Notturno indiano

Di

Editore: Sellerio (Narrativa per la scuola ; 15)

3.9
(1685)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8838919674 | Isbn-13: 9788838919671 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
p. 109 + 32 (Guida alla lettura a cura di Remo Cacciatori)
Roux si reca in India. Tra fuggiaschi e profeti dall'aspetto mostruoso desidera rintracciare un amico portoghese che, come molta altra gente, si è perduto diventando un uccello notturno. Ha qualche vaga traccia: una lettera, delle testimonianze confuse o reticenti, un bigliettino molto generico: segnali, pezzetti che tenta faticosamente di mettere insieme. Pubblicato nel 1984, Notturno indiano è ormai considerato un classico della letteratura italiana contemporanea.
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  • 5

    Atmosfere da indian traveler

    un libro della giusta lunghezza, non troppo lungo ne troppo breve. Un bel viaggio che ben riprende le atmosfere che un occidentale vive in india, in primis gli alberghi. Finale veramente interessante ...continua

    un libro della giusta lunghezza, non troppo lungo ne troppo breve. Un bel viaggio che ben riprende le atmosfere che un occidentale vive in india, in primis gli alberghi. Finale veramente interessante e poco retorico, propio dove è facile cadere nella retorica

    ha scritto il 

  • 5

    "Notturno indiano". Allusivo, come la vita.

    Un viaggio in India per cercare un amico che diventerà l’ombra di un passato segnato. Ma il protagonista di Tabucchi non potrà comprendere le cose, potrà solo abitarle; perché l’unica cosa che possiam ...continua

    Un viaggio in India per cercare un amico che diventerà l’ombra di un passato segnato. Ma il protagonista di Tabucchi non potrà comprendere le cose, potrà solo abitarle; perché l’unica cosa che possiamo cercare di fare è vivere con noi stessi.
    La recensione (di questo libro e di altri) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=47YzceHIRzI

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Molto lirico. C'e'quella che per me e'la vera India dentro. Se ne sentono soprattutto gli odori. E'la storia di un tizio euRopeo che se ne va in India seguendo labili indizi per cercare un altro tizio ...continua

    Molto lirico. C'e'quella che per me e'la vera India dentro. Se ne sentono soprattutto gli odori. E'la storia di un tizio euRopeo che se ne va in India seguendo labili indizi per cercare un altro tizio di nome Xavier.
    E alla fine lo trova.
    È'lui stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    surreale

    I libri sono viaggi che ci coinvolgono, sconvolgono a volte, fanno riflettere. Alcuni entrano nelle nostre vite per il nostro esplicito desiderio, altri perché vengono consigliati da amici o librai. A ...continua

    I libri sono viaggi che ci coinvolgono, sconvolgono a volte, fanno riflettere. Alcuni entrano nelle nostre vite per il nostro esplicito desiderio, altri perché vengono consigliati da amici o librai. A volte basta una lettura collettiva, con delle persone che condividono la tua stessa passione, per farti scoprire delle perle come Notturno indiano di Antonio Tabucchi.

    Breve ma giusto, andare otre, credo, non avrebbe portato nulla al racconto, forse, addirittura lo avrebbe rovinato. Breve ma intenso, un viaggio alla scoperta dell’India in una ricerca dell’altro o di se stesso, dipende dal punto in cui si osserva il racconto. Un viaggio a volte allucinante, irreale, dove il confine tra il sogno e la realtà è davvero molto sottile. Un viaggio nostalgico, al ridosso del tempo che fu e che non ritorna, di rapporti persi e la voglia, forse, di recuperarli.. un viaggio in cui i ruoli facilmente vengono invertiti.. chi cerca e chi non vuole essere ritrovato. Di una bella prosa che mi è piaciuta particolarmente, che coinvolge e invita alla riflessione. Un romanzo a cui si possono applicare diverse chiavi di lettura, che ha saputo trasmettermi le emozioni, lasciando in bocca, anche, diverse domande che forse, con una lettura successiva, troveranno risposte. Non conoscevo Tabucchi e sono molto contenta di averlo scoperto. Voto: 4/5

    ha scritto il 

  • 3

    I corpi sono valigie, ci trasportiamo noi stessi

    Un uomo parte per l’India alla ricerca di un amico scomparso da tempo nel nulla.

