OUT 主婦殺人事件

By

Publisher: 臺灣東販股份有限公司

4.0
(2449)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 472 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Spanish , Japanese , French , Dutch , Portuguese , Czech , Swedish

Isbn-10: 9574731049 | Isbn-13: 9789574731046 | Publish date:  | Edition 2

Translator: 林敏生

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like OUT 主婦殺人事件 ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description

  內容描述一群在便當工廠工作的婦女,聯手策畫一宗駭人的分屍案。晚上在工廠打工的彌生,因不堪好賭的丈夫長期精神及肉體上的虐待,憤而將其殺害,並由雅子等三名同事協助分屍。某日,屍塊在公園裡被發現,才揭露她們不為人知的一面...

Sorting by
  • 2

    Ma perchè?

    Confesso di aver cominciato questo libro con un grande entusiasmo, che ben presto è scemato però. Una storia da pagina nera, che si prolunga e stanca il lettore, inesorabilmente. Non vedevo l’ora che ...continue

    Confesso di aver cominciato questo libro con un grande entusiasmo, che ben presto è scemato però. Una storia da pagina nera, che si prolunga e stanca il lettore, inesorabilmente. Non vedevo l’ora che finisse e che ogni cosa tornasse al posto giusto. La storia è semplice. Quattro donne legate da un segreto: una di loro ha ucciso il marito e le altre la aiutano a far sparire il cadavere e da qui partono fili nuovi da tessere, che si potevano rendere meno tortuosi e in alcuni casi eliminare. Inutili e dispersivi. E il finale, deludente. Prende il turbo dopo che ha asfissiato lentamente per 650 pagine.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Le quattro casalinghe di Tokyo

    La mia recensione:
    http://breakfast-pancakes.blogspot.it/2017/03/books-le-quattro-casalinghe-di-tokyo-di.html

    said on 

  • 2

    Credo di non aver mai letto un noir in cosi poco tempo. Paradossale la storia, anche se molto fluente la scrittura. Lo consiglio a chi vuole una lettura leggera.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Ho iniziato questo libro dopo aver chiesto consiglio ad una mia collega amante del Giappone perchè volevo leggere qualche autore al di fuori di Murakami e della Yoshimoto. Lei mi ha fatto una lista di ...continue

    Ho iniziato questo libro dopo aver chiesto consiglio ad una mia collega amante del Giappone perchè volevo leggere qualche autore al di fuori di Murakami e della Yoshimoto. Lei mi ha fatto una lista di libri dal genere “neutro” da cui avrei potuto iniziare e questo è stato quello che mi è ispirato di più tra quelli che mi ha proposto.

    Devo dire che mi è piaciuto, ho apprezzato lo stile, la storia, le protagoniste. La trama in un certo senso è fuorviante perché quello che viene riportato è l’evento principale ma nel libro accade molto altro sia prima che dopo quel fatto. E per fortuna, aggiungo, perché il bello è proprio l’insieme di tutto.

    La storia a mio avviso è molto ben sviluppata, si conoscono bene le protagoniste, si gioisce ma soprattutto si soffre con loro per i vari problemi quotidiani che si presentano e per la fatica di quel lavoro notturno, nella fabbrica che prepara le colazioni giapponesi. Mi ha fatto ad esempio molta tristezza Yoshie alle prese con la suocera ferma a letto in una casa piccolissima. Kuniko è quella che mi è piaciuta meno, troppo egoista e veniale ma nella storia ci voleva anche una così per bilanciare. Anche Yayoi non è che brilli per genialità e intuito, per fortuna c’è Masako, forte e con la testa sulle spalle (o almeno quasi sempre).

    Gli uomini scarseggiano in questo libro o sono già morti, o lo diventeranno presto, o se ne vanno. C’è però Satake che ne vale almeno 10. Avevo intuito prestissimo che fosse lui il sorvegliante della fabbrica, ma questa ovviamente è stata una minima cosa rispetto tutto il resto. Lo scontro finale Masako-Satake è stato spettacolare ed il finale assolutamente fantastico. Mi è proprio piaciuto questo libro, ringrazio la collega per il suggerimento e a questo punto leggerò volentieri anche Grotesque della stessa autrice, anche questo suggeritomi.

    said on 

  • 4

    Un giallo dalla struttura semplice, ma che ha la capacità di caratterizzare egregiamente e con forza le quattro donne, notevole Masako che primeggia per il suo forte individualismo che la rende malede ...continue

    Un giallo dalla struttura semplice, ma che ha la capacità di caratterizzare egregiamente e con forza le quattro donne, notevole Masako che primeggia per il suo forte individualismo che la rende maledettamente indipendente.

    Il giallo sarà semplice, ma il tema trattato è scioccante, le quattro donne ammazzano e fanno a pezzi un uomo, da lì in poi inizierà un viaggio nella loro psiche e nella loro forza di volontà. Il villain che sfiderà Masako servirà a quest'ultima per fare l'ultimo passo.

    said on 

  • 2

    Terminato da qualche giorno questo noir di 650 pagine, ho molta difficoltà ad esprimere un opinione! Mi è piaciuto o no? Non saprei! Il titolo fuorviante (le protagoniste non le definirei proprio casa ...continue

