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Notte e giorno

Di

Editore: Edizioni Librarie Italiane

3.9
(148)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000042543 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    Io con Virginia Woolf ho un rapporto davvero difficile, per questo due anni fa ho deciso di leggere tutti i suoi romanzi in ordine cronologico (sono solo al secondo con questa lettura, ma d'altronde la Woolf si deve leggere con calma). I suoi primi romanzi, infatti, hanno una struttura tradiziona ...continua

    Io con Virginia Woolf ho un rapporto davvero difficile, per questo due anni fa ho deciso di leggere tutti i suoi romanzi in ordine cronologico (sono solo al secondo con questa lettura, ma d'altronde la Woolf si deve leggere con calma). I suoi primi romanzi, infatti, hanno una struttura tradizionale e questo mi rende più facile la lettura dato che ho ancora delle grosse difficoltà con il flusso di coscienza.

    Night and Day è la storia di alcuni innamorati sfortunati le cui storie si intrecciano. Ma la trama è, fondamentalmente, solo un pretesto per parlare della situazione della donna e in generale della difficoltà dei rapporti amorosi. Si parla dell'importanza del lavoro, della letteratura e della poesia, della percezione della realtà (che nel rapporto tra la protagonista Katharine e Ralph Denham raggiunge picchi di notevole surrealismo), di esistenzialismo.

    Il romanzo ha un impianto ancora molto tradizionale (si dice che ci siano delle influenze Austen, sicuramente ci sono molti riferimenti a Shakespeare) quasi ancora vittoriano. Katharine è evidentemente la protagonista (a quanto pare ispirata dalla sorella di Virginia Woolf, Vanessa Bell, a cui il romanzo è anche dedicato) ma anche gli altri personaggi sono molto interessanti, soprattutto la suffragetta Mary Datchet, la cui storia è forse quella meno approfondita (quanto ho amato i capitoli ambientati nella sua casa di origine, in campagna).

    Nonostante l'abilità della Woolf di descrivere le situazioni e i personaggi, il romanzo ha spesso dei momenti di pesantezza dovuti alla costante introspezione (addirittura i dialoghi sono spesso composti per metà di ciò che i dialoganti dicono, per metà di ciò che pensano) che alla lunga stufa. Addirittura in certi punti la narrazione sembra voler quasi scivolare nella farsa. Ho trovato comunque piacevolmente ironico che la protagonista del romanzo (stanca della vita all'interno di una famiglia particolarmente amante della letteratura) dica:

    "Or did I confess that I hated all books?" she went on, seeing him look up with an air of inquiry. "I forget--"
    "Do you hate all books?" he asked.
    "It would be absurd to say that I hate all books when I've only read ten, perhaps; but--' Here she pulled herself up short.
    "Well?"
    "Yes, I do hate books," she continued. "Why do you want to be for ever talking about your feelings? That's what I can't make out. And poetry's all about feelings--novels are all about feelings."

    E questo romanzo in particolare!!! D'altra parte molti aspetti del carattere di Katharine sono particolarmente condivisibili.

    Una parte molto affascinante del romanzo è però la descrizione della Londra dell'epoca. Avevo notato questa caratteristica anche in The Voyage Out, che però è ambientato a Londra solo per poche pagine, qui si può assaporare molto meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro intenso,scrittura delicata e molto introspettiva,la Woolf sapeva come essere sè stessa anche nella scrittura,dolce,intelligente,sensibile,ma complessa,contorta,sempre però attenta all'animo umano.Una lettura che lascerà piacevolmente sorpresi.

    ha scritto il 

  • 2

    Estenuanti riflessioni sull'amore

    Katharine Hilbery è una ragazza di buona famiglia, nipote di un celebre poeta, e fidanzata con William Rodney, aspirante letterato tradizionalista e insicuro, con una personalità molto diversa da quella di lei: Katharine, infatti, ha una mentalità moderna e anticonformista (nonostante la tradizio ...continua

    Katharine Hilbery è una ragazza di buona famiglia, nipote di un celebre poeta, e fidanzata con William Rodney, aspirante letterato tradizionalista e insicuro, con una personalità molto diversa da quella di lei: Katharine, infatti, ha una mentalità moderna e anticonformista (nonostante la tradizione letteraria della sua famiglia, non ama la poesia e sogna segretamente di studiare la matematica e l'astronomia), mentre William è un uomo molto razionale e attento alle convenzioni. Pertanto, come prevedibile, le divergenze d'opinione tra i due non mancano:
    «Ma per me, trovi sia auspicabile il matrimonio?», chiese Katharine, gli occhi fissi alla luna.
    «Certo che lo trovo auspicabile. Non solo per te, ma per tutte le donne. Sì, ché altrimenti non siete niente; vivete solo una mezza vita, usando metà delle vostre facoltà; dovreste capirlo da sole. Ecco perché.»

