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Nostalgia

By Eshkol Nevo

(244)

| Hardcover | 9788804559160

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Book Description

Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme e Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, decidono per convenienza di spostamenti di trasferirsi in un villaggio a metà strada tra le due città. Castel - questo è il nome del villaggio - è un'ex enclave a Continue

Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme e Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, decidono per convenienza di spostamenti di trasferirsi in un villaggio a metà strada tra le due città. Castel - questo è il nome del villaggio - è un'ex enclave araba abbandonata nel 1948 e da allora divenuta dimora di una comunità ebraica proveniente dal Kurdistan. I due ragazzi sviluppano da subito un rapporto di caldo vicinato con i padroni di casa, gli Zakian e con una famiglia che vive nei dintorni, segnata dalla tragedia della morte di uno dei figli, ucciso in Libano e il cui secondogenito stringerà un'amicizia fraterna con Amir. Questo intreccio di sentimenti e drammi privati si complicherà quando un operaio palestinese di nome Saddiq che sta svolgendo dei lavori nei paraggi riconoscerà nella casa dove abitano Noa e Amir l'abitazione da cui la propria famiglia era stata scacciata all'arrivo dei coloni ebrei. Di quella casa Saddiq possiede ancora la chiave, e si fa forte in lui, giorno dopo giorno, il desiderio di entrare furtivamente nell'appartamento della sua infanzia. Il giorno in cui cede alla tentazione, ritrovando tra l'altro un gioiello che sua madre aveva nascosto dietro a un mattone, verrà arrestato come sospetto terrorista. Intanto, sulle esistenze di Noa, Amir e degli altri abitanti del quartiere, si stende il velo nero di una tragedia collettiva: è il 4 novembre del 1995 e Yitzak Rabin, capo del governo, viene assassinato...

46 Reviews

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  • 10 people find this helpful

    Qualche tempo fa leggevo un commento ad un libro in cui si esprimeva un gioioso rammarico per aver letto un libro che invece la lettrice non avrebbe voluto leggere per mantenere inalterata la possibilità di leggerlo in futuro per la prima volta. Pens ...(continue)

    Qualche tempo fa leggevo un commento ad un libro in cui si esprimeva un gioioso rammarico per aver letto un libro che invece la lettrice non avrebbe voluto leggere per mantenere inalterata la possibilità di leggerlo in futuro per la prima volta. Pensai: maledettamente condivisibile questa considerazione.
    Poi sul mio percorso, accidentato, di lettore si è profilato "nostalgia"; un libro stupendo, un ricamo letterario intorno ad un sentimento di difficile codificazione, che rifugge schemi classificatori, che scorre, come un fiume silenzioso, nell'ipogeo della nostra anima, nessuno escluso.
    Eskol Nevo non disserta ma racconta, non pontifica ma dialoga, non elargisce certezze ma frammenti di vita che aiutano a comprendere cosa sta accadendo quando silenziosi ammiriamo la solennità del mare o la maestosità dei monti o il vociare del vento tra le fronde degli alberi; in quei momenti il fiume nostalgia emerge dal suo greto e ci ricorda che è lì, silente ma sempre presente.
    Una sorta di dolore dolce che ci accompagna e grazie a Nevo lo si comprende a pieno.
    Sono felice di averlo letto anche a costo di apparire dedito all'incoerenza!

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    JPM said on Jun 30, 2014 | 3 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    "Funziona così:ognuno di noi ha una sua melodia interiore di baseche gli risuona continuamente dentro il corpo,a basso volume,ed è questa che stabilisce il ritmo con cui uno pensa,ama, scrive e s'appassiona. (...)

    Ad ogni modo,questa musica interiore incide anche sul genere di musica esteriore che preferiamo.(...) Stessa cosa per le persone. Se pensi che le persone si scelgano il partner sulla base del suo aspetto, del suo denaro o della sua intelligenza, hai ...(continue)

    Ad ogni modo,questa musica interiore incide anche sul genere di musica esteriore che preferiamo.(...) Stessa cosa per le persone. Se pensi che le persone si scelgano il partner sulla base del suo aspetto, del suo denaro o della sua intelligenza, hai preso un grosso granchio.Il primo appuntamento è sostanzialmente un concerto."

