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Oceano mare

Di

Editore: Rizzoli (BUR, La scala)

4.1
(15230)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Polacco , Russo

Isbn-10: 8817106100 | Isbn-13: 9788817106108 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
Molti anni fa, nel mezzo di qualche oceano, una fregata della marina francese fece naufragio. 147 uomini cercarono di salvarsi salendo su un'enorme zattera e affidandosi al mare. Un orrore che durò giorni e giorni. Un formidabile palcoscenico su cui si esibirono la peggior ferocia e la più dolce pietà. Molti anni fa, sulla riva di un qualche oceano, arrivò un uomo. L'aveva portato lì una promessa. La locanda in cui si fermò si chiamava Almayer. Sette stanze. Degli strani bambini, un pittore, una donna bellissima, un professore dal nome strano, un uomo misterioso, una ragazza che non voleva morire, un prete buffo. Tutti lì, a cercare qualcosa, in bilico sull'oceano. Molti anni fa, questi e altri destini incontrarono il mare e ne tornarono segnati. Questo libro li racconta perché, ad ascoltarli, si sente la voce del mare. Lo si può leggere come un racconto a suspense, come un poema in prosa, un conte philosophique, un romanzo d'avventura. In ogni caso, vi domina la gioia rapinosa di raccontare storie attraverso una scrittura e una tecnica narrativa senza modelli né antecedenti né maestri. Il timbro di "Oceano mare" non ha infatti riscontri nella nostra narrativa , anche per l'accensione fantastica che non conosce pause, per la gamma emotiva che vi viene sciorinata: si va infatti dall'ironia più sfaccettata alla melanconia più fonda, dalla comicità più sanguigna al pathos più coinvolgente e meno patetico.
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  • 1

    tanti voli pindarici che non vanno da nessuna parte

    Delusione assoluta. Mi avevano parlato così bene di questo autore e soprattutto di questo libro..! A mio parere, tanto fumo e niente arrosto!
    Tante parole buttate lì a caso, frasi sconnesse senza un s ...continua

    Delusione assoluta. Mi avevano parlato così bene di questo autore e soprattutto di questo libro..! A mio parere, tanto fumo e niente arrosto!
    Tante parole buttate lì a caso, frasi sconnesse senza un senso logico, tanti voli pindarici per sembrare poetico a tutti i costi, per fare il misterioso, per mettere suspense anche quando non c'entra nulla.. Proprio una noia!

    ha scritto il 

  • 1

    DIREI PROPRIO DI NO

    è uno dei libri più brutti che abbia mai letto, l'ho dovuto lasciare a metà perché era insopportabile e non si capiva nulla. Personaggi che non si capiscono, dialoghi "no sense" non si capiva che iniz ...continua

    è uno dei libri più brutti che abbia mai letto, l'ho dovuto lasciare a metà perché era insopportabile e non si capiva nulla. Personaggi che non si capiscono, dialoghi "no sense" non si capiva che iniziava e chi finiva. Personaggi che spuntavano dal nulla e poi sparire così nel nulla. Non mi ha preso per niente, anzi, stavo per tagliarmi le vene per quanto era lento e non so come questo libro possa piacere a molta gente, ma ovviamente sono gusti. Lo sconsiglio vivamente per chiunque abbia voglia di iniziarlo a leggere.

    ha scritto il 

  • 1

    assolutamente no

    Libro quasi insopportabile. Stile che se negli anni '90 non lo segiuvi non eri nessuno, con le sue frasi interminabili, lunghe e contorte per dire assolutamente niente. Oggi però sarebbe impubblicabil ...continua

    Libro quasi insopportabile. Stile che se negli anni '90 non lo segiuvi non eri nessuno, con le sue frasi interminabili, lunghe e contorte per dire assolutamente niente. Oggi però sarebbe impubblicabile secondo me. Dialoghi incomprensibili dove non si sa bene chi sia il soggetto che interviene. Abbondanza di aggettivi e avverbi che rendono il tutto pesantissimo. Ripetizioni ovunque, solo per narrare fatti infimi, che non mi hanno coinvolto per niente. Personaggi che si confondono e le loro vicende che si intrecciano ma chissà perchè. oceano mare bocciato

    ha scritto il 

  • 5

    Oceano Mare

    Leto, riletto, riletto.. poi regalato, regalato, regalato, riletto, regalato... insomma alla fine ne ho sempre due copie in libreria,,, una da rileggere ed una da regalare... (Comunque credo che sia u ...continua

    Leto, riletto, riletto.. poi regalato, regalato, regalato, riletto, regalato... insomma alla fine ne ho sempre due copie in libreria,,, una da rileggere ed una da regalare... (Comunque credo che sia uno dei più bei libri da regalare.. non ci sono dubbi).

    ha scritto il 

  • 5

    Valzer

    Una lunga lunga poesia, questo libro. Non è ambientato nel mondo reale: si tratta di una bolla sospesa . L'ho amato da morire, e ho pensato che ci avrei voluto vivere, perché questo universo, l'univer ...continua

    Una lunga lunga poesia, questo libro. Non è ambientato nel mondo reale: si tratta di una bolla sospesa . L'ho amato da morire, e ho pensato che ci avrei voluto vivere, perché questo universo, l'universo di Baricco è quanto di più simile abbia ma trovato alla mia visione di vivere. Come davanti a tutte le grandi cose, non ho molte parole da spendere al proposito, e mi dispiace, perché vorrei essere in grado di spiegare la paralisi, l'incanto e il valzer che è stato immergermi nella lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    La guardò.
    Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
    Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.

    Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi ...continua

    La guardò.
    Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
    Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.

    Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l'immagine– uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire– perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere –solo– ricevere– negli occhi – il mondo.

    È un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.

    ha scritto il 

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