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Novecento

Die Legende vom Ozeanpianisten

By

Verleger: Piper

4.3
(17591)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 82 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Chi traditional , French , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Hungarian , Japanese , Portuguese , Romanian , Polish , Dutch , English , Chi simplified

Isbn-10: 3492230857 | Isbn-13: 9783492230858 | Publish date:  | Edition 5

Auch verfügbar als: Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , Music , Travel

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Baricco inventa storie eccezionali. Non sono solo personaggi, o trame da film; c'è molto di più. E come dice la voce narrante, non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.
    Come questa perla, piccola storia nella storia: ...gliel'avev ...weiter

    Baricco inventa storie eccezionali. Non sono solo personaggi, o trame da film; c'è molto di più. E come dice la voce narrante, non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.
    Come questa perla, piccola storia nella storia: ...gliel'aveva detto uno che si chiamava Baster, Lynn Baster. Un contadino. Uno di queli che vivono quarant'anni lavorando come muli e tutto quel che hanno visto è il loro campo e, una o due volte, la città grande, qualche miglio più in là, il giorno della fiera. Solo che poi a lui la siccità aveva portato via tutto, la moglie se n'era andata con un predicatore di non so cosa, e i figli se li era portati via la febbre, tutt'e due. Uno con la buona stella, insomma. Così un giorno aveva preso le sue cose, e aveva fatto tutta l'Inghilterra a piedi per arrivare a Londra. Dato però che non se ne intendeva un granché, di strade, invece che arrivare a Londra era finito in un paesino da nulla, dove però se continuavi sulla strada, facevi due curve e giravi dietro a una collina, alla fine d'improvviso vedevi il mare. Non l'aveva mai visto prima, lui. Ne era rimasto fulminato. L'aveva salvato, a voler credere a quello che diceva. Diceva: "è come un urlo gigantesco che grida e grida, e quello che grida è: 'banda di cornuti, la vita è una cosa immensa, lo volete capire o no? Immensa' "

    gesagt am 

  • 3

    Piacevole (molto più bello il film, però) ...eppure non è riuscito a togliermi il pregiudizio che ho su Baricco: uno che, approfittandosi forse del diffuso analfabetismo culturale, sembra usare le parole e l'arte con grossolana furbizia. Molti, considerando "Novecento" un piccolo gioiello, second ...weiter

    Piacevole (molto più bello il film, però) ...eppure non è riuscito a togliermi il pregiudizio che ho su Baricco: uno che, approfittandosi forse del diffuso analfabetismo culturale, sembra usare le parole e l'arte con grossolana furbizia. Molti, considerando "Novecento" un piccolo gioiello, secondo me lo sopravvalutano: per me è semplicemente ammiccante... tutto qua

    gesagt am 

  • 4

    Al di là delle tante riduzioni teatrali (personalmente ne ricordo una stupenda con Foà) il testo ha in sé una sua forza linguistica e sentimentale ma è un libro che si legge tutto d'un fiato. E non solo perché è corto. La storia del piccolo Denis Goodman TD Lemon 900 ti cattura mescolando stili, ...weiter

    Al di là delle tante riduzioni teatrali (personalmente ne ricordo una stupenda con Foà) il testo ha in sé una sua forza linguistica e sentimentale ma è un libro che si legge tutto d'un fiato. E non solo perché è corto. La storia del piccolo Denis Goodman TD Lemon 900 ti cattura mescolando stili, generi e sentimenti. Perfino il film di Tornatore è bello

    gesagt am 

  • 5

    Nelle parole di Baricco c’è sempre poesia, c’è magia, parole che si assaporano una dopo l’altra, e in Novecento forse c’è qualcosa di più: c'è melodia.. si, perché Novecento è il più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano…
    Novecento è un racconto breve, ma che sa di infinito, com ...weiter

    Nelle parole di Baricco c’è sempre poesia, c’è magia, parole che si assaporano una dopo l’altra, e in Novecento forse c’è qualcosa di più: c'è melodia.. si, perché Novecento è il più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano…
    Novecento è un racconto breve, ma che sa di infinito, come è infinita la terra ferma agli occhi di “Novecento”.
    Lui è nato sull’oceano, è sempre vissuto sull’oceano senza mai mettere piede sulla terra, e la paura di non saper viverla lo paralizza, la paura spesso tarpa le ali, ci fa perdere delle occasioni importanti col rischio di essere più spettatore che protagonista della nostra vita stessa..
    Ma i nostri desideri, i nostri sogni dove sono andati a finire? Li abbiamo forse “incantati” come ha fatto Novecento?
    "..Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. […] I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me."
    Una piccola fiaba triste che si legge in un battito d’ali di farfalla trattenendo il fiato per quanto è intenso, toccante, profondo, per quanto fa riflettere ed emozionare..
    Ho chiuso le pagine di questo libro e ho immaginato di appoggiare le mie dita su quegli 88 tasti bianchi e neri, e ho sentito il profumo del mare.. e ho cominciato a sognare…

    scritto il 20 dic 2009

    gesagt am 

  • 5

    Spettacolare

    Un monologo eccezionale, nessun difetto, tutto si segue in modo geniale. L'ho amato dalla prima all'ultima parola. Colpi di scena e personaggi meravigliosi. Consigliatissimo!

    gesagt am 

  • 0

    "In questo era un genio, niente da dire. Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia ..."

    gesagt am 

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