Notre-Dame de Paris

La Biblioteca di Repubblica - Ottocento, 1

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

4.3
(4713)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 595 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Rumeno , Finlandese , Portoghese , Catalano , Polacco

Isbn-10: 8889145005 | Isbn-13: 9788889145005 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabio Scotto ; Prefazione: Umberto Eco

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Tascabile economico , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
L'arcidiacono di Notre-Dame, Claude Frollo, si innamora della celebre danzatrice zingara Esmeralda. Incarica perciò il grottesco campanaro della cattedrale, il gobbo Quasimodo, di rapirla. Ma il capitano Phoebus de Chateaupers la trae in salvo e conquista il suo amore. Frollo uccide Phoebus facendo ricadere su Esmeralda la colpa del delitto. Quasimodo intanto, commosso da un atto di gentilezza di lei, diventa quasi un suo schiavo e la conduce a Notre-Dame per proteggerla. Dopo una serie di peripezie, Esmeralda verrà catturata e fatta impiccare sotto gli occhi di Frollo, che osserva impassibile l'esecuzione. Quasimodo, disperato, ucciderà Frollo e poi, con il cadavere della donna tra le braccia, si lascerà morire a sua volta.
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  • 0

    Bellissimo, ma a tratti faticoso!

    Storia bellissima, ma a tratti pesante per le accuratissime descrizioni, che spesso si distaccano completamente dalla trama (mettendomi a dura prova!!). Però, proprio perchè curato nei minimi dettagli ...continua

    Storia bellissima, ma a tratti pesante per le accuratissime descrizioni, che spesso si distaccano completamente dalla trama (mettendomi a dura prova!!). Però, proprio perchè curato nei minimi dettagli, è un romanzo che ti catapulta realmente nella Parigi del 1482.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo inizia nel 1482 l'unica protagonista è Esmeralda una zingara che non ha mai conosciuto i propri genitori , gli altri personaggi principali sono Frollo l'antagonista o per meglio dire l'anti ...continua

    Il romanzo inizia nel 1482 l'unica protagonista è Esmeralda una zingara che non ha mai conosciuto i propri genitori , gli altri personaggi principali sono Frollo l'antagonista o per meglio dire l'anti eroe e Quasimodo il povero campanaro che rispetto alla versione disney è ancora piu deforme e disgraziato essendo anche sordo .
    Non è stato facile per me leggere questo libro già nelle prime pagine il lettore viene catapultato in una festa e ci vengono elencate tante persone che parlano di fatti inerenti a persone realmente esistite come il Re Luigi XI e suo figlio il delfino che disorientano e di poco interesse , ho avuto l'impressione che i vari capitoli fossero poco complementari tra di loro infatti ci sono capitoli interi che ci descrivono della cattedrale di Notre Dame e Parigi del Xv secolo senza spendere nemmeno una parola nell'intreccio del romanzo infatti dall'introduzione si evince per ammissione dell'autore che il romanzo fu pubblicato per la prima volta con 3 capitoli mancanti che erano stati persi e la storia non aveva perso nulla perchè erano inerenti alla cattedrale . Siamo lontani anni luce dall''Hugo dei miserabili si vede che è un romanzo giovanile ma con tutto ciò mi è piaciuto specialmente il finale pieno di significati

    ha scritto il 

  • 4

    Vivere l'immenso

    L'inizio è sublime, ci si trova scaraventati all'interno di un evento di massa, spinti e pressati dalla folla parigina, ci si ubriaca di nomi ed eventi inutili, pettegolezzi da comari e battute assurd ...continua

    L'inizio è sublime, ci si trova scaraventati all'interno di un evento di massa, spinti e pressati dalla folla parigina, ci si ubriaca di nomi ed eventi inutili, pettegolezzi da comari e battute assurde di personaggi reali che ci è impossibile comprendere e riconoscere.
    Poi Gringoire ci introduce, una volta aperto il sipario, all'interno della storia, all'interno della vita parigina, all'interno della cattedrale.
    Superato il primo duro scoglio iniziale in cui Hugo si perde in interminabili spiegazioni artistiche, architettoniche e geografiche di Parigi, il libro scorre fluido e diventa impossibile separarsene.
    Si esce un po' malconci e frastornati dalla marea di parole, di citazioni latine, di filastrocche e canzoni francesi, eppure si ha l'impressione, alla fine del libro, di aver compiuto un'impresa eroica.
    Al di là dell'intreccio fra Esmeralda, Quasimodo e Frollo, vero fulcro della storia è la cattedrale, il fato annienta le folli e futili vite dei suoi abitanti, ma Notre-Dame è di pietra e rimane, nei secoli.
    Personalmenente, se non avessi visto l'opera teatrale musicale per ben due volte, forse non avrei mai trovato il coraggio di affrontare il libro, anche solo per la mia poca simpatia verso gli autori francesi.
    Pienamente felice di averlo fatto.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante tutta la buona volontà, ci ho messo fin troppo tempo a concludere la lettura di quest'opera. La prima parte è costellata di capitoli dedicati a descrizioni della Cattedrale e della Parigi d ...continua

