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O Diário de Anne Frank

Edição Integral

Por

Editor: Record

4.1
(13308)

Language:Português | Number of Páginas: 315 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Slovenian , Greek , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Czech , Hungarian

Isbn-10: 8501044458 | Isbn-13: 9788501044457 | Data de publicação: 

Translator: Alves Calado ; Curator: Mirjam Pressler , Otto H. Frank

Também disponível como: Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrição do livro
Publicado originalmente em 1947, O Diário de Anne Frank já foi lido por milhões de pessoas em todo o mundo. Esta edição, porém, traz pela primeira vez a íntegra dos escritos de Anne, com todos os trechos e anotações que o pai da menina cortou para lançar a versão conhecida do livro. É comovente descobri que, no contexto tenebroso do nazismo e da guerra, ela viveu problemas e conflitos de uma adolescente de qualquer tempo e lugar. Neste volume, o leitor acompanha o desabrochar da sexualidade de Anne, surpreende-se com a relação conflituosa que a jovem tinha com a mãe e se emociona com sua admiração sem reservas pelo pai. Anne registrou admiravelmente a catástrofe que foi a Segunda Guerra Mundial. Seus diário está sempre entre os documentos mais duradouros produzidos neste século, mas é também uma narrativa terna e incomparável, que revela a força indestrutível do espírito humano.
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  • 4

    Non è un caso se in ogni antologia della scuola secondaria inferiore si trovano alcune pagine di questo diario. Non c'è niente di più realistico di un diario. Soprattutto se scritto in due anni di vita passati a nascondersi sempre tra le stesse mura, in quel pezzetto di vita che si chiama adolesc ...continuar

    Non è un caso se in ogni antologia della scuola secondaria inferiore si trovano alcune pagine di questo diario. Non c'è niente di più realistico di un diario. Soprattutto se scritto in due anni di vita passati a nascondersi sempre tra le stesse mura, in quel pezzetto di vita che si chiama adolescenza e in cui ogni cosa è più difficile. Nonostante tutto Anne riesce a fare progetti per il futuro, a litigare con i genitori, a innamorarsi, a farsi delle idee personali sulle persone e sul mondo, proprio come tutti gli altri ragazzi della sua età. Pensa che sarebbe bello un giorno far pubblicare il suo diario per far sapere a tutti quello che succedeva in quella casa segreta e nei suoi pensieri durante la deportazione degli ebrei negli anni della seconda guerra mondiale. Un classico imperdibile.

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  • 5

    Quando riceve un Diario per il suo compleanno, Anna è ancora libera. È una ragazzina di tredici anni, brillante, allegra nonostante stia vivendo in un periodo di guerra, ancora inconsapevole di quello che sta succedendo in Europa. Nelle prime pagine del suo diario, parla delle motivazioni che l’h ...continuar

    Quando riceve un Diario per il suo compleanno, Anna è ancora libera. È una ragazzina di tredici anni, brillante, allegra nonostante stia vivendo in un periodo di guerra, ancora inconsapevole di quello che sta succedendo in Europa. Nelle prime pagine del suo diario, parla delle motivazioni che l’hanno indotta a scrivere, e sono quelle di qualsiasi adolescente: vuole un’amica del cuore con cui parlare di argomenti più intimi, di cui potersi fidare pienamente. La chiamerà Kitty. I primi di luglio del ’42 entra nell’alloggio segreto. A Kitty confida la sua voglia di capire se stessa, di trovare le parole per esprimere le sue idee, per riuscire a gestire il difficile rapporto con gli altri inquilini del rifugio, e le confida la sua solitudine. È l’inizio del cammino di Anna verso una maggiore consapevolezza di sé, un cammino che per lei avviene in condizioni eccezionali.

