Oblomov

La biblioteca di Repubblica - Ottocento, 41

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.3
(1674)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 687 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Portoghese , Francese , Russo , Norvegese

Isbn-10: 8889145412 | Isbn-13: 9788889145418 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Micheletti ; Prefazione: Remo Faccani

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
E’ tutto in una parola, “oblomovismo”. E’ il male che attanaglia il nostro protagonista e un’intera classe sociale, incapace di fronteggiare l’incalzare della storia. Il nuovo avanza e bussa imperioso alle porte intarsiate e imbottite di velluti dei nobili russi, ma Oblomov si adagia in un dolce oblio del presente e si rifugia nel ricordo di un’età dorata, fatta di servi docili e di ricchezze possedute per diritto di nascita. E in quest’oblio, fuori dal mondo e dalla storia, si addormenterà per sempre, con le sue belle mani bianche, totalmente ignare del lavoro.
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  • 5

    Da leggere e rimuginare

    E' un libro che fa riflettere, deve essere digerito, ed alla fine ti lascia dentro una moltitudine di sentimenti.
    Oblomov è pigro in ogni aspetto, dall'agire al meditare, ma anche con un cuore candido ...continua

    E' un libro che fa riflettere, deve essere digerito, ed alla fine ti lascia dentro una moltitudine di sentimenti.
    Oblomov è pigro in ogni aspetto, dall'agire al meditare, ma anche con un cuore candido e puro, purtroppo è circondato da persone molto diverse, in bene ed in male, tanto da rendere il suo immobilismo il vero protagonista della storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Un giovane uomo assolutamente incapace di prendere una decisione, il timore di legarsi ad una donna, il rapporto continuamente interrotto con quest'ultima, nonostante il perdono fino al definitivo inc ...continua

    Un giovane uomo assolutamente incapace di prendere una decisione, il timore di legarsi ad una donna, il rapporto continuamente interrotto con quest'ultima, nonostante il perdono fino al definitivo incrinarsi in occasione della conoscenza dei parenti di lei. La passività di Oblomov lo porta a disinteressarsi anche delle proprietà di famiglia, lasciandone la gestione a persone che se ne approfittano. Finirà per accettare il rapporto con una donna mediocre, di classe sociale inferiore, l'unica in grado di dargli serenità ma anche di restargli vicino fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Vale la pena leggerlo anche solo per poter infilare poi il termine oblomovismo all'interno di un discorso e far vedere quanto siete fighi. Cento pagine in meno, però, non gli avrebbero fatto male. ...continua

    Vale la pena leggerlo anche solo per poter infilare poi il termine oblomovismo all'interno di un discorso e far vedere quanto siete fighi. Cento pagine in meno, però, non gli avrebbero fatto male.

    ha scritto il 

  • 4

    "L'oblomovismo! ...Che roba è? ...Adesso ti racconto...."

    Che sia Oblomov il primo inetto della storia della letteratura mondiale? Probabilmente sì. Il primo in senso letterario e filosofico. L'antieroe mite, definito puro di cuore, la cui anima cristallina ...continua

    Che sia Oblomov il primo inetto della storia della letteratura mondiale? Probabilmente sì. Il primo in senso letterario e filosofico. L'antieroe mite, definito puro di cuore, la cui anima cristallina non può sopportare di immischiarsi, intorbidarsi e mescolarsi alla ribollente vita. La vita che è lavoro, viaggio e cammino, passione e tumulto, errore e amore...
    Gettato nell'esistenza suo malgrado, Oblomov ne rifugge il senso, ne rifiuta le premesse; il suo muto appello all'immobilità perfetta è essenzialmente anelito alla morte, protesta radicale verso la vita. Chissà se è anche una ribellione profonda. Non sembrerebbe, perché Oblomov non è Oblomov per scelta. Il no dell'inetto non è esercizio di libero arbitrio, non è un atto volontario. È invece un no che viene dall'inconscio, da quel luogo conteso tra pulsione di morte e pulsione d'amore, come Freud disse.
    Trovo che sia difficile parteggiare per il protagonista. Lui non è in grado di amare e nemmeno io sono in grado di amarlo. La sua passività giganteggia e ammorba l'aria intorno.
    Sono invece affascinata dall'intelligenza accorta e sensibile di Ol'ga, la cui acutezza è a dir poco abbagliante. Un personaggio femminile a cui forse non è stata accordata la dovuta attenzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Finora ho letto poco i russi, racconti più che altro, sempre storie brevi, per il timore di avvicinarmi ai grandi romanzi. Oblòmov è il primo vero grande romanzo russo che affronto e devo dire che, do ...continua