    Terminato da qualche giorno questo noir di 650 pagine, ho molta difficoltà ad esprimere un opinione! Mi è piaciuto o no? Non saprei! Il titolo fuorviante (le protagoniste non le definirei proprio casalinghe!) è solo l'inizio di un viaggio in un mondo duro e doloroso fatto di alienazione, squallore ed estrema solitudine. Natsuo Kirino colpisce con un pugno in pieno viso dipingendo un ritratto del Giappone contemporaneo inaspettato e crudele, molto distante dallo stereotipo di romanticismo, ricchezza e benessere a cui forse eravamo abituati È un viaggio nell'inquietudine femminile dove le 4 protagoniste non chiedono più aiuto ad una società che continua a sottometterle e ad umiliarle ma decidono di agire, nel modo più terribile che si possa immaginare, per cambiare il loro destino. Ci riusciranno? Ai lettori l'ardua sentenza. Trovo che i personaggi non riescano a stabilire un'empatia con il lettore, non si è ne dalla loro parte ne contro di loro.
    Ho trovato geniale ed originale la prospettiva dell'autrice, molto meno la trama e la storia che ritengo inverosimili, incomplete e deludenti. Non posso dire di più per non togliere il gusto della lettura a chi ancora non lo ha letto (e ritengo che meriti di essere letto) 😉

    said on 

  • 2

    OUT

    Yayoi Yamamoto uccide il marito Kenji in un impeto di risentimento e frustrazione; le colleghe di fabbrica Masako, Yoshie e Kuniko l'aiutano a disfarsi del corpo tra le interferenze di un usuraio dal ...continue

    Yayoi Yamamoto uccide il marito Kenji in un impeto di risentimento e frustrazione; le colleghe di fabbrica Masako, Yoshie e Kuniko l'aiutano a disfarsi del corpo tra le interferenze di un usuraio dal passato mezzo Yakuza e le incursioni di uno psicopatico gestore di una casa di piacere.

    Inizio lento e faticoso, poco intrigante ed eccessivamente descrittivo. Molto spesso il passato dei protagonisti è demandato a paragrafi di piatto resoconto un po' da "scheda del personaggio" più che da "te lo presento inserito organicamente nella narrazione". Il romanzo acquista qualche punto (e la seconda stella) per la deriva poliziesca che sembra prendere verso la fine della prima metà, ma che perde sbrigativamente un centinaio di pagine dopo, sostituendola con un blando tentativo thriller.
    Quasi ogni personaggio è animato da un rancore profondo che lo rende fastidioso pur nel tentativo di sopravvivere a una realtà sociale spietata, che non fa sconti a nessuno e a cui le ciniche protagoniste, provate da una vita ingrata e donne immerse in un sistema ipermaschilista, si adattano con rivolgimenti psicologici inverosimili o passibili di accertamenti psichiatrici.
    Ruffianata finale da feuilleton, la scena clou ripetuta in due capitoli consecutivi dal punto di vista prima di uno poi dell'altro dei due protagonisti, con vivida descrizione di un caso di sindrome di Stoccolma maturato in una notte. Mah.

    Se poi volessimo aprire un topic sui fastidiosi (e numerosi) refusi... o sui vari "malediva"! Cito: «In quei momenti malediva il turno di notte» p. 469; sui buffi tentativi di estorsione ai danni di un estorsore: « - Erano cinquantacinquemila e duecento yen, vero? Mi può dare il resto di seicentomila? - Kuniko gli tese i cinque biglietti da diecimila avuti da Masako, insieme a quello che già aveva» p. 170... O ancora sulla resa italiana del titolo, battaglia persa, visti i risultati: quattro casalinghe de che?! Si spaccano la schiena facendo il turno di notte in una fabbrica di colazioni in scatola!

    Revisione e pignoleria, ragazzi! Coerenza e morfologia!

    said on 

  • 3

    La protagonista, Masako, è forse il personaggio più odioso che mi sia capitato di "incontrare" in un libro. La storia è quasi per nulla verosimile, e i personaggi che la mandano avanti sono trascurati ...continue

    La protagonista, Masako, è forse il personaggio più odioso che mi sia capitato di "incontrare" in un libro. La storia è quasi per nulla verosimile, e i personaggi che la mandano avanti sono trascurati dal punto di vista dell'introspezione psicologica. Agiscono - come nel caso di Kuniko - come se non avessero una psiche complessa, ma come semplici macchine che vanno avanti a fare quello che devono fare per arrivare alla fine del libro e per rimanere coerenti a un'idea - solo un'idea - di personalità e carattere, dall'autrice, come già detto, trascurata e appena abbozzata.
    Gli do tre stelle e non due perché comunque, in certi momenti mi ha preso.

    said on 

  • 2

    disturbante, troppo lungo, del tutto inverosimile

    mah!! io l'avrei intitolato : le quattro disturbate di Tokyo.
    un noir grottesco, oltre che macabro e crudele, dove i personaggi sono inverosimili e per lo più squilibrati, come Masako, che inizialment ...continue

    mah!! io l'avrei intitolato : le quattro disturbate di Tokyo.
    un noir grottesco, oltre che macabro e crudele, dove i personaggi sono inverosimili e per lo più squilibrati, come Masako, che inizialmente tratteggiata in modo umano e quasi commovente, diventa crudele calcolatrice e spietata, e nello stesso tempo odiosa e irritante.
    vicende inverosimili: la polizia che non cava un ragno dal buco e non sa cosa siano le intercettazioni, cadaveri smembrati con facilità e precisione da chi non ha nemmeno una pur minima cognizione dell'anatomia umana, i pezzi dei corpi inviati in pacchetti via posta, mariti imbecilli e inesistenti, incapaci anche solo di difendersi, figli maleducati e risentiti, donne senza un pur minimo senso di pietà e commiserazione..
    beh, se questa è la società giapponese, sono bene felice di non conoscerla!!
    e che dire del finale, assurdo fino al ridicolo.
    l'idea era buona, poteva essere sviluppata con cura, e con meno inutili pagine.
    decisamente, non lo consiglierei.

    said on 

Sorting by