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Publisher: Temmuz

4.4
(8636)

Language: Türkçe | Number of Pages: 441 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , German , Chi traditional , Swedish , Russian , Dutch , Portuguese , Polish , Croatian , Czech

Isbn-10: 9754054975 | Isbn-13: 9789754054972 | Publish date:  | Edition 4

Translator: Gönül Suveren

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Il piacere della lettura (e il piacere della paura)

    A quegli snob, pseudo intellettuali, che considerano il genere horror (così come la fantascienza) sempre e comunque di serie B, consiglio la lettura di IT.
    Scoprirete che nessuno scrittore contemporan ...continue

    A quegli snob, pseudo intellettuali, che considerano il genere horror (così come la fantascienza) sempre e comunque di serie B, consiglio la lettura di IT.
    Scoprirete che nessuno scrittore contemporaneo sa raccontare i ragazzini come Stephen King, scoprirete il piacere della paura, e scoprirete che ... non potete più smettere di leggere!

    said on 

  • 5

    King deve molto a Ray Bradbury. Ne è ben consapevole e non lo nasconde. Lo ribadisce nelle interviste, lo cita spesso direttamente nei suoi romanzi (In "It" è citato il racconto "Il barattolo", gioiel ...continue

    King deve molto a Ray Bradbury. Ne è ben consapevole e non lo nasconde. Lo ribadisce nelle interviste, lo cita spesso direttamente nei suoi romanzi (In "It" è citato il racconto "Il barattolo", gioiello metalinguistico di Bradbury, summa e atto d'amore della narrativa di genere) ma soprattutto lo si riconosce nello stile e nei temi.

    La cittadina americana idealizzata, topica, allegorica; di fantasia ma geograficamente collocata in un contesto ben conosciuto dall’autore. Cittadina modello di provincia immaginaria nel bene: la nostalgia dell’infanzia, il dirompente immaginario dei ragazzi alimentato dai fumetti e dal cinema, l’amicizia, il diventare grandi, la nostalgia. E nel male: la miseria umana, il razzismo, l’omofobia, la violenza domestica, il bullismo.

    Questo c’è in Bradbury (“L’estate incantata”, “Addio all’estate” e millemila racconti) e questo, con l’evidente scarto temporale, c’è in King.

    Derry, nel Maine, in “It” vive, pulsa. La grafomania di King restituisce in un fiume in piena di dettagli e dialoghi un paese, la sua storia e i suoi abitanti. Delinea una geografia fisica e umana varia e credibile, suggerisce un periodo storico con le sue tensioni sociali.

    Derry è marcia, malvagia e abitata da una creatura in grado di prendere le sembianze delle paure dei più piccoli, uccidendoli e aiutando anche gli adulti, quando non sono abbastanza violenti ed assassini per conto loro. Derry però ha in alcuni dei suoi piccoli abitanti gli anticorpi al male. Lo scalcagnato gruppo della Banda dei Perdenti affronterà il male da piccoli e, una seconda volta, da adulti.

    Ho apprezzato questo romanzo solo alla seconda lettura (devo ringraziare una perniciosa malattia infettiva che mi ha costretto a letto per settimane dandomi il tempo per rileggerlo in relativamente pochi giorni). La prima lettura era stata inficiata dall’ansia di conoscere lo svolgimento della trama e dalla foga di scalare le milleduecentoepassa pagine il più in fretta possibile.

    Insomma It è un grandissimo (in tutti i sensi) romanzo, lungo e scritto fitto, che va letto piano piano.

    Ah, visto che siamo abbondantemente scivolati nel campo del soggettivo, aggiungo che fa una gran paura.

    said on 

  • 5

    IT

    State comodi giovani che avete deciso di leggere questo libro. Capirete che niente è finzione, perché quando uscirete di casa, andando per via, coricandovi,alzandovi,la vostra vita non sarà più la ste ...continue

    State comodi giovani che avete deciso di leggere questo libro. Capirete che niente è finzione, perché quando uscirete di casa, andando per via, coricandovi,alzandovi,la vostra vita non sarà più la stessa,vedrete un mondo che non vi appartiene, un mondo di palloncini e avrete paura delle fogne e incomincerete a parlare con il vostro lavandino, con lo specchio e la vostra immagine vi farà paura..... ma quando avrete finito di leggere e chiuderete il libro direte:" è stato solo frutto della mia immaginazione, e la mia mente mi ha giocato un bello scherzo" o se no direte : " io sento ancora la mia tartaruga che mi parlava quando ero bambino"...... E io leggendolo ho capito le paure che non mi hanno mai abbandonata da bambina.... Amo la mia parte da fanciullo.

    said on 

  • 5

    Bueno, he tardado un poco en volvermelo a leer, pero como las veces anteriores, totalmente enganchada desde el principio.
    Creo que es una de las obras maestras de Stephen King.

    Un ente venido del más ...continue

    Bueno, he tardado un poco en volvermelo a leer, pero como las veces anteriores, totalmente enganchada desde el principio.
    Creo que es una de las obras maestras de Stephen King.

    Un ente venido del más allá, desde tiempo inmemoriables, vive en la ciudad de Derry en el condado de Main, cada 25 o 30 años, despierta para alimentarse haciendo que niños desaparezcan o aparezcan asesinados. Un grupo de niños vive esta situación en 1958 y sobreviven pero 25 años despues, el monstruo vuelve a despertar y ellos tienen que volver para cumplir una promesa que hicieron entonces.

