OTRA VUELTA DE TUERCA

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Publisher: Ediciones Siruela, S.A.

3.8
(3833)

Language: Español | Number of Pages: 250 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Italian , German , Portuguese , Catalan , Greek , Polish

Isbn-10: 8478447032 | Isbn-13: 9788478447039 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
¿Siguen viviendo las personas después de la muerte? En caso afirmativo, ¿mantienen contacto con el mundo de los vivos? No es fácil dar respuesta a estas preguntas, aunque quizá muchos ofrezcan una respuesta clara y rápida. En todo caso, esa posible relación entre los muertos y los vivos es algo que ha atraído desde siempre a la humanidad, y son muy numerosos y variados los relatos dedicados a tratar este tema. Para algunos, el mundo está plagado de espíritus y fantasmas, seres de otro mundo que irrumpen y se ponen en contacto con personas especialmente dotadas para percibir su influencia.De uno de esos contactos trata esta novela de Henry James, quien logra aquí una de las joyas de la literatura fantástica o de fantasmas. La novedad aportada consiste en que son dos niños quienes protagonizan esa relación, acompañados por una institutriz que intenta protegerlos de la influencia de los espíritus de los muertos. Y como siempre ocurre con las obras de este género, su lectura nos atrae, sin dejar de producirnos en diversos momentos un profundo desasosiego e incluso miedo.

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    This is just a “turning” story. Much talk around this short novel. Too much talk. My suggestion: read the story and never mind about the critics. And take from this book whatever you want. And enjoy i ...continue

    This is just a “turning” story. Much talk around this short novel. Too much talk. My suggestion: read the story and never mind about the critics. And take from this book whatever you want. And enjoy it!

    said on 

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    Una joven inglesa llega a una vieja mansión en el campo para encargarse de la educación de un niño y una niña que han quedado huérfanos. Poco tiempo después de su llegada, descubre que los niños recib ...continue

    Una joven inglesa llega a una vieja mansión en el campo para encargarse de la educación de un niño y una niña que han quedado huérfanos. Poco tiempo después de su llegada, descubre que los niños reciben periódicas visitas de sus antiguos preceptores, un hombre y una mujer muertos un año atrás.

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  • 3

    dopo Ritratto di signora

    questo racconto mi era stato descritto in termini entusiastici e invece, come spesso succede, mi ha un pò deluso, ben scritto naturalmente, James è autore sofisticato e di altissimo livello, ma in fon ...continue

    questo racconto mi era stato descritto in termini entusiastici e invece, come spesso succede, mi ha un pò deluso, ben scritto naturalmente, James è autore sofisticato e di altissimo livello, ma in fondo solo un buon racconto di fantasmi, la riprova che quello che a qualcuno pare eccezionale a qualcun altro sembra mediocre

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  • 3

    Capisco che una ghost story possa essere più affascinante quando l’elemento spaventoso e sovrannaturale rimane ambiguo, velato, al punto da far pensare anche che possa essere tutta una fantasia nevrot ...continue

    Capisco che una ghost story possa essere più affascinante quando l’elemento spaventoso e sovrannaturale rimane ambiguo, velato, al punto da far pensare anche che possa essere tutta una fantasia nevrotica; ammetto che sia stata un’idea geniale quella di utilizzare come presunto tramite fra la realtà ed il regno dei morti due teneri ed innocenti bambini; capisco infine che qui non succeda quasi nulla affinché il mistero sulla natura delle apparizioni che terrorizzano la malcapitata protagonista rimanga irrisolto ed aperto a diverse interpretazioni, ma per descrivere adeguatamente il tormento di costei viene anche usato un linguaggio tortuoso, ottocentesco nel senso deleterio del termine, assai pesante e poco scorrevole… Esempio:
    “Durò inoltre il tempo sufficiente perché io mi adombrassi un poco nel pensare che la mia posizione era tale da rendere inammissibile che io ignorassi la presenza di quella persona.”
    Peccato perché l’ambientazione e le premesse erano suggestive. Forse il problema è anche che mi aspettavo qualcosa di diverso, ma quando è lo stile a non piacerti ed a rendere faticosa la lettura ti resta poco oltre alla noia. Intorno a pagina 30 a questi deliziosi pargoli io avrei già tirato pedagogicamente le orecchie.