    Nonostante tutta la buona volontà, ci ho messo fin troppo tempo a concludere la lettura di quest'opera. La prima parte è costellata di capitoli dedicati a descrizioni della Cattedrale e della Parigi dell'epoca che risultano, molto spesso, prolisse, e fanno perdere la voglia di andare avanti e, addirittura, mi hanno quasi spinto ad abbandonare la lettura; in conclusione, sono caduta in un dei blocchi del lettore più grandi della mia vita.
    Non ho voluto demordere e credo sia stato un bene: la seconda parte è avvincente, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine perché volevo assolutamente sapere come si sarebbe conclusa la vicenda, mi ha appassionato il "mistero ma non troppo" delle origini di Esmeralda, lo studio accuratissimo della psicologia dei personaggi, ognuno con propri pregi e, per lo più, difetti, la contrapposizione tra la bellezza di Parigi e il "brutto" del popolino, quest'ultimo sempre ricorrente in Hugo. Insomma, ne è valsa la pena.
    Le due stelle sono dovute non solo alla prolissità delle descrizioni che ne hanno ritardato la conclusione della lettura, ma anche al finale che, purtroppo, non mi ha appagata per nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro!

    È un capolavoro, uno dei migliori libri che abbia mai letto. I personaggi descritti a fondo, completissimi, il carattere, le introspezioni, la loro psicologia... magnifico.
    Storia intensissima e profo ...continua

    È un capolavoro, uno dei migliori libri che abbia mai letto. I personaggi descritti a fondo, completissimi, il carattere, le introspezioni, la loro psicologia... magnifico.
    Storia intensissima e profonda.

    ha scritto il 

  • 5

    forte il contrasto tra il popolino volgare ed una città pregna di bellezza, fasti ed opere d'arte. Sublime la descrizione di Esmeralda paragonata ad una libellula. Dettagliatissima la descrizione de ...continua

    forte il contrasto tra il popolino volgare ed una città pregna di bellezza, fasti ed opere d'arte. Sublime la descrizione di Esmeralda paragonata ad una libellula. Dettagliatissima la descrizione delle tre città in una. Interessante il concetto dell'architettura quale prima forma di scrittura nella storia del genere umano ora soppiantata dalla stampa inventata da Gutenberg. L'architettura è la prima forma di scrittura principale universale con cui gli artisti potevano esprimere la loro idea, no su carta ma su pietra. l'architettura quale testimonianza delle vicende storiche che rimangono impresse nei secoli in un dato luogo. l'autore constata però l'innovazione della scrittura...perché i libri possono essere ovunque rispetto ad un monumento, il manoscritto ha più potere ha un ruolo storico innovativo per la sua stessa natura di poter essere diffuso e tramandato. una storia struggente e devastante. lo struggimento di Pasquina la Cingallegra, che vive da esclusa in una cella per espiare il dolore per aver perso la figlia...toccante. Struggente storia e destino quelli di Quasimodo, deriso da tutti, disprezzato e messo alla gogna. Sublime immagine di pia carità umana quella di Esmeralda che gli porta una goccia d'acqua quando è messo alla gogna. La cattiveria e la stupidità del popolo parigino emerge in ogni dove. E la stessa condizione di abbandono e derisione e vissuta dalla stessa Esmeralda. Straziante è la descrizione della sua prigionia. Straziante il destino della madre di Esmeralda che dopo 15 anni di disperazione reclusa in una cella scopre che quella zingara odiata per tutto quel tempo è proprio sua figlia, riabbracciarla un breve istante per poi vederla messa alla forca. sopratutto ciò che emerge in un questo capolavoro, è l'amore non ricambiato. ...quello di Esmeralda per Febo per il quale lei era già morta da tempo e quello di Quasimodo e l' arcidiacono per Esmeralda. Entrambi impazziranno di dolore e finiranno male. l'atto finale lascia una piaga nel cuore; dopo due anni all'esecuzione di Esmeralda, ritroveranno due scheletri abbracciati...Quasimodo dopo averla vista morire la raggiunge dove è de posta per morire con lei è quando proveranno a staccare i due scheletri, quello di Quasimodo si sbriciola come a dire che anche da morto, separato dal corpo di Esmeralda, lui non può comunque esistere.

