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Nostra signora della solitudine

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica)

3.6
(880)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807817233 | Isbn-13: 9788807817236 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Michela Finassi Parolo

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nel caldo torrido dell'estate cilena, Carmen Lewis Avila, scrittrice di successo, scompare. Dopo che la polizia ha archiviato il caso, Rosa Alvallay,una detective privata, viene incaricata di ritrovarla. Rosa non è una persona molto appariscente, ha superato i cinquanta, classe media, un divorzio alle spalle, qualche anno di tiepida lotta per il socialismo, l'esilio in Messico, poi il ritorno in Cile, la professione di investigatrice, pochi amici, grandi delusioni. Rosa capisce che l'unica via per ritrovare Carmen è passare attraverso la lettura dei suoi romanzi. Indagando, scoprirà molti segreti dell'inquieta personalità della donna e il misterioso motivo della sua scomparsa.
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  • 3

    << Aveva una bella dose di vita interiore ... >>

    Non avevo mai letto Marcela Serrano e in generale non mi è dispiaciuta, credo che leggerò altro di questa autrice.


    La trama è un po’ lieve: una scrittrice in parte cilena in parte americana, tale Carmen Lewis Avila, scompare nel nulla. Ad occuparsi del suo ritrovamento è Rosa Alvallay, una ...continua

    Non avevo mai letto Marcela Serrano e in generale non mi è dispiaciuta, credo che leggerò altro di questa autrice.

    La trama è un po’ lieve: una scrittrice in parte cilena in parte americana, tale Carmen Lewis Avila, scompare nel nulla. Ad occuparsi del suo ritrovamento è Rosa Alvallay, una investigatrice privata di mezza età, separata con due figli da mantenere, né bella né brutta, né grassa, né magra, insomma una donna nella media che passa assolutamente inosservata.
    Rosa indaga interrogando le persone che conoscevano Carmen: il marito Tomas Rojas, rettore di università, la migliore amica Jill, la figliastra, un altro scrittore cileno. Gli interrogatori, i romanzi e le interviste della scrittrice rivelano una personalità fragile e selvaggia che ha sofferto l’abbandono dei genitori, che mal tollera la vita mondana che le viene imposta dal marito rettore, che sogna una casa dipinta di azzurro.

    Rosa decide di recarsi in Messico, dove Carmen Lewis Avila ha trascorso parte della sua giovinezza, convinta che la scrittrice possa essersi rifugiata lì perché è ancora molto legata ai quei luoghi, forse con un uomo che è il suo vero grande amore.
    Molto intense le descrizioni del Messico e di Oaxaca in particolare, mi sono piaciute molto, l’autrice riesce a ricreare i colori e le immagini del Messico.

    La trama mi è sembrata un po’ labile e poco consistente. La risoluzione, poi, è forse quella più probabile ma è anche molto banale e telefonatissima. La storia mi è sembrata più che altro un pretesto per parlare degli scrittori, delle loro ansie, dei loro egocentrismi, dei loro desideri di evasione dalla realtà che è poi il loro pane quotidiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino ma insipido

    Il fascinoso Messico e l'impronta femminista sono caratteri tipici del mondo letterario di Marcela Serrano: anche questo romanzo non fa eccezione. La protagonista, sulle tracce di una scrittrice scomparsa e in seguito a varie vicende, avrà modo di conoscersi più approfonditamente e di riprendere ...continua

    Il fascinoso Messico e l'impronta femminista sono caratteri tipici del mondo letterario di Marcela Serrano: anche questo romanzo non fa eccezione. La protagonista, sulle tracce di una scrittrice scomparsa e in seguito a varie vicende, avrà modo di conoscersi più approfonditamente e di riprendere in mano le redini della sua monotona vita: messaggio ampiamente condiviso.

    Gli ingredienti per un buon noir ci sono tutti ma, nel caso personale, non è scoccata la scintilla. Storia carina, a tratti insipidina come una zuppa riscaldata dall'altro ieri: al contrario di quanto pensassi, non mi ha lasciato molto!