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  • 5

    Ho provato tristezza all'ultima riga
    Già sapevo mi sarebbero mancati i miei amici, e mi mancano
    Per due giorni qualunque altra lettura è stata impossibile, la mia mente era ancora li
    Derry e il suo in ...continue

    Ho provato tristezza all'ultima riga
    Già sapevo mi sarebbero mancati i miei amici, e mi mancano
    Per due giorni qualunque altra lettura è stata impossibile, la mia mente era ancora li
    Derry e il suo incubo, storia maledetta di una città partorita dall'abisso
    Questo gruppo di “perdenti” è la rappresentazione perfetta dell’infanzia, di quel momento della vita dove tutto è possibile, dove tutto è sopportabile, dove tutto finisce con una risata
    Ogni personaggio è una caratteristica ben precisa dell’insicurezza, della debolezza, del disagio del sentirsi e dell’essere diverso dalla massa
    I drammi familiari, il troppo amore e il troppo dolore all’interno delle case di quei sette ragazzi è la cosa che mi ha dato più tormento, molto più di It stesso
    It è il male, è l’odio in ogni sua forma , è la prevaricazione, la violenza, la cattiveria cosmica che non so perché mi fa meno effetto, quasi l’avessi accettata come una parte indiscutibilmente presente dalla creazione stessa del mondo , inevitabile
    Mi ha fatto più male invece il dolore più intimo, più personale
    I terrori del singolo, le singole insicurezze, il senso di disagio, di non appartenenza , il non sentirsi adeguati ai propri sentimenti, il considerarsi perdenti
    Subire i soprusi dei più grandi, il bullismo quotidiano, quello si che è il vero orrore
    Come sempre accade, come sappiamo, è l’unione che rende forti
    E’ sentirsi accettati, amati, che permette ad ognuno di noi di superare i propri blocchi e limiti
    Questo hanno fatto questi meravigliosi, coraggiosi, irresistibili bambini e io li ho amati tutti, ognuno come una proiezione di me bambina, orgogliosa dei successi, emozionata per i batticuori
    Insieme a loro ho vissuto poi il passaggio all’età adulta, la fine di quel tempo che sì, si dimentica, come se non fosse mai esistito, come se fosse un sogno che svanisce piano piano al risveglio…

    Forse è proprio questo l’aspetto più inquietante, non si smette di essere piccoli tutto ad un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan.
    E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto
    Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma.
    Ho sentito molto le storie nelle storie, mi hanno completamente rapita
    King ha un modo di scrivere che a me risulta totalizzante
    Ho fatto incubi notturni per quasi tutto il tempo di lettura, ho commentato a voce alta mentre leggevo in metro, ho avuto un senso di nausea vero e fortissimo in alcuni punti

    Non ho mai visto il film, non so che effetto mi farà, dubito che si sia riuscito a portare su pellicola quell’enorme e meticoloso lavoro introspettivo
    Mi incuriosiscono gli effetti speciali però, quello si, sperando che It nella sua forma di ragno non venga appiattito e banalizzato
    Non ho amato moltissimo la fine, in più di una delle varie conclusioni, ma anche questa volta devo dire che King non delude davvero mai!

    said on 

  • 4

    Ammetto di essermi sempre tenuta lontana da King e dal suo genere per il pregiudizio radicato che non fosse un narratore che poteva toccare le mie corde.
    Scopro, invece, che le sue storie sono avvince ...continue

    Ammetto di essermi sempre tenuta lontana da King e dal suo genere per il pregiudizio radicato che non fosse un narratore che poteva toccare le mie corde.
    Scopro, invece, che le sue storie sono avvincenti e che il suo stile, pur non piacendomi molto, è cinematografico, disegna le scene e i personaggi e trascina dentro la storia
    IT ( nella sua versione pagliaccio Pennywhise) è il personaggio che ha turbato non pochi sonni della mia infanzia ed ho voluto avvicinarmi a questa storia per esorcizzare una antica paura.
    Non è un romanzo horror, o non solo (sebbene in molti punti descriva scene che danno inquietudine), IT è una storia sull’amicizia, sul sentirsi accolti nella propria fragilità e non giudicati, sul prendersi cura dell’altro.
    King racconta quel momento della vita, la dimensione dell’ infanzia mentre sfuma nell’adolescenza, in cui prendiamo forma, prima di essere de-formati dall’età adulta.
    Sembra volerci dire che solo in quel segmento di vita ci sia spazio e humus per coltivare un grande sentire e che dovremmo mantenere sempre una connessione con quella sfera; i protagonisti della storia, infatti, si ritrovano adulti ma dovranno ricordare e risvegliare il loro “io bambino” per affrontare IT.
    Ma cos’è IT? E’ una creatura multiforme, si presenta ad ognuno in modo diverso, intercetta le paure e le materializza. IT è la paura, che cresce nutrendosi di se stessa, che vive nel profondo di noi ( sottoterra, nelle fognature di Derry e nel “sottosuolo” dostoevskijano dell’anima)
    It non è solo la paura infantile dei mostri, del buio, dei personaggi dell’orrore presenti nell’immaginario; è paura del rifiuto, è il terrore di non essere accettati quando ci si sente vulnerabili e non si crede in se stessi. ( Tutti i personaggi hanno una fragilità da affrontare e da superare, come la balbuzie per Bill)
    E’ con la fiducia in noi stessi che si combatte la Paura, che si affronta IT?

    said on 

  • 4

    "Un ragnetto birichino
    stava chiuso in un buchino..."

    dal profondo e oscuro subconscio possono venir fuori i più tremendi mostri.

    said on 

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