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O Vermelho e o Negro

Por

Editor: Cosac Naify

4.0
(5476)

Language:Português | Number of Páginas: 636 | Format: Hardcover | Em outros idiomas: (outros idiomas) French , Spanish , English , Chi traditional , German , Italian , Dutch , Catalan , Chi simplified

Isbn-10: 8575032321 | Isbn-13: 9788575032329 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrição do livro
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  • 4

    Julien Sorel è senza dubbio uno dei miei personaggi letterari preferiti. Determinato, ambizioso, indomito, colto e deciso a farsi strada nel mondo, una figura affascinante e ricca di chiaroscuri. Ecco come ce ne parla Stendhal, in poche righe significative:
    "Che compassione ispirerà il nostro pro ...continuar

    Julien Sorel è senza dubbio uno dei miei personaggi letterari preferiti. Determinato, ambizioso, indomito, colto e deciso a farsi strada nel mondo, una figura affascinante e ricca di chiaroscuri. Ecco come ce ne parla Stendhal, in poche righe significative: "Che compassione ispirerà il nostro provinciale ai giovani studenti di liceo parigini che a quindici anni sanno già entrare in un caffè con aria distinta? Ma quei ragazzi, che hanno tanto stile a quindici anni, a diciotto diventano comuni. La timidezza disperata che s’incontra in provincia sa vincersi qualche volta, e allora insegna a volere."

    dito em 

  • 3

    Le cose bisogna leggerle all'età giusta e, pur non sapendo con esattezza quale sia l'età giusta per Stendhal, penso che si situi più sul limitare inferiore dei venti che su quello superiore dei quaranta.


    O forse è semplicemente che La certosa di Parma mi era più congeniale. Ma mi gu ...continuar

    Le cose bisogna leggerle all'età giusta e, pur non sapendo con esattezza quale sia l'età giusta per Stendhal, penso che si situi più sul limitare inferiore dei venti che su quello superiore dei quaranta.

    O forse è semplicemente che La certosa di Parma mi era più congeniale. Ma mi guarderò bene dal rileggerlo adesso a riprova.

    dito em 

  • 3

    Un llibre magnificament escrit. Amb unes cites introductories a cada capitol molt originals però que se m'ha fet carregós i avorrit de llegir. La raó, la manca d'empatia amb Julien Sorel i la resta de personatges de la novel·la.

    dito em 

  • 4

    Sangue e Morte

    Il romanzo, vuole illustrare la Francia del tempo con un tocco di intensità e romanticismo per la descrizione dei personaggi. Importante è il titolo col suo simbolismo: il rosso evoca il colore del sangue, mentre il nero quello della morte, oltre che la contrapposizione tra il colore della rivolu ...continuar

    Il romanzo, vuole illustrare la Francia del tempo con un tocco di intensità e romanticismo per la descrizione dei personaggi. Importante è il titolo col suo simbolismo: il rosso evoca il colore del sangue, mentre il nero quello della morte, oltre che la contrapposizione tra il colore della rivoluzione francese (rosso) e quello del clero (nero).

    Tutte le azioni dei personaggi vengono analizzate, soprattutto l’ambizione del protagonista.

    dito em 

  • 5

    Inizialmente non capivo bene le dinamiche del libro. Mi sembrava abbastanza assurdo, i tira e molla amorosi esagerati e Julien troppo molle. Poi ho fatto mente locale della mia di adolescenza, ho trasportato me stesso in un ambiente a caste, perché tale era la società in quel periodo, e tutto mi ...continuar

