Occhio di gatto

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.8
(280)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8879285564 | Isbn-13: 9788879285568 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura

Ti piace Occhio di gatto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
La protagonista di questo romanzo è una pittrice, Elaine Risley, che in occasione della prima retrospettiva delle sue opere ritorna nella città dov'è cresciuta, Toronto. Se n'era andata molti anni prima, per lasciarsi alle spalle i fantasmi della gioventù. Ora, mentre valuta con occhio critico i cambiamenti nella città, Elaine ritrova se stessa bambina. Momenti e atmosfere riaffiorano con lancinante chiarezza: una famiglia felice e anticonformista, che però non l'aveva salvata dall'inferno di crudeltà e ricatti orchestrato da Cordelia, amica e aguzzina. L'unico alleato di Elaine era un occhio di gatto, una biglia dura, fredda, forte come lei avrebbe voluto diventare. In un sovrapporsi di passato e presente che attraversa quattro decenni, Elaine esplora le radici della sua personalità adulta, smuove gli strati sommersi della propria coscienza, riconsidera le vie di fuga che la vita le ha offerto. Un romanzo intenso e ironico, in cui ritroviamo la perfezione della scrittura, la trama perfetta e il realismo delle ambientazioni.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Questo romanzo della Atwood è molto diverso dagli altri che ho letto. Niente fantascienza, niente guizzi dell'immaginazione. Una narrazione a sbalzi temporali che alterna passato e presente senza segu ...continua

    Questo romanzo della Atwood è molto diverso dagli altri che ho letto. Niente fantascienza, niente guizzi dell'immaginazione. Una narrazione a sbalzi temporali che alterna passato e presente senza seguire una sequenza cronologica. La narrazione è in prima persona e a raccontare è Elaine, una delle amiche. L' amicizia raccontata è a quattro ma due delle amiche, Grace e Carol sono psicologicamente nulle, per cui l' amicizia si riduce a un rapporto di competizione e di forza tra Elaine e Cordelia con tratti sadomaso versione adolescenziale. Cordelia vuole migliorare l'amica e lo fa punendola, anzi facendola punire dal gruppo compatto delle altre, escludendola, costringendola a umiliazioni e penitenze. Questa parte così lunga e a tratti insolitamente monotona fa pensare a una qualche componente autobiografica che spenga e influenzi la narrazione immettendola nel torrente malinconico della vita vera irrisolta. La relazione tra le ragazze nella sua fase giovanile ha un episodio particolarmente drammatico che non diventa tragico grazie all'intervento miracoloso della Vergine Maria delle Cose Perdute. L'episodio è tra il sogno e la realtà, ma in effetti solo la realtà del fatto giustifica agli occhi del lettore la salvezza della bambina. La Madonna riporta Elaine a casa, l'episodio però lascia il segno e rompe la fase in cui Elaine era disposta a subire qualsiasi cosa e a tacere. Si intuisce che Cordelia è in realtà una bambina con gravi problemi, con enorme senso di inadeguatezza. A fronte di episodi così gravi ci si aspetterebbe una reazione aperta da parte di Elaine o delle scuse dall'altra ma un confronto tra le due non c'è mai. Le amiche si scambiano di ruolo. Elaine diventa la figura forte di un rapporto che definire amicizia sarebbe irrealistico. Mai le amiche si confrontano sinceramente su niente. La mancanza assoluta di dialogo e di slanci e di affetto dell'una per l'altra porta a una monotonia narrativa insolita per l'autrice che mai mi era sembrata noiosa negli altri romanzi. La situazione viene anche analizzata in alcune righe in cui l'io narrante riconosce che il rapporto con Cordelia è sempre stato basato sulla vendetta, una vendetta invisibile e sottile. La vita di Elaine diventa vendetta. Tutta la sua carriera, il suo successo. Infatti è una vita brutta, piatta, morta, senza slanci umani. Il romanzo si riprende nelle pagine finali belle e malinconiche che sfumano la sensazione che al romanzo manchi qualcosa. Un chiarimento, magari. Solo quando Cordelia sconfitta chiede aiuto all'altra (che glielo nega) poi le cose si rovesciano di nuovo e Elaine sembra tornare debole in un' altalena senza senso nè fine. Anche il rapporto di Elaine con gli uomini è poco migliore di quello con l'amica e se è migliore non è certo grazie a lei. La malinconia finale sfuma la sensazione di piattezza e di ossessione e di involuzione che si ha per tutto il romanzo .

