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Novecento

By Alessandro Baricco

(237)

| Paperback | 9781849430388

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Book Description

A dramatic monologue published in English for the first time.

1844 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'Oceano in poco più di 50 pagine

    Non male. Nonostante io non sia una grande fan di Baricco, ho apprezzato questo suo "romanzo".
    La storia di Novecento è particolare e il viaggio intrapreso assieme a lui durante la lettura è intenso, anche se breve. Gli aneddoti sono interessanti, e ...(continue)

    Non male. Nonostante io non sia una grande fan di Baricco, ho apprezzato questo suo "romanzo".
    La storia di Novecento è particolare e il viaggio intrapreso assieme a lui durante la lettura è intenso, anche se breve. Gli aneddoti sono interessanti, e si raccontano eventi che spesso si sogna possano accadere. Sognare di vivere una vita piena e unica. O semplicemente sperare di incontrare una persona del genere e poter godere della sua compagnia, alimentando la speranza che le cose incredibili possano accadere anche nel mondo reale.

    Poi, io adoro il teatro. Andrei a vedere la piéce in questo istante, se potessi.

    Lo stile in sé non mi ha disturbata come in altri casi, anche se all'inizio, con tutte quelle virgole e con tutti quei punti di sospensione pseudo-poetici, mi ha fatto già storcere il naso. Non una fan della scrittura di Baricco, non una fan. Sarà che la storia era così breve e concisa che non ha trovato molte occasioni per infilare nel testo tutte le sue sbrodolate e allungare il brodo.

    Però penso anche che Baricco abbia avuto una pensata furbetta, decidendo di guadagnare su un testo che pure lui ammette di non saper ben classificare.
    "Però è una roba scritta, quindi sarà pur pubblicabile. È un po' breve e ci sono dei punti in cui non si capisce molto cosa voglio dire, ma si può sistemare tutto con un carattere di dimensioni maggiori e degli slash alla fine delle frasi, così sembrerà che abbia voluto inserire delle poesie/canzoni".
    Il tutto alla modica cifra di cinque euro.
    Non è poi molto, ma provate a pensare che ogni persona che ha recensito questo libro l'ha effettivamente comprato (più di millecinquecento) e moltiplicate per cinque.
    Fatto?
    Ecco.
    E pensate che qui su Anobii ci bazzica davvero poca gente, in confronto al numero reale dei lettori.
    Testi del genere dovrebbero essere resi disponibili in file, gratuiti.

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    Cocca93 said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sublime

    Semplicemente un gioiello della letteratura italiana. Al di là della storia che ho trovato bellissima, la cosa straordinaria è la prosa di Baricco. Scorrevole, poetica, elaborata, mai forzata. Tutto nello stesso tempo. Se Novecento emozionava con le ...(continue)

    Semplicemente un gioiello della letteratura italiana. Al di là della storia che ho trovato bellissima, la cosa straordinaria è la prosa di Baricco. Scorrevole, poetica, elaborata, mai forzata. Tutto nello stesso tempo. Se Novecento emozionava con le note, Baricco lo fa con le parole. Un lavoro eccezionale che consiglio a tutti di leggere.

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    Giulia Abruzzese said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Meno di un'ora per leggerlo...così poco per salire su una nave con la fantasia e navigare al fianco del "miglior pianista del mondo".
    Fantastica la descrizione del duello con Jelly Roy Morton. Poche pagine che sembrano durare un'eternità.
    Da leggere ...(continue)

    Meno di un'ora per leggerlo...così poco per salire su una nave con la fantasia e navigare al fianco del "miglior pianista del mondo".
    Fantastica la descrizione del duello con Jelly Roy Morton. Poche pagine che sembrano durare un'eternità.
    Da leggere assolutamente.

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    Andrea Mangano said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non credo che ci sia un nome per testi del genere, afferma lo stesso Baricco nell'introduzione al romanzo, io invece
    sostengo che un nome ci sia per questo romanzo: un capolavoro, un gioiello della letteratura italiana.
    Ti strugge l'anima e ti cul ...(continue)

