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Occhio di gatto

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.9
(260)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8879285564 | Isbn-13: 9788879285568 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La protagonista di questo romanzo è una pittrice, Elaine Risley, che in occasione della prima retrospettiva delle sue opere ritorna nella città dov'è cresciuta, Toronto. Se n'era andata molti anni prima, per lasciarsi alle spalle i fantasmi della gioventù. Ora, mentre valuta con occhio critico i cambiamenti nella città, Elaine ritrova se stessa bambina. Momenti e atmosfere riaffiorano con lancinante chiarezza: una famiglia felice e anticonformista, che però non l'aveva salvata dall'inferno di crudeltà e ricatti orchestrato da Cordelia, amica e aguzzina. L'unico alleato di Elaine era un occhio di gatto, una biglia dura, fredda, forte come lei avrebbe voluto diventare. In un sovrapporsi di passato e presente che attraversa quattro decenni, Elaine esplora le radici della sua personalità adulta, smuove gli strati sommersi della propria coscienza, riconsidera le vie di fuga che la vita le ha offerto. Un romanzo intenso e ironico, in cui ritroviamo la perfezione della scrittura, la trama perfetta e il realismo delle ambientazioni.
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  • 3

    ... Sono parecchie le malattie della memoria...

    Io adoro Margaret Atwood, questo è il presupposto da cui è necessario partire, ed è con molto dispiacere che non vado al di là delle tre stelline per un suo libro. La spiegazione è presto detta, ho as ...continua

    Io adoro Margaret Atwood, questo è il presupposto da cui è necessario partire, ed è con molto dispiacere che non vado al di là delle tre stelline per un suo libro. La spiegazione è presto detta, ho aspettato per tutto il tempo che succedesse qualcosa nella trama, che capitasse quell'evento che stavo aspettando e invece... niente. La penna di Margaret Atwood è capace di rendere piacevole qualsiasi cosa, ma qui mi sono effettivamente un po' annoiata. Ho letto recensioni entusiaste e altre più in linea con la mia... non so forse non era il momento per questo libro... Alla prossima Margaret, rivederti è sempre un piacere.

    ha scritto il 

  • 3

    ma il bullismo, quello vero, è un'altra cosa

    mi aspettavo di leggere un libro sul bullismo, ma la natura di questo romanzo è altra cosa. Non di bullismo si tratta, infatti, ma della ben nota cattiveria tra ragazzini, di cui tutti, in misure diff ...continua

    mi aspettavo di leggere un libro sul bullismo, ma la natura di questo romanzo è altra cosa. Non di bullismo si tratta, infatti, ma della ben nota cattiveria tra ragazzini, di cui tutti, in misure differenti, siamo stati vittime nel periodo che va dall'infanzia all'adolescenza.
    I bambini sono nani spietati nella loro azione di esclusione. Con metodo e senza ripensamento alcuno, mettono al bando tutto ciò che minimamente percepiscono come differente, lo fanno a brandelli, meglio se in gruppo, e non si preoccupano affatto delle ferite che, così facendo, possono provocare. Sul fatto che agiscano spinti da Incoscienza o immaturità si potrebbe discutere a lungo. Di certo, la distruzione, lo scarso rispetto, la sofferenza, subita o provocata, fanno parte del processo di crescita e ci aiutano a prendere le misure della vita.
    Così, Elaine prima subisce, poi ignora, infine dimentica. Ma non perdona e non riuscirà mai a superare completamente i traumi della sua infanzia, che ritornano sulle sue tele tormentate. Quanto a Cordelia, da piccola carnefice si trasforma in vittima, rivelando tutta la fragilità che un tempo la spingeva a infierire sugli altri. E, alla fine, per lei si prova quasi pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Trama molto intrigante, la protagonista che torna nella Toronto della sua infanzia ormai cinquantenne, e ricorda la sua vita passata e i rapporti con le bambine del vicinato e con una in particolare, ...continua

    Trama molto intrigante, la protagonista che torna nella Toronto della sua infanzia ormai cinquantenne, e ricorda la sua vita passata e i rapporti con le bambine del vicinato e con una in particolare, Cordelia, che era cattiva e la tiranneggiava.
    Ho apprezzato tantissimo l'inizio, come l'autrice ci racconta nei dettagli gli anni Quaranta e come si viveva allora, ma andando avanti secondo me il romanzo si perde parecchio, si allunga di metafore inutili, di pezzi che non danno nulla di più alla narrazione, e inoltre la Atwood è sempre molto fredda e distaccata nel raccontare. Che non è necessariamente un difetto, ma in questo caso ti fa sentire come se ci fosse sempre un piccolo muro di vetro tra te e le vicende raccontate. Un libro partito benissimo ma che strada facendo è diventato brodo allungato un po' noioso.

