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Oceano mare

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica 1968)

4.1
(15098)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Polacco , Russo

Isbn-10: 8807819686 | Isbn-13: 9788807819681 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda AI mayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici, con una scrittura suggestiva, immaginifica e musicale.
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  • 5

    Una perla rara

    Una storia bellissima organizzata benissimo, un gruppo di personaggi meravigliosi, una scrittura sorprendente.
    La parte del naufragio è scolpita nella mia pelle.

    Il libro della mia gioventù.

    Una perla rara,

    ha scritto il 

  • 4

    "Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importo quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore ...continua

    "Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importo quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella storia favolosa non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follie di un altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. basta quello"

    ha scritto il 

  • 3

    Qual è la trama di questo libro?
    Se inizialmente uno si può fare una certa idea, poi arrivano le pagine che la sbaragliano, che confondono e lasciano perplessi, perchè scardinano l'idea del romanzo con un inizio, uno sviluppo e un epilogo.
    Le storie narrate sono abbozzate, appena acce ...continua

    Qual è la trama di questo libro?
    Se inizialmente uno si può fare una certa idea, poi arrivano le pagine che la sbaragliano, che confondono e lasciano perplessi, perchè scardinano l'idea del romanzo con un inizio, uno sviluppo e un epilogo.
    Le storie narrate sono abbozzate, appena accennate, come se non fossero loro il fulcro del romanzo.
    Una volta finito lascia un senso di vago, di indefinibile e indefinito. Di tutto e di niente. Di una vastità senza limiti.
    Forse è proprio questa la sensazione che si voleva lasciare, forse Baricco è riuscito a dire, a comunicare il mare comemai nessuno prima.

    ha scritto il 

  • 4

    Se si può racchiudere la vastità del mare in un libro, Baricco ci è riuscito. Anche questa volta, così come mi è capitato per altri suoi libri, all’inizio mi sentivo spaesata, quasi stessi anch’io alla locanda Almayeur insieme ai personaggi. Poi, andando avanti ho cominciato ad ascoltare i silen ...continua

    Se si può racchiudere la vastità del mare in un libro, Baricco ci è riuscito. Anche questa volta, così come mi è capitato per altri suoi libri, all’inizio mi sentivo spaesata, quasi stessi anch’io alla locanda Almayeur insieme ai personaggi. Poi, andando avanti ho cominciato ad ascoltare i silenzi di Plasson il pittore e la voglia di riscatto della giovane Elisewin. Ho immaginato di essere io la destinataria delle belle lettere di Bartleboom e ho cercato di vedere gli occhi del mare, come Dood. Si sa che Baricco ha uno stile inconfondibile, in grado di mettere le parole al proprio posto e formando un puzzle che pagina dopo pagina diventa sempre più chiaro. Ancora una volta, Baricco si conferma un grande scrittore e un filosofo moderno con grande sensibilità.
    “ Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.”

    ha scritto il 

  • 4

    Rapita dall'oceano mare...

    Questo libro mi è stato dato in prestito da mia cugina, dicendomi che a suo parere è un libro bellissimo e unico. Inizio a leggere i primi due capitoli e penso... Ok, ben scritto, ma qual è la storia?? Poi dal terzo capitolo in poi è stato come se la mia mente fosse stata prepotentemente strappat ...continua

    Questo libro mi è stato dato in prestito da mia cugina, dicendomi che a suo parere è un libro bellissimo e unico. Inizio a leggere i primi due capitoli e penso... Ok, ben scritto, ma qual è la storia?? Poi dal terzo capitolo in poi è stato come se la mia mente fosse stata prepotentemente strappata dalla realtà e trasportata nello splendido mondo di Baricco dove tutto è circondato da oceano mare... In ogni sua parola ho annusato il mare, l'ho visto, ho sentito il rumore delle onde... Questo libro è pura magia, oltre alle sue bellissime e poetiche frasi, l'autore, mi ha regalato la compagnia di personaggi particolari, fuori dal comune. Tipi come Bartleboom con le sue speciali lettere d'amore e Plasson con le sue frasi lasciate a metà, mi resteranno impressi per sempre. Ci sono poi altri personaggi interessanti, ognuno con la sua storia piena di emozioni. Mia cugina mi aveva anche detto che questo libro o lo si ama o lo si odia. E io decisamente lo amo.

