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Norwegian Wood

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Publisher: The Harvill Press

4.2
(19671)

Language:English | Number of Pages: 600 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 1860468098 | Isbn-13: 9781860468094 | Publish date: 

Translator: Jay Rubin

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Toru Watanabe is looking back on the love and passions of his life and trying to make sense of it all. As his first love, Naoko, sinks deeper and deeper into mental despair, he is inexorably pushed to find new meanings and new love to survive. This limited edition is signed and numbered.
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  • 3

    Un romanzo di formazione

    Parto col dire che il romanzo è scritto davvero bene,almeno a livello stilistico.Pur essendo di quasi 400 pagine si legge tutto d'un fiato,le pagine scorrono che è un piacere,rapide e facilmente compr ...continue

    Parto col dire che il romanzo è scritto davvero bene,almeno a livello stilistico.Pur essendo di quasi 400 pagine si legge tutto d'un fiato,le pagine scorrono che è un piacere,rapide e facilmente comprensibili.
    Per il resto,mah,non so bene cosa dire.Come scritto nel titolo è un romanzo di formazione,ma ci sono troppi difetti.Mi aspettavo decisamente di più.Una cosa positiva è che la trama è semplice,non cervellotica,facile da seguire.La vita di Watanabe: l'amicizia con Kizuki,Naoko,Nagasawa,Midori e Reiko.
    I personaggi non sono tanti,e sono anche discretamente approfonditi.Le scene di sesso esplicito sono state criticate da molti,ma secondo me non stonano proprio per nulla,a parte alcuni dialoghi poco credibili.Il fatto negativo è che si abusa del suicidio,tutti sono colpiti da sventure e hanno una vita monotona e triste.Il protagonista non può suscitare particolare simpatia,perchè non prende mai decisioni,è privo d'iniziativa,di passione,di forza e non coinvolge.Per quel che riguarda gli altri personaggi,fatta eccezione per Midori ma neanche al 100%,tutti soffrono terribilmente.Una catastrofe insomma.Il finale tra Watanabe e Reiko lo trovo di cattivo gusto,non serve a niente se non a fare perdere credibilità alle vicende,e non capisco perchè è stato inserito.Poi nelle ultime righe,l'unica iniziativa del protagonista.Come si dice,meglio tardi che mai.
    Data la fama dell'autore e quanto sia di moda ultimamente mi aspettavo decisamente ma decisamente di più.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Lettura piacevole, ma...

    Premessa: ho iniziato il libro in questione ben sapendo che non avrei avuto in mano un capolavoro, nonostante i pareri positivissimi che si trovano in rete, per pura diffidenza.
    "Norwegian Wood" è scr ...continue

    Premessa: ho iniziato il libro in questione ben sapendo che non avrei avuto in mano un capolavoro, nonostante i pareri positivissimi che si trovano in rete, per pura diffidenza.
    "Norwegian Wood" è scritto benissimo, non posso dire il contrario, gode di un'atmosfera delicata e poetica per quasi tutto il susseguirsi degli eventi. Il problema si cela dietro quel "quasi": mi spiegate l'utilità delle descrizioni delle scene di sesso? Atmosfera poetica, sì, e poi manca solo la misura in centimetri cubici del seme del nostro eroe; atmosfera poetica, sì, e poi c'è gente che si spoglia davanti alla foto del padre morto "perché è giusto che veda i miei seni, la mia fica, sono frutto del 50% dei suoi spermatozoi" (RIDO). Certi temi, certe descrizioni è meglio lasciarli a chi di competenza (P. Roth, ad esempio: le sue scene "spinte" non sono mai invadenti, non creano MAI un contrasto così evidente e, secondo me, spiacevolissimo).
    Ultima cosa, ma non meno importante: Murakami, almeno in questo libro, "abusa" decisamente del suicidio: quasi ogni dannato personaggio si uccide per mano propria, tanto da lasciarmi indifferente alla loro morte. Non ci siamo. Senza il nonsense/scene di sesso esplicite, l'avrei apprezzato molto di più, probabilmente.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Delusione, ma autore ancora da scoprire...e magari da amare

    Purtroppo la mia prima esperienza con Murakami non è andata bene. Sono rimasta alquanto dubbiosa con le opinioni positive che avevo letto, da una parte, e le sensazioni di vuoto che mi ha lasciato, da ...continue