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  • 3

    O sono troppo rozzo per apprezzare la sapiente atmosfera del romanzo o troppo stupido per digerire le circonvoluzioni stilistiche dell'autore, in entrambi i casi il libro non mi ha colpito come mi sar ...continue

    O sono troppo rozzo per apprezzare la sapiente atmosfera del romanzo o troppo stupido per digerire le circonvoluzioni stilistiche dell'autore, in entrambi i casi il libro non mi ha colpito come mi sarei aspettato. Da rileggere, forse, in un altro momento e contesto ambientale.

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  • 1

    Aborrit. No he conseguit resoldre cap dels dubtes que es plantejen al llarg de tot el llibre. I el final inesperat tampoc m'ha aportat cap resposta. Potser sòc jo que no se llegir entre linies, però m ...continue

    Aborrit. No he conseguit resoldre cap dels dubtes que es plantejen al llarg de tot el llibre. I el final inesperat tampoc m'ha aportat cap resposta. Potser sòc jo que no se llegir entre linies, però m'ha semblat una història massa repetitiva (nens, fantasmes, institutriu, nens, fantasmes, institutriu,...) i que no m'aporta res.

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  • 4

    “Nonostante l’abisso di tristezza che mi si era spalancato sotto i piedi, quella sera passò soffusa di una sensazione di malinconia che aveva in se qualcosa di molto dolce.”

    Quando si parla di qualcosa, in generale, bisogna sempre averne cognizione, altrimenti si corre il rischio di dire stupidaggini, nel caso specifico di Henry James e del suo “Giro di vite” accontentars ...continue

    Quando si parla di qualcosa, in generale, bisogna sempre averne cognizione, altrimenti si corre il rischio di dire stupidaggini, nel caso specifico di Henry James e del suo “Giro di vite” accontentarsi del sentito dire sarebbe a dir poco fuorviante.
    Pietra miliare del racconto gotico, capostipite del romanzo noir nonché del giallo psicologico, quella che si narra in queste pagine è una storia in cui tutti i protagonisti hanno qualcosa da nascondere e vagano inquieti nella grande casa tra un’apparizione e l’altra.
    L’impostazione della trama, per buona parte della lettura, tende a far credere qualcosa che si rivelerà poi inesatta; il vero nodo del racconto infatti, a mia modesta interpretazione, è la mirabile costruzione che fa la nuova istitutrice, attraverso un percorso meditativo ed introspettivo che la porta a far credere, in primis agli altri personaggi del racconto e in seconda battuta anche ai lettori, che le visioni dei fantasmi siano vere e reali, fino alla pagine risolutive dove finalmente si svela la vera natura della storia.
    In questo modo lo scrittore mette in scena le nostre paure dimostrando ampiamente che i fantasmi che si agitano dentro questa storia gotica sono, solo e non altro, quelli che abitano dentro di noi, costruiti, coltivati ed alimentati dalle nostre fobie, paranoie o turbe psicologiche che dir si voglia, capaci di attecchire anche su chi ci è vicino ed è costretto a vivere di riflesso situazioni angoscianti.
    Henry James si dimostra bravissimo nel descrivere i disturbi comportamentali dell’istitutrice e la sua inquietudine, che arrivano fino alla degenerazione estrema con le nefaste conseguenze del caso, rimarcando come da certi fantasmi, che albergano dentro di noi in pianta stabile, sia difficile sfuggire.
    Il libro è un capolavoro, anche se di settore, adesso che ne ho cognizione capisco il perché negli anni è stato fonte di ispirazione per tanti altri che hanno cercato di raccontare ed indagare l’oscuro universo che ci portiamo dentro, spesso senza aver modo di conoscerlo mai a fondo…

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