    Le strade di Katharine e William sono destinate a incrociare quelle di altre due persone, provenienti da un mondo molto diverso dal loro: Ralph Denham, giovane avvocato di scarsi mezzi, che scrive recensioni di testi giuridici per la rivista del padre di Katharine, e coltiva aspirazioni letterarie; e Mary Datchet, figlia non religiosa di un ecclesiastico, che dedica la sua vita alla causa del suffragio femminile, e mette a disposizione il proprio appartamento per le riunioni di un circolo culturale.
    Queste quattro persone, apparentemente così diverse tra loro, sono i protagonisti di Notte e giorno, secondo romanzo di Virginia Woolf, scritto nel 1919 e più vicino, nell'impianto narrativo e nella forma, al classico romanzo ottocentesco.

    Katharine, Ralph, William e Mary sono persone apparentemente realizzate, con un posto ben definito nella società, e un futuro che sembra già scritto, eppure tutti e quattro sono insoddisfatti, tormentati, affannosamente in cerca di sè stessi e disperatamente intenti ad interrogarsi sulla realtà più oscura e misteriosa di questo mondo: quella dell'amore.
    Katharine, legata ad un uomo di cui non è innamorata, non sa niente dell'amore, e tutto ciò che crede di conoscere lo deve ai sogni ad occhi aperti a cui si abbandona ogni volta che, intenta ad assistere la madre nella redazione dell'interminabile biografia del nonno, si lascia trasportare dalla propria sfrenata immaginazione. Mary, dal canto suo, non ha mai attribuito alcuna importanza al romanticismo, anzi, per lei che disdegna il matrimonio e si batte per l'indipendenza femminile, l'amore è davvero l'ultimo dei pensieri... Eppure, senza che se ne accorgano, le due ragazze si trovano sopraffatte da qualcosa che sembra più grande di loro, e non importa che Katharine tenti di rifugiarsi nelle sue traballanti idee ("Forse i nostri affetti non sono che l'ombra di un'idea. Forse l'affetto in sé non esiste"), o che Mary, aggrappandosi alle proprie convinzioni, s'imponga di non pensarci: l'amore, o per meglio dire l'analisi di esso, la spasmodica ricerca dei suoi segni e della sua essenza, e di conseguenza, il tormentato lavoro d'introspezione in sè stessi, diverrà il punto centrale del loro percorso di maturazione.
    Virginia Woolf, come sempre, scava in profondità nell'animo dei suoi personaggi, tentando affannosamente di mettere in parole i loro pensieri, i loro sentimenti, e tutto il loro mondo interiore. È facile perdersi tra le riflessioni spesso sconnesse e complicate dei personaggi, e benché qui la Woolf faccia (fortunatamente) a meno del flusso di coscienza, per seguire lo svolgimento della vicenda è necessaria un'infinita dose di concentrazione e pazienza.
    In verità, ciò che piu colpisce, e che ben presto stanca, in questo romanzo, è la difficoltà, al termine di tanta analisi, a comunicare col prossimo: pare che tutti i personaggi, peraltro incapaci di comprendere sè stessi prima ancora che gli altri, non riescano mai a farsi capire, a trasmettere ciò che provano. L'aspetto forse più significativo è proprio il contrasto, più volte rimarcato, tra la vicinanza fisica, e l'estrema distanza emotiva e psicologica dei protagonisti.
    In quest'insormontabile realtà di solitudine e confusione, dove ciascuno è irrimediabilmente preda delle proprie incertezze, spicca in special modo Ralph, una specie di sognatore frustrato ("Come la maggior parte delle persone, credo, sono vissuto sempre in mezzo alle illusioni, e adesso devo affrontare il doloroso momento della scoperta della realtà. Ho bisogno di un’altra illusione per tirare avanti.") che arriva a convincersi di come tutto sia effimero e frutto della nostra immaginazione, anche l'amore, finendo così col fare due improbabili proposte di matrimonio pur dichiarando, entrambe le volte, di non essere assolutamente innamorato della sua interlocutrice... Ahimè, William farà anche di peggio!

    Il personaggio che ho preferito (che è poi quello a cui tocca la sorte, a parer mio, meno soddisfacente) è sicuramente Mary Datchet: una ragazza moderna, volitiva e determinata, con un profondo senso morale e una forte indipendenza di pensiero, che a un certo punto ha il coraggio di rimettere in discussione tutto il suo credo, e di considerare le cose da un nuovo punto di vista, tra l'altro molto più tradizionale. Mary può essere considerata, in qualche modo, come una sorta di alter ego della stessa Woolf, e ciò che ho apprezzato in lei è la mancanza, in mezzo a tutti i suoi dubbi e alla sua ostinazione, di quella volubilità ed estrema indecisione cui sono soggetti, in modo a dir poco esasperante, tutti gli altri personaggi.