    Purtroppo la mia prima esperienza con Murakami non è andata bene. Sono rimasta alquanto dubbiosa con le opinioni positive che avevo letto, da una parte, e le sensazioni di vuoto che mi ha lasciato, dall'altra.
    La trama mi è parsa piuttosto semplice; questo per me non è necessariamente un difetto, se accompagnata da uno stile sapiente e da un lessico accurato (purtroppo non è questo il caso).
    Watanabe mi ha irritato per il suo modo di vivere senza obiettivi, aspirazioni o passioni e non ho percepito dalle parole dell'autore il suo amore verso Midori. Naoko mi piaceva per la sua dolcezza e timidezza, bisognosa di protezione, ma anche qui non mi è arrivato il rapporto intimo tra lei e il protagonista (se non per "episodi" erotici poco credibili). Midori, molto estroversa e completamente diversa da Watanabe, prova realmente un sentimento per lui, che però non è più di un'infatuazione, a mio avviso.
    Finale abbastanza squallido, non capisco PERCHE' l'autore abbia deciso di far accadere questa cosa inutile e insensata.
    Apprezzabile l’intento dell’autore nella scena finale, in cui assistiamo al risultato di un percorso di formazione: finalmente Watanabe prende una decisione, determinando lui il corso degli eventi e non permettendo agli eventi stessi di decidere per la sua vita.
    Nonostante la delusione, leggerò sicuramente altri romanzi di Murakami.

    said on 

  • 2

    Un testo che perplime

    Mi sono convinta a leggere anche altri libri di Murakami perché ho la netta sensazione che non sia un autore facile da categorizzare né da amare o odiare subito, dopo una lettura. Voglio quindi approf ...continue

    Mi sono convinta a leggere anche altri libri di Murakami perché ho la netta sensazione che non sia un autore facile da categorizzare né da amare o odiare subito, dopo una lettura. Voglio quindi approfondire ma nel frattempo trovo questo libro abbastanza ridicolo: nei dialoghi - assolutamente artefatti -, nei momenti d'intimità o di liberazione sessuale (è pur sempre ambientato nel '68) su cui ci sono molte riserve dovute alla cultura giapponese lontana anni luce dalla nostra moraleggiante e ricca di tabù; dal numero francamente eccessivo di sfighe. A tratti mi ricordava quei romanzi per adolescenti sospiranti di Paolo Giordano o quelli da milf insoddisfatte della Mazzantini e, ovviamente, ho odiato il modo in cui descriveva situazioni e passaggi d'importanza vitale. Posso io leggere 100 pagine dettagliate su cosa mangia Watanabe e non sapere nulla di Naoko? Mah. Scelte di stile, indubbiamente, su cui io rimango perplessa e non posso dire di aver trovato questa lettura piacevole o arricchente.

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  • 3

    A fine lettura sono rimasto decisamente perplesso, e lo sono tuttora. Ho chiuso il libro deciso a voler leggere altro di questo autore - che tra l'altro scrive molto bene. Diversi punti della storia m ...continue

    A fine lettura sono rimasto decisamente perplesso, e lo sono tuttora. Ho chiuso il libro deciso a voler leggere altro di questo autore - che tra l'altro scrive molto bene. Diversi punti della storia mi hanno fatto storcere il naso, perché improbabili alla massima potenza, mentre l'intento è chiaramente quello di voler costruire un romanzo di formazione. Promosso ma con riserva.

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  • 5

    ...amor che non ritorna

    Un libro che parla di solitudine e di amore. Non sempre si è soli perché emarginati dagli altri e non sempre si ama perché amati. Si può essere soli in tanti modi anche con centinaia di persone che ti ...continue

    Un libro che parla di solitudine e di amore. Non sempre si è soli perché emarginati dagli altri e non sempre si ama perché amati. Si può essere soli in tanti modi anche con centinaia di persone che ti circondano è si può amare anche se sai che questo amore non ti verrà mai ricambiato.

    said on 

  • 2

    Ho sempre pensato che Murakami scrivesse "da furbetto", come se volesse catturare in maniera ammiccante l'attenzione del lettore; in molti casi, dove la dimensione onirica e fantastica è molto presen ...continue

    Ho sempre pensato che Murakami scrivesse "da furbetto", come se volesse catturare in maniera ammiccante l'attenzione del lettore; in molti casi, dove la dimensione onirica e fantastica è molto presente, questo non mi disturba affatto, anzi, trovo che intrattenga piacevolmente lasciando anche qualche riflessione. Ma qui, non trovo altro che una storia d'amore e solitudine tra adolescenti; senza approfondimenti ma con pruderie un po' scontate e dunque mi sono un po' annoiata e irritata.

    said on 

  • 5

    Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare, tranquilli che gli occhi si abituino all'oscurità

    Un libro merita le cinque stelle quando riesce a penetrare la corazza del lettore e con semplicità lo fa emozionare. E' un libro che ho ripreso in mano più volte,ma non sono mai riuscita a rileggere. ...continue

