Notti delle mille e una notte

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 1526)

3.8
(202)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807815265 | Isbn-13: 9788807815263 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Valentina Colombo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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  • 4

    Da qualche parte ho letto che l'autore, premio Nobel per la letteratura nel 1988, ha dichiarato di considerare questo suo libro il suo capolavoro. Ora, io non ho letto Le mille e una notte originale, ...continua

    Da qualche parte ho letto che l'autore, premio Nobel per la letteratura nel 1988, ha dichiarato di considerare questo suo libro il suo capolavoro. Ora, io non ho letto Le mille e una notte originale, né altri libri di Mahfuz, ma pur nella mia ignoranza, devo ammettere che si capisce che sotto le storielle, in apparenza semplici e ironiche, c'è tanto sotto. Indubbiamente molte delle allegorie sul mondo arabo mi sono sfuggite ma la bellezza di alcune pagine è innegabile. Per questo 4 stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Le mille ed una note finiscono con Sherazad che riesce a placare le ire sanguinarie del sultano raccontandogli storie per mille e una notte e, successivamente, con il loro matrimonio.
    Mahfuz riprende ...continua

    Le mille ed una note finiscono con Sherazad che riesce a placare le ire sanguinarie del sultano raccontandogli storie per mille e una notte e, successivamente, con il loro matrimonio.
    Mahfuz riprende il racconto dalla fine raccontandoci la storia di alcuni personaggi delle mille e una notte da dove erano terminati. Quello che ne esce è una storia di uomini, di valori, di colpe da espiare, un elogio alla lotta contro i potenti oppressori ed un affresco particolare della società araba moderna. Molto bella la rivisitazione delle storie delle mille e una notte riviste secondo la morale ed il pensiero moderno. (moltre volte durante la lettura delle mille e una notte rimasi spiazzato dalla mentalità dell'epoca e cercai di riflettere su come sarebbe stata vista una certa zione in ottica moderna.)
    Il mio unico rammarico è stata la mia incapacità di comprendere a pieno tutto quanto esposto nel libro data la mia scarsa conoscenza della società araba moderna. Conoscenza che, per comprendere a pieno, forse si ottiene solo essendo nati in quei luoghi.

    ha scritto il 

  • 4

    Woow!
    Mahfuz è sorprendente: ha ripreso un testo magistrale quale "Le mille e una notta" e ha saputo ricamarci intorno una storia nuova, anzi, tantissime storie nuove. E sembra proprio di stare in que ...continua

    Woow!
    Mahfuz è sorprendente: ha ripreso un testo magistrale quale "Le mille e una notta" e ha saputo ricamarci intorno una storia nuova, anzi, tantissime storie nuove. E sembra proprio di stare in quel tempo, perso nel tempo e nello spazio.. ç_ç
    Viene rappresentato un povero quartiere, in cui la corruzione regna sovrana. Non c'è scampo, non c'è misericordia, perché tutti -dal governatore all'umile venditore di dolci- cadono nella rete del peccato.
    Anche il finale è amaro, ma l'opera è davvero meritevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Un lungo romanzo composto di tanti racconti, che ricreano l'atmosfera delle Mille e una notte. Ma pure la realtà si insinua dura e cruda nel mondo fiabesco, e anche se i riferimenti politici e religio ...continua

    Un lungo romanzo composto di tanti racconti, che ricreano l'atmosfera delle Mille e una notte. Ma pure la realtà si insinua dura e cruda nel mondo fiabesco, e anche se i riferimenti politici e religiosi sono difficili da cogliere per chi non conosce il mondo arabo, resta un sottile disagio, un gusto amaro che dissipa l'incanto delle storie esotiche evocate dal titolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se si ha un minimo di conoscenza de "Le mille e una notte", questo libro riporta esattamente in quell'ambientazione, chiudendo le vicende dei personaggi principali.
    Se ci si è domandato com'è possibil ...continua

    Se si ha un minimo di conoscenza de "Le mille e una notte", questo libro riporta esattamente in quell'ambientazione, chiudendo le vicende dei personaggi principali.
    Se ci si è domandato com'è possibile resistere al fianco della follia omicida di un sultano impazzito, o quale percorso logico/illogico seguisse la legge del sultananto di Shahriyar, qui troviamo le risposte, ma in realtà veniamo nuovamente trasportati nelle storie e nelle leggende narrate dalla regina Sherazade.
    La vita nel quartiere, una vita vera e concreta, stravolta dalla magia di racconti mitologici, dove le azioni umane più crudeli e a volte inspiegabili, vengono imputati al non umano.
    In questo modo ci si sente protetti dalla crudeltà dell'uomo stesso, e al contempo terrorizzati da un senso d'impotenza per l'assenza di libero arbitrio.
    Una conclusione per arrivare a mille e due notti.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello! Veramente bello!L'atmosfera fiabesca è avvolgente, ma le tematiche sono più che attuali: le debolezze degli uomini, la corruzione, la capicità e la voglia di mettersi in discussione e cercare d ...continua

    Bello! Veramente bello!L'atmosfera fiabesca è avvolgente, ma le tematiche sono più che attuali: le debolezze degli uomini, la corruzione, la capicità e la voglia di mettersi in discussione e cercare di recuperare al male fatto!
    Un possibile seguito delle mille e una notte del tutto plausibile e per nulla banale!Bello!

    ha scritto il 

  • 2

    Non regge neanche lontanamente il confronto con quella meraviglia che sono le fiabe a cui si ispira.

    Scontato, si dirà... sì, ma per me è stato ugualmente un trauma.

    Boc-cia-to.

    ha scritto il 

  • 3

    Ti riferirò le parole di un uomo di esperienza: Una prova della reticenza della varità è che quest’ultima non spiana a nessuno il cammino né priva alcuno della speranza di raggiungerla. Lascia la gent ...continua

    Ti riferirò le parole di un uomo di esperienza: Una prova della reticenza della varità è che quest’ultima non spiana a nessuno il cammino né priva alcuno della speranza di raggiungerla. Lascia la gente a cavalcare per i deserti dell’incertezza e ad annegare nei mari del dubbio. Chi crede di averla raggiunta si è separato da lei, chi pensa di essersene allontanato ha perso la strada. Non la si può raggiungere se non la si sfugge, è inevitabile.

    Tra un rotolare di teste, gin malvagi, geni dispettosi, omicidi vari si districano le storie del sanguinario sultano Shahriyar (ammaliato dai racconti di Shahrazàd durati mille e una notte) e dei suoi sudditi.
    È un percorso formativo per Shahriyar e per i vari personaggi, San’an al-Gammàli, Gamasa al-Buti, Nur al-Din, Dunyazàd.... Le varie vicende si intrecciano, attoricigliano, aggrovigliano avendo come fine ultimo la redenzione di Shahryar.

    Scorrevole e leggero, ma tutti quei nomi impronunciabili e troppo simili (che poi in realtà simili non sono) mi hanno rimbambita...

    ha scritto il