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Nutri i tuoi demoni

Risolvere i conflitti interiori con la saggezza del Buddha

Di

Editore: Mondadori

4.3
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804585447 | Isbn-13: 9788804585442 | Data di pubblicazione: 

Curatore: C. L. Candiani

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
Depressione, ansia, malattia, disordini alimentari, relazioni difficili, paura, rabbia, dipendenza: più combattiamo contro i nostri demoni, quali essi siano, e più questi diventano forti. È il messaggio della famosa monaca buddhista americana Tsultrim Allione, che in queste pagine ci spiega come rovesciare completamente il nostro punto di vista e la nostra strategia e, per liberarci definitivamente dei nostri demoni, ci insegna a nutrirli. Facendosi portavoce dell'antica tradizione di saggezza femminile dei monasteri tibetani, la Allione diffonde in queste pagine un metodo in cinque step per trasformare le emozioni negative e raggiungere la pace interiore.
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  • 5

    Insegna a parlare con le nostre paure impersonificandole, dandogli voce, ascoltando cosa ci chiedono per guarire...


    Dal bambino interiore al genitore tosto, passando a tutti i personaggi che vivono in noi come un 'popolo interiore' che ad ogni occasione di difficoltà, di scelta, di blocco ...continua

    Insegna a parlare con le nostre paure impersonificandole, dandogli voce, ascoltando cosa ci chiedono per guarire...

    Dal bambino interiore al genitore tosto, passando a tutti i personaggi che vivono in noi come un 'popolo interiore' che ad ogni occasione di difficoltà, di scelta, di blocco fa sentire la sua voce manifestando pretese, incolpandoci, rendendoci insicuri. Possiamo non ascoltarli ma la loro voce continuerà ad esistere in noi, perchè allora non invitarli a sedere davanti a noi, dargli un viso, una personalità, dei sentimenti...possiamo saziarli e veder trasformarsi un limite in risorsa.

    ha scritto il 

  • 3

    Condivisibile il principio di guarigione proposto, alla lunga questo saggio diventa tuttavia ripetitivo e un po' propagandistico.


    - Ripetitivo nello schema di fondo: presa una paura specifica, dopo una breve analisi viene illustrato il caso di uno o più "pazienti". Alla fine però, essendo ...continua

    Condivisibile il principio di guarigione proposto, alla lunga questo saggio diventa tuttavia ripetitivo e un po' propagandistico.

    - Ripetitivo nello schema di fondo: presa una paura specifica, dopo una breve analisi viene illustrato il caso di uno o più "pazienti". Alla fine però, essendo il principio di guarigione sempre il medesimo, i vari esempi perdono di spessore e si appiattiscono in un tutt'uno bidimensionale, che rende la lettura lenta e abbastanza noiosa. - Propagandistico perché è un metodo di guarigione che richiede necessariamente la guida di una persona esperta e preparata in questa tecnica (l'autrice ha vari centri in cui tiene seminari e pratica questa terapia) e spesso anche di un terapeuta di supporto.

    Infine, da buddista, mi aspettavo qualcosa di più spirituale, invece mi sono trovata a leggere un saggio di psicologia, molto ingenua per certi aspetti, perché a ben vedere si tratta "semplicemente" di un metodo di autoconsapevolezza e guarigione come tanti altri sistemi terapeutici occidentali. Ad essere sinceri, il metodo originale è un rito sciamanaico che si avvale di tamburi e di una tromba d'osso, el'autrice specifica che lei ne fornisce la versione occidentalizzata. Sebbene consapevole di questo aspetto, tuttavia, mi aspettavo comunque più spiritualità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tutto ha inizio nel tentativo di trasformare un demone in un "daimon", ovvero una coscienza e consapevolezza guida.
    Quando scopriamo di essere tormentati dai demoni si libera un brivido d'ansia che ci assale: vogliamo combatterli. E spesso dobbiamo fare i conti con la dura realtà, ovvero, non se ...continua

    Tutto ha inizio nel tentativo di trasformare un demone in un "daimon", ovvero una coscienza e consapevolezza guida. Quando scopriamo di essere tormentati dai demoni si libera un brivido d'ansia che ci assale: vogliamo combatterli. E spesso dobbiamo fare i conti con la dura realtà, ovvero, non serve. I demoni sono creature, o entità psichiche se volete, che si nutrono della lotta dualistica cui le sottoponiamo. Combatterli e ignorarli rappresentano i processi attivi di questo dualismo. L'alfiere di questa lotta è l'ego. L'ego è un sistema suggestivo e diabolico di controllo del territorio, vuole proteggersi dalle minacce, ma alla fine non risolve l'ansia che sta alla radice di questa condizione. "L’ego vuole espandere il territorio, si esalta col potere, gli oggetti, la lode e la fama. È spaventato dalla critica, dall’aggressività e dalla perplessità generando desiderio, avversione e confusione." L'ego è ben radicato perché è legato a questi aspetti della contingenza. Tuttavia nutrendo i demoni e meditando allentiamo la presa dell'ego. Alcuni lo chiamano "stato di pace", altri "rilassamento", altri ancora "grande vastità": quando saggiamo questo rilassamento cerchiamo di riempirlo subito, un po' come quando entrati a casa accendiamo subito la tv, il pc, il telefono. Siamo terribilmente a disagio con lo spazio vuoto e ci vuole un po' per educarsi ad esso: prendendo confidenza con questo stato non referenziale, ci si stacca dalla quotidiana tendenza ad aggrapparsi a qualcosa. Si indebolisce l'ego. Il fondamento dell'essere ci è un po' più chiaro. Bisognerebbe guardare la propria esperienza nel mondo allo stesso modo di quando si fa un sogno lucido, il che significa sognare e sapere di sognare nello stesso tempo. Bisogna capire che gran parte della nostra esperienza è una fabbricazione della mente e dell’ottica dualistica. Bisognerebbe semplicemente esserci.

    ha scritto il 

  • 0

    Condivido appieno il concetto alla base della tecnica, che invece dal punto di vista pragmatico non mi convince tanto (ma forse sono solo troppo occidentale e poco immaginifica)

    ha scritto il