Nostra Signora di Parigi

La nostra biblioteca classica in cento volumi (1)

Di

Editore: Edipem

4.3
(4823)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Rumeno , Finlandese , Portoghese , Catalano , Polacco

Isbn-10: A000034613 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Valentina Valente

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Cofanetto , Rilegato in pelle , Tascabile economico , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Quasimodo è il classico personaggio mai amato che sa amare, con aspetto mostruoso ma con l’anima d’angelo dannato. Indirettamente personifica la figura dello scrittore stesso. Infatti su altri romanzi di Hugo, viene usata molto la figura del mostro, come L’uomo che ride e Il rigoletto.

Frollo, innamoratosi della zingara Esmeralda (nome dovuto al ciondolo di smeraldo che la ragazza porta al collo), porterà alla rovina se stesso e gli altri personaggi della storia. È il personaggio diviso tra due epoche, che sente i cambiamenti in atto alla fine del Medioevo e non sa come farvi fronte. Questa sua posizione emerge particolarmente nel momento in cui il personaggio formula una delle sue più celebri frasi: Questo ucciderà quello (dall’originale Ceci tuera cela), in riferimento ad un libro e alla chiesa.
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  • 5

    Capolavoro. Sono presenti due/tre capitoli lenti e abbastanza complessi, ma si fa amare. Personaggi fantastici e storia unica del suo genere. Un dramma ambientato in un periodo cupo, crudo, spregiudic ...continua

    Capolavoro. Sono presenti due/tre capitoli lenti e abbastanza complessi, ma si fa amare. Personaggi fantastici e storia unica del suo genere. Un dramma ambientato in un periodo cupo, crudo, spregiudicato, quasi infantile quanto affascinante che è il tardo medioevo, il tutto accompagnato dalla maestosa Notre Dame che non partecipa attivamente ma si fa sentire a voce alta e quasi ad "imporsi", nonostante sia una cattedrale. Grazie a questo libro, che è diventato uno dei miei preferiti, spero in futuro di avere il piacere nell'essere spettatrice del musical italiano, e che possa vedere in prima persona la bellissima Notre Dame.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendida narrazione d'una triste storia. La capacità di raccontare che aveva quest'autore resta, in tutta probabilità, ineguagliata. Per quanto, personalmente, io abbia preferito l'altra sua opera d' ...continua

    Splendida narrazione d'una triste storia. La capacità di raccontare che aveva quest'autore resta, in tutta probabilità, ineguagliata. Per quanto, personalmente, io abbia preferito l'altra sua opera d'arte, I miserabili, che ritengo essere un gioiello in tutto e per tutto, Notre-Dame de Paris resta una meraviglia che lascia incantati. La caratterizzazione dei personaggi è, a dir poco, eccezionale: Quasimodo esordisce come un animale e finisce come la più romantica delle anime; Claudio Frollo affascina con la sua immensa scienza, la sua austerità e la sua carnale follìa, Esmeralda lascia interdetti sia per la bellezza, sia per l'ingenuità, sia, infine, per la stupidità. Anche la rozzezza travestita di buone maniere e splendidi vestiti di Febo è descritta magistralmente; e la monelleria condita di ubriachezza ed abbrutimento di Giovanni dal Mulino; per non dimenticare il simpatico, teatrale e logorroico Pietro Gringoire... Insomma, consiglio a chiunque d'immergersi in queste pagine: è un'esperienza da vivere, assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    La lettura di Notre-Dame de Paris – non lo nascondo – mi ha accompagnato per un bel po', almeno un paio di mesi. Certo, ho avuto il mio bel daffare; nel contempo, la prima parte del romanzo è stato un ...continua

    La lettura di Notre-Dame de Paris – non lo nascondo – mi ha accompagnato per un bel po', almeno un paio di mesi. Certo, ho avuto il mio bel daffare; nel contempo, la prima parte del romanzo è stato uno scoglio leggermente difficile da superare, sia per il suo carattere un po' prolisso che per gli argomenti che mi hanno preso fino ad un certo punto.

    L'inizio in realtà già mi aveva acchiappato abbastanza, con la presentazione di Pierre Gringoire e il Mistero a cui si assiste; poi il ritmo si abbassa e si entra nella descrizione nuda e cruda dell'urbanistica di Parigi, della sua architettura, dei suoi cambiamenti nel tempo, e quant'altro. Sicuramente Hugo dà un sacco di informazioni interessanti, e si capisce l'intenzione di dare ampio spazio non ad un manipolo di personaggi ma alla città stessa, che così prende vita, divenendo parte integrante della narrazione. Da questo bel pezzo di romanzo, capisco bene, comunque non si può prescindere se si vuole avere una totale comprensione del testo, e credo che lo scopo di Hugo fosse anche quello di sensibilizzare il pubblico dell'epoca a certi argomenti concernenti la storia della città, forse poco presi in considerazione. Detto ciò, leggendo rimanevo comunque in fremente attesa dell'azione, della passione, e del più puro degenero.

