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O neno do pixama a raias

By John Boyne

(6)

| Others | 9788496957213

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Book Description

...Cremos que é importante empezar esta novela sen saber de que trata. Nembargantes, se decides embarcarte na aventura, debes saber que acompañarás a Bruno, un neno de nove anos, cando se muda coa súa familia a unha casa onda unha cerca. Hai milleiro Continue

...Cremos que é importante empezar esta novela sen saber de que trata. Nembargantes, se decides embarcarte na aventura, debes saber que acompañarás a Bruno, un neno de nove anos, cando se muda coa súa familia a unha casa onda unha cerca. Hai milleiros de aramados coma ese en moitos sitios do mundo; só desexamos que nunca te atopes con ningún, e se o fas, que teñas forza para librarte del...

Esta novela do escritor irlandés John Boyne vén de converterse nun fenómeno editorial de alto nivel: traduciuse a máis dunha vintena de idiomas, xa leva vendidos 50.000 exemplares en castelán, foi líder de ventas en Irlanda durante 35 semanas e tense feito unha adaptación cinematográfica.

Unha fábula literaria para todos os públicos, que bebe de fontes como Charles Dickens, John Irving, Philip Roth, Anne Tyler ou Alexandre Dumas...

Existen no mercado editorial moitas propostas sobre esta temática, pero poucas do calado de "O neno do pixama a rajas". A esta súmanse títulos -destinados ao público infantil- como "A historia de Erika", de Ruth Vander Zee e Roberto Innocenti (dispoñible en galego e castelán), e "Sálvate Elías!", de Elisabeth Brami e Bernard Jeunet (dispoñible en galego, castelán e catalán), os dous editados por KALANDRAKA.

1239 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    文字淺白,具電影感的故事,即使猜到故事發展,但仍然深深打動人心。
    納粹集中營故事,單用側寫已叫人痛心。
    "Bruno's eyes opened wide and his mouth made the shape of an O."
    "Just because a man glances up at the sky at night does not make him an astronomer, you know."

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    木白臣 said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A mio parere questo libro è eccezionale nella sua semplicità: mostra l’orrore dell’olocausto dal punto di vista del figlio di un comandante delle SS, che, in quanto bambino, non vede malvagità nelle azioni del padre e non comprende a pieno ciò che st ...(continue)

    A mio parere questo libro è eccezionale nella sua semplicità: mostra l’orrore dell’olocausto dal punto di vista del figlio di un comandante delle SS, che, in quanto bambino, non vede malvagità nelle azioni del padre e non comprende a pieno ciò che sta accadendo intorno a lui.
    A narrare la storia è Bruno, un bambino di 9 anni, che si trasferisce con la propria famiglia in un luogo particolare che lui chiama “auscit”. Dalla finestra della sua cambretta il bambino vede degli uomini, all’interno di un recinto, tutti vestiti allo stesso modo: con un pigiama a righe.
    Questi uomini incuriosiscono Bruno ma gli viene proibito di avvicinarcisi. Durante una delle sue “esplorazioni” incontra Shmuel, un bambino che vive dall’altra parte della rete e indossa il pigiama a righe, con il quale nascerà un’amicizia.
    Ho letto molte recensioni negative riguardanti questo libro, ma secondo me ogni scelta fatta dall’autore è azzeccata. Il libro è stato scritto per i bambini, per avvicinarli agli orrori della Seconda Guerra Mondiale e dell’olocausto. Auschwitz è il campo di concentramento più noto e in quanto tale perfetto per fare da scenario a questa storia. Provate a storpiare, come farebbe un bambino, il nome di qualsiasi altro campo di sterminio, l’impatto sui piccoli lettori non sarebbe lo stesso.
    Se poi vogliamo parlare del linguaggio mi pare ovvio che se a parlare è un bambino di nove anni il linguaggio sarà quello di un bambino di nove anni.

    Detto questo non me la sento di dare delle stelle a questo libro perché ritengo che l’argomento trattato sia talmente importante da non potersi riassumere con una valutazione così povera di personalità.

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    Cipmonk said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia di un' amicizia tra due bambini. Priva di pregiudizi, razza, religione.
    Commovente, innocente, straziante.

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    Jessica said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    El niño con el pijama de rayas

    Aspalditxo naukon i-bookean sartuta baina jakinda tristetxua zala, nagikeixia sartzen jaten irakurten hasteko. Halako baten hasi nitzen ta ez naz garbatu. El "pricipito"n idaztankera beretxua dauko baina oso ona da. Samurra kontetan, zuzena...
    Liburu ...(continue)

    Aspalditxo naukon i-bookean sartuta baina jakinda tristetxua zala, nagikeixia sartzen jaten irakurten hasteko. Halako baten hasi nitzen ta ez naz garbatu. El "pricipito"n idaztankera beretxua dauko baina oso ona da. Samurra kontetan, zuzena...
    Liburuen nacixen familixa bat kontzentraziño zelai batera faten da bertan honeik dielako zelaiko arduradun. Mutikuan bizipenak eta zelai hori ikusteko eta ulertzeko era agertzen da.Amaiera gogorra baina egokia. Zergatik ez?

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    Ibonurma said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Appena finito di leggere. Forse non era il momento di leggerlo...andavo molto al rallentatore. Dal 10 capitolo è stato più scorrevole. L'unica cosa che mi ha colpito è stato la fine.

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    Valentina said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    questo libro mi ha lasciato alquanto perplessa. Chiunque abbia un minimo di conoscenza di base sulla shoha sa benissimo che ad auschwitz non c'erano bambini perchè inadatti al lavoro quindi subito uccisi. Non è immaginabile nemmeno che un bambino ted ...(continue)

    questo libro mi ha lasciato alquanto perplessa. Chiunque abbia un minimo di conoscenza di base sulla shoha sa benissimo che ad auschwitz non c'erano bambini perchè inadatti al lavoro quindi subito uccisi. Non è immaginabile nemmeno che un bambino tedesco di 9 anni figlio di un gerarca nazista, non sapesse cosa fosse un ebreo. Vogliamo poi parlare della scena finale? un padre in lacrime davanti al recinto? cosa voleva suscitare lo scrittore con quell'immagine? forse pietà per un nazista che ha mandato a morire migliaia di persone? stiamo scherzando? Trovo questo libro un grande insulto per la memoria di quegli eventi, lo trovo solo una grande operazione di marketing del tipo "ma si dai che gli ebrei nei campi si vendono sempre bene" per questo lo sconsiglio a chiunque, peccato non esistano le stelline in negativo se non questo vincerebbe su tutti.

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    Nadia said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

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