    ha scritto il 

  • 3

    Il teatro trabocca fuori dal Palais de Justice e riempie Parigi in quest'opera di Hugo, il teatro che non si nutre di persone, ma di maschere, che trasfigura tutto in creature grottesche e formidabili ...continua

    Il teatro trabocca fuori dal Palais de Justice e riempie Parigi in quest'opera di Hugo, il teatro che non si nutre di persone, ma di maschere, che trasfigura tutto in creature grottesche e formidabili, mostruose e ammalianti.
    Si potrebbe pensare che un gioco del genere, un distacco così spudorato e marchiano dalla realtà non sia proprio della letteratura cosiddetta "alta" e che i Quasimodo, le Esmeralde, gli arcidiaconi e le caprette non siano adatte a trasmettere emozioni profonde con le loro storie, siano più sagome di cartone buone per film d'animazione, favolette per bambini, gag d'avanspettacolo.
    No, Hugo non racconta la vita di Parigi in Notre-Dame de Paris, non racconta la gente che ha intorno, Hugo evoca le sue figure per raccontare qualcosa di più piccolo e di immensamente più profondo, ovvero il cuore di un uomo, probabilmente il suo.
    Per questo motivo la Esmeralda appare come qualcosa di lontano, altro e il lettore si trova invece quasi circondato dai tre aspetti dell'amore: la passione che brucia e distrugge dell'arcidiacono Frollo, il sentimento che consola e si sacrifica del deforme Quasimodo, la contemplazione che eleva e consola del filosofo Gringoire. Allegorie che però sono rappresentate come carne e sangue dell'autore stesso, vibranti, pulsanti, pieni di energia.
    Hugo è un mezzo politico e un uomo della città, in molte parti indugia a raccontare Parigi e tira frecciatine ai suoi contemporanei, la cattedrale su cui si concentra e a cui dedica il romanzo però è un'altra, è la cattedrale costituita da una storia d'amore, le cui fondamenta sono un sentimento profondissimo e crudele, le sue mura le fatalità e le scelte degli uomini, le sue guglie e i suoi ornamenti le confessioni più profonde che ci si può fare tra esseri umani.
    E' una storia tragica Notre-Dame, un palazzo così mirabile e imponente non si può costruire senza enormi sacrifici, una passione estrema non può che pretendere estreme conseguenze. Non è un libro che consola, non è un libro che conforta, ma è un libro che può aiutare l'orgoglio di noi tutti, perché afferma che tutti noi possiamo avere nel cuore qualcosa carico della vertiginosa bellezza del gotico al suo massimo splendore.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto dopo "I miserabili", "Notre-Dame de Paris" mostra tutti i segni di un'opera giovanile. Forse è un po' riduttivo condensare un romanzo di tanto successo (e tante pagine) in una sola frase, ma non ...continua

    Letto dopo "I miserabili", "Notre-Dame de Paris" mostra tutti i segni di un'opera giovanile. Forse è un po' riduttivo condensare un romanzo di tanto successo (e tante pagine) in una sola frase, ma non posso dire altrimenti. Se "I miserabili" si era rivelato un capolavoro su tutti i fronti, dagli indimenticabili personaggi ad una trama che parte da questi e si fonde magistralmente con le vicende storiche di Parigi, lo stesso non si può dire di questo primo romanzo di Hugo, iniziato quando aveva appena 26 anni e pubblicato tre anni dopo. Prendendo in prestito le parole dell'introduzione di Eco, questo "Notre-Dame..." pare effettivamente un mostro shelleyiano, un "Frankenstein letterario" formato da tanti pezzi che spesso non riescono a rimanere saldamente legati fra loro. Lo Hugo ancora non trentenne (e decisamente lontano dal sessantenne autore de "I miserabili") aveva dalla sua una grande ispirazione (non si può dire altrimenti davanti a personaggi come il deforme Quasimodo, l'incantevole Esmeralda, il poeta/filosofo Gringoire, o la misteriosa e attraente Corte dei Miracoli) ma non ancora i mezzi per raccontarcela adeguatamente.

