Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Procurar Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

O Chão que Ela Pisa

Por

Editor: Planeta De Agostini

3.8
(187)

Language:Português | Number of Páginas: 536 | Format: Hardcover | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Italian , French , German

Isbn-10: 9727474810 | Isbn-13: 9789727474813 | Data de publicação: 

Também disponível como: Others

Category: Fiction & Literature , Music

Do you like O Chão que Ela Pisa ?
Junte-se ao aNobii para ver se os seus amigos já o leram, e descubra livros semelhantes!

Registe-se gratuitamente
Descrição do livro
Sorting by
  • 5

    Tutti abbiamo qualcosa che ci sostiene a questo mondo, ma se quel qualcosa viene meno allora che si fa?
    Saremo gli Ormus Cama della situazione o i Rai?
    Si può vivere attaccati ad un ricordo e inseguendolo?
    O si deve andare avanti?
    Cosa succede quando la terra sotto i tuoi ...continuar

    Tutti abbiamo qualcosa che ci sostiene a questo mondo, ma se quel qualcosa viene meno allora che si fa?
    Saremo gli Ormus Cama della situazione o i Rai?
    Si può vivere attaccati ad un ricordo e inseguendolo?
    O si deve andare avanti?
    Cosa succede quando la terra sotto i tuoi piedi inghiotte quello che hai di più caro?
    Hai perso solo quello o anche te stesso?
    E quel qualcosa è mai stato veramente tuo?
    Fin dove può arrivare un amicizia?

    Rushdie cerca di rispondere a tutto questo e a molto più...
    Ecco perché questo libro contiene tutto... E molto di più...

    dito em 

  • 0

    eccezionale, uno dei miei libri preferiti, con una storia densissima impregnata del realismo magico di cui Rushdie è maestro contemporaneo.
    alcuni passaggi meritano doppia e tripla rilettura, tutta la storia è un'esperienza da vivere mettendosi al fianco di Vina ed Ormus, e necessariamente ...continuar

    eccezionale, uno dei miei libri preferiti, con una storia densissima impregnata del realismo magico di cui Rushdie è maestro contemporaneo.
    alcuni passaggi meritano doppia e tripla rilettura, tutta la storia è un'esperienza da vivere mettendosi al fianco di Vina ed Ormus, e necessariamente seguendone i passaggi riecheggia in testa quella sorta di cantilena/melodia che compone la base musicale di "the ground beneath her feet", la canzone degli U2 il cui testo è scritto proprio da Rushdie.
    "All my life I worshipped her."

    dito em 

  • 2

    ...sto leggendolo, o almeno ci sto provando ma trovo la narrazione di Rushdie estremamente difficoltosa. La storia è di per sè affascinante ma lo definirei un libro tutt'altro che scorrevole. Ci sono intere pagine in cui le parole vanno lette e scandite mentalmente una ad una per coglierne il sen ...continuar

    ...sto leggendolo, o almeno ci sto provando ma trovo la narrazione di Rushdie estremamente difficoltosa. La storia è di per sè affascinante ma lo definirei un libro tutt'altro che scorrevole. Ci sono intere pagine in cui le parole vanno lette e scandite mentalmente una ad una per coglierne il senso e i molteplici livelli di significato e trovo che l'autore troppo spesso ceda alla tentazione di voler fare mostra della sua profonda cultura con riferimenti che davvero in pochi sono in grado di cogliere...tanto di cappello, per carità, però alle volte mi viene da dire " che barba!"

    dito em 

  • 3

    Inizi la lettura e vieni subito risucchiato dal vortice degli eventi. Intrigante, magica la prima parte in cui si racconta l'infanzia dei tre protagonisti, il racconto poi si perde e scialacqua negli anni della maturità raggiungendo punte di delirio nel post mortem di Vina. E' il primo libro di R ...continuar

