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Norwegian Wood

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4.2
(19922)

Language:English | Number of Pages: 389 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 0099485257 | Isbn-13: 9780099485254 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio CD , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Norwegian Wood is a love story. When Toru Watanabe hears his first love's favourite Beatles song he is transported back almost 20 years to his student days in Tokyo, to a world of friendships, sex, loss and desire - a time when a young impetuous woman crashes into his life and he has to choose between future and past.
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  • 3

    Il positivo che ho tratto dal mio approccio a Murakami è stato senza dubbio il suo modo di scrivere, quasi ti cullasse, tanto che argomenti o dialoghi semplici risultano avere effetto amplificato. Di ...continue

    Il positivo che ho tratto dal mio approccio a Murakami è stato senza dubbio il suo modo di scrivere, quasi ti cullasse, tanto che argomenti o dialoghi semplici risultano avere effetto amplificato. Di negativo assolutamente la storia che di fondo è ottima ma, senza giri di parole, condita troppo di sesso e suicidi, da un autore con tale capacità pretendo moltissimo di più, merita approfondimento e già ho nella mia libreria altre sue opere. Speriamo bene.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Scherza coi fanti e lascia stare i santi?

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tem ...continue

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tempo. Ho scoperto che non ho più il libro: deve essere rimasto in qualche periodo della mia vita passata. Avevo meno di venticinque anni quando lo lessi e adesso che ho finito il mio primo Murakami ne ho ben più di cinquanta. Queste considerazioni non sono marginali. Avessi letto Tokyo blues (Norwegian wood) appena uscito sarei stato più giovane di ora.
    Il giovane protagonista Watanabi mi sarebbe stato più simapatico. Immagino che nella sua vita futura sarà diventato, magari, un ottimo “Stoner” a prescindere dal finale (aperto) di Norwegian wood.
    Sia lui che io, che Holden, che Stoner si darebbe un po’ meno rilievo al problema di dove vadano a finire le papere quando gelano gli stagni.
    Altra cosa fatta, tra la lettura e queste poche parole, è stata prendere informazioni sia sul web che tra amici lettori sul libro e, soprattutto, sul suo autore. Ricordo bene, almeno nelle ultime due occasioni a Stoccolma, il disappunto di molti sul fatto che – per l’ennesima volta – Murakami non avesse vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ho provato a capire.
    Pare che questo libro, da molti giudicato comunque eccezionale, sia atipico nella produzione del suo autore; meno onirico e molto meno giapponese. Nel leggerlo io mi ero continuamente trovato a fantasticare di Giappone, di paesaggi altri rispetto ai nostri, di differenti maniere di percorrere la vita, dell’ossequio alle buone maniere e a certe forme (Watanabi che non cammina al fianco di Naoko ma la segue a pochi passi) ma, a quanto pare, così facendo non ho colto quanto questo romanzo sia occidentale. C’è comunque poco da scherzare su Murakami perché è un astro della letteratura contemporanea mondiale: occorre evitare commenti da Ragionier Ugo dopo la proiezione del film di Ejzenstejn.
    Che dire dunque? Parlare di un protagonista solo come un cane, privo di legami parentali di qualsiasi genere, che ci racconta di essersi interfacciato solo con stereotipi di giovani e tutti affetti da personalità non normali non è sempliice. Il personaggio più “normale” è Reiko Ikeda: una insegnante di musica internata in un centro per malattie mentali.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Non potrei giurare che il protagonista Watanabi sia entrato vittorioso nell’età adulta e non ci è dato di sapere se sia rimasto se stesso (per quel poco che sappiamo di lui). Lo immagino certamente come qualcuno che abbia continuato a leggere e a leggere bene.
    Di certo non è un grande romanzo sull’adolescenza: non è un grande romanzo e neppure una grande storia.
    Comunque devo assolutamente rileggere “Il giovane Holden”.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Adoro questo libro.
    Mi ha colpito la facilità con cui il protagonista tromba e anche la facilità con cui i suoi amici si suicidano ma cavolo. .. è bellissimo.
    Introspettivo e particolare, mai banale. ...continue

    Adoro questo libro.
    Mi ha colpito la facilità con cui il protagonista tromba e anche la facilità con cui i suoi amici si suicidano ma cavolo. .. è bellissimo.
    Introspettivo e particolare, mai banale.
    Non so se tutti lo possono comprendere ma in ogni caso lo consiglio a chi ha subito lutti e a chi è in fascia d'età tra i 18 e 30 anni.
    Stupendo!

    said on 

  • 3

    Murakami non delude mai..

