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Notes from the Underground

By Fyodor M. Dostoevsky

(4)

| Paperback | 9781907832475

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Book Description

Dostoevsky's most revolutionary novel following life of a former official who has defiantly withdrawn into an underground existence. The unnamed narrator turns to a series of incidents from his earlier life and examines them obsessively through a len Continue

Dostoevsky's most revolutionary novel following life of a former official who has defiantly withdrawn into an underground existence. The unnamed narrator turns to a series of incidents from his earlier life and examines them obsessively through a lens of self-contradictory beliefs. A vivid example of essentially irrational nature of human kind presented here with realism and conviction of Dostoyevsky's prose.

517 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Se sale de lo habitual hasta ahora, en mi opinión, en cuanto a lo que le leído de este autor. No ha estado mal pero tiene demasiada "paja" filosófica sobre el submundo y la mediocre vida del protagonista, termina densificando demasiado la historia y ...(continue)

    Se sale de lo habitual hasta ahora, en mi opinión, en cuanto a lo que le leído de este autor. No ha estado mal pero tiene demasiada "paja" filosófica sobre el submundo y la mediocre vida del protagonista, termina densificando demasiado la historia y en ocasiones se hace un tanto larga y pesada, en otras ocasiones mejora y se ameniza, pero para gustos. Yo aún así la recomendaría, el escritor es Dostoievski y no es cualquiera :-)

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    Brigid said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tsk..5 stelle non bastano!!

    "Alcuni libri sono come degli abissi, ti gira la testa se provi a guardarci dentro" ( cit. Kinski riadattato )

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    Zardo said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    dalla prefazione: "E non è poi più importante, magari, il processo di raggiungimento di un certo scopo anziché lo scopo in sé, il quale può forse anche fare paura all’uomo?
    Come tutto il romanticismo, di cui è figlio, Dostoevskij ama la vita come ric ...(continue)

    dalla prefazione: "E non è poi più importante, magari, il processo di raggiungimento di un certo scopo anziché lo scopo in sé, il quale può forse anche fare paura all’uomo?
    Come tutto il romanticismo, di cui è figlio, Dostoevskij ama la vita come ricerca, inquietudine, sforzo e sente nella conquista definitiva, nel punto di arrivo, qualcosa di mortificante. Il senso della vita è in un fine che non si realizza mai, in un’idea limite che costituisce la molla propulsiva dell’agire.
    L’uomo del sottosuolo è un uomo malato: la sua malattia è l’eccesso di coscienza, una coscienza ipertrofica che non gli permette di agire.
    L’uomo topo nel suo cosciente sotterrarsi vivo per l’amarezza, nel sottosuolo per quarant’anni, divorato da una fredda, velenosa e, soprattutto, eterna rabbia, non vuole essere privato del suo unico godimento, che è talmente sottile, talmente non sottoposto alla coscienza, a volte, che la gente appena un po’ limitata, ovvero anche la gente con i nervi saldi, non ne afferrerà neanche un tratto.
    Contro il motto “calcolate quel che più vi è utile e regolatevi di conseguenza” insorge l’uomo del sottosuolo, che rivendica per l’essere umano il diritto di agire seguendo la propria volontà, seppure questa vada a volte contro i propri interessi.
    La libertà dell’uomo consiste nel fatto che egli deve sempre e comunque difendere l’autonomia della coscienza, il suo diritto di fare i conti soltanto con Dio, senza piegarsi alla volontà arbitraria o corrotta di quegli uomini o di quelle organizzazioni umane che pretendono di sostituirsi alla volontà imperscrutabile di Dio."

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    Clara Firrincieli said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pagina 26

    Oh, signori, forse io mi ritengo un uomo intelligente solo per il fatto di non essere mai riuscito a cominciare né a concludere niente. Ammettiamo pure, ammettiamolo, che io sia un chiacchierone, un inconcludente, fastidioso chiacchierone, come tutti ...(continue)

    Oh, signori, forse io mi ritengo un uomo intelligente solo per il fatto di non essere mai riuscito a cominciare né a concludere niente. Ammettiamo pure, ammettiamolo, che io sia un chiacchierone, un inconcludente, fastidioso chiacchierone, come tutti noi. Ma cosa posso farci, se la prima e l'unica missione di un uomo intelligente è fare delle chiacchiere, vale a dire, con la testa, travasare il nulla nel vuoto?

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    Arturo said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dostoevskij.
    Non c'è nient'altro da aggiungere.

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    CaRoL said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Tutti, prima o poi, sono stati o saranno abitatori del sottosuolo.

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    Zampanò said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

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