Oceano mare

SCHEDA DOPPIA

Voto medio di 15961
| 2486 contributi totali di cui 1913 recensioni , 544 citazioni , 4 immagini , 24 note , 1 video
SCHEDA CORRETTA

http://www.anobii.com/books/Oceano_mare/9788807819681/018173840f6f6d4282/

Ha scritto il 26/07/17
A parte che io , Il Barrico, lo adoro proprio. Ha un modo di scrivere unico . Che si distoglie completamente da tutti gli altri . Oceano mare è forse uno dei libri più belli che abbia mai letto . Ma più che letto , assaporato . L'ho letto piano . ..." Continua...
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Ha scritto il 08/07/17
Con Novecento avevo messo a Baricco una bella pietra sopra. Perchè? Perché è troppo bravo, troppo. Ed è un troppo che infastidisce. Come fosse il secchione della classe.Gli ho dato, dopo anni, una seconda opportunità. E' sempre lui. Troppo ..." Continua...
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Ha scritto il 14/06/17
Diversi spunti interessanti e storia suggestiva, però trovo Baricco sempre troppo pomposo, a volte perdevo proprio il filo della frase, periodi interminabili un pò fini a se stessi...certamente non una lettura da fare a "mente leggera"!!
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Ha scritto il 24/04/17
Bello
Mi è piaciuto, ma non tantissimo.
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Ha scritto il 06/04/17
Sapeva ascoltare, e sapeva leggere. Non i libri, quelli sono buoni tutti, sapeva leggere la gente.
"Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte ..." Continua...
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Ha scritto il Mar 24, 2017, 09:42
"...neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi - riconoscersi - una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso. Non si è mai lontani abbastanza per ... Continua...
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Ha scritto il Feb 15, 2017, 19:01
Lui era uno di quelli che quando non ci sono più lo senti. Come se il mondo intero diventasse, da un giorno all'altro, un po' più pesante.
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Ha scritto il Feb 15, 2017, 19:00
Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e ti li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se ... Continua...
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Ha scritto il Feb 11, 2017, 19:36
Ogni tanto mi chiedo cosa stiamo aspettando.
Silenzio.
Che sia troppo tardi, madame
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Ha scritto il Feb 11, 2017, 19:35
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, ... Continua...
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Ha scritto il Nov 25, 2016, 10:16
Ho impiegato giorni a scrivere questa recensione: chiuso questo libro, a differenza di tutte le altre letture, non trovavo le parole, come se un'onda le  avesse portate via tutte. Ho dovuto attendere affinché, onda dopo onda, ad una ad una, il mare me le restituisse. Da dove partire per scrivere la recensione di un libro come questo... ci vorrebbero due occhi da cui cominciare, come dice il pittore Plasson, ma in questo romanzo di occhi ce ne sono tanti, occhi come anime, anime in cerca di sé più che di qualcosa o di qualcosa che li porti a sé. Indefinibile la bellezza della prosa, da sola vale la lettura di questo libro,  perché è insieme un dipinto, una preghiera, una poesia, una guerra, una dichiarazione d'amore, una ricerca di limiti o, più semplicemente, un "dire il mare". Sette personaggi si ritrovano in una misteriosa quanto surreale locanda in riva al mare, ognuno di loro è lì per un motivo ben preciso: chi deve guarire da un male reale o presunto, chi vuole dipinge il mare con acqua di mare, chi vuole studiarne i limiti, chi cerca vendetta, chi la propria strada...e poi c'è lui, Il Mare, in tutte le sue sfaccettature, immobile ed eterno eppure diverso per ogniuno di loro.  