Nove racconti

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1577)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Lettone , Catalano , Portoghese , Giapponese , Russo , Galego

Isbn-10: 8806168878 | Isbn-13: 9788806168872 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Carlo Fruttero

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Se le avventure di Holden hanno avuto per l'America un valore emblematico, èin questi racconti che lo humor, la spietatezza, le grazia e la tragicaamarezza di Salinger trovano la loro perfetta espressione. Il loro punto dipartenza è il "parlato" più colloquiale e modulato sulle effimere cadenzedella moda. Per Salinger solo i bambini e chi ha vissuto l'orrore della guerraè vicino alla verità. Il dialogo dei bambini è una finestra su una realtàdiversa e vertiginosa. Ma anche una conversazione pomeridiana tra amiche o latelefonata di un uomo che è a letto con una donna non sua diventano occasionidi poesia, nutrita di grande pietà umana.
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  • 4

    Flash

    Un insieme di racconti, di storie non spiegate, per questo affascinanti e, come dice Grazia :), folgoranti.
    Bellissimo il racconto di apertura:
    1. "Un giorno ideale per i pescibanana", protagonista ...continua

    Un insieme di racconti, di storie non spiegate, per questo affascinanti e, come dice Grazia :), folgoranti.
    Bellissimo il racconto di apertura:
    1. "Un giorno ideale per i pescibanana", protagonista un uomo che, sconvolto dalla guerra, incontra sulla spiaggia Sybil, una ragazzina; parla con lei come se fosse un compagno di giochi, poi …
    2. “Lo zio Wiggily nel Connecticut” un dialogo tra amiche, le insoddisfazioni di una donna, la difficoltà di comunicare con il marito… e un rimpianto
    3. “Alla vigilia della guerra contro gli esquimesi” un racconto sull’ incomunicabilità tra due ragazze, compagne di scuola, che si ritrovano per giocare a tennis, anche se in fondo nutrono poca simpatia l’una verso l’altra .
    4. “L’Uomo Ghignante” è la descrizione di una squadra di baseball negli spogliatoi dove si instaura un clima di complicità e di fedeltà “disturbato”, poi, dall’arrivo di…
    5. “Giù al dinghy” un bambino si allontana da casa e si rifugia in una barca, il dinghy, crede di essere un marinaio…
    6. “Bella bocca e occhi miei verdi” una lunga telefonata ad un amico, per cercare la moglie che è scappata via di casa. Un racconto che mostra, attraverso l’ angoscia maschile, una grande umanità.
    7. "Per Esmé: con amore e squallore". Un soldato americano incontra Esmé, una ragazzina inglese, e il suo terribile fratellino, in un bar ...
    Un racconto delicato.
    8. "Il periodo blu di De Daumier-Smith" parla di arte e di felicità. Il protagonista,che afferma di aver conosciuto Picasso, vince un posto di insegnante in una scuola di pittura per corrispondenza gestita da una coppia giapponese in Canada. Daumier scrive agli aspiranti pittori …
    9. Nell’ultimo racconto, "Teddy", un bambino-filosofo, portato in giro per il mondo dai genitori su una nave da crociera, parla come un oracolo…
    La chiusura dei nove racconti è un grido lacerante…

    I veri, grandi protagonisti sono i bambini, curiosi, ostinati, disarmanti… e la solitudine di una vita senza affetti.
    Molto è il non detto per cui, in alcuni casi, sono arrivata alla fine del racconto con la sensazione di non aver capito completamente…
    i racconti sono come dei flash scattati in un momento qualsiasi della giornata.

    ha scritto il 

  • 5

    "Vorrei proprio sapere perché mai la gente dia tanta importanza alle emozioni"

    Ho sempre pensato di essere una lettrice da romanzo. Il tempo narrativo del racconto è troppo breve...pensavo. Non ho il tempo fisico di affezionarmi, di stazionare, di fare un viaggio sufficientement ...continua

    Ho sempre pensato di essere una lettrice da romanzo. Il tempo narrativo del racconto è troppo breve...pensavo. Non ho il tempo fisico di affezionarmi, di stazionare, di fare un viaggio sufficientemente lungo e 'immersivo' coi personaggi di una storia breve. Insomma non mi è proprio dato il tempo sufficiente per fare amicizia con loro...sostenevo.