    Nel rifugio le condizioni di vita sono difficili, i litigi continui, ma è alta la speranza. Invece passa un anno e con l’avvicinarsi del secondo inverno, l’umore di Anna si fa più cupo. Anche gli altri «sono tutti oppressi dall’incubo del prossimo inverno», scrive nel settembre 1943. Il lungo periodo di reclusione, le voci che circolavano sempre di più sulla situazione degli ebrei, l’angoscia, la sofferenza, la paura della morte minano la sua resistenza, consumano i suoi nervi. È la crisi. Con il passare del tempo Anna ripensa alla sua vita precedente, quando era libera e le sembra quasi impossibile di averla vissuta. Si fa strada in lei il presentimento doloroso che a quella vita non tornerà mai più. Il pensiero torna con nostalgia al passato, e nel novembre 1943 Anna scrive che la notte, prima di addormentarsi, ha avuto una visione dell’amica Lies, che non vede da tanto e con la quale aveva già perso i contatti prima di andare nel rifugio. Prova rammarico per essere così lontana da lei. Nella visione Lies ha il “viso smunto e smagrito”, e gli occhi tristi e pieni di rimprovero verso Anna per averla abbandonata. Viene spontanea l’invocazione al “Buon Dio”, perché protegga Lies e non la lasci sola. Si fa strada il pensiero che ormai è troppo tardi, non la rivedrà più, e Anna cerca rifugio nella fede. Passano le feste di Natale, Anna dà un significato ai suoi pensieri: «Lies, pensando a te io vedo sempre la sorte che avrebbe potuto colpirmi, vedo sempre me al tuo posto». Passa anche il Capodanno e Anna rivede nei suoi sogni tutte le persone del passato e definisce Lies il «simbolo della sventura di tutte le mie amiche e di tutti gli ebrei». Anna comincia a perdere la speranza di tornare alla sua vita di prima; l’olocausto del popolo ebreo è anche l’olocausto della sua giovinezza spensierata, che diventa un sogno. L’innocenza perduta di Anna ha il volto di Lies. Anna sente che non la rivedrà più e con la perdita della speranza nel futuro arriva il bisogno di rifugiarsi nell’abbraccio confortante di Dio. Il desiderio struggente di libertà, si fonde con il desiderio di Dio e nel febbraio 1944 scrive: “Per chi ha paura o si sente incompreso e infelice, il miglior rimedio è andar fuori all’aperto, in un luogo dove egli sia completamente solo, solo col cielo, la natura e Dio. Soltanto allora, infatti, soltanto allora si sente che tutto è come deve essere, e che Dio vuol vedere gli uomini felici nella semplice bellezza della natura. Finché ciò esiste, ed esisterà sempre, io so che in qualunque circostanza c’è un conforto per ogni dolore.”

    Nel marzo del 1944 radio Orange annuncia l’intenzione di raccogliere lettere e diari della guerra. Anna vince l’abbatimento, si mette al lavoro e inizia la stesura “in bella copia” del Diario. «Figurati come sarebbe interessante», scrive, «se io pubblicassi un romanzo sull’alloggio segreto». È entusiasta di vedere la propria passione veicolata verso qualcosa di condivisibile. Si rivolge ancora al Diario chiamandolo Kitty, ma ormai non è più l’amica del cuore che era all’inizio. Diventa un luogo dove il raccontare all’effetto terapeutico derivante dal racconto della sua sofferenza, si aggiungono riflessioni sempre più profonde. Nel maggio 1944 scrive: «Mi consolo delle privazioni divertendomi a descriverle nel mio diario». Una delle privazioni è la mancanza di cibo, che si aggrava, e i liberatori non arrivano. La disperazione serpeggia nel gruppo e una domanda si fa sempre più pressante: “a che cosa serve mai la guerra?”. Anna cerca una risposta, e non ne può che scaturire una riflessione amara sull’essere umano: «C’è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all’assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l’umanità, senza eccezioni, non avrà subito una grande metamorfosi, la guerra imperverserà: tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato sarà distrutto e rovinato di nuovo; e l’umanità dovrà ricominciare da capo.» quando scrive queste parole, Anna ha soltanto quindici anni. Eppure, nonostante questa amara constatazione, in uno dei passi più belli e conosciuti del Diario, scrive: «È molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace». Era il 15 luglio 1944. Il diario si interrompe due settimane dopo. Anche in questa riflessione c’è tutta la forza di Anna e la spinta in avanti propria del suo carattere e tipica della sua età. A dispetto di tutto, il Diario è scritto come un libro a lieto fine. Nonostante le privazioni, le sofferenze, i momenti di scoraggiamento, la paura, c’è un’energia ed un amore per la vita che finisce per trascinarci irresistibilmente, e sebbene conosciamo come va a finire, l’orribile epilogo ci coglie impreparati, come un brusco risveglio, e ci lascia sbalorditi. Ed è allora che l’assurdità di quello che è successo ci coglie.

