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O Talismã do Poder

Crónicas do Mundo Emerso

By Licia Troisi

(5)

| Paperback | 9789722339889

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Book Description

A trilogia Crónicas do Mundo Emerso chega ao fim com este terceiro e último volume, o Talismã do Poder. A devastação total das Terras do Mundo Emerso pelos exércitos malévolos do Tirano está iminente, e só Nihal poderá salvá-las. Terá de reunir as oi Continue

A trilogia Crónicas do Mundo Emerso chega ao fim com este terceiro e último volume, o Talismã do Poder. A devastação total das Terras do Mundo Emerso pelos exércitos malévolos do Tirano está iminente, e só Nihal poderá salvá-las. Terá de reunir as oito pedras que compõem o talismã de poderes misteriosos e que são dedicadas aos espíritos da natureza, os únicos capazes de combater a força destruidora do Tirano e pôr fim à guerra. Nihal e Sennar arriscam as suas vidas numa missão heróica pela salvação do Mundo Emerso. Um final apoteótico para este épico fantástico que arrebatou desde logo o público e a crítica

168 Reviews

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    *** This comment contains spoilers! ***

    10 motivi per decidere di non leggere Le Cronache del Mondo Emerso

    Una premessa: questa recensione riguarda l'intera trilogia, mentre il voto (1 stella) si riferisce solo al terzo volume (la media di voti dell'intera saga sarebbe 2 stelle...non molto diversa comunque).
    Ho iniziato a leggere questa saga poiché mi è s ...(continue)

    Una premessa: questa recensione riguarda l'intera trilogia, mentre il voto (1 stella) si riferisce solo al terzo volume (la media di voti dell'intera saga sarebbe 2 stelle...non molto diversa comunque).
    Ho iniziato a leggere questa saga poiché mi è stata regalata; inoltre ricordo che una mia cara amica anni fa l'aveva divorata, mi sono dunque fidata convinta di trovare qualcosa di nuovo in questa autrice a me nuova (era la prima volta che leggevo qualcosa della Troisi).
    Questa trilogia è un completo disastro sotto tutti i punti di vista. Credo che la Troisi non abbia la minima idea di come si scrive un libro, davvero.
    E pensare che il primo volume, Nihal della terra del vento, non mi era nemmeno dispiaciuto più di tanto: a parte gli errori sintattici e grammaticali, a parte la banalità sconcertante della trama, c'è qualcosa che mi ha tenuta incollata alle pagine e che non mi ha permesso di chiudere il libro la notte. Quindi, almeno, il fattore coinvolgimento c'era. Le basi sulle quali si fondava erano (sono) precarie, ma perlomeno ho vissuto quell'ansia che ti invoglia ad andare avanti nella lettura.
    Con i due volumi successivi questo non è accaduto. Il ritmo della storia è andato scemando via via che le pagine scorrevano, e la voglia di sapere cosa ne sarebbe stato di Nihal e co. in me è scomparsa ben presto. Ho impiegato un mese e mezzo a terminare il terzo volume (contro i 3 giorni del primo).
    Ecco alcuni degli aspetti che spiegano il perché la Troisi come scrittrice è un'incapace:

    1. Errori grammaticali. Sì, perché la saga ne è piena, evviva! Una scrittrice che non si preoccupa nemmeno di rileggere e correggere il suo lavoro per me è...ehm...meglio che non lo scriva, và.

    2. Scarsa documentazione. La Troisi scrive che per tirare con l'arco non è necessaria la forza fisica. O che durante la battaglia, agli allievi che vi partecipano vengono fatti indossare corpetti di colori sgargianti in modo che vengano notati facilmente dai maestri che poi dovranno valutarli in base al modo in cui si sono comportati. Ma dico io...vi pare? Non solo questi poveri ragazzi verrebbero notati dai loro insegnanti, ma pure dai nemici che di certo non esiterebbero a fare piazza pulita di mocciosi piagnucoloni.

    3. Mancanza di originalità. Ma sul serio questa storia dovrebbe rappresentare qualcosa di nuovo nel panorama fantasy? Ma quando mai? Vediamo che cosa troviamo in questa saga: draghi, gnomi (GNOMI???!!!???!! qualcuno dica alla Troisi che si è confusa con i Nani per favore!!), un Tiranno (insulso e inutile, ma ne parlerò meglio dopo), una ragazza dal passato tormentato, diversa dagli altri ed emarginata ma forte e bellissima, un mago figaccione che si innamora di lei, pirati, mostri non meglio specificati, fammin (che boh, qualcuno ha capito cosa sono e come sono fatti in fin dei conti?), magia, folletti, battaglie descritte malissimo, tra l'altro.
    In questa saga ci viene presentato solamente un gran minestrone (cucinato male) che rimescola i vari topoi del genere, e che sembra tanto uno spin-off di Dungeons&Dragons. Tolkien, Lewis, se ci siete battete un colpo.

