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O Senhor das Moscas

Por

Editor: O Globo

4.0
(13609)

Language:Português | Number of Páginas: 220 | Format: Hardcover | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , French , Italian , Polish , Russian , Catalan , Swedish , Japanese , Greek , Galego , Czech , Farsi , Korean , Dutch , Estonian

Isbn-10: 8589665186 | Isbn-13: 9788589665186 | Data de publicação: 

Também disponível como: Softcover and Stapled , Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Descrição do livro
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  • 4

    Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, come la maggior parte dei miei acquisti, e devo dire che mi è piaciuto. Descrive molto bene cosa possa diventare la società senza darsi delle regole, ricordandoci che tutto sommato anche l'uomo non è che una bestia, ma più "educata" (nel senso di cultur ...continuar

    Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, come la maggior parte dei miei acquisti, e devo dire che mi è piaciuto. Descrive molto bene cosa possa diventare la società senza darsi delle regole, ricordandoci che tutto sommato anche l'uomo non è che una bestia, ma più "educata" (nel senso di cultura). La scelta di mettere dei ragazzini come protagonisti è azzeccatissima, proprio perché ancora guidati più dall'istinto che dalla ragione. Sono stati caratterizzati benissimo, dal riflessivo all'arrogante, suscitando al lettore tutte le emozioni che possono suggerire le varie personalità (non ho mai odiato tanti personaggi in un solo libro).
    Anche il lato avventuroso è ben descritto, appassiona e non stanca... ma, in generale, tutto il libro fila via che è un piacere.
    L'unica cosa che non ho ben capito è come fosse fatta l'isola, non so se per la traduzione adattata o se proprio perché descritta in maniera a mio parere un po' confusa (non ho letto in lingua originale, quindi non saprei dire dove sta il "problema").
    Ottima lettura, consigliato.

    dito em 

  • 3

    Una visione troppo pessimistica dell'umanità.

    Quello che non mi è piaciuto in qeusto libro, e che emerge chiaramente dalla lettura, è la visione pessimistica che l'autore ha dell'umanità. Vi è una frase nel libro che ben rappresenta questa sua visione: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
    La capacità narrativa e lin ...continuar

    Quello che non mi è piaciuto in qeusto libro, e che emerge chiaramente dalla lettura, è la visione pessimistica che l'autore ha dell'umanità. Vi è una frase nel libro che ben rappresenta questa sua visione: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
    La capacità narrativa e linguistica di Golding è indiscutibile.

    http://www.mr-loto.it/recensioni/il-signore-delle-mosche.html

    dito em 

  • 3

    Un 3,5 en realidad

    El Señor de las Moscas no ha sido todo lo que esperaba, ya que tenía en mente que sería un libro un poco más crudo y despiadado de lo que ha terminado siendo. Me ha gustado mucho todo el aspecto psicológico de los personajes, pero ciertas cosas del contexto y otras que vi poco coherentes no me ha ...continuar

    El Señor de las Moscas no ha sido todo lo que esperaba, ya que tenía en mente que sería un libro un poco más crudo y despiadado de lo que ha terminado siendo. Me ha gustado mucho todo el aspecto psicológico de los personajes, pero ciertas cosas del contexto y otras que vi poco coherentes no me han dejado disfrutarlo todo lo que me hubiera gustado.

    http://lavidasecretadeloslibros.blogspot.com.es/2015/01/resena-el-senor-de-las-moscas-de.html

    dito em 

  • 1

    una stella dei vecchi tempi...(nel senso del giudizio :-))))))))

    Purtroppo la lettura di questo libro è coincisa con alcune mie questioni private (che tra l'altro mi hanno anche pure incattivito un po').
    Probabilemente la recensione risentirà del mio umore. Un libro dovrebbe catturare e distrarre dai propri pensieri (o sono troppo legato a vecchi schemi? ...continuar

    Purtroppo la lettura di questo libro è coincisa con alcune mie questioni private (che tra l'altro mi hanno anche pure incattivito un po').
    Probabilemente la recensione risentirà del mio umore. Un libro dovrebbe catturare e distrarre dai propri pensieri (o sono troppo legato a vecchi schemi?). La tematica poteva essere interessante (i ragazzi lasciati da soli che si 'autogestiscono'). E' lo stile , la struttura della storia che non prendono. Almeno, io non sono stato preso dai personaggi. Si dice che dovrebbe essere testo da consigliare anche agli adolescenti... Me ne guarderei bene: si annoierebbero non poco nella lettura del volume.
    E comunque non lo consiglierei nemmeno ad un adulto.
    Anobii è diventato troppo buonista: i parametri delle stelle sono un coacervo di melassa e saccarina.
    Una stella non può corrispondere a mediocre; mediocre significa che almeno qualcosa ha funzionato.
    Qui si salva meno di poco. Forse il soggetto. Una stella=deludente.

