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O Jardim de Cimento

Por

Editor: Rocco

3.9
(2475)

Language:Português | Number of Páginas: 132 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , German , Italian , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , French , Polish , Czech

Isbn-10: 8532506526 | Isbn-13: 9788532506528 | Data de publicação: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrição do livro
O pai obsessivo, frágil e irritadiço morre, subitamente, do segundo ataque cardíaco. Sua mulher o segue, pouco depois, deixando os quatro filhos entregues à própria sorte, inseguros, mal formados, liderados pelos dois mais velhos, adolescentes indiferentes e vazios. Encerradas em um minúsculo mundo, cujo contato com o real é episódico, as crianças, órfãos de pai e mãe, entregam-se a todos os tipos de sensações, semeando com suas atitudes, não mais um jardim, mas o caos, o labirinto existencial para o qual não há saída. Em 'O jardim de cimento', Ian McEwan trata da infância perdida, do que acontece quando não existem limites e todos os mais pervertidos impulsos podem ser testados, sem freios.
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  • 4

    Inizia come un libro qualunque. Quindici sacchi di cemento scaricati in una cantina per essere utilizzati da un padre come tanti altri, a tratti irascibile, piuttosto indifferente e autoritario, cardi ...continuar

    Inizia come un libro qualunque. Quindici sacchi di cemento scaricati in una cantina per essere utilizzati da un padre come tanti altri, a tratti irascibile, piuttosto indifferente e autoritario, cardiopatico, a capo di una famiglia composta da moglie e quattro figli. E qui la "normalità" finisce per cedere il passo a un racconto scorrevole, attanagliante, anche se via via sempre più sgradevole e perverso. Vita e morte si intrecciano in una quasi totale assenza di sentimenti. Coprotagonista il cemento, metafora del legame tra i quattro ragazzi, e presenza fisica che custodisce un macabro segreto.
    Una storia cattiva, narrata in maniera talmente magistrale da costringere il lettore ad arrivare alla fine senza interrompere la lettura, quasi in apnea.

    dito em 

  • 2

    "Come se fossimo vere persone"

    Questa è una storia macabra e sordida, surreale e angosciante, ma talmente al limite, talmente carica da uscire dal credibile ed entrare nel grottesco.

    La storia è sicuramente molto ben scritta, non ...continuar

    Questa è una storia macabra e sordida, surreale e angosciante, ma talmente al limite, talmente carica da uscire dal credibile ed entrare nel grottesco.

    La storia è sicuramente molto ben scritta, non sembra peraltro di leggere un libro di McEwan, non è affatto pedante né eccessivamente esplicativo.

    McEwan rappresenta il degrado della condizione umana, rendendone protagonisti quattro fratellini che, rimasti orfani a distanza di pochissimo tempo sia di madre che di padre, "come fossero persone vere", interpretano la vita e il dolore della perdita, facendosi guidare dagli aspetti più oscuri, sordidi e morbosi dell'animo umano.

    Davanti al racconto di una storia siffatta, mi vien da chiedermi quale possa esserne l'utilità. Quale lo scopo di una rappresentazione di un simile squallore, senza redenzione, senza via di uscita, senza alcuna speranza.

    Io, che non possiedo il gusto del macabro, del morboso e del grottesco, non sono proprio riuscita ad apprezzare questa lettura.

    dito em 

  • 4

    Gruppo di famiglia in un interno ….

    Perfettamente centrato il titolo vagamente ossimorico perché il cemento domina completamente la scena.
    Cemento di grattacieli che incombono sullo sfondo di quella strana casa costruita quasi come un c ...continuar

    Perfettamente centrato il titolo vagamente ossimorico perché il cemento domina completamente la scena.
    Cemento di grattacieli che incombono sullo sfondo di quella strana casa costruita quasi come un castello in una zona degradata , in mezzo alle erbacce che tentano di nascondere ruderi di ex caseggiati abbandonati , cemento per una mal riuscita imitazione di giardino in cui i fiori sono sostituiti da pietre , ed infine cemento a colmare il baule di una cantina e a suggellare uno scellerato patto di solidarietà e di complicità .
    Una famiglia di persone isolate che vivono in un mondo tutto loro che non accetta intromissioni , che non frequentano né ricevono amici o semplici conoscenti , nella quale i genitori occupano un ruolo tanto marginale che i loro nomi non vengono mai nominati .
    E poi Julie , la primogenita , che sta uscendo dall'adolescenza e che con il fratello Jack , più giovane di lei di qualche anno e nel pieno di una irrefrenabile tempesta ormonale , si diverte ad “ispezionare” l'altra sorellina minore Sue che accetta di buon grado il gioco mentre l'ultimo nato , il piccolo Tom che non disdegna di farsi travestire da bambina , pare assistere a tutti gli avvenimenti in maniera più partecipe di quanto la sua età infantile farebbe pensare.
    Una prosa lucida ed acuminata per un romanzo breve , dallo sviluppo totalmente inaspettato e diverso dagli altri di McEwan da me letti sino ad ora , che mi ha disorientato ma anche soggiogato al punto di costringermi ad una lettura quasi ininterrotta sino alla fine .