    4. Anacronismi à go-go. Certo, perché nel mondo della Troisi espressioni come ''andato nel pallone'', ''molta brigata, vita beata'', ''uno a zero per me!'' sono tipicamente medioevali. Lasciamo perdere poi le date: l'autrice non si è nemmeno sforzata di dare nomi di fantasia ai mesi dell'anno, e così ci ritroviamo con dei vari ''21 dicembre'' e via dicendo.

    5. Mancanza totale di descrizioni. La Troisi non mostra, ma racconta. Sempre. Le battaglie te le devi immaginare di sana pianta. I paesaggi pure. Non c'è una battaglia una che sia descritta, mostrata. Un esempio che vale per tutti i combattimenti del libro (sono tutti ''descritti'' in questo modo):
    Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.
    E mi fermo qui.

    6. La fiera delle contraddizioni. Siccome è molto difficile in fase di scrittura, tornare indietro di qualche riga a rileggere quello che si è già scritto, ecco cosa ne è saltato fuori in questo particolare caso:
    ''Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse''
    ed ecco che qualche riga dopo....
    ''Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere''.
    Ma Fen non era superprevedibile? Aspetta, forse mi sono persa qualcosa...mah, lascio perdere che è meglio.

    7.Personaggi appena abbozzati. Credo che l'unico personaggio della saga che viene approfondito in maniera sufficiente sia Ido. La sua psicologia è abbastanza chiara e non si fatica troppo ad immedesimarsi in lui. Ma lui è l'unico.Sennar? Se fosse morto non mi avrebbe fatto nè caldo nè freddo. Laio? La sua morte mi ha forse resa felice, perché si tratta del personaggio più stupido e fastidioso della storia della letteratura.
    Il Tiranno? È il villain peggiore che io abbia mai visto. È semplicemente inutile. le motivazioni che lo spingono a conquistare il Mondo Emerso sono ridicole e insensate. Io veramente non so come si possa basare una saga, a basare una storia, su un cattivo del genere.

    8. Plot holes a più non posso. Non posso elencarli tutti, ci mancherebbe. Dovrei starmene qui seduta per il resto dei miei giorni, mentre come capirete ho di meglio da fare che pensare ai disastri che combina la Troisi. Ecco un esempio: l'esercito del Mondo Sommerso: scomparso (vi rendete conto che il secondo volume della trilogia è completamente inutile ai fini della trama?)

    9. Noianoianoianoia. Le otto missioni per recuperare le otto pietre da porre nel talismano sono raccontate tutte alla stessa maniera. Tutte, tanto che ripensandoci non riesco a ricordarne nemmeno una, salvo forse quella del cubo con i punti di vista invertiti e le scale sottosopra. Il viaggio di Nihal e Sennar nel terzo volume è noia allo stato puro.

    10. Editor a chi?. Le due editor della Troisi (Francesca Mazzantini e Roberta Marasco) sono autrici rispettivamente dei testi del reality show ''L'Isola dei famosi'' e un libro Harmony. No comment.

    Potrei elencare molti altri difetti della saga (moralismi stucchevoli, retorica dilagante, banalità varie) ma mi fermo qui perché sono stufa.
    Spero sinceramente che chi legga questa recensione con in testa l'idea di iniziare a leggere Le Cronache cambi idea, perché è davvero una cattiva idea quella di sprecare giorni preziosi della propria vita leggendo spazzatura chiara e dichiarata.
    A presto!

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    nuvoladivapore said on May 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Grande stima per la scrittrice, ma la saga non mi ha convinto del tutto.
    C'era un grande potenziale: la ragazza sopravvissuta che diventa una grande guerriera, draghi, magia, impavidi cavalieri, mostri e pirati...ma non ce l'ha fatta a rapirmi e a f ...(continue)

    Grande stima per la scrittrice, ma la saga non mi ha convinto del tutto.
    C'era un grande potenziale: la ragazza sopravvissuta che diventa una grande guerriera, draghi, magia, impavidi cavalieri, mostri e pirati...ma non ce l'ha fatta a rapirmi e a farmi leggere come se le pagine dei tre libri fossero ossigeno.
    La storia scorre, ma non cattura.
    In ogni caso lo consiglio ad una fascia d'età più bassa (11-14 anni).

