O codigo Da Vinci

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Editorial: El Aleph

3.7
(40484)

Language: Galego | Number of Pages: 494 | Format: Others | Noutras linguas: (outras linguas) English , Spanish , French , Chi traditional , Chi simplified , Catalan , Italian , German , Portuguese , Swedish , Norwegian , Dutch , Czech , Greek , Polish , Slovak , Hungarian , Russian , Finnish , Slovenian , Croatian , Korean , Turkish , Romanian

Isbn-10: 8476696531 | Isbn-13: 9788476696538 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrición do libro
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  • 3

    Finale da dimenticare

    Romanzo indubbiamente appassionante, sorretto al momento della pubblicazione da un battage pubblicitario davvero efficace.
    Si tratta di un giallo perché la vicenda parte da un assassinio al museo pari ...continuar

    Romanzo indubbiamente appassionante, sorretto al momento della pubblicazione da un battage pubblicitario davvero efficace.
    Si tratta di un giallo perché la vicenda parte da un assassinio al museo parigino del Louvre, e l'indagine condotta dalla giovane nipote della vittima insieme ad un docente di storia delle religioni è davvero emozionante.
    I simbolismi storici ed artistici si sprecano, così come il mistero di alcuni personaggi che ruotano attorno all'indagine dei protagonisti.
    All'epoca della pubblicazione questo titolo suscitò parecchie polemiche che ne alimentarono la notorietà e con essa le vendite.
    In un capitolo che si risolve in un poderoso 'spiegone' Brown pesca il jolly di un'idea tanto brillante quanto sacrilega.
    Cambiare ciò che sarebbe rappresentato dalla reliquia del Santo Graal, pretendendo con questo addirittura di riscrivere niente meno che la storia della cristianità.
    La genialità dell'autore è tutta quì, ma è foriera di conseguenze davvero imprevedibili.
    Naturalmente anche il sottoscritto è stato attirato da questa esca che, pur essendo stata individuata come un espediente pubblicitario, si è comunque rivelata irresistibile.
    Aggiungete a questo una caccia alla coppia dei protagonisti senza esclusione di colpi.
    Ma, come spesso accade, alla costruzione di un simile castello di aspettative segue purtroppo un finale davvero deludente che costa almeno una stella alla valutazione.
    Si aggiunga che i colpi di scena, inizialmente funzionali ad accrescere l'attenzione del lettore, ad un certo punto si susseguono in modo forzato e poco credibile e la valutazione scende ulteriormente.
    Brown in ogni caso sforna un titolo che si legge davvero senza grandi intoppi e senza particolare impegno.
    Vorrei poter dire che non si tratta di un romanzo da ombrellone, ma un finale così, che comunque non raggiunge il livello infimo di quello cinematografico, si poteva certo evitare. Peccato.

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  • *** ¡Este comentario revela partes da trama! ***

    4

    Dan Brown è un genio. È riuscito a costruire una bellissima avventura giocando su elementi di arte, storia e religione (seppur con qualche errore). Fatto sta che quando è uscito il libro in tanti hann ...continuar

    Dan Brown è un genio. È riuscito a costruire una bellissima avventura giocando su elementi di arte, storia e religione (seppur con qualche errore). Fatto sta che quando è uscito il libro in tanti hanno creduto che fosse tutto vero, compresa e sopreattutto la la relazione tra Gesù e Maria Maddalena

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  • 0

    Ero molto scettica quando l'ho acquistato ma alla fine mi sono fatta coinvolgere dalla storia e devo dire che ho apprezzato molto questo libro. Mi piace la scrittura di Dan Brown e il suo dividere la ...continuar

    Ero molto scettica quando l'ho acquistato ma alla fine mi sono fatta coinvolgere dalla storia e devo dire che ho apprezzato molto questo libro. Mi piace la scrittura di Dan Brown e il suo dividere la narrazione in brevi capitoli.

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  • 4

    Adoro scivolare tra le righe scritte da Dan Brown, tra la suspance e le descrizioni architettoniche, soprattutto se la storia è ambientata in Italia!
    Mi è piaciuto un po' meno di Angeli e demoni, però ...continuar

    Adoro scivolare tra le righe scritte da Dan Brown, tra la suspance e le descrizioni architettoniche, soprattutto se la storia è ambientata in Italia!
    Mi è piaciuto un po' meno di Angeli e demoni, però la storia è originale anche nell'interpretazione de "L'ultima cena"!

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  • 4

    Dopo "Angeli e demoni" ho finalmente letto il libro più famoso di Brown, che si conferma un grande narratore. In questa seconda storia con protagonista Robert Langdon ci ha risparmiato anche qualche a ...continuar

    Dopo "Angeli e demoni" ho finalmente letto il libro più famoso di Brown, che si conferma un grande narratore. In questa seconda storia con protagonista Robert Langdon ci ha risparmiato anche qualche americanata di troppo presente nel primo libro. Un ottimo thriller che consiglio di leggere prendendolo per quello che è, ovvero un romanzo, un'opera di fantasia. Lettura sicuramente leggera ma che lascia spazio anche a qualche piccola riflessione.