    ha scritto il 

  • 2

    Un saggio sulla depressione

    Potrebbe benissimo essere un saggio sui meccanismi che portano alla nascita della depressione, sulle origini e radici del male del secolo!! Visto sotto questo punto di vista sarebbe anche interessante ...continua

    Potrebbe benissimo essere un saggio sui meccanismi che portano alla nascita della depressione, sulle origini e radici del male del secolo!! Visto sotto questo punto di vista sarebbe anche interessante, rimane invece la biografia di una pittrice e della lenta agonia che la porta ad avere un discreto successo. Il libro è scorrevole e scritto bene ma la protagonista è una piaga!!!
    L’unica cosa positiva è che, nonostante tutto, riesce a mettere a frutto il talento ereditato dalla famiglia e crearsi un futuro, ma per il resto che paranoiaaaaaaa!!!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Il tempo non è una linea ma una dimensione, come le dimensioni dello spazio....

    http://www.incipitmania.com/incipit-in-lingua-originale/incipit-in-inglese/occhio-di-gatto-margaret-atwood/ ...continua

    Il tempo non è una linea ma una dimensione, come le dimensioni dello spazio....

    http://www.incipitmania.com/incipit-in-lingua-originale/incipit-in-inglese/occhio-di-gatto-margaret-atwood/

    ha scritto il 

  • 4

    Margaret Atwood - Occhio di gatto

    Davvero bello. Primo che leggo della Atwood e mi darò da fare per cercarne altri. La storia di Elaine si dipana a partire dall'infanzia intervallando brevi parti sull ...continua

    Margaret Atwood - Occhio di gatto

    Davvero bello. Primo che leggo della Atwood e mi darò da fare per cercarne altri. La storia di Elaine si dipana a partire dall'infanzia intervallando brevi parti sull'oggi, che però non ci dicono molto della sua vita più recente. E l'infanzia l'ha trascorsa nella sua famiglia strana, con il padre docente di scienze naturali sempre a caccia di insetti, la madre con mille interessi e mai casalinga, in un ambiente chiuso e provinciale come doveva essere Toronto alla fine degli anni Quaranta. E una persona è stata il suo incubo: una ragazzina che l'ha tormentata insieme ad altre due per tutto il periodo della scuola elementare, imponendole mille prove umilianti. Normale bullismo? No. Cordelia, questa "amica" che dalle elementari l'ha seguita, tormentata, amata non rappresenta solo un ostacolo da superare. Rappresenta la parte oscura, il disagio, la follia. E la storia si sviluppa senza interruzione, senza pause e senza rallentamenti, piana ma allo stesso tempo in tensione verso la soluzione dei conflitti e il raggiungimento dell'armonia. Elaine è' riuscita nel suo lavoro, è diventata una pittrice abbastanza nota: l'occasione di una mostra a Toronto dove ha trascorso l'infanzia la porta a voler chiudere il cerchio del passato, recuperando la memoria anche attraverso i luoghi che visita cercando in essi le vecchie memorie, che però non hanno lasciato traccia visibile.
    Alla fine anche noi abbiamo fatto pace con Cordelia e possiamo, forse, andare avanti più leggeri.

    ha scritto il 

  • 3

    ... Sono parecchie le malattie della memoria...

    Io adoro Margaret Atwood, questo è il presupposto da cui è necessario partire, ed è con molto dispiacere che non vado al di là delle tre stelline per un suo libro. La spiegazione è presto detta, ho as ...continua

    Io adoro Margaret Atwood, questo è il presupposto da cui è necessario partire, ed è con molto dispiacere che non vado al di là delle tre stelline per un suo libro. La spiegazione è presto detta, ho aspettato per tutto il tempo che succedesse qualcosa nella trama, che capitasse quell'evento che stavo aspettando e invece... niente. La penna di Margaret Atwood è capace di rendere piacevole qualsiasi cosa, ma qui mi sono effettivamente un po' annoiata. Ho letto recensioni entusiaste e altre più in linea con la mia... non so forse non era il momento per questo libro... Alla prossima Margaret, rivederti è sempre un piacere.

