Like Our Spoons Came from Woolworths?
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Book Details
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(3)
- English Books
- Paperback 224 Pages
- ISBN-10: 0860683532
- ISBN-13: 9780860683537
- Publisher: Virago
- Pub date: 1983
- Dimensions: 1226 mm x 839 mm x 129 mm Just how big is that?
- In other languages: other languages
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9780860683537 | Paperback | $10.95 | -- | The Book Depository |
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I miei anni a rincorrere il vento narra la storia di Sophia, dietro la cui identità si cela la stessa Comyns, che, giovanissima e orfana di entrambi i genitori, parte per Londra e già prima di scendere dal treno ha impulsivamente deciso di sposare Charles, un giovane artista che ha appena con ... (continue)
I miei anni a rincorrere il vento narra la storia di Sophia, dietro la cui identità si cela la stessa Comyns, che, giovanissima e orfana di entrambi i genitori, parte per Londra e già prima di scendere dal treno ha impulsivamente deciso di sposare Charles, un giovane artista che ha appena conosciuto. È una giovane ingenua Sophia, incosciente, avventata, che non sa niente del mondo perché figlia dei suoi tempi: ci troviamo infatti nel primo dopoguerra, in un periodo di crisi economica e in un ambiente bohemien, dove si prende la vita come viene e si vive alla giornata. È molto bella Sophia: anche se non viene mai detto esplicitamente, gli artisti che le chiedono di posare per loro come modella sono attratti da lei. Sophia e Charles dunque si sposano, nonostante l’avversità dei parenti di lui, e si arrangiano acquistando o raccattando i mobili dagli amici, e il gioielliere, dato il modesto valore delle fedi scelte, non regala loro neanche i cucchiaini d’argento – come d’uso a quei tempi – tanto che la coppia deve acquistarli da Woolsworth (il titolo originale del romanzo è appunto questo, Our spoons came from Woolsworth - I nostri cucchiaini provenivano da Woolsworth).
Se in un primo momento Sophia sembra avventata e incosciente, la nascita del primo figlio (Sandro, come Botticelli) le instilla un po’ di senso di responsabilità. Charles, invece, rimane eternamente indifferente: non avrebbe voluto avere un figlio e, comunque, avrebbe preferito una femmina. A ogni modo, è come se Sandro non fosse affar suo: l’unica cosa che lo interessa è dipingere. E Charles dipinge in maniera maniacale: sfrutta la tela da un lato, se non ha i soldi dipinge anche dall’altro e poi, dopo alcuni giorni, gratta via il primo dipinto e ricomincia un nuovo quadro sopra al primo. Sembra quasi dipingere spinto da un’ossessione, più che per raggiungere un obiettivo.
L’ignoranza di Sophia quando entra in ospedale per partorire fa tenerezza e, nello stesso tempo, ci lascia stupiti: noi figli dell’informazione, che non sappiamo le cose solo se non le vogliamo sapere, restiamo basiti di fronte a questa giovane sola, senza nessuno che la consigli o che le spieghi cosa sta succedendo, tanto meno i medici e il personale dell’ospedale, freddi, sbrigativi e altezzosi, che non si fanno commuovere da niente e da nessuno.
Il libro risulta una continua girandola di situazioni estreme, quasi un elenco ininterrotto dei miseri pasti mangiati, del poco denaro racimolato, di bollette da pagare e di lavori saltuari, perché quando ci si trova in una tale situazione di disagio, si riesce a pensare quasi a senso unico. Tuttavia, la Comyns/Sophia non fa pesare esageratamente le tribolazioni passate: in primo luogo perché ce le descrive guardandole col senno di poi, dopo che la sua vita è cambiata radicalmente; in secondo luogo perché, la stessa incoscienza di Sophia durante l’affannoso percorso a rincorrere il vento la rende distaccata, quasi che gli avvenimenti narrati in prima persona non stessero accadendo a lei. Inoltre, forse a causa della sua gioventù, sembra che il pessimismo non arrivi mai a sfiorarla, neanche quando le tagliano la luce, il telefono o non riesce a prepararsi un pasto caldo.
Lo stile è sempre frizzante e vivace, quasi ironico, nonostante gli argomenti trattati, che ci spingono a riflettere in questo nostro periodo di crisi. Ci fanno pensare quanto siamo viziati dal benessere che abbiamo vissuto finora; e se la crisi economica ci atterrisce, pensiamo a Sophia e alle sue tribolazioni, alla sua ignoranza e alla sua voglia di vivere, nonostante tutto, e riteniamoci molto fortunati.
Recensione completa QUI:
http://www.diariodipensieripersi.com/2012/02/recensione…
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