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Nostalgia

Di

Editore: Mondadori

4.2
(188)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804559160 | Isbn-13: 9788804559160 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Home & Gardening

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Descrizione del libro
Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme e Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, decidono per convenienza di spostamenti di trasferirsi in un villaggio a metà strada tra le due città. Castel - questo è il nome del villaggio - è un'ex enclave araba abbandonata nel 1948 e da allora divenuta dimora di una comunità ebraica proveniente dal Kurdistan. I due ragazzi sviluppano da subito un rapporto di caldo vicinato con i padroni di casa, gli Zakian e con una famiglia che vive nei dintorni, segnata dalla tragedia della morte di uno dei figli, ucciso in Libano e il cui secondogenito stringerà un'amicizia fraterna con Amir. Questo intreccio di sentimenti e drammi privati si complicherà quando un operaio palestinese di nome Saddiq che sta svolgendo dei lavori nei paraggi riconoscerà nella casa dove abitano Noa e Amir l'abitazione da cui la propria famiglia era stata scacciata all'arrivo dei coloni ebrei. Di quella casa Saddiq possiede ancora la chiave, e si fa forte in lui, giorno dopo giorno, il desiderio di entrare furtivamente nell'appartamento della sua infanzia. Il giorno in cui cede alla tentazione, ritrovando tra l'altro un gioiello che sua madre aveva nascosto dietro a un mattone, verrà arrestato come sospetto terrorista. Intanto, sulle esistenze di Noa, Amir e degli altri abitanti del quartiere, si stende il velo nero di una tragedia collettiva: è il 4 novembre del 1995 e Yitzak Rabin, capo del governo, viene assassinato...
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  • 5

    Non posso farci niente, Nevo mi piace sempre e sempre di più. In alcuni passaggi mi ritrovo a leggere esattamente quello che vorrei leggere e come vorrei leggerlo. Sviscera questioni profonde e intime ...continua

    Non posso farci niente, Nevo mi piace sempre e sempre di più. In alcuni passaggi mi ritrovo a leggere esattamente quello che vorrei leggere e come vorrei leggerlo. Sviscera questioni profonde e intime con una naturalezza incredibile. Niente giri di parole, niente commenti, niente frasi altisonanti. Ti spiattella la storia così com'è usando uno stile e una scrittura mai uguali a sé stessi e il tutto risulta straordinariamente credibile, reale, affascinante ed emozionante.
    Qui la sua voce più interiore e anti convenzionale la affida alle parole di Modi; le sue teorie sono letteralmente musica per le mie orecchie e mi ritrovo a condividere con lui pensieri e sensazioni che non avevo mai focalizzato così lucidamente.
    Ti immergi tra le pagine e tutto il resto scompare.
    Eppure gli ingredienti dei suoi libri sono sempre gli stessi: in primo piano le relazioni umane; che poi siano d'amore o d'amicizia, interrazziali o familiari, tra adulti o tra bambini, poco importa, il cuore dei suoi romanzi gira sempre intorno al mistero e alle infinite sfaccettature di questi temi. E sullo sfondo (o in primo piano? devo ancora capirlo) una realtà così lontana dalla nostra, ma per tanti aspetti così simile e vicina.
    Ma lo stesso, libro dopo libro, ogni volta è una nuova scoperta, una rinnovata emozione, un ritrovato compagno di viaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Come si fa a "divorare" un libro ?
    Ho "divorato" il libro, l'ho letto in mezza giornata !!
    Allora significa che non valeva niente, non ti ha lasciato niente.
    Non sei tu che divori il libro, piuttosto ...continua

    Come si fa a "divorare" un libro ?
    Ho "divorato" il libro, l'ho letto in mezza giornata !!
    Allora significa che non valeva niente, non ti ha lasciato niente.
    Non sei tu che divori il libro, piuttosto il contrario. Ed ogni qualche pagina, devi fermarti, prendere respiro, altrimenti non rimane più traccia di te, completamente divorato, disintegrato, dilaniato, da ogni parola di ogni pagina.
    Quindi fermati, prendi respiro, poi torna sulle parole e sulle pagine.
    I libri che ti divorano durano assai, ci vuole tempo per completarli.
    Poi Nevo è fisico, tutto è fisico in lui. Fisicità che stai in ogni parte del corpo, sempre il corpo richiamato continuamente, e parti del corpo che non ti aspetti, la caviglia, la clavicola, la schiena, così facendo pian piano consuma ogni parte del lettore.

