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Nudités

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4.1
(39)

Language:Français | Number of pages: 191 | Format: idBinding_ | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Spanish

Isbn-10: 2743619945 | Isbn-13: 9782743619947 | Publish date: 

Category: Non-fiction , Philosophy , Social Science

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Description du livre
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  • 4

    Bello ed interessante. Secondo me è uno testi più adatti per approcciarsi ad Agamben. Centro della riflessione è naturalmente il corpo e la sua nudità. Vengono trattati tutti i temi più cari ad Agamben con un piglio più leggero rispetto alle opere maggiori. Sembra adatto a quelle belle serate con ...continuer

    Bello ed interessante. Secondo me è uno testi più adatti per approcciarsi ad Agamben. Centro della riflessione è naturalmente il corpo e la sua nudità. Vengono trattati tutti i temi più cari ad Agamben con un piglio più leggero rispetto alle opere maggiori. Sembra adatto a quelle belle serate con pochi amici dove, di fronte ad un buon bicchiere di rosso, si discute di filosofia e si prende come spunto un testo adatto. Mai fatto? Vi siete persi qualcosa. Questo testo potrebbe essere un buon modo di iniziare.

    dit le 

  • 5

    Agamben considera che la nudità non è uno stato, bensì un evento. Nudità è ciò che "appare" a conseguenza dello svelamento, e togliere il velo rivela il momento propizio (kairós) per la conoscenza. Non la conoscenza vera e propria, però, ma la possibilità della conoscenza, perchè la ...continuer

    Agamben considera che la nudità non è uno stato, bensì un evento. Nudità è ciò che "appare" a conseguenza dello svelamento, e togliere il velo rivela il momento propizio (kairós) per la conoscenza. Non la conoscenza vera e propria, però, ma la possibilità della conoscenza, perchè la nudità è come una tabula rasa, dove ogni cosa è latente, pronta per essere messa in luce, e quindi conosciuta.

    dit le 

  • 5

    Tenersi nella giusta relazione con una ignoranza

    "I modi in cui ignoriamo qualcosa sono altrettanto e forse più importanti dei modi in cui lo conosciamo. Vi sono modi del non sapere - sbadataggini, disattenzioni, dimenticanze - che producono goffaggine e bruttura; ma di altri - la svagatezza di un giovinetto, la sprezzatura incantata di un bamb ...continuer

    "I modi in cui ignoriamo qualcosa sono altrettanto e forse più importanti dei modi in cui lo conosciamo. Vi sono modi del non sapere - sbadataggini, disattenzioni, dimenticanze - che producono goffaggine e bruttura; ma di altri - la svagatezza di un giovinetto, la sprezzatura incantata di un bambino - non ci stanchiamo di ammirare la compiutezza. La psicoanalisi chiama rimozione un modo di ignorare che produce spesso effetti nefasti sulla vita di colui che ignora. Al contrario, chiamiamo bella una donna la cui mente sembra felicemente inconsapevole di un segreto di cui il suo corpo è perfettamente al corrente. Vi sono dunque modi riusciti di ignorarsi e la bellezza è uno di questi. E' possibile, anzi, che sia proprio il modo in cui riusciamo a ignorare a definire il rango di ciò che riusciamo a conoscere e che l'articolazione di una zona di non conoscenza sia la condizione - e, insieme, la pietra di paragone - di ogni nostro sapere [...]. Articolare una zona di non conoscenza non significa, infatti, semplicemente non sapere, non si tratta soltanto di una mancanza o di un difetto. Significa, al contrario, tenersi nella giusta relazione con un'ignoranza, lasciare che un'incoscienza guidi e accompagni i nostri gesti, che un mutismo risponda limpidamente per le nostre parole. O, per usare un vocabolario desueto, che ciò che ci è più intimo e nutriente abbia la forma non della scienza e del dogna, ma della grazia e della testimonianza."
    pp. 161-162
    Tutto il breve saggio a:
    http://www.scribd.com/doc/13592979/Lultimo-capitolo-della-storia-del-mondo

    dit le