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Norwegian Wood

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Publisher: The Harvill Press

4.2
(19464)

Language:English | Number of Pages: 600 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 1860468098 | Isbn-13: 9781860468094 | Publish date: 

Translator: Jay Rubin

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Toru Watanabe is looking back on the love and passions of his life and trying to make sense of it all. As his first love, Naoko, sinks deeper and deeper into mental despair, he is inexorably pushed to find new meanings and new love to survive. This limited edition is signed and numbered.
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  • 4

    che dire? gli scrittori giapponesi mi lasciano sempre un po' perplessa: da un lato li trovo molto attenti alle sensazioni, alle atmosfere, ai sentimenti, dall'altro trovo che i dialoghi siano freddi, a volte "brutali" nella loro "logicità"....insomma: mi è piaciuto. Putroppo per problemi di tempo ...continue

    che dire? gli scrittori giapponesi mi lasciano sempre un po' perplessa: da un lato li trovo molto attenti alle sensazioni, alle atmosfere, ai sentimenti, dall'altro trovo che i dialoghi siano freddi, a volte "brutali" nella loro "logicità"....insomma: mi è piaciuto. Putroppo per problemi di tempo miei personali ho impiegato troppo tempo a leggerlo e questo mi ha un po' rovinato l'atmosfera. Mi ha lasciato una gran tristezza e questo fa parte della sua bellezza. di certo non mi ha lasciata indifferente. Bello

    said on 

  • 0

    Non ho letto il libro, sono qui per curiosità, per ascoltare la discussione.


    Non l’ho letto perché ho letto altro, non ne avevo voglia, non sono riuscita a vincere le mie prevenzioni su Murakami che so essere surreale e onirico e io ora ho bisogno di concretezza.


    Peccato, mi sarebbe ...continue

    Non ho letto il libro, sono qui per curiosità, per ascoltare la discussione.

    Non l’ho letto perché ho letto altro, non ne avevo voglia, non sono riuscita a vincere le mie prevenzioni su Murakami che so essere surreale e onirico e io ora ho bisogno di concretezza.

    Peccato, mi sarebbe piaciuto sentire la tua opinione.

    Adolescenti soli alla ricerca di se stessi e della propria identità

    Suicidi

    Amore e amicizia

    Sesso consolatorio

    Malessere

    Dialoghi scialbi.

    Eccessivo realismo

    Malinconico

    Il libro non ha suscitato il mio interesse però ora so cos’è lo aiku, ho scoperto le xilografie di Hokusai e guarderò Dolls di Takeshi Kitano (lo ammetto, mi piace un sacco quando si va fuori tema e non si parla più solo del libro). Poteri del gruppo di lettura

    Ma…Norwegian wood? Ti abbiamo convinta? Lo leggerai?

    No.

    said on 

  • 5

    Norwegian Wood, il romanzo romano di Haruki Murakami

    Stadio Olimpico, un’ansa del Tevere, cosa hanno in comune con il libro del grande maestro giapponese? Moltissimo. Perché Norwegian Wood di Haruki Murakami fu concepito prima in Grecia a Mykonos, dove venne scritta la prima metà, poi la stesura della seconda e parte della revisione avvenne in un a ...continue