    ha scritto il 

  • 0

    nostalgia

    La nostalgia é il filo conduttore di questo romanzo corale ambientato in una piccola cittadina IL CASTEL negli anni'90 sullo sfondo l'uccisione di Rabin e diversi altri attentati.
    Si intrecciano le st ...continua

    La nostalgia é il filo conduttore di questo romanzo corale ambientato in una piccola cittadina IL CASTEL negli anni'90 sullo sfondo l'uccisione di Rabin e diversi altri attentati.
    Si intrecciano le storie di ebrei osservanti, giovani fidanzati, un bimbo orfano dell'amato fratello, un musulmano alla ricerca delle sue origini. Tutti raccontano la propria vita con umiltà e pacatezza, tutti sono alla ricerca del loro posto nel mondo e in tutti la NOSTALGIA la fa da padrona.

    ha scritto il 

  • 5

    “Nostalgia è una bella parola, si ferma Saddiq […] perché la nostalgia è voler essere in un altro posto.”

    Nostalgia è una parola che mi piace; ha colore, sapore, odore.

    Deriva dal greco algia, che indica dolore, sofferenza e nostos che significa ritorno.
    E’ la mancanza di questo ritorno che provoca soffer ...continua

    Nostalgia è una parola che mi piace; ha colore, sapore, odore.

    Deriva dal greco algia, che indica dolore, sofferenza e nostos che significa ritorno.
    E’ la mancanza di questo ritorno che provoca sofferenza o struggimento.
    Può essere desiderio intenso di cose, luoghi, persone che non abbiamo accanto ma vorremmo ritrovare: in questo caso può essere infinitamente dolce perché racconta una presenza che c’è, ma che se anche è lontana, tornerà presto.
    Altre volte è un sentimento rivolto al passato: nostalgia o rimpianto di ciò che è stato e non tornerà più perché è impossibile riportare indietro il tempo.
    E’ un sentimento multiforme, di cui tutti facciamo esperienza e forse più diventiamo adulti, più ci diviene familiare.

    Nevo lo ha declinato in molti modi nel suo romanzo, bellissimo e complesso, quasi fermo, in cui abbiamo tempo di affezionarci ai personaggi, di entrare dentro di loro fino a provarne appunto, nostalgia.
    E’ un racconto corale in cui tutti prendono la parola e si aprono al lettore: ci troviamo al Castel un posto per immigrati dal Kurdistan, a metà strada tra Tel Aviv e Gerusalemme, in una terra difficile da vivere ma facile da amare.
    Ci sono Noa ed Amir una giovane coppia che ha da poco scelto di andare a convivere; accanto a loro i padroni di casa Moshe e Sima con i loro due bambini. Di fronte abita la famiglia del piccolo Yotam che ha subìto la perdita del figlio maggiore morto soldato in Libano; infine Saddiq un muratore arabo che lavora al Castel e sogna di poter rientrare nell’appartamento dove viveva prima che arrivassero i coloni ebrei a cacciarlo.

    Tutti provano il sentimento della nostalgia: chi per il figlio che non c’è più, chi per un fratello morto e per una coppia di genitori che non riesce più ad essere tale, chi per un luogo dove è vissuto e che non è più suo, chi per la libertà, chi per lo scompiglio che porta l’amore quando è all’inizio, quando è ancora innamoramento, chi per la trasgressione, chi per la tranquillità, chi per la passione, chi per la famiglia, chi per la solitudine..