    Un libro merita le cinque stelle quando riesce a penetrare la corazza del lettore e con semplicità lo fa emozionare. E' un libro che ho ripreso in mano più volte,ma non sono mai riuscita a rileggere.

    said on 

  • 0

    Il romanzo conquista immediatamente per il suo scorrere lieve, che fa venire in mente le raffinate movenze delle tipiche danze orientali e la morbidezza della giada e della seta: ti viene trasmessa un ...continue

    Il romanzo conquista immediatamente per il suo scorrere lieve, che fa venire in mente le raffinate movenze delle tipiche danze orientali e la morbidezza della giada e della seta: ti viene trasmessa una rara dolcezza d’oriente, tanto più che l’autore scrive “da lontano”.
    In avvio è la musica, che peraltro fa da sottofondo alla narrazione fino alla fine, a richiamare l’altrove: una storia, un volto (Naoko), che il tempo ha allontanato ma non reciso.
    Personaggi di vario sentire, ambienti cittadini ed agresti, malessere esistenziale, rapimenti emotivi, musica, timidi echi di contestazione antiregime, eros e thanathos costituiscono l’intenso tessuto narrativo e tutto - persino i passaggi erotici - è maneggiato con garbata sensibilità.
    Ma in questo polifonico ed apparente calmo arcipelago umano palpitano esistenze che si trascinano in un rapporto di obliquità con la realtà e nelle cui anime l’autore scava con “crudele delicatezza”.
    Molte sono le esistenze entropiche che si pongono come parassitarie dell’affettività e vitalità altrui o che, ma raramente, con la loro rinuncia alla vita con essa altri riconciliano (Reiko). Ovunque si insinua - direi romanticamente - l’inquietudine, che, se non sfocia nella fuga dalla vita, si risolve nella fuga da sé per dimenticare e ritrovarsi(Watanabe)
    Riuscitissima la rappresentazione, speculare, di una Tokio vitale, caotica, labirintica e di un mondo bucolico dai ritmi lenti e gesti semplici, autosufficiente e paesaggisticamente acquietante, una sorta di plaga serena, da cui anche al lettore spiace allontanarsi, ma che, tuttavia, non riesce a sanare il “male di vivere” che sottilmente lima e consuma.
    La natura è colta nelle sue accattivanti linee, nei suoi profumi, nei suoi colori-trascoloranti, nelle luminescenze lunari, nel suo regolare pulsare; la pioggia, il vento, la luna, gli alberi, gli uccelli, gli insetti etc. sono compartecipi protagonisti.
    C’è una sorta di tacita empatia tra natura ed umanità, e tra i personaggi, anche tra quelli apparentemente diversi (Watanabe – Midori), una speciale comprensione non semplicemente linguistica, ma come pratica dell’anima che rinuncia alla propria visione del mondo e si fa sensibile a quella altrui.
    A fine lettura si avverte un nodo alla gola. Si vorrebbe che la storia non fosse finita o che si avesse la possibilità di rileggerla nell’illusione di un diverso finale.
    9 febbraio 2008

    said on 

  • 4

    - Abbiamo tutti qualcosa di squilibrato, qualcosa che non funziona, tutte persone che non sanno nuotare come si deve e che vanno sempre più a fondo. Siamo tutti così, in un modo o nell'altro. -

    Murakami Haruki - con le sue storie a sfondo realistico/surreale e quelle figure evanescenti che, appollaiate sulle sue spalle, avvertono la presenza di una realtà che presto sarebbe diventata loro, - ...continue