    Per arrivare all'ufficio mi faccio ogni giorno di buon passo la rampa San Basilio, che sarebbe il tratto di strada che porta dal valico Sant'Andrea a Santa Marta, e quindi ai sontuosi quartieri della fantomatica Autorità Portuale. L'indicazione ovviamente ai non veneziano non dirà nulla, ed ai veneziani ben poco: è infatti una zona di inesistente passaggio pedonale -ad eccezione di qualche sporadico aspirante maratoneta- ed è sostanzialmente l'unica "strada" di Venezia, strada perchè non è una calle ne' una fondamenta e soprattutto perchè ci passano cicli e motocicli e quant'altro previsto dal codice della strada.
    Comunque oggi mi stavo avviando in ufficio pregustando il pompelmo che mi aspettava e le questioni che avrei dovuto risolvere, quando improvvisamente tipo miraggio si materializza alla mia destra, ai lati di una vecchia linea ferroviaria di trasporto merci, un PHON per capelli.
    Ora io dico: capisco le scarpe per la strada, magari ti facevano male e le hai gettate in un impeto di rabbia. Capisco anche la mutanda per la strada, magari un impeto di diversa natura. O i pantaloni. O la pentola col ragù. Ma il phon ancora non mi era capitato, e francamente mi ha lasciata allibita. Fosse almeno una zona di passaggio -dici thò aspetta un po' che c'ho il phon in borsa e lo butto qui- o di passaggio dei treni -non funziona, 'ara che 'l và dal finestrin-; fosse stato almeno sul lato destro della strada, lato canale, potrei pensare un lancio da una barca; ma no, dall'altra parte, niente barche, niente treni. Mistero.
    A questo punto chi ha letto avrà pensato che io commenti i libri per raccontare le mie sconclusionate storie, e non ci avrebbe neanche sbagliato di molto, ma io volevo proprio dire che questo libro qui mi ha lasciata come quel phon lì. Stupita. Incredula. Grata alla vita che ci riserva quotidianamente queste incredibili sorprese.
    Intanto nottetempo il semi-commento fino qui ha già aiutato qualcuno, incredibili magie dei phon-s, ed ancora non ho detto niente. Volevo parlare di consonanze tematiche, o interiori. Di musica interiore, se preferite; in parole povere della vicinanza che da sempre avverto con gli scrittori di lingua ebraica. Dev'essere al contrario quello che succede con i persiani, stucchevoli e formali da portarti alla nevrosi, meglio evitarli che conoscerli. Con gli ebrei invece sento una condivisione di sentimento, un'affinità di base nei valori e nei dolori. Ed Eshkol Nevo già lo conoscevo da "La simmetria dei desideri", splendido romanzo, al quale questo non è da meno.
    Un ultima cosa: parlavo di sentimenti, e di sentimenti diversi parla il libro, sentimenti tra personaggi diversi, familiari, amici o amanti. Ma al di là delle varie figure e delle varie tematiche il sentimento più delicato e commovente -non fraintendete: molto virile (zero iraniano), nessun buonismo- è quello tra Amir e Yotam.
    Da leggere per credere. Adesso mi vado a cercare "Neuland" perchè Nevo è pazzesco; mi ricorda la Krauss, stessa intensità emotiva devastante e candida. Incredibile.

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    Pizia said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Nostalgia", di Eshkol Nevo, è un romanzo ben scritto che, seppur non troppo impegnativo, tocca in maniera tutt'altro che superficiale molti argomenti quali il difficile rapporto israelo-palestinese, l'ortodossia e la laicità in paese di grandi contr ...(continue)

    "Nostalgia", di Eshkol Nevo, è un romanzo ben scritto che, seppur non troppo impegnativo, tocca in maniera tutt'altro che superficiale molti argomenti quali il difficile rapporto israelo-palestinese, l'ortodossia e la laicità in paese di grandi contrasti, il lutto per la perdita di un figlio, il trasformasi dell'amore a causa della routine della convivenza e molto altro ancora.
    La scrittura di Nevo si avvicina moltissimo ai grandi autori israeliani spostando continuamente i riflettori da uno all'altro dei protagonisti, mostrando contemporaneamente punti di vista e sentimenti differenti di fronte alla stessa realtà oggettiva.

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    Rob Luc said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ni

    Avevo apprezzato tantissimo la scelta di raccontare la stessa storia a più voci in neuland, qui devo dire che sto facendo un pò fatica ada andare avanti. Non riesco a fissarmi bene in mente i vari personaggi, a riconoscerli dalla loro voce...

