Oblio

Di

Editore: Einaudi

3.8
(911)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 393 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806171860 | Isbn-13: 9788806171865 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Granato

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

Ti piace Oblio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Otto romanzi brevi in cui Wallace gioca felicemente fra le macerie della realtà, aprendo nuove vie, nella scelta sia del tema come dellla forma più originale e sorprendente. Personaggi descritti nelle loro angosce e allucinazioni, scavati fino a zone inesplorate della psiche e della carne, senza mai la benchè minima concessione a psicologismi o verismo di maniera. Dal giovane di successo consapevole di essere un impostore, condannato a smascherarsi o ad annientarsi, al pluriomicida che di fronte alla cecità degli altri si scatenerà in un college. Oltre le singole storie, questo libro mostra che la letteratura può arrivare al cuore marcio della società e spalancarci il corpo martoriato, eppure così normale, della nostra vita quotidiana.
Ordina per
  • 4

    RECENSIONE DOPO RILETTURA
    "Oblio" è stato il primo libro di Wallace che io abbia mai letto.
    Ora che ho letto altre sue opere, ho deciso di riprovare questa raccolta di racconti.
    Alcune delle considera ...continua

    RECENSIONE DOPO RILETTURA
    "Oblio" è stato il primo libro di Wallace che io abbia mai letto.
    Ora che ho letto altre sue opere, ho deciso di riprovare questa raccolta di racconti.
    Alcune delle considerazioni che avevo fatto le devo cambiare ... ma non quella sul primo racconto, che è noiosissimo.
    Su "L'anima non è una fucina" avevo criticato la storia che si inventa il bambino. Ora invece l'ho trovata interessante, cupa e anche umoristica nella sua esagerata negatività e fornisce ulteriore fascino a un racconto che ho decisamente rivalutato.
    "Incarnazioni di bambini bruciati" ha una sua forza, ma sta più nel soggetto che nel racconto in sè, e francamente se anche non ci fosse non si sentirebbe più di tanto la sua mancanza.
    "Un altro pioniere" mi era piaciuto la prima volta e mi è piaciuto questa seconda volta, un racconto mitologico davvero intrigante, anche per la cornice narrativa che ha un suo perché.
    E il finale di "Caro vecchio neon" confermo che è stupendo (ma tutto il racconto è riuscito, quest'uomo che auto-analizza il proprio vuoto interiore, colpisce ancora).
    "La filosofia e lo specchio della natura" non ricordo di che cacchio parli: questo la dice lunga, direi.
    E su "Oblio" non so bene che dire: secondo me lo stesso Wallace qua si è un po' perso, però è un racconto che ha un suo fascino.

    Infine, "Il canale del dolore", che non avevo letto la prima volta: forse una delle cose migliori che abbia scritto Wallace (o perlomeno che io ho letto dell'autore). Alla solita grande ricchezza di argomenti, di riflessioni, di informazioni, si accompagna un'efficacia narrativa che manca un po' negli altri racconti. Nessun sbrodolarsi addosso con logorroici virtuosismi fini a sè stessi. La storia è interessante (un uomo che fa arte con la propria cacca, così come gli viene naturale ... e questo è solo una parte della vicenda), con tocchi di umorismo ma anche il peso di una tragedia incombente.

    In generale, credo che la sua raccolta di racconti migliore resti "Brevi interviste con uomini schifosi", ma "Oblio" si guadagna due stelline in più rispetto alla mia prima lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Genio fottuto e futtitìn'

    Wallace è uno scrittore geniale. Il suo genio emerge in ognuno di questi 8 racconti-quasi-romanzi. Poi, ce ne sono un paio che sono opere d'arte (il mio preferito è "Caro vecchio neon"), altri assolut ...continua