    Nevo si prende tutto il tempo per osservare questo sentimento in tutte le sue parti, per girarlo, rivoltarlo, entrandoci dentro senza paura di farsi del male, attraversando tristezza, rimpianto, e restituendo al lettore un’opera intensa e fruttuosa perché trasfigura la nostalgia in azione positiva dal sapore dolce quando capisce che il punto “Non è non credere nell’amore. E’ che a volte l’amore è uno sforzo troppo grande.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questa volta ho letto i commenti prima di scrivere, e ho notato che – con mio stupore – quasi nessuno ha enfatizzato la coralità di questo romanzo. Quasi 350 pagine di un romanzo scritto tutto i ...continua

    Anche questa volta ho letto i commenti prima di scrivere, e ho notato che – con mio stupore – quasi nessuno ha enfatizzato la coralità di questo romanzo. Quasi 350 pagine di un romanzo scritto tutto in prima persona da tanti personaggi, che diventano tutti protagonisti. Le storie si intrecciano, e ognuno racconta la propria parte, con il proprio punto di vista. Senza enfasi, con semplicità, vediamo crescere una storia collettiva che ricorda una sinfonia, dove ogni strumento deve suonare la propria parte ma tutti insieme contribuiscono alla complessità di un tutto che è superiore alla somma delle singole parti.
    Come nella “Simmetria dei desideri”, anche questo libro (scritto in precedenza, sono io che li ho letti in questo ordine !) è ricchissimo: di storie, di temi, di persone. Difficile dire che cosa mi sia piaciuto di più: Nevo si conferma grande indagatore delle relazioni di coppia e delle trasformazioni (e paure, e contraddizioni…) che conducono al passaggio all’età “adulta”, ma è anche capace di parlare di Israele, e del difficile confronto con chi quella terra la occupava in precedenza. Un libro in apparenza “lieve”, a tratti quasi sdolcinato, che invece racchiude una grande intensità e un profondo struggimento. E in definitiva, credo che il titolo “Nostalgia” rappresenti bene il sentimento che ti lascia in bocca quando lo hai letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche tempo fa leggevo un commento ad un libro in cui si esprimeva un gioioso rammarico per aver letto un libro che invece la lettrice non avrebbe voluto leggere per mantenere inalterata la possibil ...continua

    Qualche tempo fa leggevo un commento ad un libro in cui si esprimeva un gioioso rammarico per aver letto un libro che invece la lettrice non avrebbe voluto leggere per mantenere inalterata la possibilità di leggerlo in futuro per la prima volta. Pensai: maledettamente condivisibile questa considerazione.
    Poi sul mio percorso, accidentato, di lettore si è profilato "nostalgia"; un libro stupendo, un ricamo letterario intorno ad un sentimento di difficile codificazione, che rifugge schemi classificatori, che scorre, come un fiume silenzioso, nell'ipogeo della nostra anima, nessuno escluso.
    Eskol Nevo non disserta ma racconta, non pontifica ma dialoga, non elargisce certezze ma frammenti di vita che aiutano a comprendere cosa sta accadendo quando silenziosi ammiriamo la solennità del mare o la maestosità dei monti o il vociare del vento tra le fronde degli alberi; in quei momenti il fiume nostalgia emerge dal suo greto e ci ricorda che è lì, silente ma sempre presente.
    Una sorta di dolore dolce che ci accompagna e grazie a Nevo lo si comprende a pieno.
    Sono felice di averlo letto anche a costo di apparire dedito all'incoerenza!

    ha scritto il 

  • 5

    "Funziona così:ognuno di noi ha una sua melodia interiore di baseche gli risuona continuamente dentro il corpo,a basso volume,ed è questa che stabilisce il ritmo con cui uno pensa,ama, scrive e s'appassiona. (...)

    Ad ogni modo,questa musica interiore incide anche sul genere di musica esteriore che preferiamo.(...) Stessa cosa per le persone. Se pensi che le persone si scelgano il partner sulla base del suo aspe ...continua

    Ad ogni modo,questa musica interiore incide anche sul genere di musica esteriore che preferiamo.(...) Stessa cosa per le persone. Se pensi che le persone si scelgano il partner sulla base del suo aspetto, del suo denaro o della sua intelligenza, hai preso un grosso granchio.Il primo appuntamento è sostanzialmente un concerto."