    Inizialmente non capivo bene le dinamiche del libro. Mi sembrava abbastanza assurdo, i tira e molla amorosi esagerati e Julien troppo molle. Poi ho fatto mente locale della mia di adolescenza, ho trasportato me stesso in un ambiente a caste, perché tale era la società in quel periodo, e tutto mi è sembrato chiaro. Julien sogna una carriera militare che difficilmente potrà avere e ne persegue un'altra, quella del seminario, che, date le sue idee liberali ed il suo libero pensiero, non potrà mai soddisfarlo. Inoltre si ritrova in ambienti che non gli appartengono e dove far carriera non è praticamente possibile se non si è dei "bennati". Situazione difficilissima. Stendall riesce a descriverci con maestria la psicologia del personaggio principale e di tutti i secondari oltre a riuscire ad incastrare abilmente idee politiche e religiose nella trama. Ci mostra una società corrotta e corruttibile nell'anima, un clero sicuramente non "cristiano" e un muro invalicabile per chi, novità dell'epoca, riesce a farsi una cultura nonostante la povertà. Un bel libro che dona una visione completa e critica della sua epoca. Da leggere con attenzione.

    dito em 

  • 4

    Julien Sorel, Julien Sorel e la restaurazione, Julien Sorel e le donne, Julien Sorel tra il rosso e il nero, tra due mondi che si intersecano, si scontrano, si mescolano. Julien Sorel e il lettore. Julien Sorel che lascia grandi punti interrogativi...

    dito em 

  • 4

    Un polpettone ottocentesco (forse il romanzo più caratteristico del suo tempo) con tutti gli ingredienti tipici: passione, avventura, guerra (o aspirazione alla guerra), politica, intrighi, cornice storica precisa e dettagliata, personaggi eccessivi e debordanti, voce dell'autore presente e manif ...continuar

    Un polpettone ottocentesco (forse il romanzo più caratteristico del suo tempo) con tutti gli ingredienti tipici: passione, avventura, guerra (o aspirazione alla guerra), politica, intrighi, cornice storica precisa e dettagliata, personaggi eccessivi e debordanti, voce dell'autore presente e manifesta...E poi colpi di scena, virate improvvise e caratteri che dimostrano aspetti imprevisti e inducono la vicenda a prendere pieghe inattese. Tutto questo viene raccontato da Stendhal con un linguaggio ricco e fiorito e tuttavia sempre chiaro e scorrevole. Certo per noi lettori di oggi l'eccesso narrativo (condito da diversi picchi romantici) può essere stancante...ma se abbiamo tutto il tempo di immergerci nel racconto e siamo disponibili alla meraviglia e all'abbandono, nonché alla comprensione dell'epopea di Julian Sorel (protagonista tutt'altro che simpaticamente positivo) saremo felicemente trasportati nelle volute dell'intreccio e avremo anche un quadro molto preciso della situazione sociale, politica e morale della Francia post-Restaurazione; saremo sorpresi e giustamente indignati dai pregiudizi, dal divario tra classi sociali, dall'enorme potere della Chiesa, istituzione politica per eccellenza, e soprattutto ci renderemo conto che corruzione, ipocrisia, dominio dei potenti e soggezione dei deboli non è un frutto particolare dei nostri tempi, ma, mutatis mutandis, appartiene alla natura intima dell'uomo, oggi e sempre.

    dito em 

  • 1

    Avventure e disavventure del protagonista che passa dalla gioventù alla maturità in un vortice di storie insignificanti e senza sbocco.
    Il protagonista è antipatico dalle prime righe e inutilmente stupido, un uomo di scarso significato, sia per sé stesso che per coloro con cui ha a che fare.
    Anch ...continuar

    Avventure e disavventure del protagonista che passa dalla gioventù alla maturità in un vortice di storie insignificanti e senza sbocco. Il protagonista è antipatico dalle prime righe e inutilmente stupido, un uomo di scarso significato, sia per sé stesso che per coloro con cui ha a che fare. Anche i personaggi che lo circondano non dicono granché e nell'insieme la storia si legge annoiandosi mortalmente fino all'ultima parola.

    dito em 

  • 3

    Capolavoro?

    Intrighi, carrierismi, ipocrisìe, amori (?), religione (?) forse non molto è cambiato dai tempi di Stendhal. Capolavoro: per quanto mi riguardo non è paragonabile ai capolavori russi, il Maestro e Margherita ad esempio, sia per la tensione narrativa che per l'abilità d'intreccio.

    dito em 

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