    dito em 

  • 4

    Skyfall

    È una storia forte, dura, macabra, a tratti insopportabile, ma pennellata magnificamente; un McEwan che non mi aspettavo, un McEwan che non volevo - non adesso - ma che ho accolto nonostante mi abbia ...continuar

    È una storia forte, dura, macabra, a tratti insopportabile, ma pennellata magnificamente; un McEwan che non mi aspettavo, un McEwan che non volevo - non adesso - ma che ho accolto nonostante mi abbia disturbata parecchio.
    Un McEwan da leggere, a denti stretti.

    dito em 

  • 4

    avendo letto il libro anni fa mi erano rimaste solo parole, ma ultimi eventi hanno tirato fuori questa storia di giochi innocenti per bambini…

    la città in cui vivo non appartiene alla cartografia del ...continuar

    avendo letto il libro anni fa mi erano rimaste solo parole, ma ultimi eventi hanno tirato fuori questa storia di giochi innocenti per bambini…

    la città in cui vivo non appartiene alla cartografia del turismo organizzano, ma alla fiera dell'est dove artigiani per allocchi propinano il condensato dell'ovvietà. a me piace girarci intorno, piace sentire le parole del mercato, mi strofinano le orecchie i recuperi tradizionali dell'antica arte delle ricamatrici o gli scannerizzatori del futuro… ma questo non c'entra. nei mercato ci scorrono scarfacei zingari coi loro bambini disegnati sui maglioni e bobmarleiani ragazzotti con cani da adottare e fintesignore con la parrucca e fintiuomini orfani di lucidascarpe e bastardosi barboni che leggono libri con un bicchierino per le elemosine. insomma la babele dei mercati mischia la lingua, ma nasconde i gesti. sono mercati protetti da un dio minore. ora se qualcuno viene in casa che turisticamente non è collocata e mi dice -¿quanti libri hai? (in falso ispanico)- io rispondo -'non sono libri: è carità...'-

    ho liberato il mare (la mente) dai pesci costruendo per loro ali di cera. ora l'acqua (il nulla) è popolata solo di pescecani che come le urla della notte si sbranano fra loro. ho accumulato tante parole che adesso devo consumare ché non si infradicino... sono nel posto giusto per farmi esplodere.

    "se ti fermi a guardare una foglia che cade, vedrai l'autunno"
    (zhang yimou)

    …c'è qualcuno che l'ha voluto.

    dito em 

  • 4

    Un libro piccolissimo per pagine, ma pesante nella storia e nel modo in cui McEwan ce la presenta, pesante come il cemento che da il via a tutta la storia. Un racconto morboso di vita e morte, amore e ...continuar

    Un libro piccolissimo per pagine, ma pesante nella storia e nel modo in cui McEwan ce la presenta, pesante come il cemento che da il via a tutta la storia. Un racconto morboso di vita e morte, amore e odio, fanciullezza e perdita dell'innocenza.

    dito em 

  • 4

    Adoro McEwan e questo scritto di appena meno 100 pagine l'ho divorato... storia triste nei suoi sviluppi e nella sua realtà, figure precise che contornano una vicenda di solitudine e miseria ... quasi ...continuar

    Adoro McEwan e questo scritto di appena meno 100 pagine l'ho divorato... storia triste nei suoi sviluppi e nella sua realtà, figure precise che contornano una vicenda di solitudine e miseria ... quasi scontato il finale che l'autore porta all'apparente realtà.

    dito em 

  • 0

    una colata di cemento sull'anima

    quattro ragazzini di un quartiere periferico e di classe sociale piuttosto bassa che perdono prima il padre e poi la madre e si comportano di conseguenza...triste esempio di adolescenza sbalestrata e ...continuar

    quattro ragazzini di un quartiere periferico e di classe sociale piuttosto bassa che perdono prima il padre e poi la madre e si comportano di conseguenza...triste esempio di adolescenza sbalestrata e infanzia finita tropppo in fretta...niente a cui Il Signore delle mosche non ci avesse preparato...

    "cedo sotto il peso del vento fuoriuscito dalla crepa" Cit. DFW

    dito em 

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