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Notes from the Underground

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Publisher: Sovereign

4.3
(5050)

Language:English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Spanish , Russian , Catalan

Isbn-10: 1907832475 | Isbn-13: 9781907832475 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Dostoevsky's most revolutionary novel following life of a former official who has defiantly withdrawn into an underground existence. The unnamed narrator turns to a series of incidents from his earlier life and examines them obsessively through a lens of self-contradictory beliefs. A vivid example of essentially irrational nature of human kind presented here with realism and conviction of Dostoyevsky's prose.
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  • 4

    Che cos'è l'essere? Che cosa vuol dire esistere? L’urgenza di porsi fondamentali domande come queste ha infiammato gli animi di filosofi e letterati d’ogni calibro, immolatisi nel sanare la frattura ontologica dell’io rispetto al vivere e all' "essere nel mondo". Se sembra così difficile trovare ...continue

    Che cos'è l'essere? Che cosa vuol dire esistere? L’urgenza di porsi fondamentali domande come queste ha infiammato gli animi di filosofi e letterati d’ogni calibro, immolatisi nel sanare la frattura ontologica dell’io rispetto al vivere e all' "essere nel mondo". Se sembra così difficile trovare una risposta veramente risolutoria è quanto mai meno remota l'eventualità di restare impigliati negli anfratti di una improbabile e controversa spiegazione. E’ però possibile scandagliare l’inconscio con perizia narrativa e lucidità di pensiero, se a scrivere è Dostoevskij, che da grande speleologo della materia cerebrale si addentra alacremente nelle sue viscere. Il sottosuolo non è altro che la piaga purulenta di una società tumorale infestata dai proliferanti germi della corruzione e della nequizia, un campo minato dove si rischia di rimanere impunemente gambizzati. L’era della mente ispirate da un’illuminante positivismo è pertanto messa alla berlina, soppiantata dalla reviviscenza di un sentimento misantropico che il protagonista, dispeptico e ripugnante, caldeggia in modo declamatorio. E’ una lettura spossante, perché da subito ti rendi conto che stai leggendo giorni, settimane e ore di disprezzo e frustrazione, un pezzo di cuore malato, una parte di patologia mentale, un momento orribile e deturpante della vita di qualcun altro che sta lentamente divorando anche te.

    said on 

  • 5

    "Uno sguardo nell'Abisso"

    Dostoevskij ha anticipato di almeno trent'anni la psicoanalisi freudiana. Il suo personaggio è una chiara e lucida lettura del proprio inconscio, il "sottosuolo"; questo luogo protegge dagli attacchi esterni della società, ma allo stesso tempo soffoca e incrementa il proprio senso di disprezzo. E ...continue

    Dostoevskij ha anticipato di almeno trent'anni la psicoanalisi freudiana. Il suo personaggio è una chiara e lucida lettura del proprio inconscio, il "sottosuolo"; questo luogo protegge dagli attacchi esterni della società, ma allo stesso tempo soffoca e incrementa il proprio senso di disprezzo. E' la storia di una nevrosi, appunto, una "malattia" che vuole se stesso vittima e carnefice. La società paralizza e diviene il palcoscenico in cui mostrare il proprio senso d'inferiorità. L'Io si nutre avidamente di umiliazione e allo stesso tempo cerca di riscattarsi umiliando a sua volta. Il protagonista agisce relazioni sadomasochistiche che autoalimentano la ritirata verso il sottosuolo. E' una vita vissuta all'interno dove ogni possibilità di uscita e di cambiamento viene smontata e fatta a pezzi.
    Può creare disgusto e indurre persino a voltare lo sguardo, ma guardare nel proprio Abisso con sincerità significa proprio questo: soffrire.

    said on 

  • 3

    Avrò sicuramente sbagliato periodo di lettura, perchè,da amante del Dosto quale sono, è impossibile che questo libro mi abbia lasciato poco e niente . Escludendo la prima parte (quanta volontà ci vuole per finirla!) ,il libro si riprende nella seconda con il protagonista che, con tutti i segni ti ...continue

