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O ano da morte de Ricardo Reis

By Jose Saramago

(33)

| Paperback | 9789722102865

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Book Description

"«Um tempo múltiplo. Labiríntico. As histórias das sociedades humanas. Ricardo Reis chega a Lisboa em finais de Dezembro de 1935. Fica até Setembro de 1936. Uma personagem vinda de uma outra ficção, a da heteronímia de Fernando Pessoa. E um movimento Continue

"«Um tempo múltiplo. Labiríntico. As histórias das sociedades humanas. Ricardo Reis chega a Lisboa em finais de Dezembro de 1935. Fica até Setembro de 1936. Uma personagem vinda de uma outra ficção, a da heteronímia de Fernando Pessoa. E um movimento inverso, logo a começar: ""Aqui onde o mar se acaba e a terra principia""; o virar ao contrário o verso de Camões: ""Onde a terra acaba e o mar começa"". Em Camões, o movimento é da terra para o mar; no livro de Saramago temos Ricardo Reis a regressar a Portugal por mar. É substituído o movimento épico da partida. Mais uma vez, a história na escrita de Saramago. E as relações entre a vida e a morte. Ricardo Reis chega a Lisboa em finais de Dezembro e Fernando Pessoa morreu a 30 de Novembro. Ricardo Reis visita-o ao cemitério. Um tempo complexo. O fascismo consolida-se em Portugal.» (Diário de Notícias, 9 de Outubro de 1998)"

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  • 3 people find this helpful

    E’ stato un viaggio lungo, come un treno che parte da Napoli per arrivare a Lisbona e ritorno, ma ci sono stato, ho sentito l’odore e il rumore delle finissime gocce di pioggia sull’asfalto portoghese e lo stridore del loro tram, un mega bolero ripet ...(continue)

    E’ stato un viaggio lungo, come un treno che parte da Napoli per arrivare a Lisbona e ritorno, ma ci sono stato, ho sentito l’odore e il rumore delle finissime gocce di pioggia sull’asfalto portoghese e lo stridore del loro tram, un mega bolero ripetitivo, come l’esperimento musicale di Gavin Bryars “Jesus blood never failed me yet”, dove a ogni punteggiatura mancata scorre magma di significati, e non è un caso l’immobilità della vicenda che ricircola su se stessa, come dice il saggio, l’azione è nemica del pensiero.
    Serve molto fiato e concentrazione per abbeverarsi a questo libro difficile e denso, da leggere in condizioni fisiche e mentali giuste.
    IL libro è eccellente probabilmente in tutte le sue parti, ma i pezzi che mi sono piaciuti di più lo sono stati in funzione della mia predisposizione e permeabilità, non sempre garantita durante la lettura.
    Riccardo Reis si forma e si dissolve come un ologramma, genio e meschinità dell’uomo, vigliacco e credulone, capace di spinger un centimetro più in là la sua poesia dalla prosa già altamente poetica di tutto il romanzo, fingitore di se stesso, pertanto irrealizzato, affoga nelle sabbie mobili dell’albeggiare delle dittature degli anni 30 sparse per tutta Europa.
    Accanto a Riccardo i due archetipi di figura femminile : quella misteriosa che non te la darà mai di cui rimani per sempre invaghito (la donna con il nome di gerundio) e quella disponibile e servizievole di cui a tempo debito ti stufi.
    Oltre a ciò un la spiegazione della ricerca di tempo perduto che ovviamente non ritorna.
    Adesso però ho bisogno di leggere l’ultimo numero di topolino.

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    Mingamarco said on Jul 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    "Mio Dio, le cose che possono capitare ad un uomo"

    Ricardo Reis, medico e poeta, è una delle identità fittizie di Pessoa aventi relativa e accurata biografia (gli eteronimi). Saramago ne fa un personaggio in ritorno a Lisbona da Rio de Janeiro dopo 16 anni di lontananza; siamo sul finire del 1935 e P ...(continue)

    Ricardo Reis, medico e poeta, è una delle identità fittizie di Pessoa aventi relativa e accurata biografia (gli eteronimi). Saramago ne fa un personaggio in ritorno a Lisbona da Rio de Janeiro dopo 16 anni di lontananza; siamo sul finire del 1935 e Pessoa è appena morto. Ricardo Reis va a trovarlo al cimitero e si appresta a vivere il 1936 con l’animo di chi si contenta di assistere allo spettacolo del mondo. È un anno di mutamenti, di frenesia, di retorica, di brutale stupidità. Questo è un grande e ispirato libro, il più poetico e inafferabile di Saramago, quello in cui si rende più libero da parabole o schematismi, quasi ogni pagina andrebbe pieghettata nell’angolino alto. Ricardo Reis è un uomo trasognato, immagina e si domanda tante cose, ad esempio se le lacrime tristi sono più salate di quelle gioiose, è che devono avere più sale per bruciare gli occhi. Vive in un albergo e osserva gli ospiti, un medico siede a tavola con sua figlia che purtroppo non muove il braccio destro per una paralisi, si chiama Marcenda, “di quante cose è capace un nome, Marcenda”. La cameriera si chiama Lidia e Ricardo Reis un giorno le tende la mano e l’afferra per un braccio. Un gesto affabile per un uomo educato come lui ma subito dopo ritiene d’essere stato incauto e si affatica al pensiero d’esser stato indelicato; fino a quando si accorge che la cameriera, come se avesse fatto rientrare tutto nella naturalezza delle cose, lo saluta come se niente fosse. Saramago scrive: “un uomo si tormenta, si preoccupa, teme il peggio, crede che il mondo gli chiederà un rendiconto completo, e il mondo è già avanti a pensare ad altri fatti”. E tu a sentirti ridicolo, perché Ricardo Reis teme di essere ridicolo prima ancora verso la sua immaginazione che lo porta sulla buona strada e poi lo confonde lasciandolo ad un bivio, da solo. Con le sue parole. Quando troverà il suo letto rifatto alla perfezione e con due cuscini anziché uno sarà portato a interpretarlo come un segnale da parte della cameriera. Subito dopo a chiedersi se il letto non sia stato rifatto da un’altra. Nel dubbio lascia la porta socchiusa mentre è a letto; prima di addormentarsi vede una sagoma entragli in camera e chiudere la porta; procede a tentoni, si avvicina e lui le prende la mano, è fredda. Lidia trema, dice che ha freddo, e lui la tira a sé. “Sta pensando se deve o non deve baciarla sulla bocca. Che pensiero triste”. Poi tutto si fa spontaneo, Pessoa scompare, scompaiono le domande e Ricardo Reis si dissolve come un acquerello.

