwegian Wood, Bitlsa, to jest Dzona Lenona.
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  • 5

    Romanzo bellissimo...la lettura mi ha catturato si dalle prime pagine ed è stato un piacere immergersi nella prosa utilizzata da Murakami...a molti la storia può risultare deprimente...ma forse è pro ...continue

    Romanzo bellissimo...la lettura mi ha catturato si dalle prime pagine ed è stato un piacere immergersi nella prosa utilizzata da Murakami...a molti la storia può risultare deprimente...ma forse è proprio questo che (a tratti) voleva trasmettere l'autore...

    said on 

  • 3

    Deprimente

    Sulla bravura di Murakami nessun dubbio, ma sulla trama sinceramente qualcosa da dire c'é.
    Io l'ho trovato molto deprimente e negativo, a tratti molto pesante. Non lo consiglierei a persone che stanno ...continue

    Sulla bravura di Murakami nessun dubbio, ma sulla trama sinceramente qualcosa da dire c'é.
    Io l'ho trovato molto deprimente e negativo, a tratti molto pesante. Non lo consiglierei a persone che stanno attraversando momenti difficili dovuti alla perdita di una persona cara perché questo libro é un continuo confrontarsi con il tema della morte...
    È il secondo libro di Murakami che leggo e devo a dire che trovo questo scrittore abbastanza angosciante.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Chi ha a che fare con lui, s'impicca.

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  • 3

    Indecisa

    Forse ho iniziato questo libro nel momento sbagliato, ma non mi ha trasmesso quello che credevo. E' triste, troppo triste, ma non quella tristezza che ti commuove, quanto più quella tristezza che ti m ...continue

    Forse ho iniziato questo libro nel momento sbagliato, ma non mi ha trasmesso quello che credevo. E' triste, troppo triste, ma non quella tristezza che ti commuove, quanto più quella tristezza che ti mette ansia ;)
    Non si può dire che non sia un bel libro, ma non credo che Murakami sia uno scrittore che rileggerò.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Credo si tratti del romanzo più “realistico” scritto da Murakami, escluso Undergroud, che però non è un romanzo, ma un’opera di riflessione e inchiesta su un tragico incidente terroristico realmente a ...continue

    Credo si tratti del romanzo più “realistico” scritto da Murakami, escluso Undergroud, che però non è un romanzo, ma un’opera di riflessione e inchiesta su un tragico incidente terroristico realmente accaduto nella metropolitana di Tokyo. In Norwegian Wood, infatti, è del tutto assente l’elemento fantastico che solitamente caratterizza la narrazione di Murakami.

    E’ la storia di alcuni ragazzi che dall’adolescenza si apprestano a entrare nell’età adulta. Il racconto è condotto in prima persona dal protagonista Watanabe, che ormai trentasettenne, durante un viaggio di lavoro, nell’atterraggio di un aereo ad Amburgo, sentendo una certa canzone in filodiffusione, ricorda ciò che accadde in quei lontani giorni, alla fine degli anni sessanta, durante l’università. O perlomeno ciò che la memoria ha serbato di quei giorni.

    Watanabe ha trascorso la scuola superiore con l’amico Kiziku e la fidanzata di questo, Naoko. Purtroppo Kiziku si toglierà la vita e Naoko, in profonda crisi personale, prima si isola dal mondo, mantenendo un contatto solo tramite Watanabe, infine si ricovera in un istituto di assistenza psichiatrica, che garantisce alle proprie pazienti un distacco completo dalla società. Watanabe affronta quindi il mondo universitario da solo. Nel tentativo di non abbandonare Naoko, continuerà a frequentarla, a visitarla nell’istituto, scoprendosi innamorato. Nell’istituto di igiene mentale, conoscerà anche Reiko, una amica di Naoko, che, ormai guarita, si prepara a tornare nel mondo, dove la aspettano il marito e la sua bambina. Tuttavia, il tentativo del protagonista di ricondurre Naoko nel mondo e la disponibilità a offrirle una situazione affettiva stabile e autentica si riveleranno vani e non salveranno Naoko dalla propria fragilità emotiva e psicologica, che la condurranno infine al suicidio. Durante la relazione con Naoko, Watanabe frequenta l’università e ha modo di conoscere alcuni ragazzi, come il compagno di stanza Sturmtruppen, appassionato di cartografia, e la sua compagna di corso Midori, una vivace ragazza che si divide tra lo studio e gli impegni familiari di lavoro e di cura del padre malato. In particolare, stringerà un forte legame di amicizia con Nagasawa, e la fidanzata Hatsumi. Watanabe e Nagasawa sono inizialmente legati dalla passione per la letteratura americana e per il libro Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald; inoltre, Watanabe è fortemente ammirato dal carisma dell’amico. Tuttavia, il disordine e la confusione che regnerà sui loro momenti di svago extrauniversitari, e soprattutto la eccessiva spregiudicatezza e il cinismo di Nagasawa, che pure porterà al suicidio la fragile fidanzata Hatsumi, convinceranno il protagonista a interrompere definitivamente ogni rapporto con lui. Ormai, straniero e solo nel mondo, disorientato e confuso dal dolore, Watanabe troverà un saldo appiglio alla realtà e alla vita in Midori, che si rivelerà essere una preziosa e affidabile amica e compagna.
    Nel romanzo sono presenti tutti i temi cari a Murakami: la solitudine, la difficoltà di vivere nella società contemporanea (quasi tutti i suoi romanzi sono ambientati nella Tokyo degli anni ottanta). E’ sempre ricorrente la dualità tra mondo reale e mondo intimo dell’anima, spesso (in altri romanzi) immaginato come un vero e proprio mondo concreto, ma fantastico, colmo di elementi immaginari e impossibili.
    Questo libro, nello stile unico di Murakami, offre una storia vera, forte, triste, piena di speranza, e anche di disperazione, come solo la vita sa essere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un libro sul tema della mancanza.

