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Novelle stralunate dopo Boccaccio

Di

4.1
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8874624271 | Isbn-13: 9788874624270 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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    [cava e cela]

    La Quodlibet non passa proprio più inosservata: i primi 26 titoli della collana "Compagnia Extra" portano l'impronta di un gruppetto di 4-5, la cui

    fisionomia è ormai talmente riconoscibile che forse va troppo stretta ad alcuni.
    Queste novelle sono la traduzione in italiano moderno ...continua

    La Quodlibet non passa proprio più inosservata: i primi 26 titoli della collana "Compagnia Extra" portano l'impronta di un gruppetto di 4-5, la cui

    fisionomia è ormai talmente riconoscibile che forse va troppo stretta ad alcuni.
    Queste novelle sono la traduzione in italiano moderno di testi, dicono i curatori, poco accessibili nella forma originale: l'hanno presentato stamane Cavazzoni e Levrini a Reggio e c'è stata anche una inserzione dal pubblico non da poco. Sull'inserzione diremo dopo. Ecco come è andata: Levrini ha introdotto (parlando di cultura/vita il parlato ecc.) ha letto due testi, poi ha preso la parola Cavazzoni con un intervento tutto incentrato sulla miscredenza (ci sarebbe un filone nella cultura italiana dedito a questa forma di attacco alle istituzioni, al concetto di realtà, che vede la novella, il poema cavalleresco, l'opera buffa e infine gli spaghetti-western tutti partecipi di questa istanza; con buona pace di V. Branca che, citato da Cavazzoni, vede nella novella solo il trionfo della borghesia. A me la cosa della miscredenza non ha convinto). Poi Cavazzoni ha letto un paio di testi e Cavazzoni legge molto bene. Poi dal pubblico è intervenuto Celati e questo uomo elegante e colto ha cercato di correggere il tiro sulla miscredenza (già Levrini aveva voluto parlare piuttosto di scettismo, con disappunto cavazzoniano) allora Celati parla di stoicismo e poi di taoismo, e quindi apre su Fellini e sulla saggezza di Fellini (citando la morte dei clown). Allora Cavazzoni replica e apre una parentesi splendida sullo stoicismo: e parla di Epitteto e di altri aureliani ma ritorna sul suo concetto perché la miscredenza a suo dire non tocca la vita quotidiana mentre lo stoicismo è un'alternativa al cristianesimo (qui sono stato molto bene), riguarda proprio la tua vita, tutta la tua vita. Allora Celati si rialza dal pubblico, prende il microfono e dice un'altra cosa, si siede con loro e approfondisce.
    Cavazzoni prende l'acqua, Celati beve poi anche Cavazzoni beve.
    In chiusura Cavazzoni ha letto una novella sui lebbrosi e tutta la sala ha goduto.

    Io non seguivo incontri così da anni, che mi paiono secoli.

    ________

    ha scritto il 

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