    Diciamocelo: Murakami può scrivere anche l'elenco telefonico e avrebbe successo comunque. Anche se questa volta l'ho trovato forse un pò prevedibile (forse perchè è il 4° libro di Murakami che leggo) ...continue

    Diciamocelo: Murakami può scrivere anche l'elenco telefonico e avrebbe successo comunque. Anche se questa volta l'ho trovato forse un pò prevedibile (forse perchè è il 4° libro di Murakami che leggo), le immagini e le similitudini che disegna nell'aria e il filo della narrazione lo rendono uno degli autori che amo di più in asoluto.

    said on 

  • 5

    9/10

    È il primo libro che leggo di Murakami, non so come siano gli altri ma sono molto contenta di aver iniziato da questo.
    Leggendolo mi sono accorta che mi piacesse, l'ho finito in poco tempo e mi intere ...continue

    È il primo libro che leggo di Murakami, non so come siano gli altri ma sono molto contenta di aver iniziato da questo.
    Leggendolo mi sono accorta che mi piacesse, l'ho finito in poco tempo e mi interessava molto vedere come continuava, nonostante sia un libro piuttosto lento con una trama che non può essere definita avvincente.
    Quando l'ho finito, però, ho capito quanto mi è effettivamente piaciuto. Il tema toccato dal libro, quello della morte in ogni sua sfaccettatura, mi emoziona molto di per sè in questo periodo ma, è anche il modo in cui l'autore ne parla che mi ha colpita profondamente.
    Ho amato tutti i personaggi, nei loro difetti, nel loro essere sbagliati, nel loro essere egoisti, fragili.. ma li ho amati tutti. Sono loro che non mi lascerò indietro facilmente, caratterizzati benissimo e così simili a persone reali incontrate nella mia vita.
    Ho letto Murakami con l'intenzione di avvicinarmi alla letteratura orientale perchè non la conosco, questo libro, però, parla della mia vita e di quello che penso e provo più di moltissimi altri libri che vengono dalla "mia realtà".
    Non saprei a chi consigliarlo perchè è un libro così speciale, così particolare, che anche conoscendo bene i gusti altrui non saprei proprio dire a chi potrebbe piacere, so che a me è sembrato quasi che fosse stato scritto per me, sensazione che provo per la prima volta in maniera così marcata.

    said on 

  • 4

    Ho vent'anni ormai. E devo pagare il prezzo per continuare a vivere.

    2013:
    Riletto e apprezzato molto più ora, rispetto a quando lo lessi un paio di anni fa. L'atmosfera è rarefatta e malinconica, tipica di Murakami, ma qui, a differenza dei successivi romanzi letti in ...continue

    2013:
    Riletto e apprezzato molto più ora, rispetto a quando lo lessi un paio di anni fa. L'atmosfera è rarefatta e malinconica, tipica di Murakami, ma qui, a differenza dei successivi romanzi letti in cui realtà e fantasia si amalgamano, dando leggerenza anche a situazioni e interrogativi concreti e difficili da risolvere, qui è tutto drammaticamente reale. Toru, giovane studente, ripercorre con la memoria e sottile malinconia le difficoltà, gli errori, i tormenti d'amore che hanno segnato il suo passaggio dall'età giovanile all'età adulta. Tormenti e situazioni in cui spesso ci si riconosce, non senza nostalgia.

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  • 5

    Chiudi Norwegian Wood e ti chiedi come facevi prima. Che ci facevi in giro per il mondo, senza. Un altro pezzo del caleidoscopio attraverso il quale guardi fuori va al suo posto. Meraviglia.

    said on 

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