    Inizi la lettura e vieni subito risucchiato dal vortice degli eventi. Intrigante, magica la prima parte in cui si racconta l'infanzia dei tre protagonisti, il racconto poi si perde e scialacqua negli anni della maturità raggiungendo punte di delirio nel post mortem di Vina. E' il primo libro di Rushdie che leggo, nel suo complesso non mi ha entusiasmato ma il suo modo di narrare mi ha affascinato quindi non chiuderò la porta in faccia a prossime letture.

    dito em 

  • 3

    All my life, I worshipped her.
    Her golden voice, her beauty's beat.
    How she made us feel, how she made me real.
    And the ground beneath her feet.
    And the ground beneath her feet.

    queste parole della canzone degli U2, insieme alla storia di Salman Rushdie, mi hanno s ...continuar

    All my life, I worshipped her.
    Her golden voice, her beauty's beat.
    How she made us feel, how she made me real.
    And the ground beneath her feet.
    And the ground beneath her feet.

    queste parole della canzone degli U2, insieme alla storia di Salman Rushdie, mi hanno spinto a leggere questo libro...
    con fatica sono riuscita a finirlo dopo quasi un anno dall'acquisto (lettura intervallata da altri libri).
    Meriterebbe 4 stelle se non fosse che a tratti è pesante, con descrizioni e personaggi secondari superflui...

    dito em 

  • 2

    Giudizio molto severo, che comunque cercherò di motivare. Ho fatto una fatica tremenda a leggere questo libro, che ho comprato di getto, senza leggere nessuna recensione prima, senza aver mai sentito parlare prima, per mia ignoranza, di Rushie.
    E' pesante pesante, PESANTE. Durante la lettur ...continuar

    Giudizio molto severo, che comunque cercherò di motivare. Ho fatto una fatica tremenda a leggere questo libro, che ho comprato di getto, senza leggere nessuna recensione prima, senza aver mai sentito parlare prima, per mia ignoranza, di Rushie.
    E' pesante pesante, PESANTE. Durante la lettura ho preso degli appunti, cosa che solitamente non faccio, per evitare di dimenticarmi tutti i fastidi a cui sono stata sottoposta.
    Non riuscivo a finire di leggerlo e ho addirittura contato le pagine che mi mancavano per la fine, cosa che facevo solo a scuola con il testo di Geografia. L'ho tenuto sul comodino per davvero molto tempo, ma non mollo i libri a metà, non è nei miei principi e quindi alla fine l'ho portato a termine. Che poi la cosa brutta di questi libri che mi tediano così tanto è che mi fanno pensare "Che noia, non voglio leggereee" e a quel punto mi odio e odio doppiamente i libro per come mi fa sentire, in un fastidiosissimo circolo vizioso.
    Ecco cosa c'è scritto sul post-it che mi sono portata dietro con il libro:
    -troppe perifrasi complesse (quelle che ti fanno venire il fiatone) per arrivare al concetto -vedi pag.107-
    -se ne avete la possibilità leggetelo in lingua originale: certo, questa è una regola che vale in generale, ma qui l'autore utilizza molti giochi di parole che in italiano vi lasciano semplicemente indifferenti senza nessun guizzo nello spirito.
    -E' semplicemente ed inutilmente prolisso: l'ho comprato leggendo la quarta di copertina che sembrava introdurre ad una bella storia, che sarebbe stata tale se non fosse stata infarcita di strambe speculazioni filosofiche che ho male sopportato.
    -Le prima 130 pagine sono interminabili, poi pare scorrere un pizzico di più.
    -Leggendo mi distaevo facilmente per le varie divagazioni e poi nel corso del libro si facevano riferimenti ad eventi e persone che io non ricordavo minimamente (es. della signora Egyptus che ho poi ritrovata con un attimo di pazienza a pagina 139)
    -Noia.
    -Ripetitivo.