    Murakami Haruki - con le sue storie a sfondo realistico/surreale e quelle figure evanescenti che, appollaiate sulle sue spalle, avvertono la presenza di una realtà che presto sarebbe diventata loro, - mi ha sempre dato un po' alla testa. Predisponendomi a pensieri fantasiosi, scaldando il mio cuore con forza e intensità, vivendo con coraggio, orgoglio, amore, pianti e sorrisi storie che sono beneficio per la mia anima sognatrice dinanzi al fragore del mondo. Rughe di un volto maturo che sgorgano dalla sua penna come se fossero intrappolate nella soffitta dell'anima, riempiendo quel contenitore imperfetto che è la scrittura di pensieri e ricordi altrettanto imperfetti.
    Non esiste una ragione particolare per cui provi quest'immensa voglia d'imbarcarmi verso luoghi non del tutto sconosciuti. Eppure è una promessa ad un'idea di felicità che non ha alcun fondamento logico, nata dal desiderio collettivo di anime che hanno sempre avuto fame di affetto costruita su sogni o illusioni. Intensa come la vita consumata da una moltitudine di esseri viventi. Tangibile come la luce solenne e bruciante del sole. Poco importa se questo nuovo viaggio era destinato a concludersi in pochissimo tempo con un adulto intrappolato nel corpo di un ragazzo, incapace di amare, schivo, che avanza verso un baratro e vede la brama lussuriosa del suo essere ardere come una fiamma. Watanabe. Questo guscio vuoto, duro e impenetrabile, solo e incompreso che, con uno sforzo terribile, avanza in mezzo al fango. Riempie pagine di diario come tentativo di ripercorrere il suo cammino all'indietro, una confessione disperata dalla soglia della sua insoddisfazione morale per sfuggire al labirinto di gallerie che aveva scavato nella sua mente.
    Sotto un cielo perennemente nuvoloso e freddo in cui le giornate sembravano durare un eternità, ho chiuso la porta della mia stanza sul mondo isolandomi con persone fatte esclusivamente di carta e inchiostro. Anime perdute che conosco come le mie tasche, avvolgendomi impunemente dal flusso acquoso e inarrestabile dei ricordi per riesumare nozioni di vita di persone che non esistono. Ho sbirciato senza ritegno nel loro cuore e alle loro spalle per seguire i loro movimenti. Mi sono avvicinata a tal punto su Watanabe, alle prese con le sue esperienze sessuali, da avvertire uno strano fremito all'interno del corpo. Le sue ansie, i suoi dubbi che attanagliano le viscere, senza riuscire ad essere come prima.
    La sua voce, uscendo dal romanzo, risuonava nella luce smorzata della mia camera. Ha preso vita nel momento in cui Watanabe avvertì l'impellente desiderio di confidarsi con qualcuno, dando vita a cose del tutto animate, lasciando un segno indelebile sul cuore. A quel punto ero già perduta: Watanabe mi aveva catapultato in un tempo in cui avrebbe dovuto imparare molto, alla ricerca di quella magica sensazione di cadere, per quanto bella e malinconica, che riempisse il suo animo. Rischiarasse le tenebre del suo cuore, grigie e oscure, beneficio per la sua integrità interiore.
    Scivolando nei sentieri insidiosi e indistinti della sua memoria, che si rifiuta di fermarsi per permettere di attribuirgli un nome, in maniera indimenticabile e quasi solenne, Murakami ha ritratto se stesso e tutto quello che lo circonda, in un meraviglioso quadro, con un pennello che abbia il potere di abbagliare la sua anima. Rimasugli di una storia passata, abbozzata ma nitida, che gettano una certa luce sul suo passato che coincide con un personaggio immaginario. Trascinandoci via dalla corrente del tempo e perdendoci in momenti particolari della sua vita. Sprofondando, attimo dopo attimo, in un sotterraneo buio in cui non ci sono limiti, di cui non si conosce la fine. Muovendo i fili di fantocci animati e disegnati in pochissimi ma salienti tratti.

    Quello che vedi tu adesso è il solo pallido ricordo di quello che ero. Tutto ciò che io avevo di più prezioso dentro di me è morto molto tempo fa, e io agisco seguendo i ricordi.

    La generale malinconia che trasuda dalle sue pagine, così come il senso di vuoto che opprime gli animi dei personaggi, si fusero alla bellezza di poter condividere qualunque cosa con personaggi fatti esclusivamente di carta e inchiostro: sedersi comodamente, aprire una finestra su un mondo che ha tanto di famigliare ed essere capaci di sognare ad occhi aperti, come sto facendo io in questo momento. Nonostante provare questo tipo di esperienze sulla mia pelle mi fa sentire quasi come un intrusa, per me, è una sensazione estremamente gradevole.
    Norwegian Wood cede il posto a situazioni assurde, inspiegabili e inverosimili, che tuttavia coincidono col senso di smarrimento e alcune riflessioni sul senso della vita. E, seppur originale nella produzione murakamiana, prende vita lentamente testimoniando il desiderio dell'autore di trovare conforto e comprensione.
    Gettata come granelli di fuoco in mezzo lo spazio, così lontana da scorgere soltanto la luce che irradia, la storia di Watanabe è circondata da un muro di riflessioni e insicurezze, e costellata da immagini nitide, precise che conferiscono un quadro piuttosto significativo su quello che si avverte fra le sue pagine: non ci si sente mai così soli come quando apriamo il cuore ad un amico, perché allora ci rendiamo conto di come l'ostacolo sia insormontabile.
    Una storia romantica, bellissima che, accumulata in qualche zona segreta del nostro cuore, in una specie di limbo della memoria, è un urgenza imprescindibile della sete di coinvolgere ogni centimetro del nostro corpo. Un fiume che va nel mare, un satellite lungo la sua orbita che ci catapulta in un unico e indimenticabile viaggio.

    said on 

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