    Wallace è uno scrittore geniale. Il suo genio emerge in ognuno di questi 8 racconti-quasi-romanzi. Poi, ce ne sono un paio che sono opere d'arte (il mio preferito è "Caro vecchio neon"), altri assolutamente assurdi ai limiti dell'illegibile, tipo "Mister Squishy" dove ci sono frasi lunghe tre pagine!
    Tirando le somme, direi che la raccolta merita sicuramente di essere letta. Wallace, come detto, è uno scrittore geniale sempre. Magari, non tutti i suoi racconti possono piacere allo stesso modo, magari qualcuno può persino fare schifo, ma il genio è indubbio. E' un tipo di narrativa diverso, al quale personalmente non sono/ero abituato più di tanto. E questo conta nella lettura, che spesso è stata lenta e faticosa. Prima o poi, me lo leggerò Infinite Jest...

    ha scritto il 

  • 3

    C'è un momento, durante la lettura, in cui il lettore decide “adesso chiudo”; è lo stesso momento in cui qualcosa ti fa decidere il contrario: “adesso continuo”. Sarà capitato a tutti, e nessuno forse ...continua

    C'è un momento, durante la lettura, in cui il lettore decide “adesso chiudo”; è lo stesso momento in cui qualcosa ti fa decidere il contrario: “adesso continuo”. Sarà capitato a tutti, e nessuno forse saprà dire un motivo certo per il quale quel libro che andrebbe chiuso, invece rimane aperto: si tratti di pena per l'autore (“ci ha messo così tanta cura per scriverlo”) o rispetto per chi te l'ha donato. Qui in Sicilia si dice: “pari bruttu”, che non è soltanto la traduzione locale dall'italiano, ma se vogliamo è anche uno stile di vita, un rispetto per l'altro, per quanto tu ti possa rompere gli ormai stranoti “cabbasisi” a continuare. E mettiamoci pure che è un non prendere posizione, scarico di responsabilità, un non volere decidere che nella peggiore delle ipotesi ti porta a tragiche conseguenze.
    Però con DFW non è soltanto questo: è come un alito d'intorno che ti costringe a continuare, l'attimo fulminante in cui quella parola, quel verso, o quell'accento che sia ti spinge a continuare la lettura, a dare fiducia all'autore.
    E' con “Caro vecchio neon”, il quinto degli otto racconti di Oblio, che si sente interamente la vena di Foster Wallace, probabilmente è il suo racconto più sofferto, ma è anche quello che rende meglio la natura dell'autore: feroce e illuminante straborda tra le righe, ma riesce sempre a mantenersi in carreggiata grazie alla capacità di comunicazione con il lettore.
    Non è una lettura facile (ma quale lettura di DFW è facile, poi ?), impegna il lettore alla concentrazione e, peraltro, non sempre con le giuste gratificazione. Ma non è questo quello che forse cerca l'autore, e neanche il lettore: a volte sembrano più esercizi di stile che non contribuiscono a dare ritmo al racconto, ma a portare il lettore su un percorso tortuoso da “costringerlo” ad assumere un proprio autonomo pensiero.
    So che probabilmente è solo una percezione di chi sta scrivendo, ma mi piace pensare che l'ironia e la complessità della scrittura debba servire proprio a questo: “lettore, sforzati pure un po' tu ad avere una critica, anche se diretta nei miei confronti, non imbibirti come una spugna dei miei concetti”
    Come spesso succede nei suoi racconti, il dolce (e l'amaro) si trova in coda: tre pagine di post-fazione sul tempo che scorre assolutamente magistrali (e lì che c'è da pensare..!) che da sole valgono l'acquisto del libro.
    Ma se pagate me, ve li trascrivo e vi faccio risparmiare i soldi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il sole uno yo-yo

    unico, geniale, grande fra i grandi.
    una lettura faticosissima, bellissima.
    la schizofrenia di certo mondo americano ( e nostro pure, orama' ) raccontata attraverso una umanità sbeffeggiata e resa gro ...continua

    unico, geniale, grande fra i grandi.
    una lettura faticosissima, bellissima.
    la schizofrenia di certo mondo americano ( e nostro pure, orama' ) raccontata attraverso una umanità sbeffeggiata e resa grottesca dalle leggi del mercato e dell'immagine. o una umanità stritolata dalle leggi della natura stessa, siano esse dettate dal caso o dalla malattia, o dalla fragilità.
    racconti unici, storie che mai potranno essere descritte in egual misura.
    dei finali poi, così struggenti, così dolenti.

