Novecento

Un monologo

Di

Editore: Feltrinelli

4.3
(18182)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo , Svedese , Catalano , Ungherese , Giapponese , Portoghese , Rumeno , Polacco , Olandese , Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8858800885 | Isbn-13: 9788858800881 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , CD audio , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Musica , Viaggi

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Descrizione del libro
Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. In forma di monologo, il primo testo teatrale di Alessandro Baricco.
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  • 4

    Bello

    Da questo libro è stato tratto il mio film preferito!
    Ho aspettato tanto prima di leggerlo credendo non fosse all'altezza ed invece ci ho ritrovato le stesse emozioni!

    http://unlibronelcassetto.blogsp ...continua

    Da questo libro è stato tratto il mio film preferito!
    Ho aspettato tanto prima di leggerlo credendo non fosse all'altezza ed invece ci ho ritrovato le stesse emozioni!

    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/04/da-la-leggenda-del-pianista-sulloceano.html

    ha scritto il 

  • 4

    La rotta della vita

    Questo monologo che ha ispirato un bellissimo film narra la storia di un pianista unico di una musica unica che affascinò migliaia di viaggiatori del piroscafo Virginian che faceva la spola tra Europa ...continua

    Questo monologo che ha ispirato un bellissimo film narra la storia di un pianista unico di una musica unica che affascinò migliaia di viaggiatori del piroscafo Virginian che faceva la spola tra Europa e America.
    Novecento, questo il suo nome, trovatello "adottato" da un membro dell'equipaggio, ha un talento straordinario che decide di confinare a bordo della nave.
    Perché non è mai sceso? Perché ha trascorso la sua esistenza tra cabine e ponti?
    "Il mondo,magari, non l'aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave:ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima."
    "Io che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio...I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati....Ho disarmato l'infelicità.
    Realtà parallela? Irrealtà? Forse vita anche questa...ognuno sceglie la rotta da seguire...

    ha scritto il 

  • 3

    Ho la strana sensazione che questo libricino una volta mi sarebbe piaciuto....

    ...in verità non mi è neanche dispiaciuto.
    Vediamo di spiegare meglio:
    -innanzitutto è un testo teatrale con tutti i relativi pregi/difetti; io poi non reggo neanche la voce fuori campo nei film figur ...continua

    ...in verità non mi è neanche dispiaciuto.
    Vediamo di spiegare meglio:
    -innanzitutto è un testo teatrale con tutti i relativi pregi/difetti; io poi non reggo neanche la voce fuori campo nei film figuriamoci il deus ex machina che mi spiega che ora parte una musica bellissimissima o che in questo punto le luci si abbassano.
    Ok...ho capito che nasce come un testo teatrale ma Alessà metterci mano per farlo diventare non dico un romanzo ma un racconto fatto e finito ti pareva brutto, vero?
    - lo stile della scrittura in sè è sicuramente il suo punto di forza. Molto semplice e diretto (chissà perché mi immaginavo diversamente), in grado di avvolgerti in alcuni punti e capace di strapparti anche qualche risata.
    Baricco il suo mestiere lo sa fare bene niente da dire.
    - il personaggio di Novecento ha tutte le carte in regola per piacermi e inizialmente la simpatia/empatia è stata fulminante (non fosse altro per il fatto che sfancula chiunque e la qualsiasi cosa)...poi nel corso della lettura mi ha alquanto irritato questa sua "passività", questo vivere la vita attraverso la vita degli altri, questa mancanza di iniziativa.
    Pensavo...se il tipo invece di nascere sul Virginian nasceva che ne so su un traghetto della Tirrenia, a quest'ora si chiamerebbe Ciro Esposito Limoni di Surriento Azienda Agricola F.lli Scognamiglio Noveciento. ;D
    -nel finale (il tanto temuto) "squarcio di lirismo" non mi ha convinto.
    Comunque, tornando al titolo di questa recensione, direi che con l'età sono diventato troppo esigente. Forse. ;)

    ha scritto il 

  • 2

    “Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. Così, diceva: quello che vedranno.”

    Bariccuccio mio. Io sto ancora cercando di inquadrarti, ma non ci sono riesco, non riesco a capire se tu sia un furbo affabulatore alla Paulo Coelho o uno dei più grandi poeti del nostro secolo. Una c ...continua

    Bariccuccio mio. Io sto ancora cercando di inquadrarti, ma non ci sono riesco, non riesco a capire se tu sia un furbo affabulatore alla Paulo Coelho o uno dei più grandi poeti del nostro secolo. Una cosa in comune però l’abbiamo, amiamo molto il mare.
    E’ un’altra storia questa che ha in un certo senso protagonista il mare. Tutto ha inizio quando un uomo di colore, Danny Boodman, trova sul transatlantico Viriginian un neonato abbandonato a cui darà nome Novecento.
    L’uomo farà da papà al bimbo fino all’età di otto anni, quando morirà a causa di una ferita riportata durante una tempesta.
    Il piccolo scompare misteriosamente dopo la morte del suo papà adottivo, salvo poi ricomparire dopo tanti anni come abile suonatore di pianoforte.
    L’incontro con un giovane trombettista sarà l’inizio per lui di una lunga amicizia e l’inizio di questo monologo dove il giovane ci racconta chi sia in realtà Novecento, la sua passione per la musica, il suo vivere la sua intera esistenza senza mai abbandonare la nave come un prode capitano(e in un certo senso rinunciando così a vivere la propria esistenza), tutti i viaggi da lui compiuti e le persone incontrate a bordo.
    Come è già stato scritto questo libro, essendo un monologo teatrale, perde il suo effetto messo “su carta”, non riesce a emozionare(ovviamente il mio è un parere personale), lascia un senso di incompleto, di vuoto e soprattutto trovo che manchi di una narrazione vera e propria, così come manca di un approfondimento dei personaggi, trattati in modo per me troppo superficiale.
    Come ripeto questo mio giudizio non del tutto positivo è dovuto al fatto che non riesco ancora a farmi un’idea precisa su Baricco, a volte riesce a sorprendermi come accaduto con “Oceanomare”, ma altre volte mi da l’impressione di essere un tipo che riesce a raggirare la massa con le sue parole a effetto.
    A questo punto sono curiosa di vedere la versione cinematografica che ne ha fatto il grandissimo Tornatore.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrivere una recensione su questo libro mi risulta praticamente impossibile. E' impossibile descrivere quanto è bello e quante emozioni mi ha trasmesso in neanche 50 pagine di monologo. Ogni riga, ogn ...continua

    Scrivere una recensione su questo libro mi risulta praticamente impossibile. E' impossibile descrivere quanto è bello e quante emozioni mi ha trasmesso in neanche 50 pagine di monologo. Ogni riga, ogni pensiero, ogni nome, ogni parola ed ogni virgola esprimono emozione. Lo leggo e lo rileggo in continuazione e quando devo fare un regalo a qualche persona importante lo dono sempre. Lo consiglio a chiunque, anche gli alieni.

    ha scritto il 

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