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Occhio nel cielo

By Philip K. Dick

(131)

| Hardcover | 9788834712580

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Book Description

Un'esplosione in un impianto nucleare scaglia otto persone in un universo impazzito in cui le leggi non sono più quelle conosciute, dove i miracoli esistono e si può volare in Paradiso appesi al manico di un ombrello, oppure si può far scomparire il Continue

Un'esplosione in un impianto nucleare scaglia otto persone in un universo impazzito in cui le leggi non sono più quelle conosciute, dove i miracoli esistono e si può volare in Paradiso appesi al manico di un ombrello, oppure si può far scomparire il mare o il cielo con la forza del pensiero, e dove una casa può trasformarsi in un mostro orrendo pronto a divorare i suoi abitanti. Come in una scatola cinese, i protagonisti attraversano una sorta di inferno dantesco popolato dai peggiori incubi della loro psiche, in un itinerario di scoperta e formazione.
Scritto in sole due settimane agli inizi del 1955, "Occhio nel cielo" è la prima opera di Philip K. Dick che affronta uno dei temi più cari all'autore: cosa è reale e cosa non lo è. Di estrema raffinatezza filosofica, il romanzo attinge a piene mani all'ossessione maccartista, descrivendo il senso di inquietudine dei protagonisti in una società priva di illuminazione, nella quale regnano i sogni illusori conformi alle loro paure e ai loro desideri.

48 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La perfezione non è di questo mondo...e di nessuno di quelli possibili

    Dopo un certo numero di anni (quanti? devo controllare) l’Editore Fanucci ha portato a compimento il progetto di pubblicare tutto Dick. Con La ragazza dai capelli scuri si è infatti concluso un ciclo che era iniziato nel 2000 (ho controllato) ...(continue)

    Dopo un certo numero di anni (quanti? devo controllare) l’Editore Fanucci ha portato a compimento il progetto di pubblicare tutto Dick. Con La ragazza dai capelli scuri si è infatti concluso un ciclo che era iniziato nel 2000 (ho controllato) con Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, mediante una collana apposita che si chiamava (e si chiama), appunto, “Collezione Immaginario Dick”.
    In realtà, in quella collana (e con quella veste tipografica) mancano due titoli che – sarei curioso di sapere il perché – sono stati ritenuti non meritevoli di entrarvi. Uno è Il paradiso maoista, l’altro è Occhio nel cielo, il libro su cui brevemente mi intratterrò.
    Devo subito ricordare che ove mai l’esclusione dalla collana dedicata al “tutto Dick” fosse causata da qualche giudizio di valore, non ci sarebbe che da inorridire. Vi sono entrate opere, anche di carattere non fantascientifico, che – con buona pace di Dick a cui va, comunque, il nostro amore incondizionato – sono delle vere schifezze.
    Ma bando alle recriminazioni, anche se qualcuno – forse lo stesso Fanucci – dovrebbe spiegare il motivo di questa esclusione che, tra l’altro, ci ha privati della consueta prefazione di Carlo Pagetti.
    Ora, lo dico subito e senza mezzi termini, Occhio nel cielo è sicuramente uno dei più bei romanzi di Dick.
    Un gruppo di persone, investito da un raggio protonico mentre visita un impianto nucleare, si trova a vivere, via via, in mondi immaginari che di volta in volta non sono che il prodotto della mente di uno di loro. Quindi, prima un mondo dominato da una religione folle, dove la divinità di riferimento, in maniera veterotestamentaria, fa piovere cavallette e locuste, invia schiere di angeli vendicatori ed altre piacevolezze del genere.
    Poi, il mondo immaginato da una signorina di mezza età, bigotta e razzista: è facile immaginare la scomparsa della sessualità e di tutto ciò che può turbare il bigottismo della signorina. La schizofrenia di un’altra componente del gruppo renderà la case come degli organismi viventi, pronti a nutrirsi dei suoi occupanti. Ed ancora, una società comunista contrapporrà sporchi capitalisti e classe operaia degradata in una lotta senza esclusione di colpi.
    Naturalmente, alla fine si tornerà al mondo reale. Ma sarà poi davvero così? E poi, tema da sempre caro a Dick, cos’è il reale?
    Insomma, pur essendo stato scritto nella metà degli anni ’50, Occhio nel cielo contiene tutti i temi che saranno costantemente trattati, anche in maniera più compita, da PKD nei suoi successivi romanzi. Urania lo pubblicò nel 1959 e mi chiedo quali abomini furono compiuti in fase di editing e di traduzione per tenere fuori la forte componente erotica e trasgressiva che pure Dick aveva inserito nel suo lavoro. Penso, ad esempio, al punto in cui la ragazza Silky, ormai completamente piatta e asessuata, si chiede come potrebbe comunque dare soddisfazione al protagonista della storia, il pur coniugato – ma non meno voglioso – Hamilton. Ma sono pensieri oziosi.
    05/06/14