    Aidan Chambers in un interessante saggio, “La penna di Anne Frank”, ha analizzato l’opera di Anna dal punto di vista letterario. La tesi di Chambers è che Anna è da considerarsi un’autrice, e la dimostra partendo dalla definizione di autore come colui che nell’atto di scrittura si sottomette alle domande che il testo pone man mano che prende forma. L’autore non pensa tanto ad un target definito di lettori, ma si rivolge a se stesso. Anche Anna si rivolge a se stessa: Kitty è la sua coscienza sconosciuta, e dice a se stessa quello che ha bisogno di sapere. Nel Diario, Anna è in compagnia della sua coscienza, che è l’urgenza di una destinazione verso l’altro (può essere una persona amata o un altro sé). Questo “altro” ci osserva. Scrive Anna: mi osservo come se fossi un’estranea, e guardo se quello che faccio è giusto o sbagliato. Attraverso questa osservazione, il libro che sta scrivendo le rivela ciò che lei inconsciamente già sa. D’altro canto, l’atto della lettura delega l’atto dell’interpretazione del testo al sé interiore. Quindi attraverso la lettura ci avviciniamo intimamente alla coscienza di un altro e contemporaneamente ci troviamo impegnati con la nostra stessa coscienza. Ci sono certi libri che ci consentono di osservare una coscienza capace di destabilizzarci conducendoci ad un altro livello di consapevolezza. Questi libri sono una rivelazione che ci consente di conoscere con consapevole coscienza di sé qualcosa che non sapevamo di conoscere già. Questo è in conclusione ciò che succede leggendo il Diario, secondo Aidan Chambers, e che fa di Anna Frank un’autentica autrice che ci ha lasciato in eredità la sua coscienza.

    dito em 

  • 0

    Anna Frank come pochi la conoscevano

    La cersione originale in neerlandese che fino a pochi anni fa non era stata tradotta nella versione integrale-ma solo in quella "censurata" dal padre che l'aveva epurata dalle varie tensioni espresse da un'adolescente costretta in uno spazio angusto con degli adulti (che per definizione non capis ...continuar

    La cersione originale in neerlandese che fino a pochi anni fa non era stata tradotta nella versione integrale-ma solo in quella "censurata" dal padre che l'aveva epurata dalle varie tensioni espresse da un'adolescente costretta in uno spazio angusto con degli adulti (che per definizione non capiscono gli adolescent) e alla presa con I primi risvegli ormonali ed il primo dolcissimo amore. Un "must" da leggere in lingua originale prima dell'avvenuto rilascio della versione integrale anche tradotta

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  • 5

    Poco c'è da dire su questo "reperto storico" in chiave diario segreto. Poco perché forse ogni parola non sembra mai abbastanza, ogni giudizio sembra sempre inadeguato.


    "A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto ...continuar

    Poco c'è da dire su questo "reperto storico" in chiave diario segreto. Poco perché forse ogni parola non sembra mai abbastanza, ogni giudizio sembra sempre inadeguato.

    "A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio."

    Il diario di Anna Frank altro non è che una raccolta di momenti di una ragazzina ebrea costretta a nascondersi dai tedeschi in un periodo storico che per gli ebrei era tutt'altro che felice.

    "Se un cristiano compie una cattiva azione la responsabilità è soltanto sua; se un ebreo compie una cattiva azione, la colpa ricade su tutti gli ebrei."