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    Bobby said on Apr 8, 2014 | Add your feedback

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    Aster e Laio

    Non posso dire che non sia una bella conclusione, alla fine i buoni vincono. Il punto però è proprio questo,esistono i buoni? Il punto di forza della Troisi è come già detto l'introspezione psicologia dei personaggi siano essi buoni o cattivi. E quan ...(continue)

    Non posso dire che non sia una bella conclusione, alla fine i buoni vincono. Il punto però è proprio questo,esistono i buoni? Il punto di forza della Troisi è come già detto l'introspezione psicologia dei personaggi siano essi buoni o cattivi. E quando si scorge l'umanità del nemico, non può esservi lieto fine. Perché quella che alla fine ci tratteggia la Troisi è un'umanità dolente,con poche speranze e niente bellezza. La morte di Laio in questo senso è emblematica: ciò che è puro soccombe. Così il lieto fine è molto relativo e solo l'amore tra Sennar e Nihal ci da un po' di conforto.
    Da leggere con il cuore saldo, senza lasciarsi sopraffare dallo sconforto

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    Rosmundadovar said on Mar 14, 2014 | Add your feedback

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    Este libro es distinto a los anteriores: Nihal ya no es una niña, ha madurado y se pregunta si ha aprovechado bien su vida. Sennar ya no es un inocente mago que creía tener las respuestas a todos los problemas. También conocemos el pasado de algunos ...(continue)

    Este libro es distinto a los anteriores: Nihal ya no es una niña, ha madurado y se pregunta si ha aprovechado bien su vida. Sennar ya no es un inocente mago que creía tener las respuestas a todos los problemas. También conocemos el pasado de algunos personajes, como Reis, Aster o Aires, y las Tierras Libres están a punto de caer bajo el poder del Tirano.

    Licia Troisi nos trae una lectura evasiva, sin grandes complicaciones, con un lenguaje llano y cercano que conecta con el público juvenil. La odisea de Nihal hará pasar al lector por una serie de aventuras, batallas y calamidades.

    Quizá el punto flojo del libro es la misión que encomiendan a Nihal: recuperar las piedras mágicas para formar un talismán de inmenso poder. Es un topicazo que chirrió durante toda la lectura.
    El viaje es muy largo y hay demasiados santuarios. Tendría que haber dosificado esta información entre los tres libros y no sólo en el último. No me gusta que mueran tantos personajes, sobretodo si no tenían un gran papel en la historia y, por lo tanto, tampoco estorbaban.

    La trilogía cierra sus puertas y concluye con un final sorprendente y extraño a partes iguales. Ahora sólo me queda leer la siguiente trilogía Guerras del Mundo Emergido, como si no bastara ya con todas las batallas que libra Nihal...

    Saludos ;)

    http://nuemiel-mundos.blogspot.com.es/2014/02/cronicas-…

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    Nuemiel said on Feb 15, 2014 | Add your feedback

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    Terzo libro della trilogia, un po' scontato il finale

    Ok, in questo genere di libri il finale è quasi sempre scontato. E' difficile aspettarsi colpi di scena eclatanti a meno che l'autore non sia George Martin.

    In questo libro invece non ce n'è nessuno e tutto procede esattamente come dovrebbe proceder ...(continue)

    Ok, in questo genere di libri il finale è quasi sempre scontato. E' difficile aspettarsi colpi di scena eclatanti a meno che l'autore non sia George Martin.

    In questo libro invece non ce n'è nessuno e tutto procede esattamente come dovrebbe procedere con qualche morte qui e li inaspettata ma volendo "prevedibile" e con la storia che va avanti in maniera lineare, piuttosto lenta e a volte un po' noiosa.

    In generale tutta la trilogia non è stata male ma probabilmente questo libro secondo me risulta essere il peggiore dei 3. C'è qualche punto oscuro nella trama, non si capisce perché i guardiani non siano approfonditi in maniera globale (un Tolkien avrebbe scritto 200 pagine a guardiano) e soprattutto la "battaglia" finale non è epica come lo sono sempre tutte le battaglia in tutti i libri fantasy.

    Il personaggio migliore della saga è senza dubbio Ido, l'unico approfondito, l'unico con un carattere particolare e l'unico la cui battaglia è stata bella da leggere per tutto il libro.

    Per il resto mi ci sono voluti 3 mesi per leggere questo libro e di solito un libro di una lunghezza simile lo finisco in 2 settimane, questo fa capire che non mi ha neanche preso in maniera particolare.

    Per concludere questo ultimo terzo libro va letto se si vuole conoscere il finale della trilogia ma credo che questo possa essere l'unico motivo valido!

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    Harle56 said on Jan 14, 2014 | Add your feedback

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