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Oceano Mare

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(14924)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Polacco , Russo

Isbn-10: 8858805054 | Isbn-13: 9788858805053 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano.
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  • 5

    Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l'immenso mostro capace di divorare qualsiasi cosa, o quell'onda che ci schiuma intorno ai piedi? L'acqua che ...continua

    Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l'immenso mostro capace di divorare qualsiasi cosa, o quell'onda che ci schiuma intorno ai piedi? L'acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l'abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una sola parola o in una sola parola tutto nascondiamo? Sto qui, a una passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov'è. Il mare. Il mare.

    Il più bel libro di Baricco letto finora, uno dei testi dove è più chiara e forte la sua vena narrativa oltre che poetica e musicale. Bellissime soprattutto le prime due parti, la prima per la scia di magico che lascia dietro di sé, la seconda per la crudeltà e carnalità della storia... la terza è un po' la parte risolutiva, meno incisiva delle altre due, ma comunque interessante. Lo consiglio a tutti coloro che amano le storie impossibili e magiche, un narrare lento e musicale, e un Baricco che si preoccupa più di narrare che di piacere...

    Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare" – ed è un pensiero che dà i brividi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    ..insopportabile!

    ..non metto una stellina solo per non essere davvero cattiva..ma io questo libro l'ho trovato insopportabile..come è lo stile con cui è stato scritto..frasi interminabili..lunghe e chilometriche ...continua

    ..non metto una stellina solo per non essere davvero cattiva..ma io questo libro l'ho trovato insopportabile..come è lo stile con cui è stato scritto..frasi interminabili..lunghe e chilometriche per dire semplicemente una cosa da niente..!! ..dialoghi incomprensibili dove non si capisce chi è il soggetto che interviene..frasoni filosofiche che "un panettone è più leggero!" ripetizioni ovunque..frasi ripetute decine di volte fino a farti provare persino un senso di nausea!! ..sono stata tentata parecchie volte di lasciarlo a metà perchè non avevo voglia manco di aprirlo..ma alla fine l'ho concluso!! ..e devo essere sincera non ci vedo niente di speciale in questo libro!! ..proprio non mi è piaciuto per niente!!!

    ha scritto il 

  • 5

    In bilico sull'orlo della terra, a un passo dal mare in burrasca, riposava immobile la locanda Almayer. Che posto era mai quello, dove la gente c'era ma era invisibile, andava avanti e indietro ...continua