    Nel leggere questo lungo romanzo come lettore-aspirante scrittore mi sono detto: vedi, come si descrive un paesaggio? Come i personaggi sono così vividi nei loro slanci, nelle loro debolezze, la loro ...continue

    Nel leggere questo lungo romanzo come lettore-aspirante scrittore mi sono detto: vedi, come si descrive un paesaggio? Come i personaggi sono così vividi nei loro slanci, nelle loro debolezze, la loro inerzia, le loro crisi? Vedi come si fa a scrivere dialoghi naturali che non sembra di leggere ma di udirne le parole? E lo stile. Norwegian Wood è scritto come una lenta rapsodia jazz che ti immerge in un’atmosfera ovattata e malinconica, che ti si attacca addosso e ti dà sensazioni di colori e sfumature, di profumi e di maleodori, di sensazioni tattili. Un modo di scrivere, questo di Murakami, che unisce il corpo con lo spirito, i fiori con il fango, che ti immerge nelle poche gioie e nei tanti dolori della vita.
    I personaggi non sono scolpiti come le caricature di Dickens, sono finissime statuine di porcellana che danno al lettore piacere e irritazione. Proprio nei personaggi ho trovato alcuni punti irritanti. Pensiamo a Reiko, ad esempio, la sua storia personale è ai limiti dell’assurdo e infonde incredulità, come pure la sua incapacità a farsi gli affari suoi. E’ un personaggio dalla doppia personalità, forse anche tripla. La scena finale di sesso sfrenato (quattro in una notte, niente male!) mi è apparsa l’unica fra tutte le scene di sesso esplicito descritte, un po’ di cattivo gusto, ma è un parere molto personale.
    Il personaggio di Sturmtruppen viene introdotto e poi scompare nel nulla lasciando un vuoto (certamente voluto dall’autore) che non mi ha convinto del tutto.
    Watanabe viene disegnato come un giovane che possiede un rigore morale inossidabile ma accetta tutto da tutti con una facilità davvero imbarazzante.
    Midori è invece vera e credibile: una femmina moderna che proprio attraverso il dolore e la sua caparbietà cresce verso il conseguimento di una maturità positiva.
    Naoko è la figura più “giapponese della galleria (insieme all'amabile fidanzata di Nagasawa, Hatsumi). Fragile e sensibile fino all’alterazione, si capisce fin da subito che sarebbe stata la vittima sacrificale per la salvezza del protagonista.
    Una cosa che non mi è piaciuta della trama è l'inizio, che parte dalla maturità di Watanabe e che poi viene come dimenticato nel proseguire della storia.
    Insomma Murakami ha scritto un romanzo delicato, a tratti irritante; poetico e materialista, addirittura carnale e laicissimo, dove la spiritualità è rivolta alla Natura e al ricordo delle persone amate; non c’è niente di strettamente religioso. E’ un romanzo colorato e sfumato, profumato e maleodorante; un caleidoscopio sfaccettato che perde però qualche pezzo in qua e là.
    Il messaggio. Il libro tratta del tema della mancanza. Il messaggio che se ne ricava è che vivendo siamo condotti ad affrontare molti tipi di mancanze: la mancanza dell’amore prima di tutto, dell’amicizia, della famiglia, degli ideali, dell’orientamento esistenziale. Possiamo ovviare a tutto questo con la rinuncia (e non è la soluzione migliore), o con la paziente ricerca di altri amori, di altri ideali, di altre mete. Murakami afferma che ce la possiamo fare solo con l’aiuto di persone positive che sappiano guardare oltre le convenzioni e guidarci.

