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Oblio

Di

Editore: Einaudi

3.8
(862)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 393 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806171860 | Isbn-13: 9788806171865 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Granato

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Otto romanzi brevi in cui Wallace gioca felicemente fra le macerie della realtà, aprendo nuove vie, nella scelta sia del tema come dellla forma più originale e sorprendente. Personaggi descritti nelle loro angosce e allucinazioni, scavati fino a zone inesplorate della psiche e della carne, senza mai la benchè minima concessione a psicologismi o verismo di maniera. Dal giovane di successo consapevole di essere un impostore, condannato a smascherarsi o ad annientarsi, al pluriomicida che di fronte alla cecità degli altri si scatenerà in un college. Oltre le singole storie, questo libro mostra che la letteratura può arrivare al cuore marcio della società e spalancarci il corpo martoriato, eppure così normale, della nostra vita quotidiana.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Dopo aver letto i due romanzi "e mezzo" ("Infinite Jest", "La scopa del sistema" e l'incompleto "Il re pallido") posso tranquillamente dire che David Foster Wallace sia uno di quegli scrittori che o si amano o si odiano.
    Tuttavia, leggendo Oblio, mi sono ritrovato in una via di mezzo:
    ...continua

    Dopo aver letto i due romanzi "e mezzo" ("Infinite Jest", "La scopa del sistema" e l'incompleto "Il re pallido") posso tranquillamente dire che David Foster Wallace sia uno di quegli scrittori che o si amano o si odiano.
    Tuttavia, leggendo Oblio, mi sono ritrovato in una via di mezzo:
    il primo racconto, "Mister Squishy", l'ho letto per inerzia, spinto solo dalla curiosità del tizio che s'arrampicava, ma è alquanto incomprensibile, in certi punti (non m'è piaciuto, insomma); "L'anima non è una fucina" è molto buono, grottesco, di stampo DFW, appunto; "Incarnazioni di bambini bruciati": penso d'averlo già dimenticato, pochissime pagini quasi "inutili"; "Un altro pioniere" non m'ha detto niente; "Caro vecchio neon" è il capolavoro della raccolta, a mio parere: tema molto interessante, bella pure l'unica annotazione sulla relatività del tempo/velocità; "La filosofia e lo specchio della natura" non m'ha lasciato nulla; "Oblio" parte benissimo ma poi si conclude in... niente, sostanzialmente e, infine, il discreto "Il canale del dolore", con una trama interessante ma con il finale come quello del racconto precedente ("si conclude in niente").

    ha scritto il 

  • 0

    originalità e fantasia

    mi è capitato di domandarmi perché continuassi a leggere, dove avessi perso il filo, quale fosse l'argomento... DFW è un giocoliere, ti mostra la palla, la nasconde e riappare ma in un altro punto rispetto a dove te l'aspettavi.
    le storie sono incredibili, verosimili ma straordinariamente u ...continua

    mi è capitato di domandarmi perché continuassi a leggere, dove avessi perso il filo, quale fosse l'argomento... DFW è un giocoliere, ti mostra la palla, la nasconde e riappare ma in un altro punto rispetto a dove te l'aspettavi.
    le storie sono incredibili, verosimili ma straordinariamente uniche, mi piacerebbe tentare la lettura in lingua originale, credo che la traduzione sia maledettamente complessa e magari senza questo filtro cogliere alcuni aspetti che sicuramente mi sfuggono.
    il voto, per quel che vale, non è il massimo perché probabilmente sono io a non essere in grado di elevarmi a queste altezze.
    consiglio spassionato, serve particolare attenzione e concentrazione, questo girare attorno porta alla distrazione e alla voglia di abbandono mentre la giusta freschezza mentale permette di farsi guidare e seguire queste meravigliose spire.

    ha scritto il 

  • 3

    Writing for writing's sake

    Non lo so.
    La mia impressione è che questo libro sia un insieme poco omogeneo di perle, cose così così e robe francamente illeggibili (tra cui il racconto di apertura) o che si leggono per inerzia nella speranza che prima o poi arrivi il punto in cui la narrazione riprenda quel senso che ti ...continua

    Non lo so.
    La mia impressione è che questo libro sia un insieme poco omogeneo di perle, cose così così e robe francamente illeggibili (tra cui il racconto di apertura) o che si leggono per inerzia nella speranza che prima o poi arrivi il punto in cui la narrazione riprenda quel senso che ti sembrava di aver colto dieci pagine fa.
    È un libro che si finisce con rabbia, in una specie di sfida con se stessi per non interrompere la lettura lanciando il libro non DAL, ma CONTRO il finestrino del treno, urlandogli TORNAINTEPORCAMISERIA, quasi nel tentativo di farlo rinsavire.
    Non si riesce nemmeno a dargli meno di tre stelle, perché DFW scrive cose che ti fanno cadere la faccia tra le pagine.
    Ma, tuttosommato, fra i tre che ho letto (gli altri sono Questa è l'acqua, La scopa del Sistema) questo il meno indimenticabile e, francamente, quasi evitabile.