    E sono stata accontentata. Questo romanzo per me è stato come guidare una macchina a diesel: ci mette un po', ma quando si scalda, non si ferma più. Ciò che mi è più piaciuto è stato il punto di vista perennemente oscillante da un personaggio all'altro: Hugo ci invita ad esplorare le menti dei protagonisti, svelandoci i loro più reconditi pensieri, le loro più oscure/pure intenzioni. Saltiamo da un occhio ad un altro lasciando il personaggio precedente in una situazione irrisolta, così da avere ancora più voglia di andare avanti per essere testimoni di come questa si concluderà.

    Ho adorato il personaggio di Pierre Gringoire, miserabile poetastro, autodidatta in tutte le materie più alte, ma incompreso dal popolino di cui fa parte. Se le sue conoscenze di arte, letteratura e filosofia si fossero potute trasformare in quantità di cibo, di certo Gringoire non avrebbe avuto la corporatura minuta che ho immaginato avesse. Phoebus invece, il più inetto di tutti, e mi sta davvero antipatico; Esmeralda, anche lei stupidona, ma ingenua e pura come una bimba; la sua storia, alla fin fine, mi ha fatto stringere il cuore. Bellissimi poi i personaggi di Quasimodo e Frollo, che rappresentano le due facce della stessa medaglia: l'amore platonico del Gobbo è puro tanto quanto quello di Frollo è malsano e perverso, e ho immensamente adorato entrambi.

    La narrazione scorre, acchiappa, prende ed è gustosissima; le ultime pagine sono davvero stupende. Consigliato a tutti quelli che hanno voglia di un bel classicone di indubbia ed eccelsa qualità; e ci provi qualcun altro a scrivere un romanzo così a ventinove anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Hugo è sempre affascinante e appassionante. Ma c'è un abisso rispetto ai Miserabili. Qui, a parte Frollo e Gringoire, i caratteri dei personaggi sono troppo macchiette. Esmeralda è insopportabilmente ...continua

    Hugo è sempre affascinante e appassionante. Ma c'è un abisso rispetto ai Miserabili. Qui, a parte Frollo e Gringoire, i caratteri dei personaggi sono troppo macchiette. Esmeralda è insopportabilmente scema, e Quasimodo esagerato come solo certi fumetti....

    ha scritto il 

  • 5

    "Il fatto è che l'amore è come un albero. Cresce per conto suo, getta radici profonde in tutto il nostro essere, e spesso continua a verdeggiare sopra un cuore in rovina."

    Bellissimo, struggente, appassionante.
    Un romanzo meraviglioso pieno di personaggi indimenticabili, che mantiene una tale freschezza che sembra scritto ieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se non siamo ai livelli magistrali de I Miserabili, che mi è entrato nel cuore, quest'altro romanzo di Hugo ha lasciato il segno. La vicenda in sè è ricca, lo stile riconoscibile, i personaggi c ...continua

    Anche se non siamo ai livelli magistrali de I Miserabili, che mi è entrato nel cuore, quest'altro romanzo di Hugo ha lasciato il segno. La vicenda in sè è ricca, lo stile riconoscibile, i personaggi come sempre molto teatrali (soprattutto Gringoire) come pure le situazioni di cui sono protagonisti. Ho particolarmente apprezzato le digressioni, che nell'altro romanzo a volte mi disturbavano, specialmente quella sul rapporto tra stampa e architettura. Una lettura che sono contento di aver recuperato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    A tratti lento, ma la trama avvincente vale la pena

    Malgrado un inizio un po' lento e che lasciava presagire una lettura pesante, la trama ha poi preso il via lasciando in me la forte curiosità di sapere come proseguisse ogni volta che ero costretta a ...continua

    Malgrado un inizio un po' lento e che lasciava presagire una lettura pesante, la trama ha poi preso il via lasciando in me la forte curiosità di sapere come proseguisse ogni volta che ero costretta a chiudere il libro.
    Alcuni capitoli descrittivi sono davvero improponibili, ma la trama è avvincente. La storia ruota attorno alla figura della bella zingara Esmeralda, uccisa dall'amore malsano dell'arcidiacono Frollo. Vi sono poi personaggi come Quasimodo ( il brutto, storpio, sordo e gobbo campanaro di Notre Dame, che nasconde dietro la sua rudezza un'animo bisognoso di affetto), il filosofo Gringoire, la belllissima Parigi, e molti altri ruoli che hanno una fondamentale importanza nel susseguirsi degli eventi.

    ha scritto il 

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