    'il sole uno yo-yo'

    'va tutto
    a gonfie
    vele'.

    ha scritto il 

  • 5

    Che copertina

    Wallace non è facile da capire, io spero di esserci riuscita, ma nel caso non ce l'avessi fatta, mi piace comunque quello che ho capito, appreso, provato...
    Solitamente i titoli dei libri di racconti ...continua

    Wallace non è facile da capire, io spero di esserci riuscita, ma nel caso non ce l'avessi fatta, mi piace comunque quello che ho capito, appreso, provato...
    Solitamente i titoli dei libri di racconti di uno scrittore ha il titolo della storia più bella contenuta nel volume, forse l'avrò letto con un pò troppa leggerezza, non ne ho colto il senso, non è colpa di Wallace, ognuno ha il suo senso, ma non sono riuscita a trovarne neanche uno da me; il titolo che avrebbe dovuto essere a mio avviso è "Il canale del dolore", quanto ce ne in questi racconti.

    ha scritto il 

  • 4

    Labirintico

    Oblio è David Foster Wallace portato allo stremo,storie assurde ma sempre realistiche che mostrano il nostro mondo in tutta la sua stranezza.Una scrittura nervosa come non mai,alternanza di stili e re ...continua

    Oblio è David Foster Wallace portato allo stremo,storie assurde ma sempre realistiche che mostrano il nostro mondo in tutta la sua stranezza.Una scrittura nervosa come non mai,alternanza di stili e registi che ricorda quella eccezionale della prima raccolta "La Ragazza Dai Capelli Strani",Wallace si sa immedesimare in qualsiasi situazione e in qualsiasi personaggio,riesce a rimescolare le carte in qualsiasi momento,quasi gioca con il lettore,lo sfida,ti fa perdere il filo per poi rilanciartelo addosso all' improvvis e ti disorienta facendoti girare in cerchio fino a quando vuole.Paradossalmente Oblio è un'opera,come tutto il resto di Wallace,in cui bisogna sapersi perdere,altrimenti si rimane intrappolati.

    ha scritto il 

  • 4

    “Ecco un altro paradosso: nella vita di una persona la maggior parte dei pensieri e delle impressioni più importanti attraversano la mente così rapidi che rapidi non è nemmeno la parola giusta, sembra ...continua

    “Ecco un altro paradosso: nella vita di una persona la maggior parte dei pensieri e delle impressioni più importanti attraversano la mente così rapidi che rapidi non è nemmeno la parola giusta, sembrano totalmente diversi o estranei al cronometro che scandisce regolarmente la nostra vita, e hanno così pochi legami con quella lingua lineare, fatta di tante parole messe in fila, necessarie a comunicare fra di noi, che dire per esteso pensieri e collegamenti contenuti nel lampo di una frazione di secondo richiederebbe come minimo una vita intera ecc. – eppure sembra che andiamo tutti in giro cercando di usare la lingua (quale che sia, a seconda del paese d’origine) per cercare di comunicare agli altri quello che pensiamo e per scoprire quello che pensano loro, quando in fondo lo sanno tutti che in realtà si tratta di una messinscena e che si limitano a far finta. Quello che avviene dentro è troppo veloce, immenso e interconnesso e alle parole non rimane che limitarsi a tratteggiarne ogni istante a grandi linee al massimo una piccolissima parte.” (Caro vecchio neon, pp. 180, 181)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Dopo aver letto i due romanzi "e mezzo" ("Infinite Jest", "La scopa del sistema" e l'incompleto "Il re pallido") posso tranquillamente dire che David Foster Wallace sia uno di quegli scrittori che o s ...continua