    Di nuovo Anobii. Giudizi stellari per i nove racconti. Nove è uno dei miei numeri preferiti (9=3^2... a ciascuno le sue fissazioni), non è una raccolta lunga, 'Il giovane Holden' mi era piaciuto moltissimo. Quindi mi son lanciata.

    E ora son qui che mi chiedo come commentare una tale raccolta. Sì perché ciascuna storia ivi contenuta sarebbe degna di essere citata o ricordata.
    Ogni racconto un modello.

    I temi presenti. Lo sguardo lucido, asciutto...chirurgico dei bambini. Le loro osservazioni acute mai banali. Il coraggio e l'ostinata difesa di coloro che amano. Il piglio sicuro e la mancanza di indecisione. E per contro un mondo costituito da adulti soli, smarriti, distrutti spesso dalla guerra o dalle proprie nevrosi, da relazioni vuote, deludenti e fallimentari.
    I dialoghi. Talmente incisivi e definiti da essere reali.
    Ma credo che l'aggettivo più appropriato per definire questi racconti sia proprio folgorante. (Quanta quota parte in questo caso va riconosciuta alla traduzione di Fruttero?)

    E incantata dalla radiosità di "sorrisi brevissimi, ristretti", ammaliata da "ragazze sconvolgenti e definitive", agghiacciata dalle conversazioni notturne di uomini con capelli grigi, intenerita dalla "comicità intollerabile" di un simpaticissimo bimbetto quatrenne, divertita dall'arguzia di una tredicenne "estremamente comunicativa per la sua età", basita dalle affermazioni profetiche di un bimbo decenne sull'ottusità dell'approccio logico e intellettuale privo di spiritualità (da mangiamela) degli adulti, straziata da bimbe miopissime il cui unico affetto è costituito da amici immaginari per far spazio ai quali dormono sul bordo del letto, esilarata dalle lettere impertinenti a suore pittrici da parte di improbabili insegnanti d'arte, ho sofferto, ho riso, mi son stupita ma soprattutto mi son emozionata (ahimè... io son tra quella gente che dà molta importanza alle emozioni)

    Che dire d'altro se non che Esmè, ragazzina amante di storie squallide, e suo fratellino Charles rimarranno per sempre nel mio cuore. E a proposito... "Cosa dice un muro ad un altro muro? "...

    ha scritto il 

  • 5

    I mangiamele e i pescibanana

    Nove racconti essenziali, tragici, dolci, ironici, disperati, in cui ci sono già tutti i temi di Salinger. La ribellione dell’innocenza, che si tratti di bambini o di soldati sopravvissuti alla guerra ...continua

    Nove racconti essenziali, tragici, dolci, ironici, disperati, in cui ci sono già tutti i temi di Salinger. La ribellione dell’innocenza, che si tratti di bambini o di soldati sopravvissuti alla guerra; i primi tratteggi di due dei componenti della famiglia Glass; i bambini come unica difesa dall’assenza di spiritualità e dall’onnipresenza della logica.

    Racconti compiuti e perfetti, in cui i dialoghi hanno un’eccezionale presa, una naturalezza esemplare. Un tocco leggero per argomenti pesantissimi.

    Teddy è forse quello più denso della poetica e della filosofia dello scrittore, il cui bisogno di spiritualità è come un grido e l’impossibilità di innocenza in America è motivo di rivolta e solitudine, in un mondo in cui non c’è spazio per la persona e in cui gli adulti hanno già deciso tutto, hanno imposto il solo modo giusto per guardare ogni cosa.
    Per Esmé: con amore e squallore è quello più autobiografico, in cui una sorda disperazione ha tutti gli accenti della “normalità”, in cui la netta consapevolezza che non esista più una vita possibile per il protagonista viene raccontata con una semplicità perfetta che suscita una tenerezza struggente, uno strazio dai toni sommessi.