    Stadio Olimpico, un’ansa del Tevere, cosa hanno in comune con il libro del grande maestro giapponese? Moltissimo. Perché Norwegian Wood di Haruki Murakami fu concepito prima in Grecia a Mykonos, dove venne scritta la prima metà, poi la stesura della seconda e parte della revisione avvenne in un appartamentino della periferia della capitale, con vista sullo stadio e sul biondo Tevere… sempre più sul marroncino, per via di altri motivi. Ci fu anche un breve intermezzo siciliano e nel sud, ma fondamentalmente il pendolo geografico della stesura del testo si muove tra l’isola greca e la città dei cesari.
    Con umorismo Haruki Murakami ha scritto che mentre era concentrato sulla scrivania, talvolta vedeva una nuvoletta sullo stadio, provocata dai fumi, dai vapori, dalla condensa di centinaia di migliaia di persone: ‘lo spirito del popolo’!
    Norwegian Wood è un romanzo di formazione importante, perché segna nel 1987 una nuova direzione nell’ispirazione dello scrittore. Murakami avverte l’esigenza di confrontarsi con il grande romanzo di stampo europeo. Watanabe è un giovane protagonista, che vive in modo dissonante la realtà che lo circonda, non cosciente delle proprie virtù, e in definitiva sconosciuto a se stesso sperimenta la vita, lasciandosi andare un po’ alle correnti dell’esistenza, diviso sostanzialmente fra due ragazze: la problematica Naoko e la disinibita Midori. Come dice Giorgio Amitrano – grande traduttore di Banana Yoshimoto e di Haruki Murakami – le somiglianze del protagonista con Holen Caulfield di Salinger, il David Copperfield di Dickens e il Benjamin Braddock alias Dustin Hoffman del film Il Laureato sono significative, senza peraltro scalfire l’originalità e la verità profonda di Norwegian Wood.
    Ciò che costituirà una nuova linfa nell’ispirazione di Haruki Murakami, fu pure l’esigenza di scrivere una storia dal tratto più realistico, più personale. In questo senso diviene una pietra miliare nella sua produzione letteraria, che influenzerà anche le opere successive. Prima la principale caratteristica delle sue opere era dettata da una certosina decostruzione della realtà, in cui le emozioni erano tenute a bada da un disincanto vicino alla produzione hard-boiled.
    Curioso come il titolo sia erroneo. Ispirato dalla canzone Norwegian Wood dei Beatles, che sta per legno e non per foresta. Il titolo fu cambiato in Tokyo Blues nell’edizione italiana, per poi recuperarli entrambi: il primo originale accompagnato dal secondo per l’edizione feltrinelliana.
    Per chi non lo avesse letto, ritengo sia un romanzo importante per coloro che – a prescindere dall’età – siano alla ricerca di se stessi, vogliano entrare in empatia con uno stato di trasformazione che nella vita si sperimenta sempre in varie fasi, e che chiaramente si vive in un certo modo intorno ai vent’anni – l’età dei protagonisti – e poi appunto in maniere generalmente diverse nelle età successive.
    Il libro ha tanti riferimenti simbolici e metafisici, forse meno di altri testi di Murakami, ma ovviamente c’è tutta una discussione letteraria sui ricchi significati simbolici disseminati nelle sue opere.
    Il romanzo propone spesso situazioni dove i personaggi pongono fine alla loro vita. Con il suicidio di persone vicine si confrontano tutti i protagonisti del romanzo. E’ un tema della letteratura nipponica. Il suicidio come affermazione cristallina di un sentimento, di una volontà che la vita invece vuole cambiare. La constatazione pura e tremenda che ciò che si è o si è scelto sia diamantino, come in un amore finito in cui il suicida non veda soluzioni alternative. Io sono come sono e avverto che colui o colei mi completa è la mia metà. Se uno dei due non la pensa più così, allora che senso ha la vita? Dato che la mia esistenza è una con la persona amata? Questo tema, esteso poi a tutte le dimensioni, è un motivo sociale e letterario significativo in Giappone, dove per esempio accade più facilmente che persone si suicidino solo per essere lambite da un caso di corruzione: la mia vita è rivolta all’azienda. L’azienda sono io, l’azienda è in me. Ciò che danneggia l’azienda uccide me. Il buon nome della società è il mio.
    Adesso ne posso parlare. Ho letto solo recentemente questo libro, la ragazza che me lo regalò pose fine alla sua vita molti anni fa. Una strana malinconia percepì in quella circostanza, alla quale non seppi dare un significato, era qualcosa che mi sembrava andare oltre il semplice distacco momentaneo. L’amica viveva una storia d’amore tormentata. Quella malinconia, con il senno di poi, aveva qualcosa di chi pensa di vederti per l’ultima volta, di chi sta maturando una decisione. Mi sentì onorato di quegli occhi lucidi, di quei groppi in gola appoggiati al muretto di una città lontana. Non compresi il dramma che si consumava, ma oggi so che probabilmente se fossi stato informato ciò non sarebbe accaduto, avrei trovato le parole giuste, avrei detto che la vita a volte sembra senza via d’uscita, ma l’importante è vivere, o almeno vegetare, e poi d’incanto si aprono nuove strade. Si rinasce sempre. Lo giuro! E ne sono convinto. Ma nulla sbloccò la nostra comunicazione in tal senso, lei covava e teneva tutto per sé, almeno nei miei confronti. Qualcuno avrebbe dovuto dirmi di più, ma non lo fece, probabilmente perché rimuoveva l’idea stessa della morte di una persona cara. I vent’anni urlano la vita, confliggono con la morte. Me ne andai felice con un libro in mano, felice di suscitare sentimenti tanto forti. Vanità. La ritrosia che si genera in alcune comunità o gruppi di amici può essere letale.
    Rimosso per tanto tempo, abbandonato negli scaffali, solo oggi ho compreso il linguaggio cifrato del libro, il messaggio che era diretto a me, solo che l’infausta decisione venne presa prima che io potessi leggerlo, e comprendere quanto Norwegian Wood parlasse di noi.
    Sia chiaro però, il testo di Murakami è un libro positivo, riguarda la maturazione, non immerge il lettore in un clima lugubre, i personaggi sono belli, teneri, ricercano se stessi, si mischiano nel turbinio della vita. Splendono senza sapere di essere brillanti, proprio come quei ragazzi del muretto di tanti anni fa.

