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Occhio di gatto

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.9
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8879285564 | Isbn-13: 9788879285568 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La protagonista di questo romanzo è una pittrice, Elaine Risley, che in occasione della prima retrospettiva delle sue opere ritorna nella città dov'è cresciuta, Toronto. Se n'era andata molti anni prima, per lasciarsi alle spalle i fantasmi della gioventù. Ora, mentre valuta con occhio critico i cambiamenti nella città, Elaine ritrova se stessa bambina. Momenti e atmosfere riaffiorano con lancinante chiarezza: una famiglia felice e anticonformista, che però non l'aveva salvata dall'inferno di crudeltà e ricatti orchestrato da Cordelia, amica e aguzzina. L'unico alleato di Elaine era un occhio di gatto, una biglia dura, fredda, forte come lei avrebbe voluto diventare. In un sovrapporsi di passato e presente che attraversa quattro decenni, Elaine esplora le radici della sua personalità adulta, smuove gli strati sommersi della propria coscienza, riconsidera le vie di fuga che la vita le ha offerto. Un romanzo intenso e ironico, in cui ritroviamo la perfezione della scrittura, la trama perfetta e il realismo delle ambientazioni.
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  • 4

    Ho letto questo libro perchè mi era piaciuto molto "Il racconto dell'ancella" ma questo si è rivelato di un genere completamente diverso. Prima di iniziare la lettura avevo dato un'occhiata alle recensioni e col senno di poi questa mi sembra particolarmente calzante: "La storia di una vita (in gr ...continua

    Ho letto questo libro perchè mi era piaciuto molto "Il racconto dell'ancella" ma questo si è rivelato di un genere completamente diverso. Prima di iniziare la lettura avevo dato un'occhiata alle recensioni e col senno di poi questa mi sembra particolarmente calzante: "La storia di una vita (in gran parte autobiografica) dove non succede mai nulla di speciale" (Scritta da Xenja). Il libro è comunque talmente ben scritto da riuscire a farsi seguire, ad appassionarti. Alcune parti sono un po' lente, altre più dense di contenuto. In particolare ho trovato molto interessante il racconto delle esperienze della protagonista con le compagne di scuola da bambina, di cui subisce per anni la sottile violenza psicologica. Voto 7,5/10

    ha scritto il 

  • 5

    La bellezza di una vita.

    Cercavo un libro che parlasse semplicemente di qualcuno fatto di carne ed ossa, un personaggi dai contorni nitidi e non nebulosi, una persona non necessariamente coraggiosa o invincibile e l'ho trovato. Questa è la storia della pittrice Elaine, del suo passato remoto, prossimo e di come hanno for ...continua

    Cercavo un libro che parlasse semplicemente di qualcuno fatto di carne ed ossa, un personaggi dai contorni nitidi e non nebulosi, una persona non necessariamente coraggiosa o invincibile e l'ho trovato. Questa è la storia della pittrice Elaine, del suo passato remoto, prossimo e di come hanno formato il suo presente. E' una storia che può sembrare comune ma che di banale non ha nulla.

    ha scritto il 

  • 4

    Elaine si racconta: bambina insicura, in balìa della ‘migliore amica’ Cordelia (“Le bambine son piccole e carine soltanto per gli adulti. Tra loro non sono carine.”); ragazza più forte, libera in parte dal giogo; donna matura, che ama e lavora, e pure a volte rivive i vecchi problemi: è un ...continua

