O vixía no centeo

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Editorial: Xerais

4.0
(25446)

Language: Galego | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | Noutras linguas: (outras linguas) English , Chi traditional , Spanish , German , Japanese , Portuguese , Chi simplified , Catalan , French , Italian , Russian , Finnish , Dutch , Swedish , Turkish , Polish , Czech , Romanian , Greek , Basque , Hungarian

Isbn-10: 8483023652 | Isbn-13: 9788483023655 | Publish date: 

Translator: Xosé Ramón Fernández Rodríguez

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrición do libro
Holden Caulfield, coñecendo que vai ser expulsado da escola, decide deixala antes. Pasa tres días na cidade de Nova York e conta a historia do que fixo e sufriu. Narrada moi subxectivamente (o protagonista fai valoracións de todo canto relata), utilizando unha linguaxe propia da mocidade e facendo unhas análises da realidade mediatizadas pola peculiar personalidade do protagonista, a través do relato asistimos á fuxida cara adiante de Holden quen expulsado do seu elitista colexio, decide marcharse de alí e deambula polas rúas de Nova York queimando un tras outro os seus recursos de subsistencia. Personalidade nerviosa e sensible, Holden, na transición da adolescencia á madurez, enfróntase no decurso dunhas poucas horas cos grandes temas que preocupan a tódolos mozos: o seu lugar na sociedade, os valores que se afianzan e se desbotan, a actitude fronte á morte, o amor e outros sentimentos que suscita, a amizade, a iniciación ó sexo..., contado todo con humor e unha extraordinaria intensidade narrativa, nun maxistral relato en primeira persoa. Holden Caulfield é, dende 1951, ano da publicación de O vixía no centeo, o sinónimo de adolescente inconformista, o símbolo da autoafirmación do individuo fronte a un medio hostil. Neses tres días, nos que cronoloxicamente se desenvolve a novela, Holden enfróntase ás súas propias contradiccións e ó imperioso desexo de fuxida. Fuxir do mundo que lle agarda ó medrar, como se nese fuxir a única saída fose inmobilizar o tempo.
O vixía no centeo (The catcher in the rye) está considerada como un dos clásicos da literatura norteamericana contemporánea. Centos de miles de estudiantes de todo o mundo descobren cada ano o pracer da literatura da man do escritor norteamericano J. D. Salinger.
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  • 1

    Forse i miei 19 anni sono troppo pochi per apprezzare quello che da molti viene definito un "capolavoro". La lettura di questo libro mi ha annoiato a morte, niente da fare. Dalle recensioni mi sembra ...continuar

    Forse i miei 19 anni sono troppo pochi per apprezzare quello che da molti viene definito un "capolavoro". La lettura di questo libro mi ha annoiato a morte, niente da fare. Dalle recensioni mi sembra di capire che rileggerlo fra una ventina d'anni potrebbe farmi cambiare idea. Beh, staremo a vedere!

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  • 0

    Il romanzo che non ho riletto

    La prima volta che ho letto "Il giovane Holden" avevo 16 anni. Eravamo praticamente coetanei. L'ultima volta che ho letto "Il giovane Holden" andavo all'università.
    Questa volta non ho riletto quel gi ...continuar

    La prima volta che ho letto "Il giovane Holden" avevo 16 anni. Eravamo praticamente coetanei. L'ultima volta che ho letto "Il giovane Holden" andavo all'università.
    Questa volta non ho riletto quel giovane Holden, ma un altro romanzo che, guarda caso, porta lo stesso titolo. E non è una questione di traduzione, per quanto sia affezionata alla prima e a tutti i "e via dicendo" e "tu sei un principe" e stantuffamenti e vattelapesca (appunto).
    Io sono diversa e per questo il giovane Holden è diverso. La storia è la stessa, il registro identico, il gergo simile, ma io sono passata ufficialmente dalla parte del nemico. Anche se continuo a immedesimarmi e ancora mi chiedo dove vadano a finire le anatre quando il laghetto gela - e i pesci? - , io non sono più qula là. In una settimana abbondante ho letto due romanzi diversi.
    Grazie, acchiappatore.