    ha scritto il 

  • 2

    Dico subito che non mi è piaciuto. Troppo piatto. Continuavo a leggere sperando che prima o poi ci fosse una svolta e invece niente. Salvo solo le parti in cui si racconta delle angherie subite dalla ...continua

    Dico subito che non mi è piaciuto. Troppo piatto. Continuavo a leggere sperando che prima o poi ci fosse una svolta e invece niente. Salvo solo le parti in cui si racconta delle angherie subite dalla protagonista da piccola.
    Ultimo appunto: mi chiedo perchè la Atwood sia considerata una scrittrice femminista. Non mi pare che in questo romanzo le donne siano descritte in modo positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto bello, tratta temi forse banali ma lo fa da un punto di vista così originale che la debolezza della trama in sé non si fa notare troppo. La storia di un'artista che è una persona come tant ...continua

    Libro molto bello, tratta temi forse banali ma lo fa da un punto di vista così originale che la debolezza della trama in sé non si fa notare troppo. La storia di un'artista che è una persona come tante e proprio per questo trasmette spesso un forte senso di immedesimazione, raccontata con un intreccio che alterna momenti del presente alla narrazione del passato. All'inizio può sembrare un romanzo come tanti e magari diventare monotono dopo un po', ma verso la fine il tema del tempo e della memoria torna a dare un senso al percorso compiuto. Meravigliosi per questo proprio gli ultimi capitoli, con il loro simbolismo suggestivo e il senso di chiusura che trasmette l'ultimo in particolare. Unico difetto che mi ha pesato è proprio il fatto che tale percezione di significato si perde nei capitoli intermedi, che a volte mi sono sembrati un po' vani.
    Voto: 8

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro perchè mi era piaciuto molto "Il racconto dell'ancella" ma questo si è rivelato di un genere completamente diverso. Prima di iniziare la lettura avevo dato un'occhiata alle recen ...continua

    Ho letto questo libro perchè mi era piaciuto molto "Il racconto dell'ancella" ma questo si è rivelato di un genere completamente diverso. Prima di iniziare la lettura avevo dato un'occhiata alle recensioni e col senno di poi questa mi sembra particolarmente calzante: "La storia di una vita (in gran parte autobiografica) dove non succede mai nulla di speciale" (Scritta da Xenja). Il libro è comunque talmente ben scritto da riuscire a farsi seguire, ad appassionarti. Alcune parti sono un po' lente, altre più dense di contenuto. In particolare ho trovato molto interessante il racconto delle esperienze della protagonista con le compagne di scuola da bambina, di cui subisce per anni la sottile violenza psicologica.
    Voto 7,5/10

    ha scritto il 

  • 5

    La bellezza di una vita.

    Cercavo un libro che parlasse semplicemente di qualcuno fatto di carne ed ossa, un personaggi dai contorni nitidi e non nebulosi, una persona non necessariamente coraggiosa o invincibile e l'ho trovat ...continua

    Cercavo un libro che parlasse semplicemente di qualcuno fatto di carne ed ossa, un personaggi dai contorni nitidi e non nebulosi, una persona non necessariamente coraggiosa o invincibile e l'ho trovato. Questa è la storia della pittrice Elaine, del suo passato remoto, prossimo e di come hanno formato il suo presente. E' una storia che può sembrare comune ma che di banale non ha nulla.

    ha scritto il 

  • 4

    Elaine si racconta: bambina insicura, in balìa della ‘migliore amica’ Cordelia (“Le bambine son piccole e carine soltanto per gli adulti. Tra loro non sono carine.”); ragazza più forte, libera in part ...continua

