Novecento

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Publisher: Oberon Books

4.2
(18644)

Language: English | Number of Pages: 96 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Hungarian , Japanese , Portuguese , Romanian , Polish , Dutch , Chi simplified

Isbn-10: 1849430381 | Isbn-13: 9781849430388 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Music , Travel

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Book Description
A dramatic monologue published in English for the first time.
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  • 0

    no, v'è 100

    ahaaaaaaaaaaaa! mi sembrava di avercelo in libroteca, e infatti c'era e risultava "abbandonato". Lo ripiglio, lo rileggo e mi imbatto in codesta frase: "su cui dio ballava, se solo era negro". Che "su ...continue

    ahaaaaaaaaaaaa! mi sembrava di avercelo in libroteca, e infatti c'era e risultava "abbandonato". Lo ripiglio, lo rileggo e mi imbatto in codesta frase: "su cui dio ballava, se solo era negro". Che "suona" proprio male.
    Avendo visto il film 3-4 volte, ha senso fare la fatica?

    said on 

  • 4

    Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia.. tutta scritta addosso.

    Dal Virgiarian sono scesa un mucchio di volte. La prima volta che ci salì avevo ventidue anni, e nonostante siano passati solamente tre anni a me sembra sia passata una vita. Non soggiornai per una ma ...continue

    Dal Virgiarian sono scesa un mucchio di volte. La prima volta che ci salì avevo ventidue anni, e nonostante siano passati solamente tre anni a me sembra sia passata una vita. Non soggiornai per una manciata di giorni o per una settimana: la mia permanenza fu duratura. Con una certa curiosità, una fame inspiegabile di conoscenza, la smania di porre nero su bianco ciò che mi passa per la testa. Tutto, senza tralasciare niente.
    Parole semplici, soavi, lente come una dolce litania scivolarono sul palmo della mia mano come sabbia fine, ed io assieme a loro, con Novecento che suonava, e non staccava lo sguardo dai tasti. Lo sguardo altrove, il piano che seguiva le onde in un ritmo lento ma concitato. Andava e tornava, girava su se stessa, puntando dritto verso una meta sconosciuta.
    Con gli occhi di un altro, le parole di qualcuno, respirando, avvertendolo, ascoltandolo in ogni gesto, frase, parola. Il mondo magari non l'ha ancora visto, ma in pochissimo tempo lui, su una nave dritta chissà dove, mi ha letta. Mi ha rubato l'anima.

    said on 

  • 5

    Ho riletto molto volentieri uno dei miei libri preferiti in assoluto!
    Viene narrata in poche pagine la singolare storia un neonato che viene abbandonato sul pianoforte della prima classe nel piroscafo ...continue

    Ho riletto molto volentieri uno dei miei libri preferiti in assoluto!
    Viene narrata in poche pagine la singolare storia un neonato che viene abbandonato sul pianoforte della prima classe nel piroscafo Virginian. Da questo monologo teatrale è stato tratto anche il film "La leggenda del pianista sull'Oceano" di Giuseppe Tornatore.
    Adoro il modo di scrivere di Baricco che mi porta davvero in un altro mondo, mi fa viaggiare e mi sognare come nessuno! Ogni singola parola sembra scelta per toccare un punto esatto dell'anima, per far provare un'emozione particolare, sembra sempre che nulla venga lasciato al caso.

    said on 

  • 4

    Un buon testo con una chiara vocazione teatrale, mi piacerebbe avere l' occasione di vederlo dal vivo.
    Nella sua semplicità riesce a toccare temi profondi in maniera originale, con un finale molto ben ...continue

    Un buon testo con una chiara vocazione teatrale, mi piacerebbe avere l' occasione di vederlo dal vivo.
    Nella sua semplicità riesce a toccare temi profondi in maniera originale, con un finale molto ben scritto.

    said on 

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