    ha scritto il 

  • 3

    accompagnavo una donna a fare compere e annoiandomi cominciai a contemplare delle ciabatte, o babbucce, comunque delle pantofole rosse, un po' alla ali babà. a me piace la parola "pantofole" e mi fa anche sorridere scioccamente e così, benchè non ne avessi alcun bisogno, pensai di comprare quelle ...continua

    accompagnavo una donna a fare compere e annoiandomi cominciai a contemplare delle ciabatte, o babbucce, comunque delle pantofole rosse, un po' alla ali babà. a me piace la parola "pantofole" e mi fa anche sorridere scioccamente e così, benchè non ne avessi alcun bisogno, pensai di comprare quelle, rosse e dall'aria pelosa. lo dissi alla donna e lei fece una piccola smorfia di labbra e di naso rispondendo "rosse? ma dopo un po' in casa il rosso stanca". allora la guardai molto seriamente, era la cosa più intelligente che le avessi mai sentito dire, le cose che ti metti in casa lo fai perchè non stancano, non devono stancare, e tra queste cose c'ero anch'io, e anche lei, ma mentre io questo pensiero non l'avevo mai fatto, e volevo stancarla, che mi pensasse e mi considerasse continuamente, senza abituarsi, d'altro canto però non volevo fare lo stesso con lei, non volevo che mi stancasse e perciò apprezzavo il suo viso chiaro e i capelli biondo cenere, i suoi vestiti dai colori neutri, la voce pacata. pensavo e mi illudevo di amarla accanitamente e invece lo facevo quietamente, e non avrei tollerato che fosse rossa come le pantofole, né altrattanto pelosa. io invece volevo essere per lei la pantofola rossa, di cui per altro non aveva nemmeno bisogno, e che col tempo stanca, come difatti è stato.

    ha scritto il 

  • 4

    rapporto tra pubblico e celebrità


    " le celebrità non fungevao affatto da da persone reali ma bensì da simboli di stesse"


    Con uno straordinario sguardo da sociologo David F.W. passa in rassegna una carrellata i personaggi marginali,estremi, paradossali ed attraverso di essi costruis ...continua

    rapporto tra pubblico e celebrità

    " le celebrità non fungevao affatto da da persone reali ma bensì da simboli di stesse"

    Con uno straordinario sguardo da sociologo David F.W. passa in rassegna una carrellata i personaggi marginali,estremi, paradossali ed attraverso di essi costruisce con lucidità una critica alla società di massa, dove ad esempi si conducono focus - group con l'unico scopo di confermare che il prodotto analizzato avrà successo, affermare il contrario causerebbe il licenziamento della società di ricerca.
    Lo sguardo sull'autore si posa su giornalisti, coppie in crisi, professori usciti di senno, bambini straordinari in società primitive e da tali storie scava ricavando le paure dei singoli e delle società di riflesso.
    Il risultato: una società schiacciata da paure e tabù che si accusa l'un l'altra dove la verità non ha più alcun valore. ina società profondamente in crisi, inabissata verso un big bang morale.

    ha scritto il 

  • 4

    I racconti di Oblio, molto diversi per stile e per lunghezza (si va dalle quattro pagine di Incarnazioni di bambini bruciati a brevi romanzi di un centinaio di pagine), sembrano avere come denominatore comune la disillusione e la rassegnazione dell’età adulta.
    Se ne La scopa del sistema c’è ...continua

    I racconti di Oblio, molto diversi per stile e per lunghezza (si va dalle quattro pagine di Incarnazioni di bambini bruciati a brevi romanzi di un centinaio di pagine), sembrano avere come denominatore comune la disillusione e la rassegnazione dell’età adulta.
    Se ne La scopa del sistema c’è l’onnipotenza giovanile di chi pensa di poter superare tutti problemi e di poter provare infinite sperimentazioni; se in Infinite Jest c’è la consapevolezza di chi di chi ha dovuto lottare e soffrire per giungere a un equilibrio psichico di cui si riconosce la precarietà, in Oblio l'elemento caratterizzante è la disillusione della vita adulta, la consapevolezza che alcuni obiettivi non verranno mai raggiunti e quelli che si riesce a raggiungere si trasformano spesso in noiosa routine perdendo tutta la loro attrattiva.

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    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/02/speciale-scrittori-suicidi-oblio-david.html

    ha scritto il 

  • 5

    è DFW, quindi non c'è nulla di piacevole nella lettura di Oblio. Come sempre è un viaggio che passa tra storie e teoria, in una narrazione tanto coinvolgente, quanto registicamente distaccata.
    Ottimo.

    ha scritto il 

  • 1

    Forse il mio inizio con Wallace non è stato dei migliori. Ne ho sempre sentito parlare bene, poi ho iniziato a leggere e... com'è che diceva Fantozzi per la Corazzata Potemkin?

    ha scritto il 

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