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O Señor dos Aneis I

A Irmandade do Anel

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Editorial: Edicións Xerais De Galicia

4.4
(5217)

Language:Galego | Number of Pages: 520 | Format: Paperback | Noutras linguas: (outras linguas) English , Spanish , Portuguese , Italian , Catalan , German , French , Norwegian , Dutch , Swedish , Russian , Czech , Slovenian , Croatian , Hungarian , Finnish , Polish , Greek , Basque , Turkish , Arabic , Romanian

Isbn-10: 848302683X | Isbn-13: 9788483026830 | Publish date: 

Translator: Moises Rodriguez Barcia

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrición do libro
O Señor dos Aneis trata principalmente dos hobbits, e nas súas páxinas o lector descubrirá moito sobre o seu carácter e algo sobre a súa historia. Os hobbits constitúen un pobo discreto pero moi antigo, noutrora máis numeroso do que é hoxe en día. Aman a paz e a tranquilidade, e o cultivo da boa terra; o seu hábitat preferido constituíao unha rexión ben organizda e cultivada. Non comprenden nin gostan de máquinas máis complicadas ca un muíño de auga ou un tear de man, anque son hábiles coas ferramentas. Xa nos tempos antigos desconfiaban polo xeral da “Xente Grande”. Teñen o oído agudo e a vista penetrante, e anque tenden a ser gordos e non corren innecesariamente, son de movementos áxiles e lixeiros. En A Irmandade do Anel, o primeiro volume desta triloxía, o Hobbit Frodo Bulseiro recibe un Anel máxico como herdanza do seu tío Bilbo. Para protexer este Anel e evitar que caia nas mans dos servidores do Señor Escuro créase A Irmandade do Anel, composta por representantes dos pobos dos elfos, os homes, os hobbits e os ananos, que acompañarán a Frodo durante unha longa viaxe por terras estrañas e perigosas. Publicada en 1955, O Señor dos Aneis, a máis complexa das obras de Tolkien, supuxo a definitiva renovación do xénero fantástico. J.R.R. Tolkien, como filólogo e estudioso dos mitos, elaborou complexas estructuras nas súas historias, cheas de detalles e estilisticamente afastadas das modas. A través do universo fantástico descrito en O Señor dos Aneis, debedor da mitoloxía escandinava, Tolkien formula o tema da corrupción do poder e a impersonalización do mundo industrializado. O seu profundo coñecemento dos ritos e o seu estilo marcadamente inglés fixeron desta triloxía épica, novelas que hoxe teñen unha extraordinaria vixencia e aceptación entre os lectores mozos de todo o mundo.
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  • 4

    Non linciatemi ma... ci credereste che un pochino all'inizio mi ha lasciata delusa? Il ritmo è davvero molto lento, il tono è quello di una fiaba piuttosto che di un romanzo fantasy, perfino quando si comincia a parlare di nazgul e della missione di Frodo non sembra poi così terribile. Purtroppo ...continuar

    Non linciatemi ma... ci credereste che un pochino all'inizio mi ha lasciata delusa? Il ritmo è davvero molto lento, il tono è quello di una fiaba piuttosto che di un romanzo fantasy, perfino quando si comincia a parlare di nazgul e della missione di Frodo non sembra poi così terribile. Purtroppo io ho avuto la sfortuna - si fa per dire - di crescere con i film di Peter Jackson e soltanto dopo anni mi sono accostata ai libri, credendo di trovare gesta epiche ed eroiche. E queste in effetti non mancano, ma il modo in cui sono narrate è molto secco, nessuno viene esaltato, sta al lettore riconoscere se un'impresa vale la pena di essere commemorata o no.
    Mi ha lasciata un po' scontenta trovare il libro così diverso dal film. A grandi linee, la storia è quella e il "succo" è rimasto inalterato, ma credo che Jackson abbia calcato un po' la mano in alcuni punti per attirare di più il consenso del pubblico, facendo dei tagli anche consistenti sulla trama del libro.
    Nel film non c'è traccia di Tom Bombadil, e i nazgul sono molto più terribili di come appaiono nel libro. E' vero che Tolkien attraverso i suoi personaggi ribadisce più volte la pericolosità di queste creature, ma sarà stata la mancanza della colonna sonora da brivido che invece c'è nella trasposizione cinematografica, i servi di Sauron non mi hanno fatto chissà quale impressione. Un'altra grande differenza la si trova proprio all'inizio della storia: dalla partenza di Bilbo, passano anni prima che Frodo decida di lasciare la Contea, mentre nel film questo accade la sera stessa del compleanno di Bilbo Baggins.

    recensione completa qui: http://libridelcuorecuoridilibri.blogspot.it/2014/04/recensione-il-signore-degli-anelli-la.html

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  • 3

    Il più bello dei tre. Però non è riuscito a prendermi completamente. Molto descrittivo, lento, ogni cosa viene notata e descritta nei minimi dettagli. Ecco probabilmente questa è la cosa che mi ha portato a non amare particolarmente questo libro.

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  • 4

    Non sono un grande fan de "Il signore degli anelli", ma credo che questo primo libro sia il migliore. Comunque farò una recensione più adeguata dell'edizione completa della Bompiani, sempre nella mia libreria.
    In ogni caso, consigliato.

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  • 5

    Non tutto quel ch'è oro brilla,
    Né gli erranti sono perduti;
    Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza,
    Le radici profonde non gelano.
    Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
    L'ombra sprigionerà una scintilla;
    Nuova sarà la lama ora rotta,
    E re quel ch'è senza corona ...continuar

    Non tutto quel ch'è oro brilla,
    Né gli erranti sono perduti;
    Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza,
    Le radici profonde non gelano.
    Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
    L'ombra sprigionerà una scintilla;
    Nuova sarà la lama ora rotta,
    E re quel ch'è senza corona.

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  • 5

    Rilettura 25 anni dopo la prima volta. Non mi ricordavo che procedesse così lentamente, con continue descrizioni degli spostamenti a destra a sinistra verso l'alto verso il basso. E non mi ricordavo che la Terra di mezzo fosse così vuota: a parte puntiformi eccezioni (Brea, Gran Burrone) sembra c ...continuar

    Rilettura 25 anni dopo la prima volta. Non mi ricordavo che procedesse così lentamente, con continue descrizioni degli spostamenti a destra a sinistra verso l'alto verso il basso. E non mi ricordavo che la Terra di mezzo fosse così vuota: a parte puntiformi eccezioni (Brea, Gran Burrone) sembra che non ci viva nessuno.

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  • 4

    Un classico!

    Dopo anni in cui pensavo che fosse un libro troppo pesante e quindi non aver mai tentato di leggerlo, posso dire che mi sbagliavo! A parte un paio di punti (l'incontro con Tom Bombadil e il Consiglio di Elrond) che sono un poco più lunghi ed intricati, la storia procede scorrevole, con descrizion ...continuar

    Dopo anni in cui pensavo che fosse un libro troppo pesante e quindi non aver mai tentato di leggerlo, posso dire che mi sbagliavo! A parte un paio di punti (l'incontro con Tom Bombadil e il Consiglio di Elrond) che sono un poco più lunghi ed intricati, la storia procede scorrevole, con descrizioni vivide e dialoghi non troppo incalzanti. Vivamente consigliato ad appassionati e non!

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