    Il libro si legge comodamente durante una trasferta in aereo o a letto con l'influenza per dimenticarsi, una volta terminato, quale fosse la trama.

    ha scritto il 

  • 3

    e 1/2

    La Serrano in questo libro si discosta dalle sue analisi interiori del mondo femminile. Qui più che altro si svela una ricerca di sé da parte della protagonista attraverso la ricerca fisica di una scrittrice scomparsa. Entrando nei segreti più reconditi della scrittrice, attraverso le letture dei ...continua

    La Serrano in questo libro si discosta dalle sue analisi interiori del mondo femminile. Qui più che altro si svela una ricerca di sé da parte della protagonista attraverso la ricerca fisica di una scrittrice scomparsa. Entrando nei segreti più reconditi della scrittrice, attraverso le letture dei suoi libri, i contatti con i familiari e gli amici più stretti, alla fine l'investigatrice privata incaricata di trovare la scrittrice, scopre anche parecchie cose di sé. Non da ultima, la sempre presente solidarietà tra donne, che è la visione cardine della Serrano: a discapito anche del suo lavoro, l'investigatrice non sarà in alcun caso disposta a svelare certi segreti. Anzi, sarà sua cura custodirli.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline ...quasi 4 !

    E' il primo libro che leggo di Marcela Serrano, e ne sono rimasta incuriosita tanto che se mi capiterà in futuro credo che prenderò qualche altro suo romanzo.
    Questo qui è un giallo, ma nello stesso tempo ho trovato sprazzi di introspezione psicologica che la protagonista Rosa Alvallay si r ...continua

    E' il primo libro che leggo di Marcela Serrano, e ne sono rimasta incuriosita tanto che se mi capiterà in futuro credo che prenderò qualche altro suo romanzo.
    Questo qui è un giallo, ma nello stesso tempo ho trovato sprazzi di introspezione psicologica che la protagonista Rosa Alvallay si ritrova a fare durante le indagini per scoprire che fine ha fatto la famosa scrittrice Carmen L. Avila.
    Tutto gira attorno alla strana scomparsa di questa donna da molti definita "pazza", ma qui definire la pazzia di una donna come Carmen non è cosa facile .
    Può essere pazza una donna passionale, ma profondamente sola, che ha perduto l'unico amore della sua vita pur non avendolo mai avuto o meglio "posseduto" per davvero ?
    Può essere pazza una scrittrice famosa nel mondo che in qualche modo non si è mai dimenticata delle sue origini, e che si sente prigioniera della cultura occidentale ?
    Definire pazza Carmen L. Avila è pericoloso per come la vedo io , perché vorrebbe dire che tutte quelle persone che non accettano e che si sentono fuori luogo nella società materialista di oggi siano pazzi .
    Le indagini di Rosa la portano a scoprire una Carmen diversa, più profonda di quella che tutti dipingono con i loro discorsi, compreso il marito. Una donna che all'apparenza fredda e distaccata racchiude in sé una rabbia tale da portale a lasciare una vita dorata per la libertà.
    Di questo libro mi è piaciuto molto il ritratto psicologico che viene fuori di Rosa e della stessa Carmen, due donne diverse si ma non poi così tanto, ognuna a modo suo vive una vita piena forse un pò solitaria, solo che Carmen lo ha fatto di proposito per una sua scelta , ha deciso lei di risorgere attraverso la solitudine , una scelta che purtroppo non tutti possono fare e che sostanzialmente non hanno il coraggio di fare.
    Non sò se un libro del genere possa piacere ad altri, ma a me ha fatto riflettere , e quando un libro mi da lo spunto per riflettere secondo me mi ha arricchito un pò di più e quindi ne è valsa la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    La solitudine è come una luce senza sole. Quando questo si consuma, le rimane la purezza.

    Si tratta di un giallo, ma non è il classico giallo…molto di più, una trama ricamata di passione, vita, sentimenti, colori, tristezze, insoddisfazioni, preoccupazioni, solitudini e profondità. Il tutto incentrato sulle donne, o meglio, su una donna: Carmen.


    La storia è quella di una scrit ...continua

    Si tratta di un giallo, ma non è il classico giallo…molto di più, una trama ricamata di passione, vita, sentimenti, colori, tristezze, insoddisfazioni, preoccupazioni, solitudini e profondità. Il tutto incentrato sulle donne, o meglio, su una donna: Carmen.

    La storia è quella di una scrittrice scomparsa (Carmen Lewis Avila), e della protagonista (Rosa Alvallay) che cerca di capire, su richiesta del marito della scrittrice, dove sia finita e cosa le sia successo.

    È la storia di una solitudine, ma anche la storia di un amore profondo, che non può spezzarsi mai. Una donna giudicata "pazza", fuori dagli schemi, senza fine o scopo, razionale e irrazionale, vittima della sua stessa follia, intelligentissima, bellissima e unica, come solo certe donne riescono ad essere.

    Ma… "la follia non ha posto nel mondo"

    Una donna a cui la vita non basta più e che svolta più volte, per strade diverse, ma torna sempre là, sempre in quel punto critico, nella sua ferita che non può e non deve essere ricucita: l'Amore, quello vero, puro, per un uomo che è suo ma che non sarà mai suo.