    Finora ho letto poco i russi, racconti più che altro, sempre storie brevi, per il timore di avvicinarmi ai grandi romanzi. Oblòmov è il primo vero grande romanzo russo che affronto e devo dire che, dopo aver superato una prima parte un po’ lenta che quasi mi contagiava la sonnolenza del protagonista, poi sono stata catturata da una trama e una scrittura più vivaci (in particolare dal momento in cui si delineavano le due concezioni che della vita hanno Stolz e Oblòmov ho sentito che la storia decollava) e dai sentimenti che inevitabilmente si son formati in me nei confronti di Oblòmov. La pena, la tenerezza e la rabbia si alternavano fra loro in una storia che è tanto profonda, che parla dell’incapacità di Oblòmov di scendere ai compromessi che la vita ci impone, con tutti i suoi impegni, le gioie e i dolori, le sue meschinità...ricordandoci anche però che il tempo scorre inesorabile.
    A me restano tanta bellezza e profondità e la gioia di aver conosciuto nel mio percorso di lettrice l’anima candida del signor Oblòmov.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono libri per i quali non vedi l'ora di tornare a casa, di metterti sotto le coperte e leggere, libri che porti in treno, in autobus, che leggi nelle pause dal lavoro.
    Oblomov non è niente di tutt ...continua

    Ci sono libri per i quali non vedi l'ora di tornare a casa, di metterti sotto le coperte e leggere, libri che porti in treno, in autobus, che leggi nelle pause dal lavoro.
    Oblomov non è niente di tutto ciò.
    E' impegnativo nel modo in cui solo un romanzo russo sa essere. Scava profondi canyon in luoghi in cui non vorresti mai mettere piede. Per questo lo ho amato come ho amato pochi altri romanzi, e non credo di esagerare dicendo che lo ritengo un capolavoro della letteratura mondiale. Tenero Oblomov, ti amo perché non sai vivere, ma hai capito la vita meglio di ogni eroe classico, moderno, postmoderno. Dov'è l'uomo, Oblomov, in questo brulicare inconcludente di attività sterili, di pettegolezzi, sfoggi dell'ego, inutili sforzi e competizioni? Tu non sei competitivo, anzi, provi sollievo nel soccombere nello scontro. E la capacità di descrivere questa sensazione senza banalizzarla nella solita contrapposizione onore/vigliaccheria è la grandezza di questo autore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Come innamorarsi di un personaggio che non fa nulla per farsi amare

    La quarta parte mi ha veramente lasciato a bocca aperta. Oblomov ricade nella pigrizia e nell’accidia , dopo la parentesi amorosa con Olga, mentre tutto intorno a lui cambia con alti e bassi; le perso ...continua

    La quarta parte mi ha veramente lasciato a bocca aperta. Oblomov ricade nella pigrizia e nell’accidia , dopo la parentesi amorosa con Olga, mentre tutto intorno a lui cambia con alti e bassi; le persone e le situazioni subiscono dei cambiamenti radicali. Tutto si compie e ogni personaggio trova un equilibrio, quasi che il destino lo muova al fine di ritrovare se stesso. Olga e Stolz sono la coppia perfetta, conoscono intimamente l’altro e vivono il loro amore, direi in un modo piuttosto moderno, costruiscono giorno per giorno il loro rapporto senza mai perdere di vista le esigenze e i desideri dell’altro, senza un calo di attenzione, mettendo al primo posto la felicità reciproca. La fiducia ed il rispetto che hanno l’una dell’altro sono esemplari. Non dimenticano Oblomov, lo amano entrambi e tirarlo fuori da quel buco, portarlo a casa con loro diventa la loro missione, come se mancasse questo a coronare la loro felicità. Ma lui ha raggiunto il punto di non ritorno, ha trovato l’amore in quell’Agaf’ia che lo serve, lo ama al di sopra di tutto, persino dei propri figli. La sposa, hanno un figlio, finalmente superano le difficoltà economiche, grazie all’aiuto di Stolz, e quando tutto sembra tranquillo ecco l’inaspettato… Crudele e grande l’autore! Oblomov ci lascia, in punta di piedi, senza un lamento. Grande è il vuoto che lascia intorno a sé, non solo nella sua “famiglia”, ma soprattutto nel lettore! All’inizio del libro si prova antipatia, un po’ di rabbia e a volte vorresti andare là e scuoterlo forte. Vorresti gridargli di svegliarsi, di liberarsi da quei furfanti che lo stanno fregando, di muoversi. Poi, piano piano, cominci a capirlo, ad apprezzare la sua bontà, la sua semplicità e quando viene a mancare, all’improvviso, ci si rende conto di amarlo. Così è successo a me. Vorrei riportare un passaggio che mi ha commosso.