    Elaine si racconta: bambina insicura, in balìa della ‘migliore amica’ Cordelia (“Le bambine son piccole e carine soltanto per gli adulti. Tra loro non sono carine.”); ragazza più forte, libera in parte dal giogo; donna matura, che ama e lavora, e pure a volte rivive i vecchi problemi: è un'artista, ora, pittrice, che dunque narrando fa un ampio ritratto di sé, limpido e sfaccettato… Occorre sapere che Elaine, bambina, aveva un talismano: una biglia ‘occhio di gatto’, “di vetro trasparente con una corona di petali colorati nel mezzo”; e che, donna, la ritrova nella piccola borsetta di plastica rossa... Ora sta tra pollice e indice: “Guardo dentro e ci vedo tutta la mia vita”. Ecco, viene da qui il racconto-ritratto di Elaine, dalla biglia che racchiude il passato: un “Occhio di gatto” nel quale Margaret Atwood ha messo molto di sé: esperienze di vita - che ho conosciuto approfondendo - e grandi capacità narrative - che ho rilevato leggendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Fondamentalmente Occhio di gatto è la storia di una ripercussione psicologica a grandi margini. Del tipo che io, Cordelia, voglio sfogare le mie rabbie e le mie piccole grandi offese che ho subito su di te, mare (Elaine), e tu dopo anni e anni hai ancora gli urti del maremoto che ti ho cau ...continua

    Fondamentalmente Occhio di gatto è la storia di una ripercussione psicologica a grandi margini. Del tipo che io, Cordelia, voglio sfogare le mie rabbie e le mie piccole grandi offese che ho subito su di te, mare (Elaine), e tu dopo anni e anni hai ancora gli urti del maremoto che ti ho causato, ci sono ancora i cerchi attorno al punto in cui ti ho gettato ripetutamente i miei sassolini crudeli.

    Mi sono chiesta se fosse possibile che un'implicita tortura psicologica, fatta da una bambina ad un'altra bambina - noi individui appartenenti al genere femminile sappiamo essere delle subdole streghe infami una con l'altra - potesse essere sentita ancora così tanto dopo 30-40 anni, nonostante le memorie ormai offuscate. E mi sono rimproverata per la domanda da stupida perché è chiaro che sì, i traumi infantili non passano mai, anche nel momento in cui capiamo le ragioni di chi ci ha fatto del male. E' sempre un massacro alla purezza, innocenza e benessere del bambino. Ci si vede costretti a crescere così, in modo brusco, e posso testimoniare che quasi mai la botta di grazia della crescita precoce è una cosa positiva: non esiste proprio.

    Toronto e in generale il Canada fanno da sfondo a questo incessante scambio di accuse silenziose, di interrogativi, di angosce soffocate che vanno a formare il rapporto tra Cordelia e Elaine. Cordelia, non potendo essere all'altezza delle richieste degli esigenti genitori (..non potendo essere 'na perfettina), allora sfoga le sue frustrazioni, gioca alla perfect girl evolution sulla povera cavia malcapitata che è Elaine. Ed Elaine al tempo ha appena 8-9 anni ed è ancora piccola per capire che tutte le pressioni da parte della sua nemica-amica non sono un dito puntato contro di lei come persona (forse ancora un po' fuori dagli schemi della mentalità borghese), ma più un dito puntato contro i genitori di Cordelia, o forse persino oltre, contro la società ipocrita che tende a incasellare ogni bambino nella forma più confacente alle sue richieste.

    Se questo è il principale filo conduttore: Elaine e Cordelia attraverso gli anni '40, '50, '60, '70 e '80; ci sono altre ramificazioni: non può mancare il solito confronto tra realtà cittadine, come il confronto fra generazioni e fra sessi (con annessi partner di Elaine in età adulta), specialmente conditi da un amaro e incredulo umorismo di Elaine e della particolareggiata ma sempre limpida scrittura della Atwood - ci sarà un motivo se ancora prima che scrittrice giornalista -. Margaret va dritta dritta nella personalissima Cerchia di Eletti: nessun personaggio, anche se secondario, è trascurato, ogni pezzo è inserito così bene che sinceramente sono un po' invidiosa, eh. Occhio di gatto è una storia trascinante, prima ancora che dal punto di vista emozionale (..'na depressione), io direi dal punto di vista mentale: onestamente io 'sta lettura me la sono sudata parecchio, uno non può semplicemente stare a guardare come il filo della storia si dipana, uno è portato naturalmente a voler tentare di capire Cordelia nella sua presunta cattiveria, in generale nella sua enigmatica persona, ma anche Elaine nella sua vecchiezza (successiva, ma vabbè, scontato), nella sua stantia insoddisfazione. Un ringraziamento speciale alle descrizioni dei suoi quadri, sono un vero e proprio tesssoro per il lettore che sonda i perché di Elaine. Vi assicuro che con il tutto il materiale a fuoco ci si fa certe seghe mentali..veramente impareggiabili.