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  • 5

    Libro straordinario, una prosa meravigliosa, personaggi magistralmente costruiti, primo libro che leggo di Murakami e ora mi leggerò tutti gli altri, non è possibile non innamorarsi dei protagonisti. ...continue

    Libro straordinario, una prosa meravigliosa, personaggi magistralmente costruiti, primo libro che leggo di Murakami e ora mi leggerò tutti gli altri, non è possibile non innamorarsi dei protagonisti. Una narrazione così dolce, romantica, a volte triste ma profondamente vera e toccante. Bellissimo!

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  • 2

    non so come sono riuscito a finirlo

    Questo libro mi era stato consigliato da un amico ottimo recensore , ma penso che questa volta abbia preso un abbaglio. E' un libro privo di particolari contenuti , ma solo squallide impressioni di u ...continue

    Questo libro mi era stato consigliato da un amico ottimo recensore , ma penso che questa volta abbia preso un abbaglio. E' un libro privo di particolari contenuti , ma solo squallide impressioni di un adolescente

    said on 

  • 3

    Così triste

    Questo romanzo non è il mio primo approccio a Murakami e non lo consiglierei come prima lettura. Avevo letto dei racconti e "L'uccello che girava le viti del mondo" che mi era piaciuto moltissimo. Nor ...continue

    Questo romanzo non è il mio primo approccio a Murakami e non lo consiglierei come prima lettura. Avevo letto dei racconti e "L'uccello che girava le viti del mondo" che mi era piaciuto moltissimo. Norwegian Wood non è affatto un romanzo semplice e trasuda tristezza e malinconia da ogni singola pagina. Per gli estimatori di Murakami è un must, ma per chi non lo conosce bene non mi sento di consigliarlo, soprattutto se si sta vivendo un momento poco felice. Il romanzo è pieno di immagini infelici, storie di giovani suicidi,peraltro non motivati, e logoranti malattie, sia fisiche che mentali. Non è un romanzo adatto a tutti e non in tutti i momenti della vita. A me personalmente non è dispiciuto, ho apprezzato molto il personaggio di Sturmtruppen, un ragazzo chiaramente affetto da sindrome di Asperger, anche se l'autore non lo esplicita, così tipicamente murakamiano, che arriva e sparisce nel nulla, senza un motivo, come spesso succede con le persone che frequentiamo per brevi periodi della vita. Forse è questo ciò che più apprezzo in Murakami, il suo senso della vita che non deve necessariamente essere spiegata in tutto. Penso che sia per questo che a molti non piace: Murakami non è gradito a quei lettori che dai libri vogliono risposte, non vuoti.

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  • 2

    Citando Fantozzi...

    ... "per me, è una cagata pazzesca!"
    Seriamente, questo è il mio secondo tentativo con Murakami e gliene concederò ancora un terzo perché mi sa che sia un autore difficilmente inquadrabile, ma se ques ...continue

    ... "per me, è una cagata pazzesca!"
    Seriamente, questo è il mio secondo tentativo con Murakami e gliene concederò ancora un terzo perché mi sa che sia un autore difficilmente inquadrabile, ma se questo "Norwegian Wood" è considerato il suo capolavoro stiamo freschi (o perlomeno, sto fresca io).
    L'unica componente di potenziale interesse che ho rilevato è il fatto che i suoi personaggi tendono a essere legati alla morte più che alla vita (pure troppo!). Il protagonista è talmente apatico da essere caratterialmente inesistente (guarderò il live action che ne è stato tratto giusto perché lo interpreta il mio adorato Ken'ichi Matsuyama) e la scrittura è, per carità, pulitissima ma assolutamente glaciale. Di una freddezza a tratti imbarazzante, che rende la lettura pesante, didascalica e pure noiosa. Gli anni '60 non si percepiscono se non in uno sterile elenco di titoli di brani musicali.
    Ho letto bene in un commento: "Murakami è il Paulo Coelho giapponese", ossia è sopravvalutatissimo. O almeno, lo è questo romanzo, sugli altri mi esprimerò se e quando li avrò letti, sempre con la speranza di esserne sorpresa in positivo.
    A proposito di positivi: i gusti musicali dell'autore e il fatto che citi "Il laureato".
    Per il resto lettura evitabilissima, che non lascia niente se non la sensazione di stare perdendo inesorabilmente tempo.
    E ora vado a rifarmi il palato con qualche racconto di Yukio Mishima, che decisamente è molto più nelle mie corde.

    said on 

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