    Dopo aver letto i due romanzi "e mezzo" ("Infinite Jest", "La scopa del sistema" e l'incompleto "Il re pallido") posso tranquillamente dire che David Foster Wallace sia uno di quegli scrittori che o si amano o si odiano.
    Tuttavia, leggendo Oblio, mi sono ritrovato in una via di mezzo:
    il primo racconto, "Mister Squishy", l'ho letto per inerzia, spinto solo dalla curiosità del tizio che s'arrampicava, ma è alquanto incomprensibile, in certi punti (non m'è piaciuto, insomma); "L'anima non è una fucina" è molto buono, grottesco, di stampo DFW, appunto; "Incarnazioni di bambini bruciati": penso d'averlo già dimenticato, pochissime pagini quasi "inutili"; "Un altro pioniere" non m'ha detto niente; "Caro vecchio neon" è il capolavoro della raccolta, a mio parere: tema molto interessante, bella pure l'unica annotazione sulla relatività del tempo/velocità; "La filosofia e lo specchio della natura" non m'ha lasciato nulla; "Oblio" parte benissimo ma poi si conclude in... niente, sostanzialmente e, infine, il discreto "Il canale del dolore", con una trama interessante ma con il finale come quello del racconto precedente ("si conclude in niente").

    ha scritto il 

  • 4

    originalità e fantasia

    mi è capitato di domandarmi perché continuassi a leggere, dove avessi perso il filo, quale fosse l'argomento... DFW è un giocoliere, ti mostra la palla, la nasconde e riappare ma in un altro punto ris ...continua

    mi è capitato di domandarmi perché continuassi a leggere, dove avessi perso il filo, quale fosse l'argomento... DFW è un giocoliere, ti mostra la palla, la nasconde e riappare ma in un altro punto rispetto a dove te l'aspettavi.
    le storie sono incredibili, verosimili ma straordinariamente uniche, mi piacerebbe tentare la lettura in lingua originale, credo che la traduzione sia maledettamente complessa e magari senza questo filtro cogliere alcuni aspetti che sicuramente mi sfuggono.
    il voto, per quel che vale, non è il massimo perché probabilmente sono io a non essere in grado di elevarmi a queste altezze.
    consiglio spassionato, serve particolare attenzione e concentrazione, questo girare attorno porta alla distrazione e alla voglia di abbandono mentre la giusta freschezza mentale permette di farsi guidare e seguire queste meravigliose spire.

    ha scritto il 

  • 3

    Writing for writing's sake

    Non lo so.
    La mia impressione è che questo libro sia un insieme poco omogeneo di perle, cose così così e robe francamente illeggibili (tra cui il racconto di apertura) o che si leggono per inerzia nel ...continua

    Non lo so.
    La mia impressione è che questo libro sia un insieme poco omogeneo di perle, cose così così e robe francamente illeggibili (tra cui il racconto di apertura) o che si leggono per inerzia nella speranza che prima o poi arrivi il punto in cui la narrazione riprenda quel senso che ti sembrava di aver colto dieci pagine fa.
    È un libro che si finisce con rabbia, in una specie di sfida con se stessi per non interrompere la lettura lanciando il libro non DAL, ma CONTRO il finestrino del treno, urlandogli TORNAINTEPORCAMISERIA, quasi nel tentativo di farlo rinsavire.
    Non si riesce nemmeno a dargli meno di tre stelle, perché DFW scrive cose che ti fanno cadere la faccia tra le pagine.
    Ma, tuttosommato, fra i tre che ho letto (gli altri sono Questa è l'acqua, La scopa del Sistema) questo il meno indimenticabile e, francamente, quasi evitabile.

    ha scritto il 

Ordina per