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Novelle

Di

Editore: Giangiacomo Feltrinelli

3.9
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8807821818 | Isbn-13: 9788807821813 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In questo volume sono raccolti alcuni dei più famosi e bei racconti di Schnitzler: Fiori, La moglie del saggio, Geronimo il cieco e suo fratello, Il sottotenente Gustl, L’estranea, La danzatrice greca, Il destino del barone von Leisebogh, La canzone nuova, La predizione, La morte dello scapolo, Il diario di Redegonda.

Se un denominatore comune hanno queste novelle, è l’atmosfera diffusa e il senso invincibile d’insicurezza dentro cui, volenti o nolenti, si muovono i personaggi. Le tecniche di scrittura sono diverse, e non c’è predominanza dell’una o dell’altra in un dato periodo creativo dell’autore: il quale probabilmente nella scelta si lasciava guidare dal soggetto della novella. Ciò spiega come mai, in un arco di tempo di poco più di due anni (1900-1902), compaiano l’una accanto all’altra la narrazione tradizionale (Geronimo il cieco) quella in discorso indiretto libero (L’estranea), quella in prima persona (La danzatrice greca) e il monologo interiore (Il sottotenente Gustl). La novella di Schnitzler ha uno svolgimento rapido e lineare, va dritta al suo punto culminante senza distrarsi in episodi o personaggi marginali; benché lo scioglimento sia spesso anticipato in apertura, la tensione non ne è diminuita perché il racconto si concentra tutto sulla dinamica che deve portare al punto preannunciato; inoltre nel corso della narrazione nuovi elementi vengono ad aggiungersi al quadro e pian piano lo alterano: non si tratta della preparazione di veri e propri colpi di scena, ma di correzioni visive, di precisazioni di dettagli, mediante le quali cresce la tensione che poi, in chiusura, precipita di colpo… Queste novità inaspettate (cui il genere novella deve del resto il nome) sono il prodotto di un graduale spostamento dell’asse del racconto, per effetto di cui quello che pareva l’evento centrale si trae indietro spingendo in piena luce un altro evento o un altro aspetto dello stesso evento; il senso di ambiguità e di sconcerto, tipico della narrativa di Schnitzler, ne risulta ulteriormente accresciuto.”
(dall’Introduzione di Cesare De Marchi)

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  • 5

    Voi tutti sapete per la mia predilezione per i libri che io scherzosamente chiamo "muffosi", forse perche' il mondo (e l'umanita' che lo abita) mi piacciono sempre meno :D, ed ho un debole per gli scrittori Mitteleuropei.
    Quindi quando ho cominciato queste Novelle di Arthur Schnitzler, scri ...continua

    Voi tutti sapete per la mia predilezione per i libri che io scherzosamente chiamo "muffosi", forse perche' il mondo (e l'umanita' che lo abita) mi piacciono sempre meno :D, ed ho un debole per gli scrittori Mitteleuropei.
    Quindi quando ho cominciato queste Novelle di Arthur Schnitzler, scrittore austriaco nato nel 1862 e morto nel 1931, pensavo di ritrovare quelle atmosfere di "Finis Austriae" che a me piacciono tanto.
    Non e' stato cosi', o meglio, Schnitzler mi ha stupito in quanto i suoi racconti sono cosi' attuali che ogni personaggio potrebbe, dopo un cambio d'abito, adattarsi perfettamente ai nostri tempi.
    Non leggo mai le prefazioni prima di aver letto il libro, proprio perche' non voglio sapere nulla in anticipo, e quindi non sapevo che il famoso film di Stanley Kubrik "Eyes wide shut", che alcuni indicano come il testamento artistico del grande regista, si basa sulla novella di Schnitzler "Doppio Sogno", ma il racconto che mi ha colpito di piu', e che merita senza dubbio 5 stelle con lode, e' "Il ritorno di Casanova", dove la figura dell'ormai maturo seduttore veneziano e' cosi' struggente e maliconica che mi ha emozionato.
    Mi mancano ancora un paio di racconti da leggere per finire il libro, ma devo dire che Schnitzler e' veramente un grande scrittore, capace di toccare ogni corda recondita dell'animo umano (non per niente era un medico e sembra che Freud lo considerasse un suo "doppio" letterario).
    Assolutamente da consigliare.

    ha scritto il 

  • 4

    "...non esiste sicurezza..."

    "Vi è stato un istante, in cui ho avvertito che non esistono nè gioie nè sofferenze - no, ci sono soltanto smorfie di piacere e di cordoglio; ridiamo e piangiamo e invitiamo la nostra mente ad unirvisi."


    A questo istante, in ogni novella, Schnitzler accompagna il lettore, anzi, lo trascina ...continua

    "Vi è stato un istante, in cui ho avvertito che non esistono nè gioie nè sofferenze - no, ci sono soltanto smorfie di piacere e di cordoglio; ridiamo e piangiamo e invitiamo la nostra mente ad unirvisi."