    Avrò sicuramente sbagliato periodo di lettura, perchè,da amante del Dosto quale sono, è impossibile che questo libro mi abbia lasciato poco e niente . Escludendo la prima parte (quanta volontà ci vuole per finirla!) ,il libro si riprende nella seconda con il protagonista che, con tutti i segni tipici della misantropia, è senza dubbio degno di nota, così come lo sono riflessioni e sentimenti che prova verso vita, società, pseudo amici e così via; (tanto di cappello al Dosto che, ancora una volta, non delude nella capacità di indagare l'animo umano) ma, nonostante questo, non è riuscito a coinvolgermi,purtroppo. Premesso che rimane comunque un libro che va letto, mi sa che lo riprenderò di nuovo in un altro momento: chè,ripeto, credo di aver scelto quello sbagliato .

    said on 

  • 4

    Un sacrosanto inno alla misantropia.

    Se vi sembra che le prime pagine siano pesantissime e di una lentezza esagerata, resistete. Poco dopo, infatti, la grandezza di Dostoevskij si schiuderà lasciando il passo ad un'indagine psicologica sovrumana che trova il suo vertice nelle ultime trenta pagine di grandissima intensità.
    Quas ...continue

    Se vi sembra che le prime pagine siano pesantissime e di una lentezza esagerata, resistete. Poco dopo, infatti, la grandezza di Dostoevskij si schiuderà lasciando il passo ad un'indagine psicologica sovrumana che trova il suo vertice nelle ultime trenta pagine di grandissima intensità.
    Quasi commosso, chiudo il libro terminata l'ultima frase e fisso la parete. Attonito.
    Sono un'altra persona.

    said on 

  • 5

    Prima di esprimere un qualunque parere al riguardo bisogna premettere una cosa. Questo non è un libro facile da leggere e non deve esserlo. E' faticoso, doloroso e straziante come lo sono molti dei sentimenti che attanagliano l'animo umano fin dalle sue origini. Decidere di tuffarsi tra le pagine ...continue

    Prima di esprimere un qualunque parere al riguardo bisogna premettere una cosa. Questo non è un libro facile da leggere e non deve esserlo. E' faticoso, doloroso e straziante come lo sono molti dei sentimenti che attanagliano l'animo umano fin dalle sue origini. Decidere di tuffarsi tra le pagine delle Memorie permette di conoscere sentimenti e frustrazioni che noi stessi, in quanto uomini, ci neghiamo pur di non ritrovarci relegati nel nostro Sottosuolo personale. E così facendo lo stesso protagonista delle Memorie per quanto abbietto si eleva ad un livello superiore al nostro in quanto decide di accettare questa condizione nonostante la sofferenza che gli arreca. Un capolavoro assoluto.

    said on 

  • 3

    Una sorpresa

    Per un lettore modesto come me, la lettura di questo libro è stata ostica, e non molto piacevole. Però merita di essere letto fino all'ultima pagina. Sì, perché, se durante tutto il libro, sono stato più volte sul punto di abbandonare, la lettura delle ultime pagine è stata la ricompensa della "s ...continue

    Per un lettore modesto come me, la lettura di questo libro è stata ostica, e non molto piacevole. Però merita di essere letto fino all'ultima pagina. Sì, perché, se durante tutto il libro, sono stato più volte sul punto di abbandonare, la lettura delle ultime pagine è stata la ricompensa della "sofferenza" precedente.

    said on 

  • 5

    «E sebbene la nostra vita in questa manifestazione risulti il più delle volte una porcheria, è comunque vita e non solo l'estrazione di una radice quadrata».