    Perché… "il problema dei messicani è che non smettono mai di essere sposati"

    L'amore non conosce ricompensa al di fuori dell'esperienza di amare, e insegna soltanto l'umiltà

    Un breve romanzo che si è rivelato una piacevole scoperta. Consigliato!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Mah

    Questo libro è un passatempo leggero, da mezza stagione. Trovo che la prima parte sia un po’ banale come modalità di espressione, nella delineazione dei personaggi, nell’uso dei passaggi.
    Va un po’ meglio quando si avvicina alla conclusione, forse perché sono distratta dalla trama e dalla ...continua

    Questo libro è un passatempo leggero, da mezza stagione. Trovo che la prima parte sia un po’ banale come modalità di espressione, nella delineazione dei personaggi, nell’uso dei passaggi.
    Va un po’ meglio quando si avvicina alla conclusione, forse perché sono distratta dalla trama e dalla voglia di scoprire come va a finire.
    Mi sembra poco credibile il finale e la fuga in una nuova identità è un po’ scontata. Certo fa leva sul sogno di ogni donna di pensare di poter mandare a quel paese tutto e tutti e godersi la SOLITUDINE. Ma chi ci crede? E poi lei lo poteva fare perché era bella, coi soldi, e un uomo che la ama. Ma noi, dove possiamo scappare, nasconderci?
    E’ tutto un po’ troppo fuor di metafora. Non ho colto risvolti psicologici intriganti, tutto un po’ troppo palese.
    E c’è una frase che vorrei che qualcuno mi spiegasse (pag. 170 Ed. Economica Feltrinelli):
    “voglio essere ancora più precisa: la solitudine è come una luce senza sole. Quando questo si consuma, le rimane la purezza”.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quante tracce lascia dietro di sè uno scrittore!Come le briciole di pane di Hansel e Gretel."


    Più che un giallo è un romanzo introspettivo dove l'investigatrice Rosa Alvallay,incaricata di ritrovare la scrittrice di grande successo, scomparsa,ritiene fondamentale leggere i suoi libri per ...continua

    "Quante tracce lascia dietro di sè uno scrittore!Come le briciole di pane di Hansel e Gretel."

    Più che un giallo è un romanzo introspettivo dove l'investigatrice Rosa Alvallay,incaricata di ritrovare la scrittrice di grande successo, scomparsa,ritiene fondamentale leggere i suoi libri per ritrovarla.
    Lettura piacevole,un pò frettoloso il finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Ah... Marcela...

    Avevo letto un solo libro di Marcela Serrano e mi era piaciuto moltissimo; questo mi è piaciuto ancora di più. Non che avessi dubbi, ma la lista di libri che leggerò di questa meravigliosa autrice sarà decisamente lunga…
    Chiunque abbia studiato la storia dell’America Latina sa che la scompa ...continua