    Ci sono anche appunti positivi comunque, riguardanti la cultura dell'autore che emerge spesso, ma che lasciano un lettore un po' ignorante come me circa le cose dell'India, con la sensazione di non aver ben afferrato quello che si sta dicendo.
    Umid/Rai è un bel personaggio secondo me ottimamente caratterizzato. Vina è molto esagerata, non ti consente di sentirli lei e con lei. Ormus è altamente surreale. Belle le pagine 94-96.
    Una cosa che ho apprezzato è il modo di comunicare le notizie che sconvolgono la trama, come ad esempio la morte di Sir Darius Xerxes Cama, che vengono annunciate come una mazzata fra capo e collo che ti colpisce da dietro, strategicamente piacevole, a fine paragrafo, senza che niente lo faccia prevedere o sospettare prima.
    Molto bella la storia di come Rai diventa famoso, che è quella che mi è piaciuta di più. Avrei apprezzato di più una narrazione più snella, meno filosofica, a favore della storia in sè per sè.
    Se non lo leggete, non perderete niente, credetemi.

    dito em 

  • 2

    Non finiva più

    Ho davvero faticato a terminare questo libro. E' la prima volta che mi accosto a questo autore e credò sarà anche l'ultima.
    La grande storia d'amore di tra Ormus Cama e Vina Apsara. Ray, l'amico, il terzo incomodo, l'amante. E la storia della musica.Un libro poco scorrevole, a volte deliran ...continuar

    Ho davvero faticato a terminare questo libro. E' la prima volta che mi accosto a questo autore e credò sarà anche l'ultima.
    La grande storia d'amore di tra Ormus Cama e Vina Apsara. Ray, l'amico, il terzo incomodo, l'amante. E la storia della musica.Un libro poco scorrevole, a volte delirante, troppi personaggi seocndari.... insomma le ultime 200 pg ho letto solo la storia pura e semplice saltando tutti i ghirigori che appesantivano il libro.

    dito em 

  • 5

    La cantante Vina Apsara lascia questa terra inghiottita da un terremoto, Rai , suo amico e compagno di letto, racconta delle origini del mito, dall’infanzia in India, dell’amore leggendario con Ormus Cama-altra futura star del rock capace fin da ragazzo di anticipare i più grandi, da Dylan a Lenn ...continuar

    La cantante Vina Apsara lascia questa terra inghiottita da un terremoto, Rai , suo amico e compagno di letto, racconta delle origini del mito, dall’infanzia in India, dell’amore leggendario con Ormus Cama-altra futura star del rock capace fin da ragazzo di anticipare i più grandi, da Dylan a Lennon, scrivendo per primo i loro capolavori- e dell‘abbandono dell‘Oriente per l‘Occidente.Si intrecciano le storie delle famiglie dei tre protagonisti, ognuna con singolarità non da poco, tra mille riferimenti alla mitologia greca e in particolare a quello di Orfeo ed Euridice, del quale il romanzo è rivisitazione.Incantevole storia, impossibile non lasciarsi travolgere dalla voce di Rushdie, vero gigante contemporaneo, capace di unire il meglio della cultura orientale e occidentale in un risultato unico ed entusiasmante.Ma mi rendo conto di non riuscire a trasmettere sul serio il valore del romanzo, lascio parlare Rushdie e allego un brano che mi ha colpito.

    “Ecco dunque i fattori che staccarono Ormus Cama dai normali vincoli della vita familiari.I vincoli che ci strozzano, e che noi chiamiamo amore.A causa dell’allentarsi di quei vincoli Ormus diventò, con tutte le sofferenze che accompagnano questo processo, libero.Ma ciò che noi vogliamo è l’amore, non la libertà.Chi è, dunque, l’uomo più sfortunato?L’amato, che ha ottenuto quanto desiderava il suo cuore e che da quel momento dovrà temerne la perdita per sempre, o l’uomo libero, con la sua libertà non cercata , nudo e solo tra gli eserciti di schiavi della terra?”

    dito em