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Novecento

Pianiste

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Editeur: Gallimard

4.3
(17635)

Language:Français | Number of pages: 87 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Chi traditional , German , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Hungarian , Japanese , Portuguese , Romanian , Polish , Dutch , English , Chi simplified

Isbn-10: 2070419878 | Isbn-13: 9782070419876 | Publish date: 

Translator: Françoise Brun

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , Music , Travel

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Description du livre
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  • 5

    Novecento

    letto in un giorno, che dire....stupendo! Ho scoperto da poco fosse scritto in forma di monologo, credevo fosse un romanzo..e allora la curiosità mi ha portato a leggerlo :) frasi molto belle e poi è ...continuer

    letto in un giorno, che dire....stupendo! Ho scoperto da poco fosse scritto in forma di monologo, credevo fosse un romanzo..e allora la curiosità mi ha portato a leggerlo :) frasi molto belle e poi è molto molto simile al film!! Non sapevo però che avessero fatto anche una specie di opera teatrale, mi piacerebbe guardarla!!!

    dit le 

  • 5

    Recensione scritta da una persona cui Baricco, in genere, non piace.

    Sono partita molto prevenuta nel leggerlo, dopo aver praticamente adorato il film mi aspettavo un raccontino da 4 soldi migliorato del 200% dal regista (come succede spesso) mi sono invece piacevolmen ...continuer

    Sono partita molto prevenuta nel leggerlo, dopo aver praticamente adorato il film mi aspettavo un raccontino da 4 soldi migliorato del 200% dal regista (come succede spesso) mi sono invece piacevolmente ricreduta, trovo che questo monologo nella sua brevità sappia dire molto di più di un qualunque altro libro da 300 pagine, stranamente non mi è dispiaciuto neanche il solito linguaggio di Baricco, quello che negli altri libri proprio non ho sopportato, qui calza tutto a pennello, le battute, i personaggi, le vicende. Tutto rimane sospeso in una fine ovattata e sognante.

    dit le 

  • 5

    Un romanzo breve anzi brevissimo. Solo 62 pagine per un testo scritto inizialmente per il teatro. L'assurda storia di un uomo con un nome altrettanto assurdo (Danny Goodman T.D. Lemon Novecento) nato ...continuer

    Un romanzo breve anzi brevissimo. Solo 62 pagine per un testo scritto inizialmente per il teatro. L'assurda storia di un uomo con un nome altrettanto assurdo (Danny Goodman T.D. Lemon Novecento) nato su un transatlantico dal quale non ha mai provato a scendere, che comunica col resto del mondo attraverso la musica del suo pianoforte.
    E' un romanzo pieno di significato, di interrogativi, scritto con stile, per niente melenso o banale, di un Baricco parecchio lontano da quello degli ultimi anni. Straconsigliato.

    dit le 

  • 4

    Baricco inventa storie eccezionali. Non sono solo personaggi, o trame da film; c'è molto di più. E come dice la voce narrante, non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno ...continuer

    Baricco inventa storie eccezionali. Non sono solo personaggi, o trame da film; c'è molto di più. E come dice la voce narrante, non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.
    Come questa perla, piccola storia nella storia: ...gliel'aveva detto uno che si chiamava Baster, Lynn Baster. Un contadino. Uno di queli che vivono quarant'anni lavorando come muli e tutto quel che hanno visto è il loro campo e, una o due volte, la città grande, qualche miglio più in là, il giorno della fiera. Solo che poi a lui la siccità aveva portato via tutto, la moglie se n'era andata con un predicatore di non so cosa, e i figli se li era portati via la febbre, tutt'e due. Uno con la buona stella, insomma. Così un giorno aveva preso le sue cose, e aveva fatto tutta l'Inghilterra a piedi per arrivare a Londra. Dato però che non se ne intendeva un granché, di strade, invece che arrivare a Londra era finito in un paesino da nulla, dove però se continuavi sulla strada, facevi due curve e giravi dietro a una collina, alla fine d'improvviso vedevi il mare. Non l'aveva mai visto prima, lui. Ne era rimasto fulminato. L'aveva salvato, a voler credere a quello che diceva. Diceva: "è come un urlo gigantesco che grida e grida, e quello che grida è: 'banda di cornuti, la vita è una cosa immensa, lo volete capire o no? Immensa' "

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  • 3

    Piacevole (molto più bello il film, però) ...eppure non è riuscito a togliermi il pregiudizio che ho su Baricco: uno che, approfittandosi forse del diffuso analfabetismo culturale, sembra usare le par ...continuer

    Piacevole (molto più bello il film, però) ...eppure non è riuscito a togliermi il pregiudizio che ho su Baricco: uno che, approfittandosi forse del diffuso analfabetismo culturale, sembra usare le parole e l'arte con grossolana furbizia. Molti, considerando "Novecento" un piccolo gioiello, secondo me lo sopravvalutano: per me è semplicemente ammiccante... tutto qua

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  • 4

    Al di là delle tante riduzioni teatrali (personalmente ne ricordo una stupenda con Foà) il testo ha in sé una sua forza linguistica e sentimentale ma è un libro che si legge tutto d'un fiato. E non so ...continuer

    Al di là delle tante riduzioni teatrali (personalmente ne ricordo una stupenda con Foà) il testo ha in sé una sua forza linguistica e sentimentale ma è un libro che si legge tutto d'un fiato. E non solo perché è corto. La storia del piccolo Denis Goodman TD Lemon 900 ti cattura mescolando stili, generi e sentimenti. Perfino il film di Tornatore è bello

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  • 5

    Nelle parole di Baricco c’è sempre poesia, c’è magia, parole che si assaporano una dopo l’altra, e in Novecento forse c’è qualcosa di più: c'è melodia.. si, perché Novecento è il più grande pianista c ...continuer

    Nelle parole di Baricco c’è sempre poesia, c’è magia, parole che si assaporano una dopo l’altra, e in Novecento forse c’è qualcosa di più: c'è melodia.. si, perché Novecento è il più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano…
    Novecento è un racconto breve, ma che sa di infinito, come è infinita la terra ferma agli occhi di “Novecento”.
    Lui è nato sull’oceano, è sempre vissuto sull’oceano senza mai mettere piede sulla terra, e la paura di non saper viverla lo paralizza, la paura spesso tarpa le ali, ci fa perdere delle occasioni importanti col rischio di essere più spettatore che protagonista della nostra vita stessa..
    Ma i nostri desideri, i nostri sogni dove sono andati a finire? Li abbiamo forse “incantati” come ha fatto Novecento?
    "..Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. […] I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me."
    Una piccola fiaba triste che si legge in un battito d’ali di farfalla trattenendo il fiato per quanto è intenso, toccante, profondo, per quanto fa riflettere ed emozionare..
    Ho chiuso le pagine di questo libro e ho immaginato di appoggiare le mie dita su quegli 88 tasti bianchi e neri, e ho sentito il profumo del mare.. e ho cominciato a sognare…

    scritto il 20 dic 2009

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