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Nueve cuentos

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Publisher: Alianza (Buenos Aires, AR)

4.2
(1430)

Language:Español | Number of Pages: 194 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Latvian , Catalan , Portuguese , Japanese , Russian , Galego

Isbn-10: 842063462X | Isbn-13: 9788420634623 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    Ognuno ci prova a modo suo, Salinger lo ha fatto scrivendo

    Con uno stile asciutto e una scrittura calibrata che utilizza i dialoghi come principale propulsore delle storie, JD Salinger, autore entrato nella leggenda per essersi negato al pubblico, lascia in eredità alla famiglia dei lettori (specialmente quella per parte dei Racconti) uno scrigno con den ...continue

    Con uno stile asciutto e una scrittura calibrata che utilizza i dialoghi come principale propulsore delle storie, JD Salinger, autore entrato nella leggenda per essersi negato al pubblico, lascia in eredità alla famiglia dei lettori (specialmente quella per parte dei Racconti) uno scrigno con dentro nove gemme splendenti.

    Croce e delizia di ogni scrittore (più o meno aspirante) di racconti, Nove racconti rappresenta all’un tempo la stella polare e una voragine buia e profondissima. Persi nella selva di verbi, preposizioni, aggettivi e avverbi, infatti, gli scrittori (per tacere degli scribacchini) si rivolgono a i Nove racconti per trovare una via d’uscita ma, ahi loro, molto spesso (quasi sempre … sempre?) finiscono per inciampare in una costruzione e precipitano nel baratro. E cadendo gridano il nome di Salinger, ma Salinger, già da molto prima di chiudersi la porta alle spalle e non volerne più sapere del mondo, era a sua volta precipitato. Cosa si può dire, infatti, di questi Nove racconti - nei quali sistematicamente compaiono dei bambini che ragionano come adulti, e degli adulti che vorrebbero tanto tornare indietro per vedere se, al secondo tentativo, gli riuscirà di evitare l’impatto frontale con quel muro spesso e alto e, soprattutto, duro chiamato vita - se non che, per mezzo di essi, l’autore ha cercato di riacchiappare per la coda l’innocenza? Quell’innocenza allontanatasi con l’avanzare dell’età e definitivamente fuggita per colpa della guerra. L’orrore senza senso - visto, sentito e toccato in prima persona dall’autore - della Seconda Guerra Mondiale è, infatti, il convitato di pietra di praticamente tutti i racconti. Persa ogni altra speranza (se ho capito “Il periodo blu di De Daumier-Smith”, anche nell’arte), non resta che guardare ai bambini e alla loro incrollabile fiducia verso il futuro e gli uomini, per riprendere in mano le proprie vite e sopravvivere, spiritualmente oltre con fisicamente, alle guerre (combattute in trincea o dentro le mura domestiche) che si susseguono senza interruzione di continuità lungo tutta la traiettoria dell’esistenza umana.

    Siccome Salinger tende a non rivelare troppo (eufemismo), i suoi racconti si prestano a molteplici interpretazioni: io ho dato la mia, adesso tocca a voi dare la vostra (s’è capito l’implicito consiglio?)…

    PS: Quali racconti mi sono piaciuti di più? In rigoroso ordine alfabetico: L’Uomo Ghignante, Per Esmé: con amore e squallore e Un giorno ideale per i pesci banana.

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  • 5

    Ciò che mi ha colpito non sono solo la perfezione della struttura di ogni singolo racconto, la prodigiosa capacità di colorare (ad acquerello) le sfumature dei personaggi, degli stati d'animo e delle vertiginose rimozioni di cui queste storie sono, in fondo, composte, ma la freschezza con la qual ...continue

    Ciò che mi ha colpito non sono solo la perfezione della struttura di ogni singolo racconto, la prodigiosa capacità di colorare (ad acquerello) le sfumature dei personaggi, degli stati d'animo e delle vertiginose rimozioni di cui queste storie sono, in fondo, composte, ma la freschezza con la quale viene resa la voce dei bambini e degli adolescenti: non è un adulto che "descrive" o "replica" le espressioni di un bimbo, ma è il bimbo che parla, con parole sue. Posso capire perché l'apparire di questi racconti (appena dopo la Guerra) abbia fatto scalpore e, allo stesso tempo, continui tuttora a rappresentare un modello difficilmente emulabile e ripetutamente emulato.
    Assai ambizioso - e ugualmente naturalissimo e tenero - l'ultimo, "Teddy", mentre "Lo zio Wiggily" rivela già le ispirazioni di Carver, e "L'uomo ghignante" è così commovente che si fa fatica a rileggerlo.

