Notre-Dame de Paris

Di

Editore: Einaudi

4.3
(4800)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 515 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Rumeno , Finlandese , Portoghese , Catalano , Polacco

Isbn-10: 8806177133 | Isbn-13: 9788806177133 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Tascabile economico , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Lettore entusiasta di Walter Scott, il giovane Hugo decide di superare ilmaestro: "Dopo il romanzo pittoresco ma prosaico di Scott, resta da creare unaltro romanzo, secondo noi più bello e più completo. È il romanzo, allostesso tempo dramma ed epopea, pittoresco ma poetico, reale ma ideale, vero magrandioso, che incornicerà Walter Scott in Omero". Il romanzo storico esce nel1831; al di là del dramma della bella Esmeralda, contesa tra il deformecampanaro Quasimodo, l'arcidiacono Frollo e il poeta Gringoire, vuole farrivivere nella fantasia dei lettori i miti sepolti nei monumenti di Parigi, ein primo luogo nella presenza viva della sua cattedrale. Ma questo accesomelodramma d'ambiente medievale è anche una lunga confessione involontaria.
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  • 5

    "Il fatto è che l'amore è come un albero. Cresce per conto suo, getta radici profonde in tutto il nostro essere, e spesso continua a verdeggiare sopra un cuore in rovina."

    Bellissimo, struggente, appassionante.
    Un romanzo meraviglioso pieno di personaggi indimenticabili, che mantiene una tale freschezza che sembra scritto ieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se non siamo ai livelli magistrali de I Miserabili, che mi è entrato nel cuore, quest'altro romanzo di Hugo ha lasciato il segno. La vicenda in sè è ricca, lo stile riconoscibile, i personaggi c ...continua

    Anche se non siamo ai livelli magistrali de I Miserabili, che mi è entrato nel cuore, quest'altro romanzo di Hugo ha lasciato il segno. La vicenda in sè è ricca, lo stile riconoscibile, i personaggi come sempre molto teatrali (soprattutto Gringoire) come pure le situazioni di cui sono protagonisti. Ho particolarmente apprezzato le digressioni, che nell'altro romanzo a volte mi disturbavano, specialmente quella sul rapporto tra stampa e architettura. Una lettura che sono contento di aver recuperato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    A tratti lento, ma la trama avvincente vale la pena

    Malgrado un inizio un po' lento e che lasciava presagire una lettura pesante, la trama ha poi preso il via lasciando in me la forte curiosità di sapere come proseguisse ogni volta che ero costretta a ...continua

    Malgrado un inizio un po' lento e che lasciava presagire una lettura pesante, la trama ha poi preso il via lasciando in me la forte curiosità di sapere come proseguisse ogni volta che ero costretta a chiudere il libro.
    Alcuni capitoli descrittivi sono davvero improponibili, ma la trama è avvincente. La storia ruota attorno alla figura della bella zingara Esmeralda, uccisa dall'amore malsano dell'arcidiacono Frollo. Vi sono poi personaggi come Quasimodo ( il brutto, storpio, sordo e gobbo campanaro di Notre Dame, che nasconde dietro la sua rudezza un'animo bisognoso di affetto), il filosofo Gringoire, la belllissima Parigi, e molti altri ruoli che hanno una fondamentale importanza nel susseguirsi degli eventi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Le anime inquiete di Parigi

    Questo romanzo mi ha lasciato molto perplesso: forse perché, dinanzi al titolo di "genio assoluto del romanticismo francese", non ho potuto trovare giustificazione ai difetti, che ho incontrato nella ...continua