Forse perché il mare è un po' come una tavola bianca su cui ognuno è  chiamato a "dire" se stesso. Alla fine ogni personaggio troverà un proprio compimento, anche se non sempre quello che aveva immaginato; enigmatico resta l'uomo misterioso che rimane chiuso per tutta la narrazione nella settima stanza; questi conclude il libro in modo sibillinico, consegnando al lettore una verità che sfugge. Davanti all'identità enigmatica di quest'uomo la mia fantasia si è appropriata della libertà di lettrice e ha riempito ciò che l'autore sembra lasciare in sospeso. Mi piace pensare che quell'uomo abbia un'identità ben precisa, mi piace pensare che Baricco abbia tanto amato la locanda Almayer da non aver resistito all'idea di esserne  anche lui ospite, che dalla stanza numero sette abbia  mosso le fila di tutto e abbia scritto, anzi, abbia "detto" il mare...oppure è più giusto pensare che a fare tutto sia stato il mare e che l'uomo misterioso si sia limitato ad esserne la mano...e lo ha fatto in un modo sublime.
Ho impiegato giorni a scrivere questa recensione: chiuso questo libro, a differenza di tutte le altre letture, non trovavo le parole, come se un'onda le avesse portate via tutte. Ho dovuto attendere affinché, onda dopo onda, ad una ad una, il mare me le restituisse. Da dove partire per scrivere la recensione di un libro come questo... ci vorrebbero due occhi da cui cominciare, come dice il pittore Plasson, ma in questo romanzo di occhi ce ne sono tanti, occhi come anime, anime in cerca di sé più che di qualcosa o di qualcosa che li porti a sé. Indefinibile la bellezza della prosa, da sola vale la lettura di questo libro, perché è insieme un dipinto, una preghiera, una poesia, una guerra, una dichiarazione d'amore, una ricerca di limiti o, più semplicemente, un "dire il mare". Sette personaggi si ritrovano in una misteriosa quanto surreale locanda in riva al mare, ognuno di loro è lì per un motivo ben preciso: chi deve guarire da un male reale o presunto, chi vuole dipinge il mare con acqua di mare, chi vuole studiarne i limiti, chi cerca vendetta, chi la propria strada...e poi c'è lui, Il Mare, in tutte le sue sfaccettature, immobile ed eterno eppure diverso per ogniuno di loro. Forse perché il mare è un po' come una tavola bianca su cui ognuno è chiamato a "dire" se stesso. Alla fine ogni personaggio troverà un proprio compimento, anche se non sempre quello che aveva immaginato; enigmatico resta l'uomo misterioso che rimane chiuso per tutta la narrazione nella settima stanza; questi conclude il libro in modo sibillinico, consegnando al lettore una verità che sfugge. Davanti all'identità enigmatica di quest'uomo la mia fantasia si è appropriata della libertà di lettrice e ha riempito ciò che l'autore sembra lasciare in sospeso. Mi piace pensare che quell'uomo abbia un'identità ben precisa, mi piace pensare che Baricco abbia tanto amato la locanda Almayer da non aver resistito all'idea di esserne anche lui ospite, che dalla stanza numero sette abbia mosso le fila di tutto e abbia scritto, anzi, abbia "detto" il mare...oppure è più giusto pensare che a fare tutto sia stato il mare e che l'uomo misterioso si sia limitato ad esserne la mano...e lo ha fatto in un modo sublime.
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Ha scritto il Oct 21, 2016, 14:51
n°2
n°2
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Ha scritto il Oct 21, 2016, 14:50
n°1
n°1
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Ha scritto il Oct 12, 2016, 10:54
bella bella..
bella bella..
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Ha scritto il Oct 11, 2016, 21:25
il velo di seta.
Pag. 198
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Ha scritto il Oct 11, 2016, 20:50
bhè che dire...spiega tutto!
Pag. 21
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Ha scritto il Sep 19, 2016, 17:47
Dire il mare. Perché è quello che ci resta. Perché davanti a lui, noi senza croci, senza vecchi, senza magia, dobbiamo pur averla un'arma, qualcosa, per non morire in silenzio, e basta
Pag. 210
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Ha scritto il Sep 19, 2016, 17:46
uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede
Pag. 175
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Ha scritto il Sep 19, 2016, 17:45
È un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra
Pag. 155
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Ha scritto il Mar 23, 2016, 07:05
Insieme a te non ci sto più
Autore: Franco Battiato
Sensazione provata dopo poche righe
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