    Racconti che sono unità perfette, la cui bellezza inizia già dal titolo e sta in ogni singola parola e frase, con una densità e un’economicità del testo da lasciare a bocca aperta. Una “Teoria e pratica del racconto” in 200 pagine. Straordinari.

    ha scritto il 

  • 5

    Nella linea che porta da Hemingway fino a Carver ed agli scrittori di racconti americani contemporanei (genere ben diverso da quello dei romanzi, con caratteristiche sue proprie che non sono quelle de ...continua

    Nella linea che porta da Hemingway fino a Carver ed agli scrittori di racconti americani contemporanei (genere ben diverso da quello dei romanzi, con caratteristiche sue proprie che non sono quelle del romanzo in nuce), Salinger rappresenta forse ancora oggi il raggiungimento delle vette più alte. Lo dimostrano questi nove racconti, scritti pubblicati quasi tutti sul New Yorker, alcuni ancor prima che “Il giovane Holden “ venisse alla luce (1951), tra la fine degli anni ‘40 ed i primissimi dei ’50, e poi uniti in questa raccolta pubblicata nel 1953 (In Italia comparvero solo 9 anni dopo, nella traduzione di Carlo Fruttero).
    Se il romanzo “Holden” divenne un mito, ciascuno dei “Nove racconti” rappresenta il modello di riferimento di ciò che un racconto dovrebbe essere, di quello che deve essere raccontato e di ciò che può o deve essere taciuto in una storia, e di come dovrebbe essere scritto.
    Chi lo segue con meticolosità può aspirare all’onore di essere accostato a un simile maestro. Chi lo tradisce si assume molti rischi, ma forse è il solo modo per poterlo superare.

    ha scritto il 

  • 5

    Non ho amato il Giovane Holden e invece ho tratto lezioni di vita fisica e letteraria dai Nove racconti. "Il giorno ideale per i pesci banana" è un capolavoro assoluto del non detto, che consiglierei ...continua

    Non ho amato il Giovane Holden e invece ho tratto lezioni di vita fisica e letteraria dai Nove racconti. "Il giorno ideale per i pesci banana" è un capolavoro assoluto del non detto, che consiglierei di cuore a tutti quelli che scrivono sproloquiando e guardandosi in continuazione l'ombelico. L'autore adotta un tipo di narrazione che sceglie la focale esterna (detto in parole povere, non esprime mai i pensieri dei protagonisti, li fa agire e attraverso questi atti o gesti ci informa sul come stanno, su quello che provano, rimane sempre con loro senza mai essere onniscente) - a mio avviso uno dei metodi narrativi più difficili usato magistralmente da Holden, che raggiunge in questo modo i vertici della perfezione. In questi racconti Salinger mantiene in equilibrio perfetto lo humor, la spietatezza, la grazia e la tragedia. La sua attenzione è tutta verso i bambini, i più innocenti e i più puri tra gli esseri e per questo più vicini alla verità. Le vicende degli adulti vengono spesso viste con gli occhi dei più piccoli e ugualmente comprese, cosa che invece non accade ai grandi. Dialoghi senza una sbavatura, didascalie centellinate ma quando ci sono diventano dei veri e proprio strali che incidono la carne del lettore, impedendogli di allontanarsi dal personaggio, costringendolo a condividere tutto con lui. Per questo e per altro ancora, metto i Nove racconti tra i miei memorabili

    ha scritto il 

  • 5

    la perfezione nove volte

    la perfezione fatta racconto (nove volte), capolavoro assoluto della letteratura di tutti i tempi, manuale per aspiranti scrittori, altro che scuole di scrittura creativa!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Io e Salinger

    Il mio rapporto con Salinger continua a non essere dei migliori.Certo,siamo lontani anni luce dalla mia personalissima stroncatura del giovane Holden. Qui la sua scrittura semplice mi piace,ma il live ...continua

    Il mio rapporto con Salinger continua a non essere dei migliori.Certo,siamo lontani anni luce dalla mia personalissima stroncatura del giovane Holden. Qui la sua scrittura semplice mi piace,ma il livello dei racconti non è,a mio parere, costantemente alto.
    "Un giorno ideale per i pescibana" è però fra i racconti più belli e strani mai letti.
    Nota di merito a "Bella bocca e occhi miei verdi".Bellissimo anche questo.

    ha scritto il 

  • 5

    That you will become way less concerned with what other people think of you when you realize how seldom they do.

    Nel lontano pianeta Krell e, curiosamente, pure nel continente perduto di Mu, un'atroce consuetudine talmente radicata che gli Arconti deliberarono come legge, regolava la vita di milioni di esseri. A ...continua

    Nel lontano pianeta Krell e, curiosamente, pure nel continente perduto di Mu, un'atroce consuetudine talmente radicata che gli Arconti deliberarono come legge, regolava la vita di milioni di esseri. A un certo punto della loro esistenza, dovevano muoversi per appartenere al regno Grande e compiere una certa azione, tanto indiscutibile quanto indispensabile che li avrebbe dovuti accogliere come uomini e dischiudere loro le opportune retributive sue delizie:
    uccidere un bambino.