    A questo istante, in ogni novella, Schnitzler accompagna il lettore, anzi, lo trascina, anche con una certa fretta. Fornisce gli elementi indispensabili alla comprensione della situazione in cui si sta inoltrando, ma lo fa come per soddisfare ad un obbligo, come se non potesse farne a meno. Ogni volta che leggo Schnitler ho questa sensazione. Perchè la premessa è necessaria per giungere al dunque, "all'anima delle cose", a quella oscurità densa di echi, di ricordi, di premonizioni o fraintendimenti, rimorsi o beffe del destino dove lo stesso stile dell'autore sembra distendersi, sostare, dove tutta la sua straordinaria abilità di narratore si illumina. Solo qui ogni singola parola sembra veramente pensata e calibrata, ogni particolare descrittivo lascia echi necessari alla costruzione delle sue atmosfere inconfondibili. Forse perchè all'anima delle cose si giunge attraversando un sogno, oppure, trattandosi di Schnitzler, un "doppio sogno".

    ha scritto il 

  • 5

    Più cinque che quattro; cinque pienissime a "La moglie del saggio", "La danzatrice greca", "Il sottotenente Gustl" e "Geronimo e il cieco".
    Tutto sommato, cinque stelle: per la prosa affilata e il disincanto. E per l'aria finis Austriae.

    ha scritto il 

  • 4

    9 novelle freudiane

    9 piccoli racconti, novelle per l'esatezza, con tutto l'intrigante mondo della psicanalisi a fare da collante.
    Schnitzler non raggiunge certo quello che ha raggiunto in Doppio Sogno (a mio avviso) però c'è dentro tutto quello che serve affinchè la lettura sia piacevole e faccia anche riflet ...continua

    9 piccoli racconti, novelle per l'esatezza, con tutto l'intrigante mondo della psicanalisi a fare da collante.
    Schnitzler non raggiunge certo quello che ha raggiunto in Doppio Sogno (a mio avviso) però c'è dentro tutto quello che serve affinchè la lettura sia piacevole e faccia anche riflettere.

    ha scritto il 

  • 2

    Ottocento e Novecento: viva gli anziani - 06 aprile 08

    Mi sa, mi sa che non lo avevo mai realmente letto. Credo di ricordare qualcosa in gioventù sul “Doppio sogno”, ma sfuma nella nebbia. Allora, affrontiamo questo bagno dell’Austria a cavallo del secolo scorso, con questi suoi personaggi che vanno correndo verso un mondo che non capiranno e che li ...continua

    Mi sa, mi sa che non lo avevo mai realmente letto. Credo di ricordare qualcosa in gioventù sul “Doppio sogno”, ma sfuma nella nebbia. Allora, affrontiamo questo bagno dell’Austria a cavallo del secolo scorso, con questi suoi personaggi che vanno correndo verso un mondo che non capiranno e che li travolgere. Una serie di racconti che ho letto volentieri, anche per uno come me che non sempre ci si ritrova. Gustando il variare della scrittura: la prima persona, la terza, il flusso di pensieri. Alcune prove sono dignitose. Altre le ho trovate sublimi: “Il sottotenente Gustl” mi ha preso con la sua tronfia ignoranza ed “Il destino del barone” mi ha travolto di risate per quel finale insospettato, anche se non è un testo comico. Anche il “diario di Redegonda” ha il suo fascino, forse tagliando le ultime due pagine. Dopo la domanda: e lei lo ha colpito? E la risposta: No, ma la sua pallottola mi ha preso in pieno petto e mi ha ucciso, avrei salutato tutti e chiuso il libro. La scrittura ha uno svolgimento rapido e lineare, va dritta al suo punto culminante senza distrarsi in episodi o personaggi marginali; benché lo scioglimento sia spesso anticipato in apertura, la tensione non ne è diminuita perché il racconto si concentra tutto sulla dinamica che deve portare al punto preannunciato. Non sono certo io a dover parlare del grande austriaco. Ma sono contento di averlo letto ora, apprezzandolo meglio di quanto avrei fatto decenni addietro. Forse le mie bioenergetiche frequentazioni mi hanno aiutato.
    “ci si può riconciliare senza perdonare e si può perdonare senza dimenticare”

    ha scritto il 

  • 5

    Psicanalista o grande scrittore?

    La domanda che mi pongo quando leggo Schnitzler è: ma senza Kubrik questo sarebbe considerato allo stesso modo dalle grandi case editrici? Io mi auguro di sì, perché mi sarebbe dispiaciuto davvero non leggere le sue opere (anche se, pensandoci bene, non conoscendolo non avrei avuto modo di dispia ...continua

    La domanda che mi pongo quando leggo Schnitzler è: ma senza Kubrik questo sarebbe considerato allo stesso modo dalle grandi case editrici? Io mi auguro di sì, perché mi sarebbe dispiaciuto davvero non leggere le sue opere (anche se, pensandoci bene, non conoscendolo non avrei avuto modo di dispiacermi).
    Questi racconti brevi sono una vera chicca. Magari partono un po’ lenti, la prima pagina può sembrare banale, ma ci vuole poco perché arrivino al dunque, obbligando gli occhi dello scrittore a rimanere incollati al testo. Pare che Schnitzler si sia interessato di psicoanalisi. Forse è per questo che conosce così bene i pensieri della gente, o forse (come credo io), la questione è semplicemente un discorso di doti innate: Schnitzler è stato un grandissimo scrittore, ed i grandissimi scrittori conoscono le persone meglio di chiunque altro.

    ha scritto il