    “Solo quando Stolz arrivava dalla campagna, lei correva a casa sua e divorava con gli occhi Andriusa, per accarezzarlo con timida tenerezza; e poi avrebbe voluto dire qualcosa a Andrei Ivanovic, ringraziarlo, esprimergli tutto ciò che viveva nel segreto del suo cuore: egli avrebbe compreso, ma lei non sapeva dirglielo; allora si precipitava da Olga, premeva le labbra sulle sue mani e gliele bagnava di lacrime così cocenti da muovere anche lei al pianto, e Andrei, commosso, usciva in fretta dalla stanza:”

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Non avvicinarti, non avvicinarti: mi porti il freddo di fuori!"

    Probabilmente il romanzo voleva essere anche un atto di accusa contro una borghesia conservatrice che fu incapace di dare alla Russia ed alle sue sterminate proprietà fondiarie le riforme di cui aveva ...continua

    Probabilmente il romanzo voleva essere anche un atto di accusa contro una borghesia conservatrice che fu incapace di dare alla Russia ed alle sue sterminate proprietà fondiarie le riforme di cui aveva bisogno, ma è per l’accorato ritratto del protagonista che Oblomov è diventato un classico senza tempo. Il’ja Il’ic Oblomov suscita dapprima fastidio e quasi disgusto per la sua indolenza, la pavidità, l’inettitudine (impiega tre capitoli per alzarsi dal letto!). E’ un proprietario terriero che non svolge nessuna attività oltre al dormire, mangiare, poltrire. La sua vita è rivolta tutta verso l’interiorità, nei pensieri, nell’immaginazione, nei sogni. E’ attraverso un sogno che scopriamo l’ambiente a dir poco apprensivo ed iperprotettivo, impermeabile ad ogni novità, in cui egli è cresciuto, e che non poteva che fare di lui una persona inadatta ad affrontare la vita. Oblomov prova a lavorare ma è assolutamente privo del carattere e dell’energia adatti a farsi strada nelle istituzioni in cui regnano arrivismo e competitività sfrenata, oltre che dell’ipocrisia e falsità che sono necessarie a farsi accettare nel bel mondo; di Oblomov apprezziamo infatti, procedendo nella lettura, le straordinarie e cristalline doti di mitezza, sincerità ed onesta, descritte da Goncharov con delicatezza, profondità ed empatia tali da suscitare stupore e commozione. Non so cosa rendesse i grandi narratori russi del 19° secolo capaci di tale profondità nel sondare e descrivere l’animo umano, Il’ja Il’ic mi ha ricordato spesso un altro memorabile personaggio: il principe Myskin de “L’idiota” di Dostoevskij.
    Oblomov si trova ad avere a che fare con persone che approfittano della sua ingenuità e bontà, ma anche con amici che riconoscono le sue qualità. Purtroppo né l’affetto del caro amico Stolz, un tedesco iperattivo che rappresenta perfettamente il dinamismo e la necessità di cambiamento, né l’inattesa passione per la dolce Olga riescono a scuoterlo. Olga commette l’errore tipico di molte donne ancora inesperte, pensa di poter cambiare Oblomov, e che questi riesca, grazie all’amore per lei, a “guarire” dal torpore. E’ la tremenda delusione successiva all’infatuazione per Olga che lo spinge, non senza amarezza ma con determinazione, a ritirarsi sempre più dalla vita affidandosi ad una moglie dal carattere semplice che lo accudisce come un bambino.
    Terminata la lettura ci domandiamo se davvero Oblomov avrebbe potuto e saputo scuotersi e cambiare almeno un po’ il proprio destino, ma che la sua vita non sia stata inutile lo dimostra la traccia profonda che egli ha lasciato nella memoria e nel cuore di chi gli è stato vicino, oltre che nella memoria e nel cuore dei lettori. Oblomov provoca in noi tenerezza ma anche rabbia, nella misura in cui ci assomiglia anche un po’, e forse per questo non ci sentiamo di giudicarlo. Oblomov siamo noi quando le ordinarie incombenze quotidiane sembrano sopraffarci, quando rinunciamo a cambiare per la paura di rimetterci in gioco, quando preferiamo adagiarci in una routine poco gratificante ma comoda e familiare.

    ha scritto il 

  • 5

    entra subito, per me, nella classifica di quei libri capolavoro - come viaggio al termine della notte
    o cent'anni di solitudine e moby dick - libri che non
    solo sono trama ma respirano di vita, hanno ...continua

    entra subito, per me, nella classifica di quei libri capolavoro - come viaggio al termine della notte
    o cent'anni di solitudine e moby dick - libri che non
    solo sono trama ma respirano di vita, hanno I tempi della vita. sono indescrivibili e sono tutto. qui la difficoltà di decrivere oblomov
    il protagonista che è immerso nel suo oblomovismo, che non è
    depressione ma una sorta di inettitudine perenne,viene superata in modo
    notevole e il libro dopo averci immerso, nella prima parte nel mondo vuoto di oblomov, diventa poi molto vitale e dinamico perché intorno,
    ovunque intorno, c'è la vita. imperfetta ma viva.

    ha scritto il 

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