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Notre-Dame de Paris

By Victor Hugo

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Book Description

539 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Assolutamente favoloso ! Scritto magnificamente, un intreccio di spessore, una storia stupenda, personaggi unici... il tutto sullo sfondo di una Parigi descritta in minuziosa perfezione. Romantico, tristemente allegro e soprattutto ben narrato... un ...(continue)

    Assolutamente favoloso ! Scritto magnificamente, un intreccio di spessore, una storia stupenda, personaggi unici... il tutto sullo sfondo di una Parigi descritta in minuziosa perfezione. Romantico, tristemente allegro e soprattutto ben narrato... un capolavoro da non lasciar assolutamente sfuggire.

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    Rava23 said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La prima volta che andai a Parigi ero una bambina. Mi ricordo che una sera entrammo in Notre-Dame; la cattedrale era semivuota, le luci soffuse e qualcuno stava suonando l’organo. Rimasi affascinata dal quella musica che sembrava perfetta cornice all ...(continue)

    La prima volta che andai a Parigi ero una bambina. Mi ricordo che una sera entrammo in Notre-Dame; la cattedrale era semivuota, le luci soffuse e qualcuno stava suonando l’organo. Rimasi affascinata dal quella musica che sembrava perfetta cornice alla maestosità, cupa e misteriosa, dell’ampio ambiente arricchito dalle mille sculture; un mondo nuovo e sconosciuto che, suppongo, avrebbe instillato in me una sorta di suggestiva inquietudine se non ci fosse stata la presenza rassicurante dei miei ad infondermi il senso di protezione e sicurezza tanto necessario a quell’età. Cresciuta con Walt Disney, ed Hanna e Barbera, non mi ero persa, anche se uscito alle soglie dei miei trent’anni, il cartone animato e ricordo che trascorsi il primo capodanno post separazione al Pala Trussardi a Milano (allora così si chiamava) assistendo al magnifico musical di Cocciante; il libro, però, non saprei dirne il motivo, non lo avevo mai letto. In un certo senso sono contenta di non essermi approcciata a quest’ opera da giovane ritenendo che, uno dei privilegi degli anni che passano, sia quello di potersi accostare con maggiore capacità di comprensione ad alcune tipologie di testo. Che dire, è stata davvero un’emozionante scoperta!
    Mi sono creata la convinzione che, per poter gustare appieno questa libro, sia necessario “formattare” tutto quello che si ritiene di conoscere della storia e lasciarsi cadere senza pregiudizi ed inibizioni in quel mondo medioevale che, in ogni riga, profuma di cultura, storia, arte e mistero. Vi imbatterete così in una poetica lotta di sentimenti ove non vincono né il bene né il male e nella quale l'uomo è descritto nella sua identità più autentica che può comprendere un’abissale perversione; un racconto che, a mio parere, va assaporato così, senza impalcature ideologiche e preconcetti morali.
    Se il libro terzo, con la descrizione di Notre Dame e di “Parigi a volo di uccello” mi è apparso faticoso, pur se affascinante, con descrizioni della cattedrale e della città tanto minute e dettagliate da apparire quasi maniacali, in particolare la parte in cui lo scrittore, sembra quasi divertirsi, con un pizzico di sadismo, ad enumerare le vie di ogni quartiere parigino, sono stata ampiamente ripagata da due capitoli in particolare “Questo ucciderà quello” (libro quinto) ed “Occhiata imparziale sull’antica magistratura” (libro sesto) che mi hanno stupido rispettivamente per la lucidità di analisi e per l’ironica atemporalità incantandomi ancor più pesando che Hugo non aveva ancora trent’anni quando scrisse questo romanzo. Lo avrete capito, ho adorato lo stile della scrittura, romantico e raffinato, intervallato da tratti enigmatici ed onirici e da un’ironia assolutamente moderna e magistrale.
    Un libro bellissimo, da non lasciarsi scappare!

    P.S.: nella versione ebook da me letta sono presenti parecchi errori di formattazione ed alcuni refusi; nulla che ne renda meno godibile ed affascinante la lettura, per carità, ma un capolavoro sfregiato lascia sempre un po’ di amaro in bocca….