    Questo romanzo mi ha lasciato molto perplesso: forse perché, dinanzi al titolo di "genio assoluto del romanticismo francese", non ho potuto trovare giustificazione ai difetti, che ho incontrato nella lettura; sono più strambo di quanto pensassi. Cercherò di essere più oggettivo e chiaro possibile.
    Sinceramente, il presupposto su cui si appoggia tutta la storia, ovvero il "tres para una", mi pare una pessima evoluzione del triangolo amoroso, che non è di certo fra le trovate più geniali di sempre; oltretutto, solo un paio di personaggi di questo quadretto sono interessanti e profondi. Primo fra tutti, emerge la figura straordinaria di Claude Frollo, la cui perversione raggiunge il picco nella propria disperata confessione dinanzi alla ragazza, in cui la tragicità era tale da essere rimasta impressa fino a oggi. Personalità oscura e contraddittoria, perciò degna di nota. Anche su Quasimodo è opportuno spendere qualche parola, perché abbatte una volta per tutte l'inverosimile e anacronistico concetto di "kalòs kagathòs" (bello = buono, brutto = cattivo); il personaggio di Gringoire è sì divertente, ma, purtroppo, si limita soltanto a fare la parte del personaggio comico e, qualora ne avesse avuto la possibilità, come nel processo a Esmeralda, il suo spessore morale non è sufficientemente messo in risalto. La psicologia di Esmeralda non mi ha convinto: pur mantenendosi coerente dall'inizio alla fine (ingenua e spensierata), non affronta una determinante trasformazione: posso solo dire che si fa sempre più malinconica e rassegnata. Il personaggio di Phoebus è talmente da piatto da sfociare nel cliché. Questo difetto nel rappresentare la psicologia dei personaggi in modo profondo e sfaccettato è stato messo in evidenza anche dal critico Marius-François Guyard in introduzione alla mia edizione (Einaudi 1972).
    Lo stile è la cosa che mi ha lasciato molti interrogativi. Pur rappresentando in maniera verosimile tutte le sfaccettature materiali di Parigi (le piazze, i bassifondi, ogni tombino e ogni tegola) e le diversissime componenti umane di questa Babilonia del XV secolo (zingari, soldati, reali, personaggi che si esprimono in ogni lingua possibile), dando così spazio alle fasce sociali più abbandonate (come ritornerà più tardi ne "I miserabili"), i costanti interventi dell'autore, volti a specificare il non necessario, la piatta indicazione delle emozioni (lì è "triste", lì è "felice") e le digressioni impacciate (impacciate perché non armonicamente integrate nella narrazione) come in "Questo ucciderà quello", non conferisce un andatura fluida, concreta e piacevole, come, nonostante i difetti, in Flaubert: tuttavia, tranne in rari casi come quello citato sopra, lo stile è dinamico e serrato e, perciò, la noia è spesso e volentieri evitata.
    Veniamo ai libri di spessore divulgativo, quali "Notre-Dame" e "Parigi a volo d'uccello". Onestamente, Hugo ha fatto bene a porli in capitoli a sé stanti, ma avrebbe fatto ancora meglio se li avesse posti in appendice al romanzo, perché, essendo posti esattamente fra un libro propriamente narrativo e l'altro, spezzano il ritmo della narrazione. Avrebbe fatto ancora meglio se non li avesse scritto affatto. Infatti, l'apologetica nei confronti della preservazione della cattedrale come patrimonio artistico di portata universale sarebbe stata efficace anche senza tali excursus: la rappresentazione della pietra, su cui è scritto "ANANKE", e i musi delle chimere colpiti dalla luna parlano da soli.

    Questo non è affatto un pessimo romanzo, ma i difetti sono purtroppo maggiori dei pregi. A parte qualche rara eccezione, come il capitolo "Lasciate ogni speranza", mi è rimasto nel cuore poco o niente del libro di Victor Hugo. Potrà piacere tranquillamente, ma gli errori sono più che evidenti.

    ha scritto il 

  • 4

    "L'amore è come un albero,cresce da solo,mette le sue radici nel profondo di tutto il nostro essere,e spesso continua a verdeggiare su un cuore in rovina"

    Non conoscevo la storia del gobbo di Notre Dame, o non bene comunque;mi è piaciuta anche se triste.
    Ho trovato alcuni passaggi decisamente prolissi,certe digressioni quasi superflue e delle descrizion ...continua

    Non conoscevo la storia del gobbo di Notre Dame, o non bene comunque;mi è piaciuta anche se triste.
    Ho trovato alcuni passaggi decisamente prolissi,certe digressioni quasi superflue e delle descrizioni troppo particolareggiate (Notre Dame anche se ben descritta non riuscirà mai a lasciarti negli occhi e nel cuore quel senso di stupore come quando ti ci trovi in carne e ossa... wow quanto è bella!)
    Nel complesso l'ho trovato un bel libro,con una trama piacevole,dei personaggi ben caratterizzati e uno stile di scrittura raffinato,romantico ma allo stesso tempo ricercato(e pensare che Hugo aveva solo 29 anni quando l'ha scritto).
    Quattro stelline meritate per Hugo che mi ha fatto amare il suo romanzo storico,pur non essendo il mio genere preferito, anzi.

    "Io ho la prigione dentro di me,dentro di me c'è la disperazione,ho la notte nell'anima".

    ha scritto il 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Ci sono un gobbo, una zingara, un prete arrapato e uno che a ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Ci sono un gobbo, una zingara, un prete arrapato e uno che assomiglia a Leonardo di Caprio.
    Non è l'incipit di una barzelletta.

    ha scritto il 

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