    PS: forse il fatto di aver trovato Elaine molto simile a me ha reso la fatica di analizzare e ancora analizzare la sua storia non qualcosa di invano, ma persino piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di una vita (in gran parte autobiografica) dove non succede mai nulla di speciale.
    Non so capire l’enorme successo di Margaret Atwood, che a parer mio scrive come una giornalista. E’ una giornalista. E’ un’opinionista, un’intellettuale. Ammiro e rispetto il suo impegno ecologis ...continua

    La storia di una vita (in gran parte autobiografica) dove non succede mai nulla di speciale. Non so capire l’enorme successo di Margaret Atwood, che a parer mio scrive come una giornalista. E’ una giornalista. E’ un’opinionista, un’intellettuale. Ammiro e rispetto il suo impegno ecologista. Ma la letteratura è un’altra cosa. E pensare di conferire il Nobel per la letteratura alla Atwood (senza contare la valanga di premi che ha già vinto) mi sembra pura follia.

    ha scritto il 

  • 5

    Sembra la stesura finale di DISORDINE MORALE. E' il racconto di una vita, semplicemente, ma con i personaggi che risaltano di una profondità incredibilmente vera e tenera. Una scrittura eccelsa.

    ha scritto il 

  • 5

    "I do of course have a real life. I sometimes have trouble believing in it, because it doesn't seem like the kind of life I could ever get away with, or derserve. This goes along with another belief of mine: that everyone else my age is an adult, whereas I am merely in disguise."
    --Margaret Atwoo ...continua

    "I do of course have a real life. I sometimes have trouble believing in it, because it doesn't seem like the kind of life I could ever get away with, or derserve. This goes along with another belief of mine: that everyone else my age is an adult, whereas I am merely in disguise." --Margaret Atwood

    ha scritto il 

  • 4

    In tutta onestà, io i romanzi al femminile li odio. Romanzi scritti da donne, con protagoniste donne, in un mondo popolato di donne, a parte un'unica, importante eccezione: gli Uomini. Sì, con la maiuscola: se la meritano, visto che sebbene siano specie protetta riescono a monopolizzare la vita d ...continua

    In tutta onestà, io i romanzi al femminile li odio. Romanzi scritti da donne, con protagoniste donne, in un mondo popolato di donne, a parte un'unica, importante eccezione: gli Uomini. Sì, con la maiuscola: se la meritano, visto che sebbene siano specie protetta riescono a monopolizzare la vita delle sopraccitate protagoniste, quasi che dopo l'amore non ci sia niente da fare. Perciò, quando vedo un libro che parla della vita di una donna, scappo a gambe levate. Con "Occhio di gatto", però, è andata diversamente. Mi piace leggere più romanzi dello stesso autore per vedere il suo effettivo livello, e di Margaret Atwood - dopo lo strepitoso "Il racconto dell'Ancella" - ho scelto questo, nonostante la trama mi suscitasse brutte sensazioni. Invece è andata meglio di quello che pensavo, e c'è un motivo preciso: il personaggio di Cordelia. Aguzzina e vittima allo stesso tempo, sfrontata e fragile, modaiola ed anticonformista: una persona contorta, che onestamente ho trovato molto più interessante della concreta (ma banale) protagonista Elaine. Il loro particolare rapporto e l'ossessione l'una per l'altra è a mio parere la cosa più affascinante del libro, quella che vale il prezzo del biglietto. Margaret Atwood si riconferma ottima nell'introspezione psicologica, non tanto di quella delle sue protagoniste - a dire il vero un po' simili tra loro - quanto dei personaggi secondari, come il padre di Elaine, Josef, Grace, ecc. Rinconfermata anche la scrittura, sempre precisa ed intensa: dettagliatissime in particolare le descrizioni dei quadri, quasi si fa fatica a credere che in realtà non esistano. Se tutti i romanzi al femminile fossero così, sarei l'amante più accanita del genere.

    ha scritto il 

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