    Chi è lui? chi è l'amico? perchè lo cerca? lo troverà? e se lo troverà che farà?

    Voglio assolutamente scoprirlo quindi, ...continua

    Un uomo parte per l’India alla ricerca di un amico scomparso da tempo nel nulla.

    Chi è lui? chi è l'amico? perchè lo cerca? lo troverà? e se lo troverà che farà?

    Voglio assolutamente scoprirlo quindi, dopo adeguata preparazione spirituale, m'immergo nei misteri della reincarnazione; trasmigro all'istante nel suo trolley e l’accompagno in questo travagliato e pericoloso viaggio in terre sconosciute.
    Attraversiamo insieme squallide camere d’albergo, ospedali fatiscenti, quartieri di prostitute, degradazione immensa, miserie umane e lussi sfrenati riservati a pochi eletti... con grande fatica arriviamo finalmente alla fine del percorso.

    E’ stato un viaggio breve ma intenso, misterioso, strano, spesso spiazzante, pieno di odori e sapori sconosciuti. Adesso mi ritrovo sporca, impolverata, ammaccata, con le mie belle ruote rovinate dalle terribili strade indiane. Affascinata dalle cose che ho visto e sentito, ma anche molto confusa.
    Insomma, il viaggio tutto sommato m’è piaciuto, ma c’ho capito gran poco, la testa s'è incasinata. Ora leggo L'arpa d'erba per ritrovare il mio equilibrio perduto.

    Esco dalla valigia e trasmigro nell'arpa. Perché se trasmigro nell’erba faccio un altro tipo di viaggio, e dopo mi sa che l'equilibrio, già instabile di suo, me lo scordo proprio.

    ☆☆☆ in crisi mistica

    ha scritto il 

  • 4

    "In qualche modo sta cercando se stesso. Voglio dire, è come se cercasse se stesso, cercando me: nei libri succede spesso così, è letteratura"

    Il rischio di un romanzo breve e che lo si legga troppo velocemente soprattutto quando si è lettori voraci. Ma, come è noto, per una buona digestione occorre masticare lentamente.
    Ho riletto, pertanto ...continua

    Il rischio di un romanzo breve e che lo si legga troppo velocemente soprattutto quando si è lettori voraci. Ma, come è noto, per una buona digestione occorre masticare lentamente.
    Ho riletto, pertanto, questo racconto, che avevo giudicato bello, con tanti input ma che rimaneva in superficie.
    In realtà, rileggendo mi sono resa conto che chi stava a filo dell'acqua ero io. Pigra lettrice.
    Le osservazioni che seguono sono frutto di una seconda "immersione"
    *************************************
    "India, a travel survival kit" è la guida turistica che il protagonista ha in mano al suo arrivo per l'appunto in India. Un manuale di sopravvivenza fa pensare ad un viaggio pericoloso ma a volte le insidie maggiori sono quelle dentro di noi.
    L'impatto con la realtà della miseria è da subito sorprendente poichè l'effimera sicumera occidentale fa credere di essere preparati a ciò che si vedrà dato che nel comodo salotto di casa si sono sfogliati libri. Si parte decisi e sicuri di saper tutto dopo aver visto le ferme immagini:
    ma le fotografie chiudono il visibile in un rettangolo. Il visibile senza cornice è sempre un'altra cosa. E poi quel visibile aveva un odore troppo forte. Anzi, molti odori.
    Ecco il primo passo del viaggiatore che si libera dalle infradito e pacchetti di souvenirs: spogliarsi delle certezze, sospendere il giudizio, vivere tempo e luogo lontano dai pregiudizi.
    Un infimo hotel – che in realtà è uno dei tanti bordelli-, un nome di ragazza appuntato su un foglietto. Così comincia la storia di un uomo che cerca il disperso amico di un tempo.
    Il viaggio sarà un percorso di conoscenza di altro da sè e al contempo la ricerca di sé.
    L'India è lo scenario ideale (quante volte anni fa chiedendo notizie di una conoscenza ci rispondevano: è andato in India a cercare se stesso?).
    Una realtà dove accade l'improbabile, dove il bizzarro ti cammina di fianco, dove ti assalgono odori pungenti ed estranei.
    Il viaggio continua seguendo tracce che portano all'amico e parallelamente avanza una consapevolezza di sé sempre maggiore dove i corpi diventano solo valigie che trasportano la nostra essenza e citando Hugo ("Les Travailleurs de la Mer"): "Le corps humaines pourrait bien n'être qu'une apparence. Il cache notre réalité, il s'épaissit sur notre lumière ou sur notre ombre"