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  • 4

    Mi sento di perdonare i traduttori che hanno partorito "Il giovane Holden" come titolo italiano, perché effettivamente quello inglese è pressoché intraducibile. In ogni caso avevo già letto questo rom ...continuar

    Mi sento di perdonare i traduttori che hanno partorito "Il giovane Holden" come titolo italiano, perché effettivamente quello inglese è pressoché intraducibile. In ogni caso avevo già letto questo romanzo a 15 anni: ERRORE GRAVISSIMO! Non capisco perché nelle scuole venga consigliato a ragazzi così giovani, ma posso dire con sicurezza che il libro andrebbe letto ad un'età più matura, perché sotto tutte le storielle e i pensieri del protagonista (a prima vista superflui e superficiali) ci sono tanti significati nascosti e riflessioni profonde sull'esistenza umana.
    Consiglio vivamente a tutti di rileggere questo bestseller di Salinger :)

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  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    La storia di un tizio e delle volte che dice "vattelapesca". ...continuar

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    La storia di un tizio e delle volte che dice "vattelapesca".

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  • 5

    ENNESIMA RILETTURA

    A distanza di parecchi anni il libro si conferma un capolavoro. Personaggio indimenticabile, bellissime divagazioni mentali frutto di una iper sensibilità di un ragazzo stritolato dalla crescita e dal ...continuar

    A distanza di parecchi anni il libro si conferma un capolavoro. Personaggio indimenticabile, bellissime divagazioni mentali frutto di una iper sensibilità di un ragazzo stritolato dalla crescita e dal conformismo americano anni '50. Ho trovato più malinconico e "fasullo" il finale rispetto ad anni fa, dove il protagonista "va in cura". Mi ha fatto sorgere il dubbio su quanto sia farina dell'autore o magari imposto per ragioni editoriali (il personaggio poteva apparire troppo sovversivo e avverso al "modello" americano?).

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  • 4

    Un viaggio nella mente di un ragazzino diventato uomo troppo presto; sullo sfondo una New York disinteressata e magnetica allo stesso tempo.
    Imperdibile.

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  • 4

    il giovane Holden

    Libro regalatomi quasi un anno fa.
    Libro riposto nel penultimo piano della libreria.
    Copertina bianca.
    Titolo.
    Autore.
    Casa editrice.
    Nient’alto.
    Queste caratteristiche mi irritano.
    Mi infastidisce no ...continuar

    Libro regalatomi quasi un anno fa.
    Libro riposto nel penultimo piano della libreria.
    Copertina bianca.
    Titolo.
    Autore.
    Casa editrice.
    Nient’alto.
    Queste caratteristiche mi irritano.
    Mi infastidisce non avere neanche un accenno alla trame né all’autore.
    Mi infastidisce quella copertina bianca che spicca sulle altre con insistenza.
    Mi attrae.
    Ma non è il momento di iniziare a leggerlo, ma quel libro mi chiama e finalmente cedo.
    Si, alla fine si: mi è piaciuto.

    Le vicende vengono narrate in prima persona dal giovane Holden Caufield e si verificano in un fine settimana poco prima del Natale del 1949.
    Il racconto ha inizio in una cittadina della Pennsylvania, dove Holden frequenta il Pencey College che successivamente deciderà di abbandonare, dopo aver ricevuto la notizia della sua espulsione, e di tornare a New York.
    Da questo punto la narrazione si trasferisce nell’area metropolitana di Manhattan.

    Holden, ragazzo sedicenne, viene riconosciuto come simbolo di ribellione e di angoscia adolescenziale fra il desiderio di diventare adulto e quello di difendere l’innocenza dell’infanzia.
    Bugiardo patologico ed istintivo rivela più volte durante il racconto di odiare fortemente le menzogne e (soprattutto) gli ipocriti fatto che lo spinge a non amare il teatro, il cinema e tutto quello che ne consegue.
    Per la sua età dimostra di avere un spiccato senso critico che lo porta a compiere dei ragionamenti molto profondi anche se più volte si riferisce a sé stesso come stupido.
    Il carattere di Holden è molto anticonformista, non gli piacciono gli schemi, le rigidità, come appare in questo dialogo con sua sorella Phoboe:
    "A te non piace niente di quello che succede" Quando disse così mi fece sentire ancora più depresso.
    "Ma sì che mi piace! Sì che mi piace! Naturale che mi piace. Non dire così. Perché diavolo dici così?"
    "Perché non ti piace. Non ti piace la scuola. Non ti piacciono un milione di cose. Non ti piace."
    Holden in quei giorni si sentiva molto depresso e inutile, voleva scappare, ma ritornò felice e tranquillo vedendo sua sorella andare sulla giostra e divertirsi.

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  • 0

    Probabilmente il libro andrebbe letto quando sei adolescente. A me è sembrato datato e noioso. Mi aspettavo qualcosa di travolgente. E invece niente. I veri classici non sono mai datati.

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