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    Basta_una_scintilla said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Inseguendo le tendenze del Romanticismo, è l'amore a prima vista che regna su Notre-Dame de Paris. Uno stordimento con effetti irreversibili e permanenti.
    Se fosse stata un'opera più tradizionale della corrente, non mi sarebbe piaciuta, ma mi ...(continue)

    Inseguendo le tendenze del Romanticismo, è l'amore a prima vista che regna su Notre-Dame de Paris. Uno stordimento con effetti irreversibili e permanenti.
    Se fosse stata un'opera più tradizionale della corrente, non mi sarebbe piaciuta, ma mi piace quanto sia “deformata” (neanche a scegliere apposta l'aggettivo). Deformata perché l'amore che anima Esmeralda e Frollo è una rete in cui rimangono impigliati fino alla fine, dimenandosi ciecamente. E sottolineerei che nella loro cecità sta davvero la tragedia di Notre-Dame.
    E pur passando per una via traversa, posso sempre prendere la direzione della tragedia che si crede stia nella parola grafica che sancisce l'inizio del romanzo: “fatalità”, ananke. La fatalità qui è un concetto abbastanza condizionato dalla visione di un singolo personaggio (Frollo), che crede di non poter calcare altro che il vicolo senza uscita in cui si è imbattuto, forse perché questo può giustificarlo nella sua discesa vertiginosa. Fino alla fine sembra quasi che Frollo adottando questa visione abbia involontariamente e volontariamente deciso per tutti. La morte di gruppo del finale è degna del miglior dramma, ma c'è una pecularità in essa che inneggia al lato senza speranza, quello che mi piace di questo romanzo. Un po' come i lati oscuri della cattedrale.
    Prendete i due scheletri di Esmeralda e Quasimodo che giaceranno per sempre uno accanto all'altro: conoscendo la storia, qualsiasi incoronamento di un amore fino alla morte semmai è individuale, non nella coppia. Un accostamento distante tra due corpi che in vita hanno preso direzioni parallele verso l'amore, ma che non si sono mai incrociate davvero. Una sorda all'amore dell'altro perché stordita (per non dire rincoglionita!) dal proprio amore per un altro, il quale (Phoebus) è sordo praticamente a qualsiasi cosa che non gli interessi e che lo spaventi. Sordo anche al vuoto del suo cervello. Sembra quasi Beautiful.
    Accostarli nelle parole finali di questo atto tragico quasi a metà rispetto ai valori canonici di una storia romantica a due fa la differenza.
    Ma principalmente perché fa la differenza la stessa idea di “amore” che smuove tutto il baccano intorno all'intrigo principale: un amore che non riesce ad uscire dal solo sesso, cosa che a prima vista non mi sarei aspettata dall'idea che avevo di Hugo. Perché Frollo, da intellettuale che è, se conoscesse davvero Esmeralda e non avesse le ossessive frustrazioni sessuali che ha, forse si sarebbe reso conto di essersi condannato per una ragazzina che non riesce a vedere al di là del suo naso e non comprende nemmeno del tutto i suoi discorsi appassionati. Tra l'altro tutta la vita di Frollo è un po' una storia di ossessioni.
    Eppure si conferma a fine processo abbastanza simile ad Esmeralda, che non riesce a vedere l'unico amore un po' più maturo e genuino in mezzo a questa combricola, cioè quello di Quasimodo, perchè troppo impegnata a cercare il figo della situazione, Phoebus, che come già accennato dietro alle apparenze (colonna fondamentale del romanzo) non nasconde nient'altro che un soldo bucato in quanto a valore umano e intellettivo.
    Dal tono che ho appena adottato sembrerebbe quasi che io non abbia granché tollerato questa componente, ma la verità è nel contrario: è stato qualcosa di molto interessante su cui riflettere a fine lettura.
    In un certo senso anche nella tragedia inscenata in queste pagine non c'è quella rettitudine del dramma greco: finisce per essere tutto sbagliato. I personaggi si agitano in direzioni sbagliate, si impigliano tra loro senza mai che che si compia un'unione (persino quell'incontro Phoebus-Esmeralda non conclude). Rimangono quei corpi accostati come pezzi due mosaici che non combaciano neanche nel finale. La lieve sensazione di stridore a farli cozzare assieme e sentire una resistenza di fondo: questo, questo è il lato che mi ha sorpresa e mi è rimasto di Notre-Dame de Paris.
    Parlo dell'edificare un'apparenza a edificio più solido e monumentale delle stesse strutture architettoniche elogiate da Hugo. Parlo del fatto che, se fosse veramente moralistico per la serie “non giudicare un libro dalla copertina” allora ci dovrebbe essere un passo in avanti, un rendersi conto, ma qua si muore male e ancora con i prosciutti sugli occhi.
    Il senso di non raggiunto, incurabilmente incompleto e tenacemente ostile a quel passo in avanti è ciò che mi affascina di tutta questa storia.

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    universe. said on Oct 19, 2014 | 1 feedback

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    Capolavoro assoluto.

    Mio caro Walt Disney, il "vero mostro a Notre-Dame" è Esmeralda, non Claude Frollo!

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    citizen erased said on Oct 12, 2014 | Add your feedback

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    Un po' lento

    Capolavoro della letteratura. La sua unica pecca è la lentezza: non sono molte pagine, ma si digeriscono con un po' di difficoltà. Comunque tutti gli altri aspetti del romanzo sono superbi.

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    thegodfather said on Oct 1, 2014 | Add your feedback

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