    ha scritto il 

  • 4

    Libro senza dubbio atipico perchè ciò che rimane fuori, il non detto, il non raccontato ma sempre evocato e presente come un fantasma sconsciuto, è più importante del racconto stesso, i volti e i luog ...continua

    Libro senza dubbio atipico perchè ciò che rimane fuori, il non detto, il non raccontato ma sempre evocato e presente come un fantasma sconsciuto, è più importante del racconto stesso, i volti e i luoghi di un India spirituale e putrescente.

    Cosa rappresenta questo errabondo cercare: un esame di coscienza, un viaggio nel passato, una possibile redenzione, o una semplice fantasia?
    E in un attimo sorridere e decidere che tutto questo non ha più importanza.

    Libro affascinante che coinvolge lentamente attraverso il suo mistero.

    ha scritto il 

  • 3

    La mia generazione ha subito fortemente il fascino dell'India: quanti nostri amici partivano negli anni 70/80 alla ricerca del misticismo, della diversità, del fascino di questo paese! Sono tornati sp ...continua

    La mia generazione ha subito fortemente il fascino dell'India: quanti nostri amici partivano negli anni 70/80 alla ricerca del misticismo, della diversità, del fascino di questo paese! Sono tornati spesso cambiati, alcuni non sono più tornati, scomparsi nel nulla hanno lasciato dietro di sé la disperazione di chi li amava. Io non ne sono mai stata attratta, al contrario, mi ha sempre lasciato perplessa la sua miseria, la sua violenza, e sinceramente non sono incline al misticismo. Non ho mai provato alcun desiderio di visitarlo. Questo breve libro di Tabucchi, lasciando da parte il tema della ricerca si se stesso attraverso il viaggio, rappresenta proprio quell'India che non amo e che mi infastidisce. Le atmosfere e i personaggi che il protagonista incontra non mi hanno suscitato alcun sentimento, al di fuori dell'apprezzamento per una scrittura certamente di qualità." Notturno indiano" mi ha riportato con la mente a Siddharta, altro libro che mi ha sempre respinto e profondamente annoiato.
    Peccato perché Tabucchi, in altre storie, mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Ti rendi conto delle dimensioni del libro solo quando l’hai finito.
    Perché quando inizi, il viaggio si rivela qualcosa d’immenso, affascinante e misterioso.
    È il viaggio delle supposizioni, dove tutto ...continua

    Ti rendi conto delle dimensioni del libro solo quando l’hai finito.
    Perché quando inizi, il viaggio si rivela qualcosa d’immenso, affascinante e misterioso.
    È il viaggio delle supposizioni, dove tutto sembra, è o potrebbe essere.
    È il viaggio di uno che cerca un altro, ma è anche il contrario. E può essere che l’altro sia null’altro che il proprio sé.
    È il viaggio del perdersi e del cercare.
    È anche il viaggio del non voler essere trovati.
    È il viaggio dentro e fuori della cornice. Ciò che è dentro pare; ciò che è fuori, è.
    È una storia allo specchio. Proiezione di ciò che sfugge alla coscienza e ancor prima all’occhio.

    ”…l'ingrandimento falsa il contesto, bisogna vedere le cose da lontano. Méfiez-vous des morceaux choisis”.

    E tanta, tanta poesia. E saudade.
    Ah, Tabucchi!, come ti voglio bene!

    ha scritto il 

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