    Per arrivare all'ufficio mi faccio ogni giorno di buon passo la rampa San Basilio, che sarebbe il tratto di strada che porta dal valico Sant'Andrea a Santa Marta, e quindi ai sontuosi quartieri della fantomatica Autorità Portuale. L'indicazione ovviamente ai non veneziano non dirà nulla, ed ai veneziani ben poco: è infatti una zona di inesistente passaggio pedonale -ad eccezione di qualche sporadico aspirante maratoneta- ed è sostanzialmente l'unica "strada" di Venezia, strada perchè non è una calle ne' una fondamenta e soprattutto perchè ci passano cicli e motocicli e quant'altro previsto dal codice della strada.
    Comunque oggi mi stavo avviando in ufficio pregustando il pompelmo che mi aspettava e le questioni che avrei dovuto risolvere, quando improvvisamente tipo miraggio si materializza alla mia destra, ai lati di una vecchia linea ferroviaria di trasporto merci, un PHON per capelli.
    Ora io dico: capisco le scarpe per la strada, magari ti facevano male e le hai gettate in un impeto di rabbia. Capisco anche la mutanda per la strada, magari un impeto di diversa natura. O i pantaloni. O la pentola col ragù. Ma il phon ancora non mi era capitato, e francamente mi ha lasciata allibita. Fosse almeno una zona di passaggio -dici thò aspetta un po' che c'ho il phon in borsa e lo butto qui- o di passaggio dei treni -non funziona, 'ara che 'l và dal finestrin-; fosse stato almeno sul lato destro della strada, lato canale, potrei pensare un lancio da una barca; ma no, dall'altra parte, niente barche, niente treni. Mistero.
    A questo punto chi ha letto avrà pensato che io commenti i libri per raccontare le mie sconclusionate storie, e non ci avrebbe neanche sbagliato di molto, ma io volevo proprio dire che questo libro qui mi ha lasciata come quel phon lì. Stupita. Incredula. Grata alla vita che ci riserva quotidianamente queste incredibili sorprese.
    Intanto nottetempo il semi-commento fino qui ha già aiutato qualcuno, incredibili magie dei phon-s, ed ancora non ho detto niente. Volevo parlare di consonanze tematiche, o interiori. Di musica interiore, se preferite; in parole povere della vicinanza che da sempre avverto con gli scrittori di lingua ebraica. Dev'essere al contrario quello che succede con i persiani, stucchevoli e formali da portarti alla nevrosi, meglio evitarli che conoscerli. Con gli ebrei invece sento una condivisione di sentimento, un'affinità di base nei valori e nei dolori. Ed Eshkol Nevo già lo conoscevo da "La simmetria dei desideri", splendido romanzo, al quale questo non è da meno.
    Un ultima cosa: parlavo di sentimenti, e di sentimenti diversi parla il libro, sentimenti tra personaggi diversi, familiari, amici o amanti. Ma al di là delle varie figure e delle varie tematiche il sentimento più delicato e commovente -non fraintendete: molto virile (zero iraniano), nessun buonismo- è quello tra Amir e Yotam.
    Da leggere per credere. Adesso mi vado a cercare "Neuland" perchè Nevo è pazzesco; mi ricorda la Krauss, stessa intensità emotiva devastante e candida. Incredibile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nostalgia", di Eshkol Nevo, è un romanzo ben scritto che, seppur non troppo impegnativo, tocca in maniera tutt'altro che superficiale molti argomenti quali il difficile rapporto israelo-palestinese, ...continua

    "Nostalgia", di Eshkol Nevo, è un romanzo ben scritto che, seppur non troppo impegnativo, tocca in maniera tutt'altro che superficiale molti argomenti quali il difficile rapporto israelo-palestinese, l'ortodossia e la laicità in un paese di grandi contrasti, il lutto per la perdita di un figlio, il trasformasi dell'amore a causa della routine della convivenza e molto altro ancora.
    La scrittura di Nevo si avvicina moltissimo ai grandi autori israeliani spostando continuamente i riflettori da uno all'altro dei protagonisti, mostrando contemporaneamente punti di vista e sentimenti differenti di fronte alla stessa realtà oggettiva.

    ha scritto il 

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