    Ci stendemmo sul letto e ci abbracciamo stretti. Sotto le coperte, cullati dal rumore della pioggia, ci baciammo sulle labbra e poi parlammo di tutti gli argomenti possibili e immaginabili, dalla formazione della terra al giusto grado di cottura delle uova sode.
    - Ma cosa faranno mai le formiche nei giorni di pioggia? – chiese Midori.
    - Chissà, – dissi io. – Faranno le pulizie della tana o metteranno in ordine le provviste. Sai quanto lavorano le formiche.
    - Ma come mai anche se lavorano tanto non fanno mai nessun progresso? Migliaia di anni e sono sempre formiche!
    Mah, non saprei. Forse la loro struttura fisica non è fatta per evolversi. A differenza delle scimmie.
    - Non le l’aspettavo. Anche tu ci sono cose che non sai, – disse Midori. Io ero convinta che tu sapessi tutto.
    - Il mondo è grande, – mi giustificai.

    Questo ed altri articoli, traduzioni, interviste, speciali e recensioni sono consultabili sul portale di letteratura http://www.patrialetteratura.com
    Patria Letteratura è anche su facebook e twitter.
    Link dell'articolo:
    http://www.patrialetteratura.com/norvegian-wood-il-romanzo-romano-di-haruki-murakami/

    said on 

  • 5

    Watanabe, Sturmtruppen, Naoko, Reiko e Midori, ah Midori, manga superlusso, minigonna, capelli corti, sbocca, dolcissima, semplice, cuoca autodidatta, forte. Bel libro, leggetelo, divertitevi nel tour guidato di Murakami, apprezzate le svolte, i momenti di noia, i personaggi negativi ( tu ...continue

    Watanabe, Sturmtruppen, Naoko, Reiko e Midori, ah Midori, manga superlusso, minigonna, capelli corti, sbocca, dolcissima, semplice, cuoca autodidatta, forte. Bel libro, leggetelo, divertitevi nel tour guidato di Murakami, apprezzate le svolte, i momenti di noia, i personaggi negativi ( tutti maschili), il ritmo. Solo un eccesso di citazioni musicali, va bene la cifra stilistica ma alcune sono proprio ficcate a spintoni.

    said on 

  • 3

    Sì però...

    Primo libro suo. Che dire? La scrittura funziona, l'emozione c'è ma dopo un po' (25%) l'ho lasciato, non mi intrigava. Non succedeva niente. Forse dovrei provare con altri libri suoi. Rimandato.

    said on 

  • 4

    Pur non amando molto la cultura giapponese (a parte il sushi), questo libro mi ha intrigato fin da subito. Pieno zeppo di frasi da incorniciare, Murakami ha saputo gestire una storia che di per sè è abbastanza sdoganata, il triangolo amoroso, e l'ha elevato ad un livello più intimo e sensorialmen ...continue

    Pur non amando molto la cultura giapponese (a parte il sushi), questo libro mi ha intrigato fin da subito. Pieno zeppo di frasi da incorniciare, Murakami ha saputo gestire una storia che di per sè è abbastanza sdoganata, il triangolo amoroso, e l'ha elevato ad un livello più intimo e sensorialmente appagante. Il tutto farcito, ovviamente, dalla solita attenzione per i minimi dettagli che i giapponesi hanno insita in loro.
    Veramente bello. E' un libro che almeno una volta nella vita andrebbe letto.
    Unica pecca? I nomi in giapponese: non li sopporto, troppo complicati e di difficile memorizzazione (infatti non mi ricordo nemmeno il nome del protagonista ora).

    said on 

  • 4

    Una lettura sorprendente. Avevo, a torto, in testa stereotipi su stereotipi sulla cultura giapponese... invece questo libro descrive un mondo molto simile a quello occidentale con delle differenze che catturano l'attenzione di chi legge.
    La storia si svolge lentamente, vi sono lunghissimi d ...continue

    Una lettura sorprendente. Avevo, a torto, in testa stereotipi su stereotipi sulla cultura giapponese... invece questo libro descrive un mondo molto simile a quello occidentale con delle differenze che catturano l'attenzione di chi legge.
    La storia si svolge lentamente, vi sono lunghissimi dialoghi e flashback ma il tutto non appesantisce affatto la lettura, anzi contribuisce a dare spessore ai personaggi. Forse un difetto è che i personaggi di contorno risultano alla fine più profondi del protagonista, ma la cosa magari è voluta o sono io che non ho colto certe sfumature.
    Sicuramente per carattere ed esperienze vissute il mio personaggio preferito è Midori, specie in relazione alle sue vicende familiari.
    Che dire, una lettura sicuramente consigliata. Romanzo breve e intenso.

    said on 

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