    "Notre-Dame..." si rivela così un romanzo disorganico, dove spesso il ritmo viene spezzato da lungaggini descrittive o da avvenimenti solo lontanamente inerenti la storia narrata, e anche lì dove sono i personaggi ad essere al centro dell'attenzione, ci si perde per strada e si sorvolano dettagli che avrebbero ulteriormente accresciuto il fascino della cupa e gotica Parigi messa in scena. Un esempio su tutti: la Corte dei Miracoli, uno dei luoghi più misteriosi e interessanti nell'invenzione di Hugo, viene trattata in appena un paio di capitoli. Di questi mendicanti/truffatori che vivono alla giornata ne abbiamo un ritratto solo fugace, li vediamo usati come una massa indistinta da cui solo due o tre personaggi riescono a venir fuori, e solo allo scopo di una trama più articolata anziché per raccontarci chi effettivamente sono. Ma anche lì dove i personaggi principali vengono a lungo trattati, Hugo non riesce a dargli una personalità un minimo sfaccettata: ognuno agisce dall'inizio alla fine con la sua idea fissa. Non ci sono ripensamenti, non ci sono cambiamenti di idee, non ci sono avvenimenti che possano turbare il loro animo: sembra di essere davanti ai personaggi di una commedia, i quali non possono uscire dal personaggio che gli è stato cucito addosso. Prendendo sempre a prestito le parole dell'introduzione, questi protagonisti sembrano "tagliati con l'accetta", o scolpiti nella dura pietra e impossibilitati a uscire dalla forma che gli è stata data. Il personaggio di Esmeralda, tanto intrigante nelle prima pagine, ha per il resto del libro una sola idea: quella di sposare il capitano Phoebus. Intorno a lei può succede di tutto, dal tradimento del detto Phoebus all'assalto di Notre-Dame da parte di un battaglione di mendicanti, ma per lei c'è solo quell'idea. Per Frollo è uguale: dipinto nelle prima pagine come un uomo intelligentissimo e sempre alla ricerca di conoscenza, di colpo tutto il suo mondo gira intorno a Esmeralda e tutti i suoi studi alchemici vengono tralasciati come se mai fossero esistiti, rendendo il personaggio piatto e incolore. Quasimodo, l'unico che dimostra di avere un cuore da qualche parte, è anch'esso un personaggio quasi abbozzato, di cui il lettore fa fatica a seguire una parabola che vorrebbe essere ascendente ma che rivela fin troppo poco del deforme protagonista. È come se l'autore, man mano che l'opera prendeva forma sotto la sua penna, si fosse liberato di tutta la caratterizzazione dei personaggi costruita nelle prime pagine, facendoli sembrare dei burattini in legno assoggettati alla sua trama.

    "Notre-Dame de Paris" è un'opera contraddistinta da delle ottime idee raccontate in maniera inadeguata, quasi ancora in fase abbozzata. Il fascino della Parigi di Hugo è altissimo, così come l'idea di porre questa enorme cattedrale come un metaforico occhio sulle vicende del periodo, ma l'inesperienza di un autore ancora giovane l'ha trasformata in un romanzo leggibile, ma che non sorprenderà chi di suo ha già letto altro. Leggibile anche perché, ad eccezione di alcuni capitoli, il romanzo scorre facilmente e invoglia alla lettura, cosa che con Hugo succede costantemente. Sono quattro stelle, con l'indicazione che chi ancora non ha letto "I miserabili" può partire da Quasimodo e farsi poi sorprendere dalle opere mature di Hugo, mentre chi invece avesse già letto le vicende di Jean Valjean non dovrà affrontare questo "Notre-Dame..." con la speranza di ritrovarci le stesse sensazioni: ne rimarrebbe deluso almeno quanto il sottoscritto.

    ha scritto il 

  • 4

    Notre Dame de Paris di Victor Hugo.
    Ho appena finito di leggere questo romanzo... Ho il cuore spezzato. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo modo di ...continua

    Notre Dame de Paris di Victor Hugo.
    Ho appena finito di leggere questo romanzo... Ho il cuore spezzato. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo modo di scrivere. Pur usando molti aggettivi e paragoni per descrivere situazioni e personaggi, l ho trovato abbastanza scorrevole. Dico abbastanza perché nella prima parte con tutti i nomi si persone e luoghi ho avuto qualche momento di confusione, andando avanti invece la nebbia si é dissipata. La storia é molto coinvolgente e ho trovato alcuni personaggi per cui ho davvero fatto il tifo e altri ( soprattutto uno) che avrei volentieri strozzato con le mie mani. In questo romanzo ho trovato anche temi attuali come per esempio la paura per il "diverso" che spesso porta le persone a fare cose stupide, il poco rispetto per la figura della donna che viene vista come oggetto e non come persona, ho trovato conferma che l abito non fa il monaco ( per chi lo ha letto capirà di certo la battuta). Insomma scritto parecchio tempo fa ma davvero attuale. Per chi ama Parigi e per chi vuole immergersi in un' atmosfera semi fatata.

    ha scritto il 

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