    ha scritto il 

  • 3

    E' palese, da parte di Baricco, la voglia di intrappolare il lettore in un gorgo di sensazioni e l'opera gli riesce senza alcun dubbio. Dopo un primo momento di perplessità, mi ha rapita il fascino esercitato dalle immagini che si susseguivano nella mente. Uno stile raro, o unico dato che non ho ...continua

    E' palese, da parte di Baricco, la voglia di intrappolare il lettore in un gorgo di sensazioni e l'opera gli riesce senza alcun dubbio. Dopo un primo momento di perplessità, mi ha rapita il fascino esercitato dalle immagini che si susseguivano nella mente. Uno stile raro, o unico dato che non ho letto nulla di simile fin'ora. Parole ripetute per dar loro enfasi, notevole mancanza di punteggiatura, forse per aiutare il flusso di parole a trasformarsi, ad immergerti nella visione onirica della realtà che Baricco ha desiderato tratteggiare, sono alcune delle parti imprescindibili del libro. Ho percepito una sorta di polemica nei confronti di una società che non permette alle persone più fragili, o che meno si adattano alle regole imposte dal vivere "civile", di vivere in maniera per loro salutare. Capitano momenti in cui la vita non va come avevano previsto e provano lo smarrimento, perdono il loro equilibrio e hanno bisogno di qualcosa di alternativo, anche una intera vita alternativa, o solo un attimo. Non capiscono ma vanno avanti... perchè devono... altrimenti che fanno? In tali momenti non resta loro che cercare e trovare riposo e protezione in se stessi, in quell'unico luogo in cui si sentono a casa. E' forse questo il senso della locanda Almayer? Tutti noi abbiamo, ogni tanto e in misura più o meno prepotente, questi momenti. Poi, dopo il ristoro, dopo aver recuperato le forze, è necessario lasciare il limbo in cui siamo stati, la vita preordinata, prevedibile, che segue le leggi precise che ci hanno aiutato. Sarebbe meglio lasciare quella sorta di parvenza di vita, di sopravvivenza, di vita sospesa sopra la realtà che ci ha aiutato. Quando poi ci si trova buttati fuori dalla finestra, ci si deve prendere il diritto di volare e non rimanere aggrappati alla finestra ma scoprire altre vie, perchè l'importante è non rimanere fermi ma giocare la nostra partita con quel che abbiamo in mano, prendendola come un'opportunità.

    ha scritto il 

  • 5

    Strani personaggi si aggirano attorno alla locanda Almayer, una locanda sul mare e questi personaggi stravaganti e malinconici sono lì alla ricerca di sé stessi, sono lì per guarire l’anima immergendosi in questo mare, in questo infinito oceano mare.. qualcuno morirà ma altri ritorneranno a viver ...continua

    Strani personaggi si aggirano attorno alla locanda Almayer, una locanda sul mare e questi personaggi stravaganti e malinconici sono lì alla ricerca di sé stessi, sono lì per guarire l’anima immergendosi in questo mare, in questo infinito oceano mare.. qualcuno morirà ma altri ritorneranno a vivere..
    Ancora una volta Baricco mi ha stupita, mi ha incantata, mi ha coinvolta, mi ha fatto riflettere, con questo suo modo coinvolgente ed appassionato di raccontare, con le sue parole, semplici ma che arrivano dritto al cuore, all’anima…
    E questo mare, così immenso che ti accarezza, che ti annienta, che è la vita, la vita che scorre e in essa tutto si confonde, che è la morte, che è un Oceano mare..
    “Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto il mare chiama. […] Non fa altro in fondo, che questo, chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti.”

    scritto il 24 ott 2009

    ha scritto il 

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