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    Piperita said on Feb 27, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Opera

    (la parola corretta è "melodramma", nel suo senso proprio, ma sarebbe stato frainteso)

    In molti hanno parlato di "romanzo corale", cosa vera in prima approssimazione. Io, più che un coro, ci vedo un'opera, un melodramma: le voci sono distinte (mentr ...(continue)

    (la parola corretta è "melodramma", nel suo senso proprio, ma sarebbe stato frainteso)

    In molti hanno parlato di "romanzo corale", cosa vera in prima approssimazione. Io, più che un coro, ci vedo un'opera, un melodramma: le voci sono distinte (mentre in un coro occorre che le voci si confondano tutte in un'unica armonia), a volte cantano arie, a volte duetti, terzetti, quartetti. Penso ad un Mozart con sonorità contemporanee. Noa una contralto, non troppo scura. Amir un baritono brillante . Saddiq, l'arabo, un basso che sa risuonare bene anche nella parte alta del suo registro. Sima una soprano troppo spesso su registri alti, Moshe un basso profondo (tipo il Commendatore del Don Giovanni). Yotam la voce bianca. Ah, l'amico Modi... un tenore o un haute-contre, nel più puro stile barocco. E poi il coro, ovviamente, fatto di tutte quelle voci meno distinte ma ciascuna con il suo ruolo.

    E la musica... lontana dallo stile drammatico, pesante, dei romantici (niente Verdi, niente Wagner), melodica, spesso in maggiore, a volte in minore. Pochi andante o largo, piuttosto briosa, senza sfociare in ritmi sfrenati. Una spolverata di classico con "azzardi" vicini al jazz. Archi, non troppi ma tutti quelli che servono. Fiati leggeri (eheheh!), soprattutto legni ma anche qualche tromba.

    ...'azz', mi verrebbe voglia di scriverla, questa musica. "Nostalgia" si presta davvero a diventare un'opera. Chissà...

    Intanto, leggiamo questo bel romanzo!

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    Mario said on Feb 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nostalgia è un romanzo corale. Sullo sfondo di una piccola cittadina a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, in un labirintico aglomerato di appartamenti, si snodano le avventure e le vicende di differenti personaggi.
    La narrazione scivola piacevol ...(continue)

    Nostalgia è un romanzo corale. Sullo sfondo di una piccola cittadina a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, in un labirintico aglomerato di appartamenti, si snodano le avventure e le vicende di differenti personaggi.
    La narrazione scivola piacevole e rapida. Continui cambi di focalizzatore, chiave per uno stile vivace e movimentato, permettono di conoscere i differenti pensieri e sentimenti di ciascun protagonista.
    Ognuno è portatore di una storia personale fatta di piccole sofferenze o grandi perdite.
    Coppie che litigano, madri che hanno perso il figlio, bambini che di fronte allo sconforto dei genitori non sanno che fare, studenti affaccendati e amanti stanchi. Il fascino di questo romanzo ai miei occhi risiede proprio in questo,nel presentare una manciata di umanità sullo scenario di grandi cambiamenti politici. Una manciata di umanità che viene investita dagli eventi. Ma soprattutto un'umanità stanca e nostalgica fatta di individui che sono isole che pur entrando a contatto tra di loro,isole che comunicano di una comunicazione sorda e vuota. Si condivide la stessa abitazione, si è vicini, si è marito e moglie, si è genitori e figli ma alla fine non ci si conosce veramente e nessuno conosce veramente se stesso.
    All'interno del romanzo si rivela una piccola grande verità: è così difficile comunicare, e spesso lo è perchè non siamo in grado di comunicare con noi stessi, non sappiamo quali sono i nostri desideri, ci vergognamo, ci nascondiamo tra le pareti domestiche. Eppure sarebbe così semplice, così facile compiere delle scelte per essere felici e avvicinarci agli altri. La conclusione del romanzo è proprio questo speranzoso messaggio.
    Dopo tante pagine colme di solitudine e ansie si invita il lettore a innamorarsi della vita, partendo dagli altri e dalle piccole cose. "Voglio farmi emozionare dalle piccole cose. Camminare scalzi sulla spiaggia. Mangiare il cono gelato. Doccia fredda d'estate. Graffiti colorati su un muro laido. Una musica che non conosco. Anche solo farsi la barba. Farsi la barba dopo molto tempo e passare la mano sulla guancia liscia. Voglio emozionarmi per queste cose qui. Non lasciare che passino così."
    Io non le lascerò passare e tu?

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    Luisa Radici said on Feb 1, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (244)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Hardcover 349 Pages
  • ISBN-10: 8804559160
  • ISBN-13: 9788804559160
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2007-01-01
  • Also available as: Paperback
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