    Elaine si racconta: bambina insicura, in balìa della ‘migliore amica’ Cordelia (“Le bambine son piccole e carine soltanto per gli adulti. Tra loro non sono carine.”); ragazza più forte, libera in parte dal giogo; donna matura, che ama e lavora, e pure a volte rivive i vecchi problemi: è un'artista, ora, pittrice, che dunque narrando fa un ampio ritratto di sé, limpido e sfaccettato…
    Occorre sapere che Elaine, bambina, aveva un talismano: una biglia ‘occhio di gatto’, “di vetro trasparente con una corona di petali colorati nel mezzo”; e che, donna, la ritrova nella piccola borsetta di plastica rossa... Ora sta tra pollice e indice: “Guardo dentro e ci vedo tutta la mia vita”.
    Ecco, viene da qui il racconto-ritratto di Elaine, dalla biglia che racchiude il passato: un “Occhio di gatto” nel quale Margaret Atwood ha messo molto di sé: esperienze di vita - che ho conosciuto approfondendo - e grandi capacità narrative - che ho rilevato leggendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Fondamentalmente Occhio di gatto è la storia di una ripercussione psicologica a grandi margini. Del tipo che io, Cordelia, voglio sfogare le mie rabbie e le mie piccole grandi offese che ho subito su ...continua

    Fondamentalmente Occhio di gatto è la storia di una ripercussione psicologica a grandi margini. Del tipo che io, Cordelia, voglio sfogare le mie rabbie e le mie piccole grandi offese che ho subito su di te, mare (Elaine), e tu dopo anni e anni hai ancora gli urti del maremoto che ti ho causato, ci sono ancora i cerchi attorno al punto in cui ti ho gettato ripetutamente i miei sassolini crudeli.

    Mi sono chiesta se fosse possibile che un'implicita tortura psicologica, fatta da una bambina ad un'altra bambina - noi individui appartenenti al genere femminile sappiamo essere delle subdole streghe infami una con l'altra - potesse essere sentita ancora così tanto dopo 30-40 anni, nonostante le memorie ormai offuscate. E mi sono rimproverata per la domanda da stupida perché è chiaro che sì, i traumi infantili non passano mai, anche nel momento in cui capiamo le ragioni di chi ci ha fatto del male. E' sempre un massacro alla purezza, innocenza e benessere del bambino. Ci si vede costretti a crescere così, in modo brusco, e posso testimoniare che quasi mai la botta di grazia della crescita precoce è una cosa positiva: non esiste proprio.

    Toronto e in generale il Canada fanno da sfondo a questo incessante scambio di accuse silenziose, di interrogativi, di angosce soffocate che vanno a formare il rapporto tra Cordelia e Elaine. Cordelia, non potendo essere all'altezza delle richieste degli esigenti genitori (..non potendo essere 'na perfettina), allora sfoga le sue frustrazioni, gioca alla perfect girl evolution sulla povera cavia malcapitata che è Elaine. Ed Elaine al tempo ha appena 8-9 anni ed è ancora piccola per capire che tutte le pressioni da parte della sua nemica-amica non sono un dito puntato contro di lei come persona (forse ancora un po' fuori dagli schemi della mentalità borghese), ma più un dito puntato contro i genitori di Cordelia, o forse persino oltre, contro la società ipocrita che tende a incasellare ogni bambino nella forma più confacente alle sue richieste.

    Se questo è il principale filo conduttore: Elaine e Cordelia attraverso gli anni '40, '50, '60, '70 e '80; ci sono altre ramificazioni: non può mancare il solito confronto tra realtà cittadine, come il confronto fra generazioni e fra sessi (con annessi partner di Elaine in età adulta), specialmente conditi da un amaro e incredulo umorismo di Elaine e della particolareggiata ma sempre limpida scrittura della Atwood - ci sarà un motivo se ancora prima che scrittrice giornalista -. Margaret va dritta dritta nella personalissima Cerchia di Eletti: nessun personaggio, anche se secondario, è trascurato, ogni pezzo è inserito così bene che sinceramente sono un po' invidiosa, eh.
    Occhio di gatto è una storia trascinante, prima ancora che dal punto di vista emozionale (..'na depressione), io direi dal punto di vista mentale: onestamente io 'sta lettura me la sono sudata parecchio, uno non può semplicemente stare a guardare come il filo della storia si dipana, uno è portato naturalmente a voler tentare di capire Cordelia nella sua presunta cattiveria, in generale nella sua enigmatica persona, ma anche Elaine nella sua vecchiezza (successiva, ma vabbè, scontato), nella sua stantia insoddisfazione. Un ringraziamento speciale alle descrizioni dei suoi quadri, sono un vero e proprio tesssoro per il lettore che sonda i perché di Elaine. Vi assicuro che con il tutto il materiale a fuoco ci si fa certe seghe mentali..veramente impareggiabili.

    PS: forse il fatto di aver trovato Elaine molto simile a me ha reso la fatica di analizzare e ancora analizzare la sua storia non qualcosa di invano, ma persino piacevole.

    ha scritto il 

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