    Terribile vero? Eppure questo, a tutta evidenza, è quello che spinse Salinger a fuggire, isolandosi per decenni. Fuggire l'ira degli Arconti perché nel momento supremo, a lui tremò la mano e lo risparmiò.

    Naturalmente il bambino è ognuno di noi, al passaggio verso l'adolescenza.
    I racconti, mai didascalici, sono visibilmente intrisi di autobiografia. Il potere salvifico della para-logica infantile (o il tormento infernale che colpisce chi ne intuisce la potenza sparita quindi irrecuperabile) è qui declinato con una chiarezza e una classe forse ineguagliate.

    Il bambino, in pittura, è un soggetto molto difficile. Fior di pittori, tecnicamente ineccepibili, già in grado di arruffianarsi una corte intiera dando grazie di Venere a ordinarie regine o erculeo leonidesco cipiglio a molli e vili regnanti, crollano restituendoci dei Gesù ritratti come vecchietti lisci o nani o adulti liofilizzati, ma non veri bambini. Sempre cadono sul cliché del bambino come "da meno" come "minore", quasi handicappato. In letteratura pare la stessa cosa, ma non per Salinger, cui riesce sempre l'arte di dar vita a un essere diverso, spesso nuovo.

    Non che li ami indipendentemente dalle loro qualità, la pestifera Blooper ad esempio, ma sono bambini, non ometti, non pupi o donnine.
    Perspicaci spugne di consapevolezza e desiderio - paralogici e giocosi, pieni di trovate.

    Come forse fu lui.

    Immagino la ferocia colla quale reagì quando scoprì - partì poco più che ventenne per la guerra - quali magnificenze gli spettavano per esser stato creduto capace d'aver ucciso un bambino e di quale himalayana truffa imputare la società per l'oscena richiesta. E dopo la guerra una corte dei miracoli di venditori d'auto usate, donnacce, mestatori, apprendisti stregoni o ipocriti spacciatori di polizze d'assicurazione contro il rischio vita per amori in saldo o speranze a tassametro.

    Forse sì forse fu un bimbo assai perspicace. Ma crebbe senza guscio. L'estrema capacità di rendere mondi e caratteri, quarantennali storie personali evocandole con pochi paragrafi, pochissimi racconti sono densi come questi, fa immaginare un essere che abbia assorbito terabyte di nozioni sui più diversi aspetti umani nei pochissimi anni in cui non si era ancora ritirato dal mondo. Evoca, e basta.

    Non si può avere un tale livello di assorbimento attraverso un guscio o un cranio o una cotica. Si deve deambulare senza vestiti, senza occhiali, senz'ossa e pelle, senza difese.
    Non si dura.

    Non scappò quindi, cercò solo di salvarsi. Non è vile chi non è in grado di esprimere coraggio perché gli mancano gli organi appositi.

    Si capisce Holden molto meglio, Holden è ritratto esattamente nel momento in cui solitamente ad un ragazzo si fa fretta perché sta scadendo il termine entro cui vibrare il colpo.

    Non desta meraviglia quindi che uno degli aspetti umani che più hanno turbato chi ne serba memoria, pochi ma non pochissimi, e che è molto probabilmente la sorgente del mito orientale della reincarnazione, la piccola morte dell'adolescenza per rinascere in seguito, come pupa e crisalide, abbia generato uno dei racconti.

    E si intende molto bene anche perché a tante persone colte, intelligenti, sensibili perspicaci e di mondo, questi racconti, al di la della palese maestrìa assoluta di scrittura, non dicano molto.

    Essi non serbano memoria; non sono quindi imputabili.

    Non fa onore a Bret Easton Ellis l'esultanza per la sua morte. Tanto più che anche adesso che l'ingombrantissimo concorrente è scomparso, non appare minimamente in grado d'insidiarne fama e ruolo. Serie differenti, campionati differenti, sport differenti.

    E si capiscono tante, moltissime altre cose, con questa porta oramai alle spalle.

    Colonna sonora:

    Enrico Rava Q. - New York Years
    Stefano Bollani Q. - Stone in the water
    Rolling Stones - Sticky fingers
    Rolling Stones - Exile on main street
    Vasco Rossi - Tracks 2cd
    Pino Daniele - Studio Collection
    Pino Daniele - Amore senza fine

    ha scritto il 

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