    Non credo che ci sia un nome per testi del genere, afferma lo stesso Baricco nell'introduzione al romanzo, io invece
    sostengo che un nome ci sia per questo romanzo: un capolavoro, un gioiello della letteratura italiana.
    Ti strugge l'anima e ti culla con la musica di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista che abbia mai suonato fra le onde dell'Oceano.
    E Novecento, lo era davvero, il più grande:; era qualcosa di diverso: la sua musica era limpida, magica ed inspiegabile.
    Non era una di quelle persone di cui ti chiedi chissà se è felice quello.
    Lui era Novecento, e basta. Non ti veniva da pensare che c'entrasse qualcosa con la felicità, o col dolore. Sembrava al di là di tutto, sembrava intoccabile. Lui e la sua musica: il resto, non contava.
    Aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice.
    Quando suonava il pianoforte vedeva negli occhi della gente quello che avrebbero visto in futuro, non quello che avevano visto in passato.
    Viaggiava, sapeva ascoltare e sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia. Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita, catalogava, sistemava, ordinava, mentre le dita gli scivolavano sui tasti, accarezzando le curve di un ragtime.
    Non c'era mai sceso, da quella nave, eppure, era come se le avesse viste, tutte quelle cose: negli occhi di qualcuno, nelle parole di qualcuno, Novecento, quell'aria, l'aveva respirata davvero. A modo suo: ma davvero. Il mondo, magari, non l'aveva visto mai. Ma il mondo passava su quella nave e lui su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima.
    I desideri gli stavano strappando l'anima. Poteva viverli, ma non ci era riuscito.
    Allora li aveva incantati, lasciandoli, a uno a uno dietro di lui, disarmando la felicità.
    Suonava la sua felicità su una tastiera che non era infinita. Aveva imparato così. La terra, quella era una nave troppo grande per lui. Era un viaggio troppo lungo. Era una donna troppo bella. Era un profumo troppo forte. Era una musica che non sapeva suonare.
    Lui non sarebbe sceso dalla sua nave, non sarebbe tornato indietro.
    Avrebbe continuato a danzare con l'Oceano, e noi con lui, ballerini pazzi, e perfetti, stretti in un torbido valzer, sul dorato parquet della notte.

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    Cri1967 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Di solito il libro è sempre meglio del film. Questa volta è stato per me il contrario. Sarà che non mi piace Baricco, sarà che Tornatore è un regista coi fiocchi, sarà la musica di Morricone ma credo che per una volta l'arte cinematografica abbia sup ...(continue)

    Di solito il libro è sempre meglio del film. Questa volta è stato per me il contrario. Sarà che non mi piace Baricco, sarà che Tornatore è un regista coi fiocchi, sarà la musica di Morricone ma credo che per una volta l'arte cinematografica abbia superato la parola scritta, arricchendola pur rimanendone fedele.

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    Rossella said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Niente colpo di fulmine per me...

    Lo dico così. Schiettamente, senza mezze misure e senza troppo girarci attorno: nonostante la media voti altissima e le opinioni stra-entusiaste di quasi tutti coloro che l'hanno letto a me questo libro non è piaciuto.
    "Novecento" non rappresenta ass ...(continue)

    Lo dico così. Schiettamente, senza mezze misure e senza troppo girarci attorno: nonostante la media voti altissima e le opinioni stra-entusiaste di quasi tutti coloro che l'hanno letto a me questo libro non è piaciuto.
    "Novecento" non rappresenta assolutamente ciò che io ho in mente quando penso ad un libro, ovvero una storia che mi riesca ad appassionare e che mi trasmetta emozioni. D'accordo che le pagine sono poche, appena 62, ma proprio per questo immaginavo un racconto sfavillante da colpo di fulmine, proprio come mi capitò leggendo "Il ballo" di Irene Némirovsky, che con solo un centinaio di pagine scritte pure con caratteri grandi è riuscito a incantarmi all'istante e ad entrare stabilmente nella cerchia dei miei libri preferiti. "Novecento" invece narra di una storia carina... ok, originale... ok, ma a parte questo l'ho letto nella più totale indifferenza. Poi diciamo anche che lo stile di scrittura di Baricco non aiuta, dato che è scritto come un pezzo teatrale con annesse descrizioni della scenografia e di ciò che accade in sala durante la recita, ad esempio: "Parte in audio una musica per pianoforte, abbastanza semplice, lenta e seducente" (c'è da specificare che questo testo è nato principalmente come pezzo teatrale, ma io ho ugualmente da ridire perché speravo che nel riadattamento al libro quelle parti fossero state limate, le ho trovate totalmente inutili e irritanti) e in alcuni punti l'autore cerca anche di fare delle battute di "ironia" (per quanto mi riguarda patetiche) che hanno rafforzato ancora di più il fastidio durante la lettura. Per fortuna che il libro è durato poco, almeno ho avuto la consolazione di poter presto tornare a leggere libri "veri".
    Ci tengo comunque a specificare che non è il primo di Baricco che leggo, conosco il suo stile, lo so che lui tende a scrivere in maniera creativa, il mio giudizio non nasce quindi dall'inconsapevolezza e dal ritrovarmi davanti un prodotto "diverso" dai soliti stereotipi, amo l'originalità, ma con questo libro semplicemente non è scattata la MAGIA.

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    eccentrika said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

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