    dito em 

  • 5

    La crudeltà

    Non esiste modo migliore di rappresentare la crudeltà del genere umano attraverso gli occhi di un ragazzino. L'infanzia, l'adolescenza, la maturità, attraversano tutte la stessa identica porta: quella della reale umanità, quella volta a constatare che le convenzioni sociali, le regole e le norme ...continuar

    Non esiste modo migliore di rappresentare la crudeltà del genere umano attraverso gli occhi di un ragazzino. L'infanzia, l'adolescenza, la maturità, attraversano tutte la stessa identica porta: quella della reale umanità, quella volta a constatare che le convenzioni sociali, le regole e le norme non sono altro che ostacoli da superare per dare libero sfogo alla nostra vera natura, una natura istintiva e primordiale. Alla fine tutti cederemo.
    Un libro che lascia sgomenti e allo stesso tempo consapevoli.

    dito em 

  • 1

    Non interessante...

    Niente di particolare, ho dovuto interrompere la lettura.
    Non mi ha suscitato interesse; ma forse non è il mio genere preferito di lettura....
    Saluti.
    Ginseng666

    dito em 

  • 5

    Letto qualche anno dopo aver visto il bel film di Peter Brook.
    Gran bella storia scritta in crescendo angosciante. Nonostante sapessi già tutto mi ha catturato.
    Il film riesce decisamente meglio a rendere l'atmosfera, ma non so se perché visto prima di aver letto il romanzo.

    dito em 

  • 4

    Il genere umano descritto con un atroce realismo

    Questo è un romanzo ambizioso, che giunge fino al nocciolo della natura umana e la sviscera di tutto il suo contenuto. È di un'atrocità disarmante ma, forse, l'aspetto più crudo è il realismo con cui è descritta tale atrocità. Mi ha ricordato molto il saggio di Bocchiaro "I fiori del male", in cu ...continuar

    Questo è un romanzo ambizioso, che giunge fino al nocciolo della natura umana e la sviscera di tutto il suo contenuto. È di un'atrocità disarmante ma, forse, l'aspetto più crudo è il realismo con cui è descritta tale atrocità. Mi ha ricordato molto il saggio di Bocchiaro "I fiori del male", in cui viene esposto come, ogni essere umano, posto in determinati contesti, possa divenire un carnefice. Golding mostra come anche l'infanzia, da sempre vista come benevola, celi in realtà un aspetto malvagio e crudele, intrinseco in ogni uomo. Forse solo conoscendo i nostri limiti potremo migliorare il nostro essere. Forse.

    dito em 

  • 5

    Un capolavoro dell'orrore puro che si annida sempre nell'essere umano.

    Un libro da leggere assolutamente. Un capolavoro il libro di Golding.
    Mi torna alla mente Cuore di tenebra di Conrad per alcune associazioni di idee riguardo Il signore delle mosche: l'orrore; l'orrore di guardare dentro se stessi in luoghi e condizioni disperate per la psiche umana.
    ...continuar

    Un libro da leggere assolutamente. Un capolavoro il libro di Golding.
    Mi torna alla mente Cuore di tenebra di Conrad per alcune associazioni di idee riguardo Il signore delle mosche: l'orrore; l'orrore di guardare dentro se stessi in luoghi e condizioni disperate per la psiche umana.
    Guardare dentro di sè e scoprire l'abisso nero dell'istinto celato dentro ogni essere umano sotto forma animale, genere al quale dimentichiamo troppo spesso di appartenere.
    Questo reso ancora più evidente dall'età dei protagonisti: la loro verginità, il loro stupore, che ancora non li ha formati del tutto e li contraddistingue come semi-umani, selvaggi, ancora senza una vera morale e senso dell'etica.
    Il tutto porterà ad un'insano ritorno atavico della violenza tribale, al tributo di sangue, e alla paura del non reale.

    dito em 

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