    La trama di questo romanzo è davvero esile, per non dire, decisamente banale, e si basa sulla pluri-sfruttata dinamica dell'intreccio amoroso (lei ama lui, che ama un'altra, che è fidanzata con un uomo che poi s'innamora di un'altra), ma a farla da padrona qui non è la storia, bensì la complessa e tormentata interiorità dei personaggi.
    Le situazioni però si ripetono all'infinito, e se alcune delle riflessioni colpiscono sinceramente, a un certo punto i continui ripensamenti e le ossessive e ridondanti elucubrazioni, risultano davvero estenuanti per chi legge. A stancare è soprattutto il fatto che ogni volta che si è sull'orlo di una confessione o di una svolta nella comunicazione tra i personaggi, fa puntualmente la sua comparsa un terzo incomodo, che manda regolarmente tutto a monte, e si torna al punto di partenza!
    L'ultima parte del romanzo, quella probabilmente più rilassata, è nel contempo anche la meno riuscita: Virginia Woolf, infatti, dopo pagine e pagine di descrizioni (ogni azione, anche la più insignificante, viene analizzata e dilatata all'inverosimile!) e di approfondita (nonché tormentosa) analisi psicologica, si lascia andare alle banalità del romanticismo più stucchevole, concludendo il romanzo, in modo decisamente piatto e deludente.

    Nel complesso, una lettura di gran lunga più "accessibile" e interessante rispetto alla più celebre Mrs Dalloway, con diversi buoni spunti di riflessione. L'eccessiva ridondanza e la farraginosità dell'analisi psicologica, tuttavia, privano la lettura di gran parte del piacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver provato senza successo a leggere "Le onde" (ritenuto il suo capolavoro) credevo che la Woolf non facesse per me, invece mi sono dovuta ricredere!Probabilmente è il flusso di coscienza che l'ha resa famosa a non essermi congeniale, poichè questo romanzo è invece abbastanza convenzionale, ...continua

    Dopo aver provato senza successo a leggere "Le onde" (ritenuto il suo capolavoro) credevo che la Woolf non facesse per me, invece mi sono dovuta ricredere!Probabilmente è il flusso di coscienza che l'ha resa famosa a non essermi congeniale, poichè questo romanzo è invece abbastanza convenzionale, e si snoda tra placidi tè pomeridiani e gli equivoci amorosi di alcuni giovani londinesi d'inizio Novecento: Katherine Hilbery, nipote di un illustre poeta, che vive all'ombra della famiglia ma cela un'indole ribelle e appassionata di matematica; Ralph Denham, giovane avvocato molto determinato con una numerosa famiglia a carico; Mary Datchet, che si batte per i diritti delle donne, e William Rodney, giovane letterato un po' insicuro. La Woolf più che raccontare i fatti li fa vivere attraverso i pensieri dei personaggi e il risultato è un romanzo molto evanescente, che sembra non finire, neanche quando si chiude l'ultima pagina. Consigliato a chi trova la Woolf incomprensibile, si dovrà ricredere ^^

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandono questo libro con rammarico, ma trovo la traduzione davvero pessima!
    Non riconosco lo stile di Virginia, e non riesco a immergermi nel flusso della narrazione.
    Mi riprometto di leggerne un'altra edizione, con una traduzione che renda giustizia alla sublime capacità di scrittu ...continua

    Abbandono questo libro con rammarico, ma trovo la traduzione davvero pessima!
    Non riconosco lo stile di Virginia, e non riesco a immergermi nel flusso della narrazione.
    Mi riprometto di leggerne un'altra edizione, con una traduzione che renda giustizia alla sublime capacità di scrittura di una delle mie scrittrici preferite.

    ha scritto il 

  • 4

    Diligente e perfetto il profilo di ognuno dei personaggi e affascinante il panorama di Londra dell'inizio del Novecento. Le diverse mentalità delle due donne protagoniste, entrambe tormentate e spaventate dal futuro, entrambe desiderose di comprensione, eppure così diverse, come la 'notte e il gi ...continua

    Diligente e perfetto il profilo di ognuno dei personaggi e affascinante il panorama di Londra dell'inizio del Novecento. Le diverse mentalità delle due donne protagoniste, entrambe tormentate e spaventate dal futuro, entrambe desiderose di comprensione, eppure così diverse, come la 'notte e il giorno'. La Woolf è riuscita a rendermi reale ogni scena e ho adorato la signora Hilbery, stranamente meravigliosa.

    ha scritto il 

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