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Nunca me abandones

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Publisher: Anagrama

3.9
(5687)

Language:Español | Number of Pages: 360 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Japanese , German , French , Italian , Catalan , Latvian , Portuguese , Russian , Swedish

Isbn-10: 8433970798 | Isbn-13: 9788433970794 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A primera vista, los jovencitos que estudian en el internado de Hailsham son como cualquier otro grupo de adolescentes. Practican deportes, o tienen clases de arte donde sus profesoras se dedican a estimular su creativi-dad. Es un mundo hermético, donde los pupilos no tienen otro contacto con el mundo exterior que Madame, como llaman a la mujer que viene a llevarse las obras más interesantes de los adolescentes, quizá para una galería de arte, o un museo. Kathy, Ruth y Tommy fueron pupilos en Hailsham y también fueron un triángulo amoroso. Y ahora, Kathy K. se permite recordar cómo ella y sus amigos, sus amantes, descubrieron poco a poco la verdad. El lector de esta espléndida novela, utopía gótica, irá descubriendo que en Hailsham todo es una re-presentación donde los jóvenes actores no saben que lo son, y tampoco saben que no son más que el secreto terrible de la buena salud de una sociedad.
Sorting by
  • 4

    Le prime due parti del libro, più lente, acquistano pieno senso solo con la lettura della terza parte: intensa, triste, emozionante. Un bel libro, che lascia il segno.

    said on 

  • 1

    romanzo distopico

    Lo metto come titolo perché non sapevo che lo fosse e a me i romanzi distopici non piacciono. Non mi e' piaciuto assolutamente e non capisco tutto questo entusiasmo. Lo stile poi non ne parliamo...fre ...continue

    Lo metto come titolo perché non sapevo che lo fosse e a me i romanzi distopici non piacciono. Non mi e' piaciuto assolutamente e non capisco tutto questo entusiasmo. Lo stile poi non ne parliamo...freddo, privo di emozioni e non riesce a coinvolgere il lettore. Mi sa proprio che io con gli scrittori giapponesi non riesco a creare alcuna sintonia.

    said on 

  • 3

    Né caldo né freddo.

    "Non lasciarmi" è stato nominato "book of the year" del 2005, apprezzatissimo dai lettori e osannato dalla critica.
    E ora arrivo io, la voce fuori dal coro. Perché a me, in tutta onestà, questo libro ...continue

    "Non lasciarmi" è stato nominato "book of the year" del 2005, apprezzatissimo dai lettori e osannato dalla critica.
    E ora arrivo io, la voce fuori dal coro. Perché a me, in tutta onestà, questo libro non è piaciuto. Non ho trovato niente di eccezionale nella storia, né nella tecnica narrativa, né nello stile; anzi, ho percepito quasi un'asetticità (voluta?), che mi ha tenuta lontana dai personaggi e ha impedito qualsiasi mio coinvolgimento emotivo.
    Sono rimasta alquanto delusa.

    said on 

  • 5

    Never let me go

    Triste eppure in un certo senso dolce, mi ha coinvolto e fatto riflettere come solo le migliori storie possono fare.
    Per il momento si tratta di fantascienza ma quanto ci vorrà affinché arriviamo a qu ...continue

    Triste eppure in un certo senso dolce, mi ha coinvolto e fatto riflettere come solo le migliori storie possono fare.
    Per il momento si tratta di fantascienza ma quanto ci vorrà affinché arriviamo a qualcosa di simile? Credo che l'Umanità sia sempre più destinata a riflettere su se stessa e sul senso della propria esistenza e il libro si inserisce in quest'ottica sviluppando in modo magistrale una riflessione sul nostro essere umani in un mondo in cui la scienza ci rende sempre più forti eppure sempre più freddi emozionalmente.

    said on 

  • 4

    Delicato, intrigante, suscita interrogativi etici non da poco; e inevitabilmente toccante, anche, perché non lo siamo poi tutti, "donatori" destinati ad esaurire il proprio ciclo, prima o poi questuan ...continue

    Delicato, intrigante, suscita interrogativi etici non da poco; e inevitabilmente toccante, anche, perché non lo siamo poi tutti, "donatori" destinati ad esaurire il proprio ciclo, prima o poi questuanti per un rinvio che non ci verrà concesso?

    said on 

  • 4

    Il cielo è grigio. È sempre grigio. In ogni parola, in ogni gesto. Ogni cosa non detta aleggia nel cielo grigio. È smossa da un vento di inquietudine, di domande, di sensazioni inespresse, sentimenti ...continue

    Il cielo è grigio. È sempre grigio. In ogni parola, in ogni gesto. Ogni cosa non detta aleggia nel cielo grigio. È smossa da un vento di inquietudine, di domande, di sensazioni inespresse, sentimenti senza il diritto di esplodere. Ho pensato un po' a Blade Runner. Ho pensato alle mille questioni etiche ed esistenziali che questo libro solleva nel suo modo ovattato, lento, come di ricordo lontano. Continuerò a sentire le nuvole ed il vento ancora a lungo, credo.

    said on 

  • 5

    Questo libro mi ha emotivamente distrutto. Credo che i 5minuti che ho passato al termine dell'ultima riga siano stati i più tormentati della mia "vita letteraria".
    Sarà il periodo, sarà la delicatezza ...continue

    Questo libro mi ha emotivamente distrutto. Credo che i 5minuti che ho passato al termine dell'ultima riga siano stati i più tormentati della mia "vita letteraria".
    Sarà il periodo, sarà la delicatezza con cui è scritto, sarà che non lo so...vorrei consigliare a tutti di leggerlo, e magari da domani lo farò, ma il sapere dei suoi effetti collaterali un po' mi frena dal farlo ora. (FATELO!!!!)
    Sconvolgente.

    said on 

  • 2

    A metà tra Murakami (per l’ambientazione e lo stile) e Huxley (per la dimensione etica e fantapolitica) Non lasciarmi è un'allegoria dell'attraversamento della linea d’ombra tra adolescenza ed età adu ...continue

    A metà tra Murakami (per l’ambientazione e lo stile) e Huxley (per la dimensione etica e fantapolitica) Non lasciarmi è un'allegoria dell'attraversamento della linea d’ombra tra adolescenza ed età adulta, un passaggio non a caso raffigurato come una luttuosa perdita di se (il se infantile) e dei compagni (che crescono e quindi, simbolicamente, muoiono). Il titolo originale, non lasciarmi andare via, è una sorta di muta preghiera indirizzata alla divinità che possa concedere la grazia di restare per sempre nel microcosmo dell'adolescenza risparmiandoci il futuro minaccioso in cui il mondo ci farà a pezzi (non solo metaforicamente, in questo caso) assieme ai nostri piccoli e grandi rimpianti.

    Tutto il libro si gioca sulla contrapposizione tra un dentro (la vita ombelicale della scuola di Hailsham) e un fuori vago e nebuloso (ma palesemente letale) di cui niente o quasi viene svelato in ossequio ad una rivelazione finale non così sorprendente da costruirci sopra l'intera narrazione (l’espediente di lasciare a mollo il lettore in un’acqua scura per tutto il libro è piuttosto pericoloso se il finale non ha in serbo un adeguato colpo di scena). Ishiguro indugia troppo sulle sfumature dei sentimenti ma, d'altra parte, la chiave del libro sta proprio nel raccontare l'infinita attesa prima del grande salto, nello studio di tutti gli impercettibili ed enormi moti dell'anima, nell'inutile ricerca della microscopica fessura attraverso la quale svignarsela nuovamente nel proprio guscio d’uovo primordiale.

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