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    Ludwig said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finale confuso

    Mi ha ricordato Ubik, anche se Ubik è più bello. Per 190 pagine il romanzo scorre, ricco di trovate anche geniali, alla Dick. In più qui c'è anche una critica al maccartismo e all'America degli anni cinquanta. Il finale invece è confuso e del tutto i ...(continue)

    Mi ha ricordato Ubik, anche se Ubik è più bello. Per 190 pagine il romanzo scorre, ricco di trovate anche geniali, alla Dick. In più qui c'è anche una critica al maccartismo e all'America degli anni cinquanta. Il finale invece è confuso e del tutto incoerente.

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    trcap said on Sep 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nice story. The idea and initial narrative escamotage is good. The plot is simple but some details reveal sparks of geniality by the author, as usual.

    Good fast reading for the summer.

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    Mallo said on Aug 10, 2013 | Add your feedback

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    Divertente

    ...e anche un poco profetico (ancora una volta). A dire il vero il voto sarebbe da tre stelle e mezzo, ma ho preferito arrotondare per eccesso. Il libro si legge velocemente, il solito (breve stavolta) spaesamento iniziale lascia il posto a bizzarre ...(continue)

    ...e anche un poco profetico (ancora una volta). A dire il vero il voto sarebbe da tre stelle e mezzo, ma ho preferito arrotondare per eccesso. Il libro si legge velocemente, il solito (breve stavolta) spaesamento iniziale lascia il posto a bizzarre e strampalate avventure che "degenerano" via via in mondi sempre più pericolosi fino al colpo di scena (quasi) finale che colpisce favorevolmente. Non manca un'idea o intuizione nelle ultimissime pagine che fa pensare davvero al giorno d'oggi. Non una lettura fondamentale, certo, ma un libro molto godibile.

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    Giordano Bruno said on Jul 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Occhio nel cielo

    <Occhio nel cielo>
    di Philip K. Dick (1957)

    Molti personaggi di Dick possono risultare antipatici al lettore che tenta di immedesimarsi in essi. Jack Hamilton è uno di quelli: un uomo molto pragmatico, spinto da una logica razionale che gli co ...(continue)

    <Occhio nel cielo>
    di Philip K. Dick (1957)

    Molti personaggi di Dick possono risultare antipatici al lettore che tenta di immedesimarsi in essi. Jack Hamilton è uno di quelli: un uomo molto pragmatico, spinto da una logica razionale che gli consente di mettere in dubbio ogni cosa; ma anche un egoista, un individuo che non esiterebbe a tradire la moglie, se gli si presentasse l’opportunità di farlo; una persona che non ci penserebbe due volte a uccidere una persona in modo brutale, se quest’ultima si rivelasse una minaccia per la propria incolumità. Tuttavia, la bellezza di questo romanzo risiede proprio nell’imprevedibilità che si cela dietro questo personaggio: egli, come tutta l’atmosfera in cui è ambientata la vicenda, non è mai ciò che appare. Hamilton cambia col cambiare delle dimensioni in cui viene gettato, come se fosse un prodotto del suo ambiente (e non viceversa). Per cui, è difficile biasimarlo. Come ci comporteremmo noi se fossimo messi al posto suo? Agiremmo come lui? O come gli altri sette personaggi che accompagnano Hamilton nel suo allucinato e sventurato ‘trip’? Probabilmente è proprio questa la domanda che traspare da questo romanzo, la cui risposta è scontata sia per i ‘buonisti’ che per gli scettici. Ma per un individuo che non si schiera, che non accetta ne l’una ne l’altra parte, libero nella scelta e nell’azione, quale potrebbe essere la risposta?
    Fondamentalismo religioso, bigottismo borghese, comunismo, nazismo, conservatorismo, etc… Come si comporterebbe l’individuo libero innanzi a tutti questi ‘ismi’, a tutte queste totalizzazioni ideologiche? Ma più di tutto, come si comporterebbe innanzi alla realizzazione totale (e totalitaria) del solipsismo individuale?
    Dick non pretende di dare una risposta concreta a tutte queste domande, non è nel suo intento fare il moralista. Spetta al lettore giudicare le azioni dei personaggi, schierarsi, criticare, opporsi. Lui ti dice: “Il mio personaggio, Jack Hamilton, si comporta così e cosà a seconda della situazione. Tu come agiresti? Accetteresti di rimanere incatenato all’interno della Caverna, o faresti di tutto pur di uscire a vedere la luce?”.

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    Lettore Cibernetico 87 said on Jun 18, 2013 | Add your feedback

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