    ha scritto il 

  • 3

    ma il bullismo, quello vero, è un'altra cosa

    mi aspettavo di leggere un libro sul bullismo, ma la natura di questo romanzo è altra cosa. Non di bullismo si tratta, infatti, ma della ben nota cattiveria tra ragazzini, di cui tutti, in misure diff ...continua

    mi aspettavo di leggere un libro sul bullismo, ma la natura di questo romanzo è altra cosa. Non di bullismo si tratta, infatti, ma della ben nota cattiveria tra ragazzini, di cui tutti, in misure differenti, siamo stati vittime nel periodo che va dall'infanzia all'adolescenza.
    I bambini sono nani spietati nella loro azione di esclusione. Con metodo e senza ripensamento alcuno, mettono al bando tutto ciò che minimamente percepiscono come differente, lo fanno a brandelli, meglio se in gruppo, e non si preoccupano affatto delle ferite che, così facendo, possono provocare. Sul fatto che agiscano spinti da Incoscienza o immaturità si potrebbe discutere a lungo. Di certo, la distruzione, lo scarso rispetto, la sofferenza, subita o provocata, fanno parte del processo di crescita e ci aiutano a prendere le misure della vita.
    Così, Elaine prima subisce, poi ignora, infine dimentica. Ma non perdona e non riuscirà mai a superare completamente i traumi della sua infanzia, che ritornano sulle sue tele tormentate. Quanto a Cordelia, da piccola carnefice si trasforma in vittima, rivelando tutta la fragilità che un tempo la spingeva a infierire sugli altri. E, alla fine, per lei si prova quasi pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Trama molto intrigante, la protagonista che torna nella Toronto della sua infanzia ormai cinquantenne, e ricorda la sua vita passata e i rapporti con le bambine del vicinato e con una in particolare, ...continua

    Trama molto intrigante, la protagonista che torna nella Toronto della sua infanzia ormai cinquantenne, e ricorda la sua vita passata e i rapporti con le bambine del vicinato e con una in particolare, Cordelia, che era cattiva e la tiranneggiava.
    Ho apprezzato tantissimo l'inizio, come l'autrice ci racconta nei dettagli gli anni Quaranta e come si viveva allora, ma andando avanti secondo me il romanzo si perde parecchio, si allunga di metafore inutili, di pezzi che non danno nulla di più alla narrazione, e inoltre la Atwood è sempre molto fredda e distaccata nel raccontare. Che non è necessariamente un difetto, ma in questo caso ti fa sentire come se ci fosse sempre un piccolo muro di vetro tra te e le vicende raccontate. Un libro partito benissimo ma che strada facendo è diventato brodo allungato un po' noioso.

    ha scritto il 

  • 2

    Dico subito che non mi è piaciuto. Troppo piatto. Continuavo a leggere sperando che prima o poi ci fosse una svolta e invece niente. Salvo solo le parti in cui si racconta delle angherie subite dalla ...continua

    Dico subito che non mi è piaciuto. Troppo piatto. Continuavo a leggere sperando che prima o poi ci fosse una svolta e invece niente. Salvo solo le parti in cui si racconta delle angherie subite dalla protagonista da piccola.
    Ultimo appunto: mi chiedo perchè la Atwood sia considerata una scrittrice femminista. Non mi pare che in questo romanzo le donne siano descritte in modo positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto bello, tratta temi forse banali ma lo fa da un punto di vista così originale che la debolezza della trama in sé non si fa notare troppo. La storia di un'artista che è una persona come tant ...continua

    Libro molto bello, tratta temi forse banali ma lo fa da un punto di vista così originale che la debolezza della trama in sé non si fa notare troppo. La storia di un'artista che è una persona come tante e proprio per questo trasmette spesso un forte senso di immedesimazione, raccontata con un intreccio che alterna momenti del presente alla narrazione del passato. All'inizio può sembrare un romanzo come tanti e magari diventare monotono dopo un po', ma verso la fine il tema del tempo e della memoria torna a dare un senso al percorso compiuto. Meravigliosi per questo proprio gli ultimi capitoli, con il loro simbolismo suggestivo e il senso di chiusura che trasmette l'ultimo in particolare. Unico difetto che mi ha pesato è proprio il fatto che tale percezione di significato si perde nei capitoli intermedi, che a volte mi sono sembrati un po' vani.
    Voto: 8

    ha scritto il 

Ordina per