    In bilico sull'orlo della terra, a un passo dal mare in burrasca, riposava immobile la locanda Almayer. Che posto era mai quello, dove la gente c'era ma era invisibile, andava avanti e indietro all'infinito, come se avesse l'eternità davanti. Né terra né mare. Era un luogo che non esisteva, un mondo di angeli con la stessa solitudine, gli stessi colori, gli stessi profumi, lo stesso silenzio. La gente ci arrivava e il tempo si fermava: un passo al di qua delle cose. Non c'era niente di reale. La realtà sfumava e tutto diventava memoria. Per qualcuno doveva essere una sensazione come di felicità. Era un posto dove prendevi commiato da noi stessi. Quello che eravamo ci scivolava addosso, a poco a poco, passo dopo passo, su quella riva che non conosceva tempo e viveva un solo giorno, sempre quello. Il presente spariva e diventava memoria. Si sgusciava via da tutto, paure, sentimenti, desideri. Il futuro era un'idea, non era importante. Non significava più nulla. Un tempo immobile,istanti da posare uno sull'altro, come se fossero uno solo. C'era qualcosa di malato in quella locanda: i quadri bianchi di quel pittore, Plasson, che aveva fatto i soldi diventando il ritrattista più amato della capitale. Ma, di punto in bianco, decise un giorno di mollare tutto e di andarsene. Un'idea molto precisa, e covata dentro per anni, se lo portò via: fare un ritratto al mare. E poi le misurazioni infinite del professor Bartleboom e la sua Enciclopedia dei limiti riscontrabili in natura, con un supplemento dedicato ai limiti delle umane facoltà. La natura è perfetta perche non è infinita. Tutto sta nel capire i limiti. Tutto si disfa, diceva, non ha gratitudine, la vita; ma una volta, raccontava, aveva visto gli angeli sulla riva del mare,anche se non credeva, in Dio perché era uno scienziato. Era un uomo semplice e giusto, Bartleboom; aveva 38 anni e pensava che da qualche parte, nel mondo, avrebbe incontrato un giorno una donna che, da sempre, era la sua donna. Alla locanda aveva conosciuto Ann Deveri, signora bellissima eppure infelice e sola. Aveva tradito suo marito. E suo marito pensava che il clima del mare assopisse le passioni e la sua vista stimolasse il senso etico, mentre la sua solitudine la inducesse a dimenticare il suo amante. Ma guarire era una parola troppo piccola e semplice, un modo, solo più lieve, di morire. Ann non si era mai sentita più viva di allora. E poi c'era Thomas, il marinaio che aveva qualcosa di ipnotico nel suo salmodiare immagini fantastiche. Ascoltarlo era una magia. Aveva visto uomini disfarsi e tramutarsi in bambini. E poi cambiare ancora e diventare bestie feroci. Aveva visto sognare sogni meravigliosi, ascoltato le storie più belle della sua vita, raccontate da uomini qualunque, un attimo prima di buttarsi in mare e sparire per sempre. Aveva letto nel cielo segni che non conosceva e fissato l'orizzonte con occhi che non credeva di avere. Cosa fosse l'odio, veramente, l'aveva capito su quelle assi insanguinate della zattera, dove Therese, la ragazza che amava, era stata uccisa. Il mare, il profondo l'aveva accolta, per custodire la sua pace. Era la più bella delle onde. Thomas ci aveva messo anni a scendere fino in fondo al ventre del mare: ma quello che cercava, l'aveva trovato. Le cose vere. Perfino quella, di tutte, più insopportabilmente e atrocemente vera. Era uno specchio, quel mare e nel suo ventre, aveva visto se stesso e la verità. Anche se avesse ritrovato mai una qualche terra, non sarebbe stato più salvo, mai più. E quel che aveva visto sarebbe rimasto per sempre nei suoi occhi e nella sua anima. Per sempre sarebbe stato inconsolabile con il bisogno, la voglia di aspettare qualsiasi giustizia. E poi c'era Elisewin, posseduta da una sensibilità d'animo incontrollabile. Lei la voleva la vita, avrebbe fatto qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'era. Una ragazzina troppo fragile per vivere e troppo viva per morire e ciò che l'avrebbe salvata era una parola infinita, a suo modo, perfino magica,intollerabilmente semplice. Il mare. Il mare immenso, l'oceano mare, che infinito corre oltre ogni sguardo, l'immane mare onnipotente, l'immenso mare, un luogo piccolissimo e un istante da nulla. Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni. Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno, è qualcosa da cui non puoi scappare Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama. Aveva chiamato anche Padre Pluche che avrebbe dovuto guarire Elisewin, ma aveva chiesto al mare di farlo. Padre Pluche e le sue preghiere, ma non erano come le altre, le sue. Lui affidava a Dio il suo buio e gli chiedeva di di tenerlo con Lui un'ora soltanto, quel tanto che bastava per scioglierne il nero, per sciogliere il male che quel buio faceva nella sua testa e nel cuore. Dio poteva anche solo rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo avrebbe pensato Padre Pluche. Una cosa da nulla per Dio, ma così grande per lui. E poi era solo una preghiera, che era un modo di scrivere il profumo dell'attesa. Anche quell'uomo, nella settimana stanza, attendeva e solo Dio sapeva cosa. Non usciva mai. Solo Dira lo sapeva. Nessuno degli altri l'aveva mai visto. Ma alla fine quell'uomo della settimana stanza, si fermò in mezzo al ponte. Si inginocchiò e disegnò il segno di una croce su quelle assi di legno. E allora tutti si voltarono verso il mare, con lo sguardo di chi ha vinto. Qualche passo, fino a quando l'acqua gli arrivò alle ginocchia. Gli occhi dritti in quelli del mare. Silenzio. Non si muoveva più nulla, tutt'intorno. La gente tratteneva il fiato. Un incantesimo: il vecchio abbassò gli occhi, immerse una mano nell'acqua e lentamente disegnò il segno di una croce. Lentamente. Benedì il mare. La mano di un vecchio. Un segno, nell'acqua. Il mare non faceva più paura: restava solo dire il mare. L'importante era provare a dirlo. Qualcuno lo avrebbe ascoltato.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia in sé non è poi così male ma ho trovato veramente insopportabile lo stile di Baricco, che non mi era dispiaciuto in Seta. Potrebbe anche essere stato il periodo sbagliato in cui l'ho ...continua

    La storia in sé non è poi così male ma ho trovato veramente insopportabile lo stile di Baricco, che non mi era dispiaciuto in Seta. Potrebbe anche essere stato il periodo sbagliato in cui l'ho letto ma ho trovato davvero noiosa la lettura per buona parte del libro che almeno per me si è ripreso verso il finale. Anche il fatto che abbia impiegato più dieci giorni a leggerlo la dice lunga.

    ha scritto il 

  • 2

    Sopravvalutato!

    Come già detto per "Castelli di Rabbia", Baricco è sicuramente un autore poetico e suggestivo ma, a mio avviso, è stato davvero sopravvalutato. Questo romanzo racchiude molto lirismo e suggestione ...continua

    Come già detto per "Castelli di Rabbia", Baricco è sicuramente un autore poetico e suggestivo ma, a mio avviso, è stato davvero sopravvalutato. Questo romanzo racchiude molto lirismo e suggestione per l'immenso mare e delle parti incantano davvero, sembra quasi di sentire il profumo di salsedine, il vento sulla pelle, i piedi sulla sabbia... Ma poi troppi personaggi, dialoghi ripetitivi e un eccessivo filosofare... la storia non regge proprio, non si riesce a seguire il filo. Mi sono davvero annoiata, non vedevo l'ora di arrivare all'ultima pagina, motivata dal fatto che forse, en passant, avrei trovato qualcosa di davvero appassionante. Forse si potrebbe eliminare gran parte del romanzo per ridurlo a una raccolta di aforismi sul mare, diventerebbe davvero bello così...forse.

    ha scritto il 

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