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  • 3

    Hai presente quando ti ritrovi da solo al tavolino di un bar - annoiato, con una decina di minuti da perdere, e il caffè non è nemmeno un granché - e i tuoi pensieri sfumano, lasciando che il cervello si sintonizzi quasi involontariamente sui discorsi altrui?
    Non ti va nemmeno di voltarti e ...continue

    Hai presente quando ti ritrovi da solo al tavolino di un bar - annoiato, con una decina di minuti da perdere, e il caffè non è nemmeno un granché - e i tuoi pensieri sfumano, lasciando che il cervello si sintonizzi quasi involontariamente sui discorsi altrui?
    Non ti va nemmeno di voltarti e scoprire chi siano quelle persone... non le conosci, non t'interessano. Eppure continui ad ascoltare le loro parole, slegate da qualsiasi contesto a te conosciuto.
    Non è la curiosità che ti spinge, quanto la voglia di continuare a sentirle parlare.
    Assaggi per un attimo scampoli di quelle vite, ti fai un'idea di quella gente ricamando automaticamente attorno ai pochi dettagli che hai rosicchiato dal dialogo e riempi gli spazi vuoti con rapide congetture che non ti frega assolutamente di verificare.
    Non sai perché abbiano agito così.
    Non chiedi loro cos'è davvero successo.
    Non ti domandi come andrà a finire.
    Semplicemente, ti accorgi che i dieci minuti sono passati, quindi lasci il bar e torni ai tuoi affari.

    Ecco, leggere questi racconti è stato un po' così.
    Sembra una critica negativa, ma non la è.

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  • 4

    Salinger. Uno dei grandi (auto)reclusi della letteratura mondiale. I suoi archivi ci porteranno nei prossimi anni altri pezzi della sua produzione - perché Salinger pubblicó poco, ma continuó a scrivere. Se ne parla qui.


    Il giovane Holden é diventata un´opera emblema, amata, discussa. Il l ...continue

    Salinger. Uno dei grandi (auto)reclusi della letteratura mondiale. I suoi archivi ci porteranno nei prossimi anni altri pezzi della sua produzione - perché Salinger pubblicó poco, ma continuó a scrivere. Se ne parla qui.

    Il giovane Holden é diventata un´opera emblema, amata, discussa. Il linguaggio fresco e smagato, lo sguardo prepotentemente adolescenziale, giovanilistico, l´affermazione di un´identitá provocatoriamente diversa, una ribellione soffice ma decisa alle convenzioni e rigiditá del mondo adulto.
    Romanzo che nel mio piccolo ritengo davvero importante per stile e influenza, solo leggermente invecchiato nella sua tenuta complessiva, come se lo sguardo del lettore di oggi fosse inevitabilmente ancora piú disinvlolto di quello di qualsiasi Cauldfield a questo mondo.

    I Nove Racconti, ora: importante leggerli perché uno scrittore é tutta la sua produzione, e non solo il libro simbolo. Perfino degli Knack é interessante ascoltare tutto l´Album e non fermarsi a My Sharona.

    Tra queste nove narrazioni ci sono vertici secondo me superiori al Giovane Holden e che confermano Salinger come grande scrittore del distacco e della incomunicabilitá, in una sorta di descrizione di un mondo scisso, dove bambini, adolescenti e adulti hanno difficoltá a trovare un terreno comune, valori condivisi - o anche a trovare una maniera di sottrarsi a un destino inesorabile che di solito si palesa in forma di seconda guerra mondiale (decisiva per la formazione dell´autore, si sa).

    Tra i must secondo me l´apparentemente tenero "Un giorno ideale per i pescibanana", l´ambiguo "Per Esmé: con amore e con squallore", il divertentissimo "Il periodo blu di De Daumier-Smith" e il gran finale di "Teddy".
    Solo un racconto - "L´uomo ghignante" - l´ho trovato un po´ riempitivo.