    Durante la lettura del libro devo ammettere che faticavo ad attribuire certi concetti ben sviluppati ad una ragazzina in età pre ed adolescenziale. Poi però mi sono resa conto che a volte è la vita che ti fa crescere, maturare psicologicamente. Inoltre Anna amava leggere, nonostante la sua condizione di rinchiusa in casa con 2 famiglie. Non poteva mettere il naso fuori casa, nessuno doveva sapere. Eppure la sua voglia di scoprire sempre cose nuove non si arrestava mai e anzi si animava nelle letture dei libri.

    Una cosa che non sfugge durante la lettura è, per certo, l'entusiasmo e l'ottimismo che mai manca ad Anna, infatti a mio avviso questo è un libro che almeno una volta nella vita deve essere letto. É quasi assurdo credere che una ragazzina possa darci, in quelle condizioni, dei consigli di vita.

    "Chi è felice farà felici anche gli altri, chi ha coraggio e fiducia non sarà mai sopraffatto dalla sventura!"

    "Coloro che hanno una religione possono ritenersi felici, perché non a tutti è dato credere a cose sopraterrene. Non è neppure necessario credere alla punizione dopo la morte; il purgatorio, l'inferno e il paradiso sono cose che molti possono non ammettere; però una religione, non importa quale essa sia, mette l'uomo sulla buona strada. Non si tratta di temere Iddio, ma di tener alto il proprio onore e la propria coscienza."

    Anna nella scrittura del suo diario analizza se stessa e il piccolo mondo che la circonda. Riflessioni su di sé e sul suo modo di vedere il mondo, non mancano tra le pagine.

    "Non è una mia fantasia che la vista del cielo, delle nubi, della luna e delle stelle mi renda tranquilla e paziente. È una medicina migliore della valeriana o del bromuro. La natura mi rende umile e pronta ad affrontare valorosamente ogni avversità."

    "Quanto sarebbero buoni gli uomini, se ogni sera prima di addormentarsi rievocassero gli avvenimenti della giornata e riflettessero a ciò che v'è stato di buono e di cattivo nella loro condotta! Involontariamente cercheresti allora ogni giorno di correggerti, ed è probabile che dopo qualche tempo avresti ottenuto un risultato. "

    Poche sono fondamentalmente le parole che mi sento in grado di spendere per questo piccolo capolavoro. Il testo parla da se e merita davvero la lettura di tutti noi, nelle scuole soprattutto... Ma anche in autonomia.

    Non posso far altro che augurarvi una Buona lettura!

    (questa recensione è scritta da me personalmente e la puoi leggere sul mio blog a questo link http://mariposaletturaoperosa.blogspot.it )

    dito em 

  • 5

    Vero!

    Da leggere perchè non è scritto per vendere ma per raccontare una storia di vita vera da una ragazzina che non è riuscita a sopravvivere alla crudeltà umana.

    dito em 

  • 5

    DIARIO DE ANA FRANK

    Es un libro muy triste, pero a la vez impresionante. Me ha gustado mucho, sobre todo por que a la semana de terminarlo pude visitar la casa de Ana Frank en Ámsterdam. Es un libro que todo el mundo debería leer.

    dito em 

  • 4

    il mio primo libro! Non è una lettura "facile" ma va fatta, almeno una volta nella vita. Ancora più bello "riviverlo" visitando la casa di Anne ad Amsterdam.

    dito em 

  • 5

    senza parole

    il libro, la storia, si commentano da soli. Ogni considerazione sarebbe pleonastica. Bisognerebbe imparare da Anna il suo entusiasmo, la sua energia ma soprattutto il suo ottimismo, sempre presente anche di fronte all'immenso fantasma della deportazione.

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  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    4

    Una lettura consigliatissima, insieme a Se questo è un uomo di Levi e La notte di Wiesel.
    E' incredibile credere come una ragazzina possa aver scritto di suo pugno alcune parti del libro.
    Un diario "monco" ,che si interrompe bruscamente (anne frank verrà deportata e non scriverà mai più sul suo d ...continuar

    Una lettura consigliatissima, insieme a Se questo è un uomo di Levi e La notte di Wiesel. E' incredibile credere come una ragazzina possa aver scritto di suo pugno alcune parti del libro. Un diario "monco" ,che si interrompe bruscamente (anne frank verrà deportata e non scriverà mai più sul suo diario).

    dito em 

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