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  • 0

    Quasi divertente come i Monty Python, non c'è che dire

    Ecco, sono una persona che ride assai di rado, e poco mi deliziano i comici di casa nostra (con le dovute eccezioni, sia chiaro!) e ancor meno i loro colleghi americani.
    La comicità a Stelle e Strisce ...continuar

    Ecco, sono una persona che ride assai di rado, e poco mi deliziano i comici di casa nostra (con le dovute eccezioni, sia chiaro!) e ancor meno i loro colleghi americani.
    La comicità a Stelle e Strisce non mi ha mai detto niente, escluso il buon vecchio Groucho Marx; non sopporto le loro trivialità, le risate sguaiate fuoriuscenti da quelle bocche larghe, che fanno tremare le loro grassissime gote.
    Sono invece un grande appassionato di comicità inglese.
    Nulla mi diverte come l'immenso Benny Hill, mi cappotto dal ridere quando c'è Mr Bean e, soprattutto, amo la vena geniale dei Monty Python.
    E se c'è una cosa che ha rischiato di mandarmi letteralmente in rianimazione (possono testimoniarvelo la mia signora e il mio caro amico Frescobaldo Chiaramonti) è stata senza dubbio il film "Monty Python e il Sacro Graal", che posseggo in tutti i formati: VHS, DVD, Blu-ray, pellicola, 16mm, Betamax, audiocassetta per non vedenti, varie ed eventuali. Ho anche da qualche parte un autografo fattomi da John Cleese in occasione della sua ospitata al Festival Internazione del Cinema di Pratovecchio: una serata indimenticabile.

    Come si suol dire, cari lettori, c'è sempre una eccezione che conferma la regola: a questo giro, infatti, mi sono innamorato alla follia di un umorista statunitense.
    Il suo nome è Dan Brown; e il suo romanzo, "Il codice Da Vinci", lo trovai per puro caso qualche anno fa all'autogrill di Cantagallo, messo lì tra i thriller più venduti. A quanto pare, l'addetto ai biscotti e a tutte le altre leccornie doveva aver sostituito l'addetto al reparto libri; cose che succedono, non gliene feci una colpa e non lo biasimo manco oggi.
    Io lo feci mio solo perché mi ritrovai a leggerne il primo capitolo, stuzzicato da titolo e copertina, tanto per vedere di che si trattasse; e fu così che, dopo poche pagine, mi ritrovai convulsionante come un tarantolato, paonazzo in viso, a tentare in vano di trattenere le fameliche risa che mi nascevano in corpo e in cuore.
    La mia signora, uscita dal bagno, vedendomi in quello stato, fece al principio finta di non conoscermi; poi, mi tolse di mano il volume col suo aristocratico distacco, presentandolo alla cassa assieme a un caffè e a un pacchetto di gomme da masticare. Io continuai a ridacchiare tra me e me, tanto da dimenticare di acquistare il mio pacchetto giornaliero di Nazionali.

    Tornato a casa, finalmente solo con le comiche pagine del Codice, continuai la mia ridanciana lettura, che ad oggi considero l'unica esperienza paragonabile alla visione della pellicola di Gilliam, Chapman, Cleese, Idle e Palin.
    Quello di Brown è un complottare divertente, scoppiettante, oserei dire funambolico; riesce a fare col thriller ciò che Douglas Adams è riuscito a fare con la fantascienza, cosa per nulla facile.
    Utilizza l'espediente del mistero, dell'intrigo, per colorare una narrazione che nasconde ad ogni pagina parodie esilaranti, che neanche l'Eco del Pendolo (infatti, sopravvalutato) ha saputo trasporre in un romanzo.
    L'americano sbeffeggia il Clero e il buon Dio ma anche coloro che del Clero e del buon Dio si fanno facili beffe. In poche parole, un incredibile visionario. Un genietto.

    Dopo una simile meraviglia, ho deciso di non leggere altro di colui che, grazie a questo libro, ritengo uno dei più significativi autori comico-satirici viventi.
    La paura di una delusione sarebbe fin troppa, e voglio che le mie risate restino un dolce ricordo di quei giorni vissuti così intensamente.

    Grazie, Dan Brown.

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  • 0

    Un neologismo semantico?Un invenzione?o una via tra esse? Il libero arbitrio di ognuno può ritrovarsi in questa narrazione lineare semplice di un mistery e una similutudine di un saggio d'arte. ...continuar

    Un neologismo semantico?Un invenzione?o una via tra esse? Il libero arbitrio di ognuno può ritrovarsi in questa narrazione lineare semplice di un mistery e una similutudine di un saggio d'arte.

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  • 3

    Secondo me inferiore ad "Angeli e Demoni", che mi aveva preso di più, l'ho trovato noioso e un po' scontato in certe parti (lasciando perdere le "imprecisioni" - eufemismo - storiche di Dan Brown: c'è ...continuar

    Secondo me inferiore ad "Angeli e Demoni", che mi aveva preso di più, l'ho trovato noioso e un po' scontato in certe parti (lasciando perdere le "imprecisioni" - eufemismo - storiche di Dan Brown: c'è davvero gente convinta che i suoi libri siano storicamente attendibili?). Ma sicuramente meglio del film, IMHO...

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  • 3

    Libro ben scritto in quanto fa riferimenti storici che lo rendono più o meno credibile e perché ha una certa tensione narrativa che incuriosisce il lettore e rende interessante la lettura. Non ho appr ...continuar

    Libro ben scritto in quanto fa riferimenti storici che lo rendono più o meno credibile e perché ha una certa tensione narrativa che incuriosisce il lettore e rende interessante la lettura. Non ho apprezzato particolarmente il finale

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