    Lo sguardo a volte surreale, gli scarti di prospettiva e il linguaggio preciso, la prosa sofisticata credo che abbiano influenzato (in maniere differenti) tanti scrittori US di short stories, sia i minimalisti alla Carver (appunto la precisione e l´apparizione di piccoli grandi traumi nella vita quotidiana) sia i surrealisti alla Barthelme.

    Posto che per un parere ancora piú completo su Salinger si dovrebbe continuare e leggere Fanny & Zoey, collegando questi Nove Racconti con Il Giovane Holden si ha sicuramente un´estensione della prospettiva sullo scrittore, se ne comprende ancora maggiormente l´importanza, e si resta ancora piú stizziti del fatto che non ci abbia voluto donare in vita altre parti della sua produzione. Forse che il meglio debba ancora venire?

    http://www.recensireilmondo.com/

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    La bellezza e gli oppressi.

    Queste 200 pagine di Salinger contano per 1000: la densità di sofferenza e stupore, di squallore e di tenerezza è elevatissima - quasi ogni parola sembra portare la forza gentile dello sguardo lucido e amorevole dell'autore. La scrittura è incredibile, capace di passare da una comicità gentile ad ...continue

    Queste 200 pagine di Salinger contano per 1000: la densità di sofferenza e stupore, di squallore e di tenerezza è elevatissima - quasi ogni parola sembra portare la forza gentile dello sguardo lucido e amorevole dell'autore. La scrittura è incredibile, capace di passare da una comicità gentile ad uno strazio silenzioso, da una indagine profonda e quasi oscena delle bassezze umane ad un lieve disegno infantile di ingenuità.
    L'ultimo racconto, Teddy, è il più complesso e traumatico: Salinger riesce anche ad affrontare il tabù immenso della morte del bambino, lasciandoci spaesati, colpiti e molto molto più indifesi davanti ad un mondo così crudele e così difficile.

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  • 4

    bei racconti, chi più chi meno, ma sempre belli. Niente da dire sul modo che ha Salinger di scrivere. Tra tutti mi sono piaciuti molto: UN giorno ideale per i pesci banana, Per Esmé: con amore e squallore e Teddy. Ottima lettura, consigliata.

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  • 3

    "La gente crede che le cose finiscano a un certo punto. Se le cose sembra che finiscano a un certo punto, è solo perchè la gente di solito non le sa guardare che in quel modo...ma questo non vuol dire che vedano giusto" ("Teddy")

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  • 5

    L'arte dello scrivere racconti non concede l'alibi dell'imperfezione naturale delle cose: è per questo che la perfezione formale di ciascuna di queste brevi opere stupisce tanto quanto la consapevolezza che la fama di Salinger non viene da queste bensì da un romanzo, tutto sommato sopravvalutato, ...continue

    L'arte dello scrivere racconti non concede l'alibi dell'imperfezione naturale delle cose: è per questo che la perfezione formale di ciascuna di queste brevi opere stupisce tanto quanto la consapevolezza che la fama di Salinger non viene da queste bensì da un romanzo, tutto sommato sopravvalutato, come "Il giovane Holden".
    Attraverso una sontuosa architettura formale, fatta di minuziosi rimandi interni e di un controllo assoluto della narrazione, Salinger infatti riesce ad addentrarsi nella psiche dei diversi bambini che popolano i suoi racconti, concedendosi di riflettere sugli adulti guardandoli attraverso i loro occhi.
    Sarà per questo che Holden è sopravvalutato: lì questa trasfigurazione appariva artificiosa, frutto più di un travestimento da adulto che di una vera e profonda immersione.

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  • 3

    è uno strano libro. I racconti sono scritti benissimo, ma non si concludono, rimangono senza finale, come sospesi e ultimamente preferisco che la storia, anche se è breve, abbia un epilogo.
    Molto interessante il racconto Alla vigilia della guerra contro gli Esquimesi cui si è sicuramente is ...continue

    è uno strano libro. I racconti sono scritti benissimo, ma non si concludono, rimangono senza finale, come sospesi e ultimamente preferisco che la storia, anche se è breve, abbia un epilogo.
    Molto interessante il racconto Alla vigilia della guerra contro gli Esquimesi cui si è sicuramente ispirato Michele Serra nei suoi sdraiati.

    said on 

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