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    Domenico Fina said on May 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Saramago è autore che difficilmente delude. Eppure questo libro non si può dire privo di difetti: un po' lento nell'avvio, sembra non sfruttare al massimo l'invenzione di fondo (dare vita reale a uno degli eteronimi di Pessoa, che gli sopravvive per ...(continue)

    Saramago è autore che difficilmente delude. Eppure questo libro non si può dire privo di difetti: un po' lento nell'avvio, sembra non sfruttare al massimo l'invenzione di fondo (dare vita reale a uno degli eteronimi di Pessoa, che gli sopravvive per un anno e ha alcune occasioni per incontrarlo e dialogare con lui) - ma questo è forse dovuto alla distanza di Saramago dalle posizioni nazionalistiche ed ermetico-esoteriche del poeta. E anche qualche momento dei due amori che Ricardo Reis incontra (uno reale e carnale, l'altro ideale, che si consuma solo in un bacio) lascia l'impressione di un certo schematismo. Ma in compenso c'è, dopo le prime pagine, una tale ricchezza di altri fili che s'intrecciano e si accavallano, nella solita prosa apparentemente disordinata, con pause segnate solo da virgole e punti e qualche raro a capo, che compensa ampiamente le possibili riserve.

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    Luccio said on Apr 30, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    ...è il primo Saramago che leggo, altri ne leggerò, forse tutti, non in ordinata e rigorosa sequenza...non ne leggerò subito un altro e non perché questo mi abbia deluso, tutt'altro, il Ricardo Reis mi ha arricchito di senso e prospettive, dilatato l ...(continue)

    ...è il primo Saramago che leggo, altri ne leggerò, forse tutti, non in ordinata e rigorosa sequenza...non ne leggerò subito un altro e non perché questo mi abbia deluso, tutt'altro, il Ricardo Reis mi ha arricchito di senso e prospettive, dilatato la mente, destato dilemmi e curiosità...è ora pertanto di lasciarlo sedimentare affinché tutta questa ricchezza attecchisca nel profondo...
    mi è piaciuta tutta la storia con quel fluire di immagini ora concrete ora astratte, mi ha affascinato per il ritmo, per l'intreccio degli eventi...vi è un deciso contrasto tra il disincanto del poeta e gli ardenti furori di un'Europa belluina votata al disastro...mi è piaciuto il registro della vicenda, l'amalgama delle situazioni, con questo piccolo personaggio, Ricardo Reis, il fu Fernando Pessoa, incorporeo, spirito vagante, che pure vive una dimensione parallela, una sorta di limbo dentro una realtà onnipresente, pulsante, perentoria eppure essenzialmente estranea, incomprensibile...una storia che non è una storia, una trama che è in fondo soltanto un passaggio di un uomo verso altrove, un congedo dalla banalità umana, chissà cosa...un libro a occhi chiusi..

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    Verdemonte said on Apr 26, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non esito a definirlo capolavoro. Ricchissime le descrizioni della Lisbona in cui il protagonista cammina, vaga, si fa domande e riflette sulla sua esistenza, con quegli zoom, quelle divagazioni su un dettaglio dello sfondo, o del quadro dipinto, che ...(continue)

    Non esito a definirlo capolavoro. Ricchissime le descrizioni della Lisbona in cui il protagonista cammina, vaga, si fa domande e riflette sulla sua esistenza, con quegli zoom, quelle divagazioni su un dettaglio dello sfondo, o del quadro dipinto, che il protagonista invece quasi ignora, o vede di sfuggita, non infrequenti sono questi salti di prospettiva della narrazione. I dialoghi, in particolare i dialoghi con il suo doppio Pessoa, gli incontri fra i due poeti, il vivo e il morto (che meraviglia la scena dell'inseguimento della morte in maschera a Carnevale). Gli amori di Reis, il corpo e la mente, e sul finale la presa di coscienza di quello che è il terribile contesto storico in cui il protagonista si trova a vivere.
    È sempre necessario mantenere viva l'attenzione, Saramago non è una lettura facile, le sue virgole, i suoi discorsi diretti non canonici, i cambi di prospettiva... ma proprio questo, se piace, rende la lettura più vigile e lenta, e per questo più godibile.

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    Letz said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

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