    Avevo letto un solo libro di Marcela Serrano e mi era piaciuto moltissimo; questo mi è piaciuto ancora di più. Non che avessi dubbi, ma la lista di libri che leggerò di questa meravigliosa autrice sarà decisamente lunga…
    Chiunque abbia studiato la storia dell’America Latina sa che la scomparsa è un tema che tocca generazioni intere. La ricerca dell’identità, la solitudine, la sofferenza sono scritte nel dna di questo continente e dei suoi abitanti. Marcela Serrano è cilena e non fa eccezione; la chiamano la nuova Isabel Allende tanto le due scrittrici sono accumunate da molti elementi culturali, che non sono solo loro, sono un patrimonio di tutti. In questo libro si racconta la vicenda di una donna, Carmen Lewis Avila, scrittrice di successo e donna di fascino. Fascino nel senso vero della parola, non solo fisico … carisma allo stato puro. Quando scompare nel nulla il marito, Tomas, affida ad una detective, Rosa Avallay, il compito di scoprire cosa sia successo alla moglie. Non è che si possa tanto facilmente definire questo libro un giallo, perché si rischierebbe di sminuirne il contenuto, tuttavia si può leggere anche in questo modo. C’è un mistero da risolvere, scoprire cosa sia successo a Carmen e quindi se vogliamo, possiamo anche etichettarlo così. Rosa comincia a muoversi nell’ambiente famigliare di Carmen, cercando di raccogliere informazioni utili circa la donna che deve trovare; ascolta amici, famigliari, domestici, chiunque abbia qualcosa da dire in merito a questa figura che Rosa deve ricostruire da capo a piedi. E non è cosa facile. Quello che piano piano si delinea è molto diverso da quello che ci viene fornito all’inizio. Rosa si trova di fronte immagini sempre più complesse che le fanno capire quanto sia profonda e complicata la figura di Carmen; descritta da tutti come molto brillante in realtà ci appare come una donna fragile, algida, disinteressata al mondo. Cosa può aver spinto questa donna ad andarsene? Rosa oramai è convinta che non le sia successo niente, che sia un allontanamento volontario.. ma perché? Una vita agiata, al fianco di un uomo innamorato che l’ha raccolta tempo addietro come una bambina spaventata e l’ha resa la regina della sua casa, anche contro il parere della figlia di lui. E poi c’è Vicente… cosa può spingere una madre a lasciare un figlio? Oramai è un uomo, si è sposato, per anni ha vissuto all’interno della nuova famiglia ed è stato trattato come un figlio (anzi meglio della figlia di Tomas, Ana Maria). Anche se Vicente non è figlio suo, ma solo di Carmen. Non si sa chi sia il padre. O meglio, solo Carmen lo sa. Tomas è convinto che Carmen sia stata rapita da esponenti della guerrilla colombiana per via di una vecchia storia con un combattente arruolato alla guerrilla. Eppure se anche fosse, non le farebbero del male, mai, proprio in nome di quel vecchio rapporto, nessuno la tratterrebbe contro la sua volontà. Ana Maria pensa che Carmen se ne sia semplicemente andata, così, stufa di una vita che non rispecchiava quello che lei veramente voleva dalla vita, abbandonando un uomo al quale probabilmente voleva bene si, si ma che non amava. Un uomo per quale aveva fatto l’indispensabile ma nulla di più. Non aveva mai cambiato la sua natura di donna indipendente e selvaggia. Quasi tutte le strade portano Rosa in un vicolo cieco. Fino a che il suo capo non decide di spedirla in Messico. Il Messico aveva rappresentato per Carmen una tappa fondamentale della sua vita e forse lì si possono trovare risposte a vecchie domande o risposte a domande che ancora nessuno si è posto. Così Rosa si allontana da Cile e parte per una nuova avventura, che ha molto di personale, visto che anche lei, per il Messico, ha un debole. E forse questa vicinanza emotiva permetterà all’investigatrice di ragionare come Carmen e a ricostruire una parte della sua vita sepolta e sconosciuta a molti, ma non a tutti.
    Un libro davvero bello, scorrevole ed interessante, che vi terrà incollati fino all’ultima pagina. Io l’ho divorato in un giorno e scommetto che lo stesso capiterà a voi non appena leggerete le prime pagine. La Serrano conquista tutti!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "(Come se, finché lei scrive, la morte le concedesse una dilazione.)"

    "E l'ultimo pensiero che mi attraversa la mente prima di mettermi in comunicazione con il Cile si riferisce alla rabbia.
    Coloro che stavano intorno a C.L. Avila avevano sottovalutato un elemento di fondamentale importanza. Se erano arrivati al punto da pensare che lei si era sottomessa, non ...continua

    "E l'ultimo pensiero che mi attraversa la mente prima di mettermi in comunicazione con il Cile si riferisce alla rabbia.
    Coloro che stavano intorno a C.L. Avila avevano sottovalutato un elemento di fondamentale importanza. Se erano arrivati al punto da pensare che lei si era sottomessa, non avevano saputo leggere in tempo le diverse e molteplici espressioni che può assumere la rabbia. Perché ce ne vuole una bella dose per entrare in azione. Nessun ripensamento così radicale nasce dalla passività. I gesti limite non si commettono a causa di un sogno o di semplice noia. In fin dei conti, se Ana Marìa Rojas credeva che la passione avesse abbandonato C.L. Avila, si era sbagliata: non aveva capito che lei se la teneva dentro, per riversarla, più tardi, su qualcosa che valesse la pena fare, qualcosa che la coinvolgesse profondamente. Ha deciso di voltare le spalle alla gloria, perché ha preferito il silenzio al frastuono. E poiché i mortali che amano il silenzio debbono attendere la notte, l'ora in cui il mondo non può far altro che sprofondare in esso, lei ha deciso di trasformare la sua vita in una lunga notte, un eterno camminare avvolta dalla densità del silenzio.
    A ripensarci bene, la notte concorre a creare un'oscurità speciale, che risulta estranea alle mie impressioni. Voglio essere ancora più precisa: la solitudine è come una luce senza sole. Quando questo si consuma, le rimane la purezza."

    bellissimo tributo alla femminilità selvatica e coraggiosa, perciò rivoluzionaria.

    ha scritto il 

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