    Ero appena al primo paragrafo, forse addirittura alla prima frase, ma c'era già questa cosa che non ho potuto evitare di capire, la prima e indispensabile impressione che in casi come questo è inevitabile che diventi diventa assioma: Memorie dal sottosuolo è un libro dolorosissimo. Tanto c ...continue

    Ero appena al primo paragrafo, forse addirittura alla prima frase, ma c'era già questa cosa che non ho potuto evitare di capire, la prima e indispensabile impressione che in casi come questo è inevitabile che diventi diventa assioma: Memorie dal sottosuolo è un libro dolorosissimo. Tanto che a leggerlo si arriva a stare male fisicamente, si arriva a sperare con tutte le forze che la testa non imploda, che lo stomaco resista e, che la nausea si plachi, o che almeno non diventi tanto molesta da costringerci a chiudere il libro. Perché, nonostante tutto, smettere di leggere è allo stesso tempo l'unica cosa che ci farebbe sentire meglio e l'ultima che vorremmo fare.
    A quel punto, diventa inutile negare che andare avanti così, a sguazzare nel pantano dell'abbattimento, arrabattandosi per trovare una soluzione che sia una ai rompicapi delle nostre abnormi contraddizioni, a guardare il resto del mondo, troppo occupato con la sua «viva vita» per accorgersi di noi, da un'altezza che non ci eleva affatto, ma ci getta anzi tra le impietose fauci della consapevolezza; è inutile negare che non vorremmo, non potremmo immaginare di smettere di vagare a vuoto in questo circolo vizioso e ritrovare l'aria pura. Forse l'aria pura farebbe solo più male.
    A quel punto, preferiamo restare lì, immobili, a rimirare con morboso compiacimento la nostra stessa intelligenza, dono odiato ma che non cederemmo a nessuno. La guardiamo rincorrere frustrata punti fermi che, temendo la stabilità dell'approdo, si impegnerà al massimo per non raggiungere mai, la guardiamo vorticare febbrilmente su se stessa, specchio del caos che le regna intorno, poi la guardiamo fermarsi e riprendere l'inseguimento. Sappiamo già come andrà. Sappiamo che ama troppo la libertà, o quella che considera tale, e che le cose concrete le fanno troppa paura perché quella caccia delirante abbia mai fine.
    E allora sappiamo che la soluzione è una. E allora preferiamo
    sprofondare
    nel
    sottosuolo.

    said on 

  • 4

    Faticoso e urtante; ma se è vero che nei libri cerchiamo qualcosa di noi, ho trovato in questo il mio sottosuolo. Non posso per questo motivo dare meno di quattro stelline.

    said on 

  • 4

    Alma subterránea

    Es una obra compleja y no es fácil su lectura, pues se adentra en los “subsuelos” de una persona singular y atípica. Dostoievski disecciona y analiza una mente o alma atormentada, enferma y escéptica por el mundo que le rodea.
    Este hombre subterráneo, demasiado inteligente, crítico y angust ...continue

    Es una obra compleja y no es fácil su lectura, pues se adentra en los “subsuelos” de una persona singular y atípica. Dostoievski disecciona y analiza una mente o alma atormentada, enferma y escéptica por el mundo que le rodea.
    Este hombre subterráneo, demasiado inteligente, crítico y angustiado, como si fueran unas confesiones intimas, habla de: la conciencia, la considera una enfermedad; la culpabilidad, la belleza y la inteligencia; las ofensas, la humillación, su venganza y arrepentimiento; dolor, placer y la voluptuosidad; la acción, el ocio y el aburrimiento; el amor, dependencia y posesión, etc. Una variada exposición de sentimientos y pensamientos que reacciona contra la “lógica” sociedad, su progreso y beneficios.
    Después de sus reflexiones, en la 2ª parte nos cuenta sus vivencias en el trabajo, sus experiencias libertinas, su relación arisca y de confusión con los demás, sus recuerdos de estudiante y su relación emocional con una prostituta (como Raskolnikov).

    Por fortuna, eso creo, leí este libro con la obra de Kafka y pude apreciar y entender mejor esta novela. En este relato hay varías cosas en común con el universo kafkiano: la extrañeza por el mundo real, ajeno a los protagonistas; la incomprensión con la sociedad y sus formas de actuar; y la peculiaridad de los personajes.
    Me gusta “sospechar” que el principio del capítulo 2 es el germen del excepcional relato “Metamorfosis” de Kafka. No sé si es cierto, pero tiene similitud con la idea del cuento, y no creo que sea algo descabellado esa posibilidad.

    said on 

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